Trovati 856013 documenti.
Trovati 856013 documenti.
Cime tempestose / Emily Bronte ; introduzione di Mario Lunetta
Ed. integrale
Newton Compton editori, 2014
Abstract: È questa un'opera del tutto isolata nella tradizione narrativa inglese. In essa l'aspro realismo del quotidiano vive di misteriose e inquietanti tensioni onirico-simboliche e di cupe fiammate emotive, all'interno di una struttura narrativa di grande saldezza ed efficacia. Vi domina la figura di Heathcliff il quale, animato da una passione distruttiva, svolge nel libro la funzione fatale del vendicatore spietato, vero replicante di tante devastanti figure del gothic novel britannico; ma il suo tirannico porsi come l'inflessibile dark hero nasce da una disperata infelicità di fondo e lo porta a vivificare la propria morte con quella della donna amata, in una sorta di aspirazione erotico-panteistica che conferisce alla sua figura dimensioni assolutamente inedite. Introduzione di Mario Lunetta.
Studi sul concettismo / Mario Praz ; traduzione di Marco Maggi
Abscondita, 2014
Abstract: Dorme nelle antiche biblioteche d'Europa, specialmente in quelle d'origine ecclesiastica, una vasta letteratura di libri figurati ora non mai consultati o assai raramente e di sfuggita, la letteratura degli emblemi. Vani passatempi di cervelli oziosi li proclama lo studioso serio; e coloro che si sentono attratti ad acquistar quei libri, quando ne appaiono in cataloghi d'antiquaria, son di solito vecchi collezionisti di curiosità, che con eguale entusiasmo raccoglierebbero francobolli o scatole di fiammiferi. I collezionisti d'emblemi già si contavano sulle dita nel secolo scorso, e oggi sì e no che se ne trova; e il loro scopo, quando non è di possedere bei libri illustrati da artisti spesso ben noti, è null'altro che desiderio di accumular cose della stessa natura: i bei libri curiosi li fan legare sontuosamente in marocchino ai ferri, e, nonché leggerli, il più delle volte ne ignorano tutto fuorché il nome. Merita codesta letteratura tanto oblio? E indegna d'esser studiata, sia pure come documento d'una perversione del gusto in secoli a noi lontani? E, prima di tutto, son gli emblemi veramente cose rimorte?
Lettere dal fronte a Mario Puccini / Giuseppe Ungaretti ; a cura di Francesco De Nicola
Archinto, 2015
Abstract: Tra le migliaia di soldati italiani impegnati nel 1917 sul fronte isontino, si trovano due scrittori già amici da qualche anno: Mario Puccini, ufficiale in servizio presso il Comando supremo della III armata, e Giuseppe Ungaretti, soldato semplice nel 19° reggimento, dove milita sin dal novembre del 1915 e dove ha maturato le drammatiche esperienze militari ispiratrici delle poesie del Porto sepolto, pubblicato sul finire del 1916. E dell'accoglienza critica ricevuta da questo libriccino scrive Ungaretti in una delle prime lettere indirizzate a Puccini tra l'aprile e il dicembre di quell'anno funesto; come pure scrive, polemicamente, di d'Annunzio, che fa le pose plastiche in ginocchio davanti ai feretri dinanzi al fotografo sempre immancabile. Ma in queste lettere Ungaretti racconta anche la sua vita difficile al fronte macerato di malinconia e tanto in cattiva salute da essere dichiarato inabile alle fatiche di guerra; per questo sarà avviato a un corso per diventare ufficiale contro la sua volontà di rimanere soldato tra i soldati, ritenendosi inadeguato a comandare e a dare ordini. E poi arriva Caporetto, che in una lettera di novembre Ungaretti racconta in tutta la sua drammaticità: buttato via come una pietra da una violenza bruta dopo aver visto schiantati tanti docili, poveri compagni.
Guillén, Ungaretti, Pound, Moravia / / a cura di Pier Annibale Danovi
Milano : All'insegna del pesce d'oro, 1965
Collana del Centro letterario della Università degli studi di Milano ; 2
L'angoscia dell'influenza : una teoria della poesia / Harold Bloom ; traduzione di Mario Diacono
Abscondita, 2014
Abstract: La storia della poesia, come il nostro libro vuole dimostrare, dev'essere considerata indistinguibile dall'influenza poetica, poiché i poeti forti costruiscono tale storia travisandosi l'un l'altro, in modo da liberare un nuovo spazio alla propria immaginazione. Il mio interesse è per ora unicamente rivolto ai poeti forti, alle figure maggiori che hanno avuto la tenacia di lottare, anche fino alla morte, coi propri precursori forti. I talenti deboli tendono a idealizzare; le figure di vasta immaginazione invece si appropriano dell'esistente. Ma niente si ottiene per niente, e l'autoappropriazione comporta dunque enormi angosce di indebitamento, poiché quale autore forte vorrebbe riconoscere ch'egli non è riuscito a creare con le sue sole forze?.
La Tour Eiffel / Roland Barthes ; traduzione di Caterina Medici
Milano : Abscondita, 2009
Abstract: Sguardo, oggetto, simbolo, la Tour Eiffel è tutto quello che l'uomo pone in essa, e questo tutto è infinito. Spettacolo guardato e guardante, edificio inutile e insostituibile, mondo familiare e simbolo eroico, testimone di un secolo e monumento sempre nuovo, oggetto inimitabile e incessantemente riprodotto, essa è il segno puro, aperto a tutti i tempi, a tutte le immagini e a tutti i sensi, metafora senza freno; attraverso la Tour Eiffel, l'uomo esercita la grande funzione dell'immaginario, che è la propria libertà, poiché nessuna storia, per quanto oscura, ha mai potuto sottrargliela. (R. Barthes)
Il canzoniere : 1900-1954 / Umberto Saba ; introduzione di Nunzia Palmieri
10. ed.
Einaudi, 2015
Abstract: Un'antologia per rileggere l'uomo di pena Saba, il cui percorso poetico è in equilibrio perfetto fra classicità e contemporaneità: la classica perfezione formale delle sue forme poetiche, dove è sedimentato il suono della migliore tradizione lirica italiana, e la sofferta testimonianza della crisi dell'uomo novecentesco. Saba - sosteneva Pier Paolo Pasolini - è il più difficile dei poeti contemporanei. Al più semplice esame linguistico non c'è parola in Saba, la più comune, il cuore-amore della rima famosa, che non risulti immediatamente violentata, o almeno, nei momenti in cui meno chiara fosse la violenza espressiva, malconcia e strappata al suo abituale significato, al suo abituale tono semantico.
Le ville venete / Andrea Palladio ; a cura di Stefano Zuffi
Abscondita, 2003
Abstract: Principale esponente di un nobile classicismo, Andrea Palladio affronta in questo trattato temi banali con disinvoltura: dalle zanzare alla bollitura dei legumi, dal tipo di piante che crescono lungo i corsi d'acqua al problema del puzzo dei letami. Così facendo dimostra la sua grande concretezza, il senso pratico che lo guidò in ogni fase di progettazione e realizzazione delle ville venete che tuttora possiamo ammirare.
L'Ippocampo, 2014
Abstract: Per l'undicenne Ben, il venerdì sera è il momento peggiore della settimana. Mentre i suoi genitori assistono alla registrazione di Sballando con le stelle, lui deve trascorrere la serata con sua nonna, sempre così asfissiante. In programma, zuppa di cavolo e partita a scarabeo. Ma un giorno Ben scopre un autentico tesoro d'oro e diamanti nella scatola dei biscotti della sua nonnina. E allora si domanda: è forse una ladra gentildonna? Una specie di Nonna Gangster? Perché mangia cavoli se possiede una simile fortuna? E se insieme organizzassero il furto del secolo?
40 sonetti di Shakespeare / [traduzione di] Giuseppe Ungaretti
2. ed. riveduta
Milano : A. Mondadori, 1948
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Il dolore : : 1937-1946 / / Giuseppe Ungaretti
2. ed.
[Milano] : A. Mondadori, 1949
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
2. ed.
[Milano] : A. Mondadori, 1954
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
L'allegria : : 1914-1919 / / Giuseppe Ungaretti
[Milano] : A. Mondadori, 1942 (stampa 1943)
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Da Góngora e da Mallarmé / [traduzione di] Giuseppe Ungaretti
Milano : A. Mondadori, 1948
Lo specchio. I poeti del nostro tempo
Per conoscere Ungaretti : antologia delle opere / a cura di Leone Piccioni
Milano : A. Mondadori, 1986
Oscar poesia, 20
Christian Schad / Elena Pontiggia
Abscondita, 2015
Abstract: "Schad è stato uno dei maggiori ritrattisti del ventesimo secolo, non perché ha dipinto molti ritratti ma perché ha ritratto il secolo. I suoi volti senza sorriso che non nascono per essere osservati ma per osservare e che, silenziosamente, mettono sotto accusa la storia e la vita, sono una metafora del Novecento. Per questo Schad ha dipinto soprattutto ritratti: perché i suoi ritratti contengono quanto si deve sapere non su una persona ma su un'epoca. Pochi particolari e un abisso separano le sue figure dai protagonisti dei quadri quattro-cinquecenteschi a cui stilisticamente si riallacciano. Anche i personaggi più alteri di Raffaello o del Bronzino, superbi della loro condizione e del loro potere, risultano più affabili e di miglior umore rispetto a loro. In Lola o in Lotte, in Felix Bryk o in Frieda Cornelius c'è invece qualcosa che non ci invita a conoscerli: una gravità che li sovrasta e, insieme, una amarezza, una vulnerabilità, una psicologia indifesa e indifendibile che avrebbe bisogno di aiuto, eppure rifiuta ogni pietà, ogni compassione schopenhaueriana. Si possono commettere due errori nell'interpretare i ritratti di Schad, soprattutto della sua stagione più alta che va dal 1923 al 1930. Il primo è collegarli solo alla storia tedesca, dallo sfacelo dell'Impero al crollo di Weimar, e pensare che esprimano solo quella cronaca tragica, quel 'noi non potemmo essere gentili' di cui parlava Brecht."
Sentimento del tempo / Giuseppe Ungaretti ; con un saggio di Alfredo Gargiulo e una nota dell'autore
Roma : Edizioni di Novissima, 1936
Sirio
Roma : Castelvecchi, 2015
Storie
Abstract: Passione, nostalgia, voglia di verità. Con Stragi, Quello che Stato e mafia non possono confessare, la giornalista Rita Di Giovacchino ci consegna l'inchiesta più aggiornata sulla catena di avvenimenti drammatici che ha accompagnato il violento passaggio tra Prima e Seconda Repubblica. Chi ha deciso le stragi, quale obiettivo politico si nascondeva dietro la barbara uccisione di Falcone e Borsellino o dietro il crepitio di bombe dell'estate 1993? Fu davvero guerra di mafia o un golpe messo in atto da un sistema criminale troppo potente in Italia per essere liquidato alla fine della Guerra Fredda? L'autrice, senza far sconti a nessuno, scava nei buchi neri delle indagini, nei depistaggi processuali, nelle tante trattative intercorse tra boss e uomini di Stato. Un viaggio negli anni più torbidi del nostro Paese, in cui il lettore viene catapultato tra le macerie di Capaci e via D'Amelio a caccia di impronte e tracce di T4 lasciate da operatori distratti, artificieri addestrati in zone di guerra, misteriosi telefonisti della Falange armata, mafiosi ed ex terroristi protetti dalla stessa struttura parallela che ha firmato tutte le stragi d'Italia. Introduzione di Luca Tescaroli.