Trovati 7335 documenti.
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Milano : Angeli, 2010
Abstract: Assistenti sociali alla ribalta è una raccolta di più di 100 racconti con i quali questi professionisti dell'aiuto riportano le esperienze più forti o toccanti in cui sono stati coinvolti nel corso della propria attività. Sono storie di tanti colori: un arcobaleno di persone, esistenze, incontri, relazioni, battaglie per nascere, crescere, vivere e morire. Un arcobaleno che fa da cornice ad una professione evolutasi nel corso degli anni, mutante tanto quanto il contesto sociale in cui opera, ma saldamente ancorata ai principi fondamentali ed etici cui si ispira. Progettato da una équipe mista di professionisti della comunicazione, della formazione e dei servizi sociali, il libro si rivolge agli assistenti sociali: a quelli di lunga esperienza, che ritroveranno la condivisione di emozioni vissute e forse mai dimenticate, e a quelli agli esordi della professione che, ben forniti di competenza teorica, probabilmente vi troveranno spunti di riflessione interessanti da acquisire per la pratica quotidiana. Ma non solo: il libro vuole rivolgersi anche a tutti coloro che operano nel campo del sociale e - non per ultimo - a chi ha responsabilità organizzative nelle politiche sociali, mettendo in luce alcuni necessari percorsi di miglioramento.
Una notte troppo bella per morire / Isabel Suppé
Priuli & Verlucca, 2014
Abstract: Ande Peruviane, gruppo del Condoriri. Una cima di 5.500 metri, l'Ala Izquierda. Siamo nel 2010. Una coppia di scalatori affronta una difficile via di ghiaccio; a soli 50 metri dalla vetta uno schianto improvviso, un chiodo da ghiaccio che esplode. Un pauroso volo di 400 metri. Lui sopravvive solo qualche ora, lei - la spina dorsale, protetta dallo zaino, miracolosamente illesa - ha una gamba spezzata in più punti, ma è viva. Il suo nome è Isabel Suppé, una ragazza di soli 24 anni, di origine tedesca, ma che ha scelto di vivere in Argentina e si dichiara apolide.Una notte troppo bella per morire è la storia appassionante della sua lotta per la sopravvivenza. Prima trascinandosi per due giorni e due notti lungo il ghiacciaio, tra dolori lancinanti ed allucinazioni. Poi, dopo un avventuroso salvataggio, il lungo calvario di 14 operazioni e la lenta rieducazione, tra cliniche dove si respira l'alito della morte, i ricordi di un'infanzia felice con i nonni alpinisti, la voglia di riprendere ad arram-picare. Una storia appassionante, uno stile di scrittura sobrio e senza retorica, un libro destinato a diventare un classico, come La morte sospesa di Simpson, di cui questa sembra essere la versione femminile.
Coriano di Rimini : My life, 2011
Il guerriero dell'Est / Igor Koller ; di Igor Koller ; a cura di Luca Calvi
Alpine Studio, 2012
Abstract: Il nome di Igor Koller è legato alla grandiosa apertura della via Attraverso il Pesce sulla parete Sud della Marmolada, che nel 1981 decretò un salto di qualità tecnico e psicologico per l’apertura di vie nuove sulle Alpi. Un’impresa che aprì le porte del VII grado sulle Alpi. Quei tre giorni di ascensione portarono la scuola “cecoslovacca” alla ribalta delle cronache mondiali, considerando anche che quella che divenne poi una via simbolo in tutto il mondo fu aperta con le “babbucce della mamma” ai piedi, una sorta di calzatura simile a primordiali scarpe da tennis.Nonostante le condizioni disagiate in cui quel gruppo di fortissimi scalatori dell’Est si muovevano in quegli anni - nel pieno della guerra fredda, quando Slovacchia e Repubblica Ceca erano un’unica Nazione - Igor fu artefice di ardite prime ascensioni in Val Bregaglia, con salite di grido come sul Pizzo Badile e sul Pizzo Cengalo, ancora oggi temute e guardate con rispetto.Proveniente da una ferrea etica alpinistica - acquisita sulle torri d’arenaria dell’Europa centrale - Koller fu uno tra i primi sulle Alpi a portare sulle grandi pareti uno stile pulito che disdegnava la troppa “ferraglia” con cui si realizzavano prime ascensioni a quel tempo. Dalla fine degli anni 80 Koller ha portato alla ribalta giovani slovacchi con altre importanti aperture sulle Dolomiti. Soprattutto in Marmolada, dove oggi può vantare ben 15 vie nuove da lui aperte.Infine, le sue esperienze extraeuropee - nella Miyar Valley, sullo Shipton Spire e in Yosemite — lasciano intravedere uno stile unico, mai del tutto sopito nonostante l’evoluzione alpinistica e le sue nuove “mode”. Cioè la bella eredità della scuola cecoslovacca degli anni ’80: materiale scadente, poco cibo, nessun compromesso e, soprattutto, tanta tanta passione per l’arrampicata.
Newton Compton, 2015
Abstract: Louis Zamperini è stato un atleta olimpico e un eroe della seconda guerra mondiale, sopravvissuto a un incidente aereo avvenuto il 27 maggio 1943, nell'ambito delle operazioni belliche sullo scacchiere del pacifico. Il suo B-24, infatti, cadde in picchiata nell'oceano, e Louis e altri due superstiti rimasero per ben 47 giorni su una zattera, in balia delle privazioni e degli squali, in trepidante attesa di essere salvati. Ma a riportarli sulla terraferma non furono i loro commilitoni, bensì i soldati giapponesi. Comincerà così un vero e proprio calvario per Zamperini, che passerà i successivi due anni come prigioniero di guerra: verrà torturato e umiliato, picchiato, ridotto alla fame, costretto a lavorare come uno schiavo e perfino sottoposto a esperimenti scientifici. Anni interminabili, durante i quali l'aviazione americana lo dichiarerà prima disperso e poi ufficialmente morto. Eppure Zamperini non si darà mai per vinto.
Un mondo senza noi / Manuela Dviri ; prefazione di Gad Lerner
Piemme, 2015
Abstract: La 'mia' Shoah, quella di molti ebrei italiani, è mia madre ragazzina che non trova il suo nome nel tabellone dei voti a scuola, perché gli ebrei sono a parte. Che non può ricevere un otto, perché i voti degli ebrei non possono superare quelli degli 'ariani'. È mio padre, che fino alla morte conserva il telegramma dell'amico Bruno, che gli dice di usare la sua casa, in caso di bisogno. La mia Shoah sono bambine che spariscono da scuola per sette anni e quando tornano nessuno gli chiede dove sono state. Prima delle leggi razziali, prima della Vergogna, mia madre, mio padre, i nonni, gli zii, i cugini, erano normali cittadini italiani. Finché non divennero 'di razza ebraica', e persero il lavoro, la dignità, la sicurezza, e infine rischiarono anche la vita: la scelta fu scappare, oppure morire. Qualcuno fu deportato. Qualcuno non tornò. Poi, mio padre e mia madre si conobbero in un campeggio ebraico, nel dopoguerra, e riconquistarono la 'normalità'. Grazie a loro sono qui. A raccontare. Di loro e degli altri. Manuela Dviri è una figlia che riscopre un po' alla volta un grande mosaico famigliare, ed è una madre che perde in guerra l'amato figlio ventenne e trova nel suo ricordo la forza di rinascere e di battersi perché ad altre madri sia risparmiata l'orribile sofferenza. Tra l'Israele di oggi e l'Italia di ieri risale i rivoli che si ricongiungono nel vasto fiume di una grande famiglia ebraica.
Nuova ed.
Einaudi, 2015
Abstract: Più di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell'ebraismo italiano. Dal mondo di prima, l'infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. E poi l'occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. Complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio italiano: oltre 9000 persone. Nella quasi totalità dirette ad Auschwitz. Ma chi erano gli ebrei italiani? All'inizio degli anni Trenta erano circa 45 000 persone; le comunità più consistenti erano quelle di Roma (oltre 11 000), Milano, Trieste, Torino, Firenze, Venezia e Genova. Comunità, in generale, fortemente integrate nel tessuto sociale del Paese, a tal punto che dopo la liberazione solo un'esigua minoranza dei sopravvissuti scelse, a differenza degli ebrei di altre nazionalità, di vivere altrove. Un mosaico di testimonianze che ha sui lettori un effetto dirompente proprio grazie al fittissimo intreccio di ricordi, traumi, sogni, rabbia, smarrimento, sensi di colpa, e persino speranza, dopo il ritorno alla vita.
Il figlio del terrorista / Zak Ebrahim ; con Jeff Giles ; traduzione di Roberta Zuppet
Rizzoli, 2015
Abstract: Il 5 novembre 1990 il rabbino Meir Kahane, fondatore della Lega di difesa ebraica, viene assassinato con un colpo d'arma da fuoco durante un incontro pubblico al Marriott Hotel di New York. Il 26 febbraio 1993 un furgone giallo esplode nel parcheggio sotterraneo del World Trade Center, uccidendo sei persone e ferendone oltre mille. Dietro i due attentati, tra i primi compiuti dalla cellula terroristica che prenderà il nome di al-Qaida, c'è la mano dello stesso uomo, El Sayyid Nosair, un ingegnere egiziano con una moglie americana e tre figli. Zak, uno di loro, racconta oggi, da una prospettiva unica, il prima e il dopo di quegli atti scellerati. La conversione all'Islam della madre, il matrimonio dei genitori, la serenità di un'infanzia normale, e poi la moschea, la rabbia crescente del padre, il fondamentalismo, l'addestramento alla jihad, fino allo sparo che cambierà per sempre la vita della sua famiglia. Solo dopo anni di frustrazione e sofferenza, povertà e isolamento, Zak riuscirà a fare i conti con il fantasma del padre e ad abbracciare la causa della nonviolenza. Questa è la sua storia.
La mia vita fatta in casa / Molly Wizenberg
Mondadori, 2014
Abstract: La vita di Molly Wizenberg, come quella di molti di noi, è indissolubilmente legata a un luogo particolare. Un luogo che tutti noi viviamo intensamente, spesso senza rendercene conto, il centro affettivo della casa, palcoscenico popolato dai nostri affetti, dalle persone care che abbiamo conosciuto e spesso perduto, un luogo dove gioia e dolore si dividono il posto più importante: la cucina. Molly è cresciuta lì, giocando con pentole e cucchiai sotto l'occhio vigile della madre, e appena ha raggiunto l'altezza necessaria a usare il piano di lavoro, non lo ha più abbandonato. Cucinare è stata ed è tuttora la sua grande passione, un'azione rassicurante a cui non ha più rinunciato. Molly non è uno chef: per lei cucinare è un atto intimo, affettivo, una barriera che la protegge dalle insidie del mondo, un modo per vivere e affrontare gioie e dolori dell'esistenza. Ogni avvenimento della vita, dal più drammatico, come la morte dell'amatissimo padre, al più felice, è indissolubilmente legato, nella sua memoria, a un piatto, una pietanza per corpo e spirito, che nel racconto di Molly diventa una pietra miliare della memoria. Le ricette accompagnano la lettura intrecciandosi al racconto autobiografico e costituendosi, pagina dopo pagina, come un'autobiografia alternativa e inconsueta, fatta di creme al cioccolato e dolci deliziosi, salse, sughi e insalate. Un modo diverso di raccontarsi.
Un volo nel vuoto : storia di un viaggio nell' anoressia / Stefania Memmo
Verona : Positive Press, 1997
Milano : Mursia, stampa 2007
Abstract: Ragù! Ragù! gridava il vecchio caporale di cucina del battaglione Edolo. E anche questo è un ragù, ma di sole parole. Firmato dalla penna vivace di La Ecia, soprannome di Gianmaria Bonaldi, è un ritratto corale della vita delle Penne Nere nelle dure battaglie della Grande Guerra. Scorre in queste pagine, con tutta la forza di una cronaca dell'epoca, la vita degli Alpini: zaino in spalla e scarponi ai piedi, combattimenti, marce interminabili, amicizia fraterna che non viene meno, famiglie che aspettano giù a valle, ranci da conquistare e Natali passati in tenda. Dalla timida matricola tremebonda al generale squadrato col cappello di traverso, alla conquista delle montagne nemiche, all'allegria dei compagni d'armi. Un libro che si legge d'un fiato, che con le sue storie che sembrano balzare fuori dal passato fa commuovere e divertire. Ma soprattutto una straordinaria testimonianza di un'epoca e di valori intramontabili per chi è stato, ed è, Alpino: solidarietà, umiltà, senso del dovere, coraggio e amore per le Penne Nere.
Il mio mondo è donna : i valori di una vita / Umberto Veronesi con MariaGiovanna Luini
Mondadori, 2015
Abstract: La donna è amore, innanzitutto: questa è l'unica definizione possibile, e lungi dall'essere esclusivamente poetica, indica la grandezza della mente e del cuore femminile. Nella donna l'amore crea ed è alla base di ogni gesto, è la ragione per affrontare le difficoltà e le malattie, è il segreto per la pace e il governo di intere nazioni, è la spinta all'onestà e allo studio, è la coscienza critica, il supporto fondamentale per le migliori intelligenze. Dalle donne occorre partire per superare i conflitti, per reagire alla violenza usando la razionalità, senza alimentare altra violenza, per promuovere in definitiva una cultura attiva della pace. Ne è convinto il professor Umberto Veronesi - luminare le cui ricerche in campo medico hanno contribuito in maniera determinante al benessere di milioni di donne -, che in queste pagine ricche di spunti autobiografici si racconta al di là dei successi scientifici ottenuti in tanti anni di carriera, parlando degli ideali che lo hanno spinto a impegnarsi con determinazione nella lotta alla fame nel mondo e nella guarigione dei malati di cancro. Spaziando dai temi più controversi sui quali nel tempo ha assunto una posizione pubblica, come la pena di morte, la tortura e l'ergastolo, a quelli che lo riguardano in prima persona, come la scelta vegetariana e la libertà della ricerca, il professore ragiona dei grandi principi che dovranno indirizzare il cammino dell'umanità...
EMI, 2013
Abstract: Un racconto forte, in cui gli elementi autobiografici si mescolano alle vicende siriane che l'A. - schierato dalla parte della rivoluzione - illumina dal di dentro, come può fare solo chi ha lunga consuetudine con un popolo. Ne nasce un'analisi alternativa a quelle spesso affrettate dei mass media, capace anche di prendere in conto le ragioni dei terroristi. Lotta per la libertà, e strumentalizzazioni di tale lotta; dialogo con i musulmani, e posizioni (differenziate) dei cristiani; negoziati falliti, e impotenza dell'Occidente; la determinazione dei giovani: tutti i grandi temi del dramma mediorientale trovano posto nella mente e nel cuore, nell'umana collera e nella luce della fede di padre Dall'Oglio.
Via Ripetta 155 / Clara Sereni
Giunti, 2015
Abstract: Via Ripetta: una delle strade più centrali di Roma, in quello che fu una sorta di triangolo d'oro fra piazza del Popolo, piazza di Spagna, piazza Venezia. Pensate che allora fosse tutto chiaro, a disposizione di chiunque? No, perché il civico 155 è difficile trovarlo, situato com'è al di là dell'Ara Pacis, oltre piazza Augusto imperatore, nel piccolo tratto che tutti pensano appartenga già a via della Scrofa: bisogna spiegarlo bene perfino a chi guida il taxi, se è proprio lì che si vuole andare. Un tratto fuori fuoco nello stradario, e quella che si racconta qui è la storia fuori fuoco degli anni fra il '68 e il '77, cominciati all'insegna dell'utopia libertaria - compresa l'idea che per la libertà valesse la pena di stare a pancia vuota e di vivere alla meglio in case che cadevano a pezzi - e sfociati nel terrorismo prima, e poi nel riflusso del disimpegno, della Milano da bere, dei manager rampanti. Una storia vista con lo sguardo di chi ha vissuto da vicino molte cose senza mai esserne del tutto al centro, e dunque con la possibilità di testimoniare, dolorosamente, una memoria non chiusa. Ricordi in prima persona di anni raccontati poco e non sempre correttamente: perché il terrorismo non fu come molti ritengono la conclusione logica di quanto il '68 aveva seminato, ma fu invece la sanzione drammatica della sconfitta di molte speranze, un lutto pungente per chi aveva creduto e si era speso per farle germinare.
Di razza ebraica : la shoah negli occhi di un bambino / Renzo Modiano
Mimesis, 2014
Abstract: Un semplice appunto sulla pagella delle elementari, una condanna orribile, una lunga fuga miracolosa, tra i pericoli della grande storia e la solidarietà della gente. Di razza ebraica racconta la vicenda di un bimbo di sette anni, catapultato dalle leggi razziali in un viaggio alla ricerca della salvezza. Allontanato dai genitori, dalla cruda quanto efficace intuizione del padre che divide la famiglia per salvarla, il piccolo protagonista di queste pagine impara sulla sua pelle la legge dei potenti. Impara a non fare domande, a reprimere ogni sentimento per sopportare il dramma. Ma alla fine il piccolo protagonista, grazie all'umanità di chi lo ha nascosto, si salva e si ricongiunge con la sua famiglia. Il libro è dedicato a tutti i bambini strappati alle loro case in Roma il 16 Ottobre 1943.
Trinidad & Tobago : carnevale, fango e colori / Giuseppe Sofo
Torino : Miraggi, 2011
Ibis, 2012
Abstract: Dopo la prima visita alla SNIA continuo a tornarci, nei giorni nelle settimane che seguono. Quello scenario apocalittico di muri precari, terrapieni di macerie, resti di rotaie dentro i capannoni, con le sue baracchine fatte di assi e vecchie porte prese nei cantieri e con quella miriade di mendicanti d'ogni sorta: uomini muscolosi e spacconi, giovanissime madri e nonne, innumerevoli bambini, con il tanfo delle esalazioni chimiche e lo squittio dei topi, a due passi da casa mia, esercita su di me un forte richiamo, quasi un risucchio che non voglio contrastare ma che cerco di circoscrivere in funzione delle mie forze.
Milano : Mursia, copyr. 2008
Abstract: La mancanza di un lavoro, il sogno di cambiare vita, l'opportunità di una borsa di studio. Così inizia l'avventura di Marta Ottaviani che un giorno decide di lasciare Milano e di trasferirsi in Turchia, fuggendo da un mondo che le sta stretto per approdare a uno tutto da scoprire. Ma, arrivata a Istanbul, si rende conto che la realtà non è come l'immaginava. Tra modernità e tradizione, tra laicità e religione, tra Oriente e Occidente, la Turchia di oggi si presenta con mille volti, contraddizioni, persino eccessi che si manifestano nella sua voglia di rimanere sospesa tra due continenti, due orizzonti, due modi di vedere la vita e il mondo, in contrasto tra loro ma che convivono e si fondono rendendo questo Paese uno dei più affascinanti e ricchi di storia e di cultura, che nonostante tutto ambisce a entrare nell'Unione Europea. Un libro tra romanzo e reportage giornalistico che descrive, con ironia e passione, la terra degli hamam, dei bazar e dei minareti, ma anche quella in cui sono ancora irrisolti il genocidio armeno, la questione curda e il rapporto tra laici e filo-islamici.
Non perdonerò mai / Aldo Pavia, Antonella Tiburzi ; prefazione di Gianfranco Maris
Portogruaro : Nuova dimensione, copyr. 2006
Abstract: Sole di fronte alla morte e a ciò che resta della vita: gli oggetti dei deportati da smistare nel Kanada Kommando. Ida e Stellina hanno 12 e 14 anni quando vengono strappate alla loro Trieste, alla loro casa con la tavola ancora imbandita per il pranzo, e tradotte in un carro merci alla volta di Auschwitz. Qui proveranno la ribellione e la sopravvivenza quotidiana; le selezioni e le marce della morte, fino a che non verrà il momento del rientro, tutt'altro che gioioso, come fantasmi in una Trieste che non vuole ricordare. Questo libro nasce da due lunghe testimonianze concesse ad Antonella Tiburz e Aldo Pavia dell'Aned, dove Ida, per mano con la sorella Stellina, è il Virgilio che conduce in un viaggio di dolore e cerca di renderci comprensibili l'esperienza che ha sconvolto il mondo civile e di cui ancora adesso ne portiamo le stimmate.
Milano : Il saggiatore, copyr. 2009
Abstract: Nell'estate del 1943, l'OSS (la futura CIA) affidò a un giovane Peter Tompkins una delicata operazione di spionaggio che appoggiava l'azione finale degli Alleati in Italia. Il suo battesimo del fuoco come agente segreto ebbe luogo in una Roma ancora occupata, ove svolse un rischioso lavoro di infiltrazione e raccolta di informazioni, in particolare tra gli uomini di Mondo, cioè i compagni di Raimondo Craveri (genero di Benedetto Croce e fondatore dell'ORI). La narrazione di queste pagine rende omaggio agli oscuri atti di eroismo e dedizione che resero possibile la sconfitta del nazifascismo, ma evidenzia anche le allora invisibili contraddizioni politiche che caratterizzeranno l'Italia postbellica.