Trovati 474 documenti.
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Democrazia / Werner Conze ... [et al.] ; prefazione di Vittorio Emanuele Parsi
Venezia : Marsilio, 1993
Abstract: Anche sull'onda della sconfitta dei regimi dell'Europa dell'Est, la democrazia si propone sempre di più come quadro di riferimento imprescindibile e come forma per eccellenza della politica moderna. Sembra che il destino peculiare della democrazia sia, da un lato, di esercitare una straordinaria forza d'attrazione e, dall'altro di risultare, quasi per sua natura, continuamente in pericolo. Queste due attitudini opposte e complementari, costitutive del fascino della democrazia, vengono ricostruite e analizzate in questo volume il cui punto di partenza è la democrazia degli antichi, per dipanarsi poi attraverso tutte le tappe del pensiero occidentale.
Populismo e democrazia / Yves Mény, Yves Surel
Bologna : Il mulino, [2001]
Incontri ; 27
Il consenso dei governati / John C. Livingston e Robert G. Thompson
Milano : Giuffrè, 1971
Valori politici ; 12
Il governo delle democrazie / Augusto Barbera, Carlo Fusaro
Bologna : Il mulino, 1997
Abstract: Forme di governo parlamentari, presidenziali o semipresidenziali: che cosa sono, a che cosa servono. Quali sono i loro punti di forza e di debolezza. Questo volume ricostruisce la storia e illustra la tipologia delle principali forme di governo democratiche: uno strumento per orientarsi e capire una stagione di grandi cambiamenti.
Il disagio della democrazia / Carlo Galli
Torino : Einaudi, 2011
Abstract: Carlo Galli in questo libro affronta senza timidezza i problemi della forma democratica (quelli intrinseci alla sua natura come quelli che nascono dalla globalizzazione post-moderna), perché solo ponendosi di fronte alle sue difficoltà reali si può ancora una volta affermare l'importanza della democrazia.
Democrazia / Stefano Petrucciani
Einaudi, 2014
Abstract: Il volume costituisce una sintetica e agile introduzione alla storia e alla teoria della democrazia. Nella prima parte viene ricostruito il lungo viaggio storico della democrazia dalle origini greche ai giorni nostri: le vicende della politica e quelle delle dottrine democratiche vengono ripercorse nel loro intreccio, con particolare attenzione a passaggi decisivi come le grandi rivoluzioni americana e francese, le lotte per il suffragio universale, l'affermazione delle democrazie costituzionali nella seconda metà del Novecento. La seconda parte del libro affronta invece i principali nodi teorici sui quali non cessa di interrogarsi il pensiero democratico: le basi filosofiche della democrazia, i diritti fondamentali, la laicità dello Stato, la finzione della rappresentanza, i partiti e la loro crisi, il ruolo dell'opinione pubblica e dei media, il condizionamento che i poteri economici, domestici e globali, esercitano sulla politica democratica. Il volume si conclude con una riflessione sulle patologie della democrazia contemporanea e sulle proposte che sono state avanzate per affrontarle.
Il governo delle democrazie / Augusto Barbera, Carlo Fusaro
3. ed. aggiornata
Bologna : Il mulino, 2009
Abstract: Anche le forme di governo hanno una loro storia, un albero genealogico attraverso cui riconoscere le diverse famiglie e la loro discendenza. Tutto cominciò in Inghilterra, dove tra '600 e '700 prese forma il sistema parlamentare, il modello di tutti i successivi modelli. Poi gli inglesi d'America, volendo imitare la loro madrepatria, finirono per inventare un modello alternativo, la forma di governo presidenziale. Molti anni dopo, in Francia, nel corso di una difficile transizione, si affermò un terzo modello, quello semipresidenziale. E in Italia, dallo Statuto albertino in poi, come sono andate le cose? Questo volume ricostruisce la storia e illustra la tipologia delle principali forme di governo democratiche. Un agile strumento per chi vuole orientarsi nel dibattito politico e istituzionale.
La democrazia : storia di un'ideologia / Luciano Canfora ; con una postfazione dell'autore
Nuova ed
Roma : Laterza, 2006
Abstract: Democrazia: un'idea straordinariamente duttile che ha plasmato il corso della storia europea, dalla Rivoluzione inglese a quella francese, dalla prima guerra mondiale alla guerra fredda, dal crollo del Muro di Berlino alle elezioni in Iraq. In pagine tese, di critica serrata alla storia del Vecchio Continente, Luciano Canfora ripercorre i secolari tentativi di dare attuazione al cosiddetto 'potere del popolo' e mette in luce, allo stesso tempo, gli antidoti che a questa istanza sono stati opposti dalle élites che di volta in volta hanno costruito la legittimazione elettorale del loro potere.
Pozza, 2017
Abstract: "La rivolta delle élite" ha prefigurato la nascita dei populismi odierni, di quella "secessio plebis" che si comprende appunto soltanto come una naturale conseguenza della rottura del legame sociale operata tempo fa dalle élite. Il libro ritrae per la prima volta, nei suoi tratti essenziali a noi oggi così familiari, quella "élite liberale" e cosmopolita di tecnocrati, manager e agenti della comunicazione che determinano le sorti delle società contemporanee: uomini che si sentono a casa propria soltanto quando si muovono, quando "sono 'en route' verso una conferenza ad alto livello, l'inaugurazione di una nuova attività esclusiva, un festival cinematografico internazionale". Uomini che, in possesso di "una visione essenzialmente turistica del mondo", lasciano volentieri l'idea di una residenza stabile a una "middle class" ritenuta "tecnologicamente arretrata, politicamente reazionaria, repressiva nella morale sessuale, retriva nei gusti culturali". Uno "smart people" che, a Hong Kong come a Bruxelles o a New York, si sente "creativo", ma la cui creatività è rivolta soltanto a "una serie di attività mentali astratte svolte in un ufficio, preferibilmente con l'aiuto di un computer, e non alla produzione di cibo, case o altri generi di prima necessità". Il solo rapporto che, nel liberalismo moderno, l'élite ha con il lavoro produttivo è, per Christopher Lasch, il consumo. Per il resto essa vive in una "iperrealtà", un mondo simulato di modelli computerizzati, dove non ne è più nulla del mondo comune e dove l'ossessione fondamentale è il controllo, la "costruzione della realtà" (diremmo, con il termine oggi in voga, la "governance"). Lasch non si sottrae alla questione di cosa opporre alla rottura del legame sociale prodotta dalla rivolta delle élite. Nel sindacalismo agrario e operaio americano dell'ottocento, confluito poi nel "People's Party" e nel "Partito Democratico", vi è, secondo lui, la possibile risposta: l'esperienza di comunità fondate su valori come l'eguaglianza delle opportunità, la competenza, la mutua collaborazione, e per questo "capaci di autogoverno".
Guantanamo / Youssef Ziedan ; traduzione dall'arabo di Daniele Mascitelli
Pozza, 2018
Abstract: Quando viene bendato, incatenato e trasportato a Guantanamo, il campo di prigionia più famoso al mondo, il protagonista senza nome di questo romanzo sa già cosa lo aspetta. Sa che lo picchieranno e lo tortureranno. Anche se è innocente. La sua unica sfortuna è stata quella di trovarsi al confine fra Pakistan e Afghanistan a ultimare delle riprese per alJazeera e di esser stato «venduto» da alcuni ufficiali corrotti alle forze americane. A Guantanamo, però, lui è considerato un jihadista come tanti altri. I suoi aguzzini lo battezzano «Press», per la sua ostinazione a dirsi innocente. I detenuti, invece, «Abu Bilal», dal nome del primo muezzin del Profeta. Nonostante l'isolamento e i morsi della fame, l'uomo si affida alla preghiera ed è proprio con la preghiera che riesce a non cedere alla tristezza e alla malinconia, quando pensa alla moglie Muhaira rimasta sola a Doha; alla madre e ai fratelli che vivono in Sudan ignari della sua condizione di prigioniero; o a Nora, una ragazza di Alessandria che è stato il suo primo amore. Quando, dopo anni di privazione, gli viene paventata l'ipotesi di un rilascio, la libertà rimane comunque un miraggio: prima di andarsene dovrà affrontare una faticosa «rieducazione» con Sara, una psicologa militare. La realtà che lo aspetta, infatti, è dura da affrontare: suo padre è morto e sua moglie ora vive con un altro uomo. Se seguirà le istruzioni dei vari agenti segreti che lo controllano, un giorno Abu Bidal potrà raggiungere la sua famiglia che si è trasferita in Egitto. E, chissà, magari riallacciare anche i rapporti con quel primo amore mai dimenticato.
Democrazia tradita / Roberto Bertoni, Marco Revelli
Roma : PaperFIRST, 2023
Abstract: Genova, luglio 2001. Dal giorno in cui Carlo Giuliani è stato ucciso in piazza Alimonda è cambiato tutto. Sono cambiati i movimenti, rinati solo di recente grazie alla passione ambientalista delle nuove generazioni. È cambiata la sinistra, che di fatto è quasi evaporata. È cambiata, assai in peggio, l'informazione: una conseguenza inevitabile dell'editto bulgaro e di tutto ciò che ha comportato nei giornali e, soprattutto, in televisione. Ed è cambiata, infine, la nostra democrazia: più fragile, con istituzioni sempre meno credibili e una classe dirigente sempre più screditata. Se vogliamo comprendere il melonismo di oggi, dunque, dobbiamo riandare a quei giorni dell'estate del 2001, uno spartiacque epocale per il nostro Paese e per il mondo. Viviamo, infatti, in mezzo a un popolo che - per dirla con Piero Gobetti - "non è ancora una nazione", in una democrazia sul piano formale che talvolta non riesce a esserlo sul piano sostanziale. La nostra, insomma, è una democrazia tradita, e gli artefici di questo disastro sono senz'altro le classi dirigenti ma siamo, soprattutto, noi che glielo abbiamo consentito.
Loveno di Menaggio : Villa Vigoni, 2023
La democrazia italiana e l'emigrazione in America / Grazia Dore
Brescia : Morcelliana, c1964
Biblioteca di storia contemporaneaSaggi e testimonianze
Il Mulino, 2013
Abstract: La democrazia italiana è oggetto costante di aspre critiche da parte dei cittadini, dei media e degli stessi politici. Perché? Perché gli ultimi vent'anni hanno visto deteriorarsi fortemente, se non le condizioni oggettive della nostra democrazia, certamente la sua rappresentazione sociale e mediatica? Questa rappresentazione corrisponde alla realtà delle cose? È vero che da noi la democrazia ha mostrato gravi lacune proprio nel ventennio in cui trionfava in tutto il mondo? Il volume analizza la qualità della democrazia in Italia e i suoi cambiamenti dal 1992 al 2012. Per andare oltre il semplice j'accuse e non cadere nell'alibi dell'eccezionalismo italiano sono utilizzati strumenti in grado sia di valutare la democrazia italiana comparandola con altre, sia di verificare il suo deterioramento nel tempo.
La democrazia incompiuta : figure del '900 italiano / Piero Craveri
Venezia : Marsilio, 2002
Abstract: Fin dalle origini la democrazia italiana può rappresentarsi come un sistema di cerchi concentrici, di cui quello più interno detiene le effettive leve di governo e di potere, quelli successivi delimitano ambiti sociali non interamente partecipi e via via del tutto esclusi. Una democrazia dunque che ha mantenuto a lungo fuori del reticolo delle istituzioni pubbliche di volta in volta parti diverse della società, dando luogo ad una esperienza democratica rimasta sempre incompiuta. In questo volume l'autore ne analizza la storia anche attraverso alcuni protagonisti della vita italiana del Novecento: Luigi Sturzo, Enrico de Nicola, Alcide De Gasperi, Angelo Costa, Giuseppe di Vittorio, Ugo La Malfa, Luciano Lama, Guido Carli e altri.
Le barriere della democrazia : potere, politica, popolo / Franz Foti
Milano : Angeli, 2021
Sociologia
Abstract: Sotto forma di appunti, questo lavoro affronta alcuni dei principali problemi della democrazia moderna, le ragioni che bloccano l'esercizio della sovranità del popolo unitamente alle distorsioni del potere politico e alla dominanza inarrestabile del sistema dei partiti. Il testo insiste sulla necessità di bloccare il processo di occupazione delle istituzioni da parte delle forze politiche organizzate ma affronta anche il tema della democrazia dei Capi di Stato, rimarcando la divaricazione netta fra i propositi dei custodi della Repubblica - con i loro principi ispiratori fondati sull'interesse generale, il bene comune, la difesa della dignità della persona e i bisogni essenziali dei cittadini - e le realtà governative e parlamentari che li disattendono da decenni. Si pone inoltre all'attenzione dei cittadini l'esigenza di ricercare progetti e programmi socio-economici e culturali profondamente innovativi insieme a nuove forme di democrazia e di rappresentanza degli interessi popolari, per rigenerare i valori etici e politici, per scongiurare il corto circuito fra partiti e stato, per evitare conseguenze catastrofiche alle nuove generazioni. Il volume si chiude con una riflessione su capitalismo e socialismo, fra destra antieuropea, che esibisce un'anacronistica e balbettante ostilità all'Europa del progresso e della solidarietà, e una sinistra mai in armonia con se stessa e il paese, priva di una visione di futuro socialista, moderno, aperto e liberale. Sinistra piatta, ormai a vocazione borghese, irrilevante, prigioniera del capitalismo auto correttivo e auto perpetuante, pervasa da correnti ispirate a troppi personalismi che la rendono minoranza fra le forze politiche, ormai tutte minoritarie.
Non ti delego : perché abbiamo smesso di credere nella loro politica / Aldo Schiavone
Rizzoli, 2013
Abstract: La democrazia che abbiamo ricevuto dai nostri padri, e che a molti sembrava una forma definitiva e perfetta, è in sofferenza. Nell'intero Occidente, ma soprattutto in Italia, sono in crisi gli elementi essenziali del suo funzionamento: i partiti, le assemblee elettive, l'idea stessa della rappresentanza. La paura dell'ignoto e un malinteso senso del politicamente corretto ci impediscono di riconoscere che tutti i sistemi politici sono storicamente determinati, e che nessuno di essi - nemmeno il più fortunato può essere considerato come la fine della storia. La democrazia rappresentativa, nel modello che abbiamo conosciuto finora, è figlia delle rivoluzioni politiche ed economiche del Settecento e porta scritto sulla fronte le sue origini. Rispetto ad allora, oggi tutto è cambiato: socialità, lavoro, tecnologie, informazione. È difficile immaginare che questa grande trasformazione non si rifletta sulle istituzioni della politica, anche le più essenziali. È venuto perciò il momento di ripensare a fondo il rapporto cruciale fra popolo e sovranità, da cui dipende il nostro futuro. Nessuno ha la ricetta pronta, ma questo libro invita a riflettere con coraggio, a percorrere vie inesplorate, aperte su un modo nuovo di concepire la cittadinanza e su un uso diverso del suffragio universale, reso possibile dalla tecnica: non solo per delegare, ma per decidere.
Ad personam : [1994-2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia] / Marco Travaglio
Milano : Chiarelettere, 2010
Abstract: Corrompere giudici e testimoni, falsificare bilanci, frodare il fisco. E non essere processati. Sedici anni di leggi prèt-à-porter (1994-2010) ad personam, ma anche ad personas, ad aziendam, ad mafiam e ad castam per pochi potenti illustri. Dai decreti Conso e Biondi dopo Tangentopoli alla Bicamerale (Il piano di rinascita democratica? Me lo stanno copiando con la bozza Boato, esultava Lido Gelli). Per continuare con le leggi sul falso in bilancio, le rogatorie, le intercettazioni, con le norme prò Sofri e Dell'Utri, prò Sismi e Telecom, e con i condoni fiscali e edilizi, con l'indulto del centrosinistra, con i lodi Schifarli e Alfano, gli illegittimi impedimenti e il processo breve che fulmina gli scandali Mills, Cirio, Parmalat, Fiorani, Uni poi, Calciopoli e le truffe della clinica Santa Rita. Tutti salvi. Sedici anni per tornare a Tangentopoli e a Mafiopoli, cancellando Mani pulite e la Primavera di Palermo, e beatificando Craxi, corrotto e latitante.
Italia, si cambia : identikit della riforma costituzionale / Giovanni Guzzetta
Soveria Mannelli : Rubbettino, [2016]
Abstract: Il dibattito sulla riforma è avvelenato. Scontri ideologici che spesso ignorano i contenuti. Al di là delle tante soluzioni ipotetiche, però l'alternativa è chiara: conservare o cambiare. Di qui la necessità di conoscere per deliberare, come ricordava Einaudi. Il libro analizza la riforma esaminando i mali delle istituzioni italiane, senza intenti apologetici o demolitori. Un esame di luci e ombre in vista del referendum costituzionale. Fin dal 1946, la classe dirigente ha accreditato l'idea che l'Italia sia una Repubblica in perenne transizione, nell'attesa di diventare una democrazia normale. Già in assemblea costituente Calamandrei ricordava che sugli scopi, sulle mete, sul ritmo di questa rivoluzione ancora da fare, non c'era accordo. Il compromesso costituzionale nacque così. Per settant'anni questo è stato l'alibi per scelte sempre all'insegna della provvisorietà, dell'eccezione, dell'emergenza. Senza mai giungere a una stabilizzazione duratura. E la Costituzione in mezzo, evocata come una sacra reliquia intoccabile o come il feticcio da abbattere. Oggi, i cittadini hanno la possibilità di pronunziarsi sul futuro della Repubblica transitoria. Chiarirsi le idee non è solo cruciale, è anche un dovere civico.
Firenze : Polistampa, 1994
Politica ; 1