Trovati 204 documenti.
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Milano : Net, 2005
Net ; 178
Abstract: Se lo stato non esistesse, sarebbe necessario inventarlo? John Locke, che per prima teorizzò il liberalismo, avrebbe sicuramente risposto di no. Robert Nozick, discendente di quella tradizione filosofico-politica, oggi sostiene di sì. La sua formula à quella dello stato minimo, che il filosofo statunitense ritiene inevitabile per costruire società capaci di vivere in libertà. Postulato: una ferrea difesa dei diritti individuali. Un libro provocatorio, in grado di suscitare nei lettori di qualunque fede politica la voglia di ripensare il proprio ruolo di cittadini, insieme ai vincoli che derivano dall'appartenere a uno stato. Dalla giustizia al lavoro, dalla solidarietà alla cooperazione, Nozick si interroga sulle legittime funzioni dello Stato.
Torino : Bollati Boringhieri, 2014
I sampietrini ; 14
Abstract: Lo Stato è al tempo stesso un organismo naturale e un artefatto dell'uomo. Di qui la sua ambivalenza, che ne fa insieme l'amico e il nemico del suoi cittadini. Sorta di Dio in terra, per secoli ha potenziato ed esteso le sue prerogative sovrane, prima fra tutte il monopolio legale della facoltà di coercizione e sanzione. Questa sua forza propulsiva si traduce nell'esercizio di un'autorità invadente e abusiva. Vengono così ampiamente superati quei limiti che sono la garanzia dei diritti di ogni cittadino. La ricognizione di Massimo Terni ricostruisce la vicenda di uno Stato che sta subendo l'erosione dei suoi confini e della sua identità. Se lo Stato-nazione si è imposto massimizzando la giurisdizione pubblica e usurpando gradualmente gli spazi fisiologici della società, oggi subisce la controspinta di forze globali denazionalizzate. Rispetto all'età dello Stato moderno assolutista e mercantilista, è in atto una nemesi: quello stesso mercato che un tempo soggiaceva alla ragion di Stato del politico esercita ora un suo dominio indiscusso. Così, nel nuovo ordine mondiale lo Stato territoriale si disaggrega, cedendo sovranità a reti transnazionali di controllo. Si configura una dislocazione del potere dagli esiti dirompenti. Siamo alle soglie di una società senza Stato?
Missaglia : Bellavite, 2013
Abstract: Il concetto di filosofia è estremamente ampio e complesso, ed è stato vissuto nei modi più svariati nel corso della lunga storia del pensiero occidentale. Thomas Hobbes fu uno di quei pensatori che, lungi dal rinchiudersi in un mondo cristallino e perfetto di pure idee, si sporcano le mani con la realtà, si gettano nell'arena della vita vera nel tentativo di migliorare, con proposte concrete, il mondo in cui vivono. Con questo intento Hobbes scrisse opere controverse, dibattute, sempre attuali. Non si arrogò mai il compito di spiegare che cosa l'uomo dovrebbe essere: al contrario, partì da un'analisi spregiudicata di ciò che l'uomo è, nel bene e nel male, e fu su tali premesse che costruì il suo modello di Stato. Questo volume si propone di mostrare l'influenza del grande filosofo sulla nascita dello Stato moderno occidentale come lo conosciamo oggi. Uno stato imperfetto, sul quale ancora tanto c'è da lavorare, ma che rappresenta la nostra storia e incarna i valori della nostra società.
Milano : Giuseppe Civelli, 1863
Le ragioni di Creonte : sul moralismo politico / Agostino Carrino
Milano : La nave di Teseo, 2024
Krisis ; 10
Abstract: Una critica dettagliata e necessaria in nome della autonomia del politico, di una nuova “cultura dell’eccezione” e della weberiana etica della responsabilità, contro la “politica della fede”. Secondo Creonte, Antigone era “nata pazza”. Nella storia delle “Antigoni” questo giudizio del tiranno di Tebe non ha mai scalfito la diffusa convinzione che la giustizia fosse dalla parte della donna. Questo libro vuole invece argomentare le “ragioni di Creonte”, elaborando una critica della politica, della giurisprudenza e delle costituzioni moderne. Analizzando, in modo particolare, alcune vicende e alcune teorie, quali la costituzione della Repubblica di Weimar, il progetto europeista, le dottrine della democrazia giustificata solo dai diritti individuali, il normativismo astratto.
Roma : Laterza, 2007
Abstract: Lo Stato liberale secolarizzato vive di presupposti che non è in grado di garantire. Questa celebre tesi costituisce il centro del percorso intellettuale di Böckenförde, che spazia dal pensiero politico alla dottrina della costruzione, dalla storia delle idee alla teoria del diritto. È a partire da quella tesi che si è sviluppato il noto dibattito tra Habermas e Ratzinger sul ruolo della religione nelle società democratico-pluraliste e sulla loro crisi etico-culturale. L'intuizione fondamentale di questo lavoro è che quanto costituisce la forza e l'identità della modernità politica sia anche la fonte della sua perenne difficoltà. Ovvero che il prezzo della secolarizzazione, la quale accompagna lo Stato costituzionale di diritto, sia un permanente deficit di legittimazione, che deve essere colmato attraverso un'opera di autoriflessione culturale e etica diffusa, senza illudersi sulla presunta autosufficienza delle procedure. Modernità non può né deve significare neutralità assoluta. Dalle indagini sulla natura dello Stato moderno e sul suo ruolo nella laicizzazione delle società, fino all'analisi della prospettiva sopranazionale europea come compimento di un patrimonio costituzionale comune, nutrito di cultura politica e non solo di tecnocrazia, attraverso l'approfondimento di grandi classici come Hegel e Schmitt, il saggio offre un percorso ragionato del pensiero di uno degli esponenti più rappresentativi della cultura giuspolitica tedesca contemporanea.
Carocci, 2025
Abstract: L'idea di “Stato mondiale” ha affascinato, e spesso diviso, filosofi, politologi, storici, giuristi e scrittori tra Otto e Novecento. Il volume ricostruisce la nascita, gli sviluppi e le trasformazioni di una visione che, a seconda degli sguardi, è apparsa come un'utopia di pace, una necessità imposta dal progresso tecnico o una minaccia radicale alla libertà individuale e collettiva. Dai sogni federativi dell'imperialismo britannico alla visione cosmopolitica e universalistica di H. G. Wells e Arnold J. Toynbee, dalle prefigurazioni totalizzanti di Ernst Jünger alle sofisticate elaborazioni giuridiche di Hans Kelsen e Alexandre Kojève, fino al rifiuto radicale di Carl Schmitt o ai progetti riformatori di alcuni autori del realismo classico, il libro – attraverso il contributo di studiosi e studiose di diversa formazione – offre una mappa critica di un dibattito vasto e articolato. Lo Stato mondiale, più che un disegno politico compiuto o immediatamente realizzabile, si rivela così una lente preziosa per osservare in controluce la storia delle idee, le metamorfosi della sovranità e i dilemmi del potere nell'età globale.
Laterza, 2014
Abstract: Chi è l'imprenditore più audace, l'innovatore più prolifico? Chi finanzia la ricerca che produce le tecnologie più rivoluzionarie? Qual è il motore dinamico di settori come la green economy, le telecomunicazioni, le nanotecnologie, la farmaceutica? Lo Stato. È lo Stato, nelle economie più avanzate, a farsi carico del rischio d'investimento iniziale all'origine delle nuove tecnologie. È lo Stato, attraverso fondi decentralizzati, a finanziare ampiamente lo sviluppo di nuovi prodotti fino alla commercializzazione. E ancora: è lo Stato il creatore di tecnologie rivoluzionarie come quelle che rendono l'iPhone così 'smart': internet, touch screen e gps. Ed è lo Stato a giocare il ruolo più importante nel finanziare la rivoluzione verde delle energie alternative. Ma se lo Stato è il maggior innovatore, perché allora tutti i profitti provenienti da un rischio collettivo finiscono ai privati? Per molti, lo Stato imprenditore è una contraddizione in termini. Per Mariana Mazzucato è una realtà e una condizione di prosperità futura. È arrivato il tempo di questo libro.
La nazione cattolica : chiesa e dittatura nell'Argentina di Bergoglio / Loris Zanatta
Laterza, 2014
Abstract: Dio vuole la patria unita e in ordine, dicevano i militari. Dio è dove c'è giustizia sociale, ribattevano gli studenti. Una patria cattolica non può licenziare i lavoratori, gridavano gli operai in sciopero. Pur di ottenere la civiltà dell'amore cara a Dio, rincaravano i gruppi armati, è lecito sacrificare vite nella rivoluzione. Il peronismo è un movimento umanista e cristiano; no, il peronismo è la via attraverso cui il popolo edifica il socialismo. Tutti in nome di Dio, tutti in nome del popolo. Questo libro indaga l'intreccio di storia politica e religiosa in Argentina, dagli anni Sessanta fino all'ultima dittatura militare, e scopre che all'origine della sua storia è il mito di una nazione cattolica. Un mito divenuto presto una camicia di forza; un mito che, nato per unire, ha diviso fino all'odio fratricida: cattolica si proclamava la dittatura del 1966, cattolica e cresciuta nelle parrocchie era la guerriglia, cattolico il peronismo tornato al potere nel 1973, cattoliche le sue fazioni in guerra tra loro, fino al regime cattolico che pretesero di incarnare i militari giunti al potere nel 1976. Solo allora, dinanzi alla tragedia, una parte crescente della Chiesa e degli argentini iniziò a scoprire le virtù della laicità, della democrazia politica e dello Stato di diritto.
Oscar Mondadori, 2012
Abstract: Un secolo e mezzo dopo la sua pubblicazione, 'Walden' è diventato un totem indiscusso della mentalità improntata al ritorno alla natura, alla tutela ambientale, all'anticonsumismo e alla disobbedienza civile... Nella fitta messe di classici americani della metà del XIX secolo, 'Walden' è quello che più ha contribuito a costruire l'odierna percezione che l'America ha di se stessa. Così si esprime John Updike sul capolavoro di Thoreau pubblicato nel 1854. L'autore vi descrive la sua fuga nei boschi del New England e i due anni trascorsi sulle sponde del lago Walden in una capanna. Mentre conduceva il suo esperimento di vita nella natura selvaggia, venne arrestato per non aver pagato la poll-tax, destinata a finanziare la guerra contro il Messico e la conservazione dello schiavismo. All'episodio è dedicato l'altro scritto qui raccolto, La disobbedienza civile (1849), che, trascendendo le ragioni contingenti, offre riflessioni di estrema attualità sulla natura della democrazia e sul rapporto tra individuo e collettività. Amati da schiere di letterati e attivisti, da Hawthorne a Eliot a Martin Luther King, questi due celeberrimi scritti di Thoreau sono vivificati da una scrittura tanto immediata e semplice quanto meditata e ricca di fascino.
Donzelli, 2017
Abstract: Che cos'è lo «Stato»? Gli approcci antropologici ed etnografici cercano di andare oltre la sua autorappresentazione come grande apparato unitario e compatto: lo «smontano» piuttosto in una molteplicità di pratiche istituzionali e quotidiane, guidate da proprie e spesso ambivalenti logiche. I saggi raccolti in questo volume, frutto di una discussione di grande intensità tra alcuni dei più significativi studiosi italiani della materia, propongono sia particolari casi di studio sia una riflessione sulle basi teoriche di un'antropologia dello Stato. Il dibattito teorico si concentra in particolare sui limiti delle posizioni «critiche» o post-coloniali che pensano lo Stato come un unico grande impianto repressivo e totalizzante. Come se in esso risiedesse la radice stessa del «male» politico, delle violenze strutturali e delle forme di disuguaglianza e oppressione che caratterizzano la società contemporanea. In campi come l'antropologia della violenza, lo studio del razzismo e delle migrazioni, l'antropologia medica e quella del patrimonio, lo Stato appare spesso come una grande forza patogena, intrinsecamente produttrice di violenza strutturale, di razzismo, di disumanizzazione.
Lo Stato come integrazione / Hans Kelsen ; a cura di Maria Agostina Cabiddu
Milano : Giuffrè, 2001
Civiltà del diritto ; 66
Il crollo delle nazioni / Leopold Kohr ; [traduzione dall'inglese di Giorgio Badiali]
Milano : Comunità, 1960
Le origini della civiltà : una controstoria / James C. Scott ; traduzione di Maddalena Ferrara
Einaudi, 2018
Abstract: Come e perché gli uomini smisero di essere cacciatori e raccoglitori per dare vita a comunità sedentarie dipendenti dal bestiame e dai cereali? Come e perché si formarono le prime organizzazioni statali? La maggior parte della gente crede che la domesticazione degli animali e la coltivazione abbiano alla fine permesso agli esseri umani di stabilirsi, formando villaggi, città e stati agrari, rendendo cosí possibile la civiltà, la legge, l'ordine pubblico e un modo di vivere presumibilmente sicuro. Tuttavia le prove archeologiche e storiche mettono in discussione questa narrazione. I primi stati agrari nacquero da un accumulo di domesticazioni: prima del fuoco, poi delle piante, del bestiame, ma anche delle persone assoggettate allo stato, dei prigionieri e infine delle donne all'interno della famiglia patriarcale, tutti elementi che possono essere considerati un modo per ottenere il controllo sulla riproduzione. James C. Scott analizza il motivo per cui per un periodo l'uomo evitò la sedentarietà e l'agricoltura con l'aratro, sfruttando i vantaggi della sussistenza mobile; considera le epidemie di malattie imprevedibili derivate dalla concentrazione di piante, animali domestici, granaglie; e spiega perché tutti i primi stati si basarono su miglio, cereali e schiavismo. Affrontando infine il tema della vita al di fuori dello stato, la vita dei «barbari», spesso piú facile, libera e sana di quella all'interno della civiltà.
Roma : Laterza, 2004
Abstract: Uno spaccato essenziale della vicenda storico-teorica dello Stato attraverso la voce dei pensatori, da Machiavelli a Foucault, che maggiormente hanno contribuito a definirne l'identità o a smascherarne l'ideologia. Pier Paolo Portinaro insegna Filosofia politica e Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.
Occidente senza utopie / Massimo Cacciari, Paolo Prodi
Il Mulino, 2016
Abstract: Profezia e utopia, due categorie fondanti dello sviluppo dell'Occidente moderno. La tensione dialettica che le ha caratterizzate nel corso dei secoli e il dualismo istituzionale che si è creato tra potere religioso e potere politico hanno permesso all'Occidente la conquista delle sue libertà, dallo stato di diritto alla stessa democrazia. Oggi, sbiadito ormai ogni progetto utopico, il declino dell'Europa non può essere letto solo come corruzione delle regole e delle istituzioni, ma come conseguenza di una crisi di civiltà.
Milano : Giuffrè, 2022
Abstract: Le continue crisi sistemiche, la minaccia nucleare, le migrazioni e le pandemie, amplificate dall'effetto moltiplicatore dei cambiamenti climatici e dall'accelerazione della rivoluzione digitale, hanno una magnitudine tale da determinare profonde trasformazioni giuridiche e costituzionali nella direzione di un'inedita ‘grande forma': lo Stato globale di emergenza, come fase di interregnum, che preparerebbe la transizione ad un inquietante Impero, biologicamente qualificato e tecnologico assistito. L'Impero Biotech, guidato dall'alleanza tra ‘‘governi paralleli' e il capitalismo della sorveglianza, rappresenta un progetto tecno-politico di ingegneria sociale e di amministrazione economica del c.d. ‘New Normal', che sostituendosi a failed states e a governi inefficienti, si presenterà innanzi ai popoli e alle nazioni come il ‘provider di salvezza' e il supremo garante della sopravvivenza, legittimando così ad ogni costo la sua azione riformatrice sulla base dell'efficacia tecnica, fino al punto di imporre una nuova forma costituente “immateriale”.
Conflitti locali e idiomi politici / [a cura di Sandro Lombardini, Osvaldo Raggio e Angelo Torre]
Bologna : Il mulino, 1986
Quaderni storici ; 63