Trovati 194 documenti.
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Milano : Paoline, 1995
Letture cristiane del primo millennio ; 21
Abstract: Il volume, curato da: E. Dal Covolo, M.G. Bianco e F. Bergamelli, raccoglie e commenta le più importanti testimonianze dei primi tre secoli riguardo alla presenza e all'identità dei laici nella Chiesa antica (prima parte). Vengono poi presentati altri testi che si riferiscono all'atteggiamento dei primi cristiani dinanzi ad alcune realtà secolari, quali la ricchezza e la povertà, la condizione femminile e le istituzioni politiche (seconda parte). Un'antologia che vuole essere un tentativo nuovo per situare il discorso sui laici dei primi secoli in un orizzonte più ampio, dando anche modo di verificarne meglio le linee.
Milano : Vallardi, 1929
Magnano : Qiqajon, [1993]
Testi dei Padri della Chiesa ; 9
[Milano] : Edizioni paoline, 1986
Sperare oggi ; 4
2. ed.
Brescia : Queriniana, 1977
Nuovi saggi Queriniana ; 7
Dopo l'ateismo : : diario di viaggio nell'Urss religiosa / / Giancarlo Zizola
Cinisello Balsamo : Paoline, 1990
Dossier chiese ; 4
Baruchella e la sua chiesa : cinque secoli di vita parrocchiale / Maurizio Tramarin
Baruchella : Parrocchia San Pietro Martire, [2014]
Cattolicismo : aspetti sociali del dogma / Henri de Lubac ; [traduzione di Umberto Massi]
3. ed.
Milano : Jaca book ; [Lugano] : IST-FTL, 2017
Pensiero cristiano
Abstract: «Il senso che la Chiesa, e l'appartenenza ad essa, riveste per il credente in Cristo, per il suo essere uomo e la sua salvezza è tutt'altro che scontato: verrebbe anzi da dire che è sempre meno scontato. Quale sia il motivo per cui, in altri termini, la salvezza si realizzi - pur in modo incipiente - in forma ecclesiale e perché il credere del cristiano sia strutturalmente un con-credere rimane quasi sempre questione inevasa. [...] La visione ecclesiologica di de Lubac resta a tutt'oggi, tra gli studi occidentali, una delle poche all'altezza di una tale fondamentale questione. Ciò è evidente quando si leggano i testi a carattere ecclesiologico del teologo di Lione in raffronto con gli altri suoi studi, soprattutto quelli sul soprannaturale: cosa assolutamente legittima e forse doverosa dal momento che, come ha notato un autorevole commentatore come Balthasar, in Cattolicismo c'era già in nuce tutto quanto si sarebbe sviluppato nella monumentale opera di de Lubac. In un tale orizzonte appare infatti evidente come esista, per così dire, un aspetto sociale del soprannaturale: tanto più visibile quanto più si passi da una sua considerazione in termini formali a una sua lettura che ne rifletta la concretezza cristologica. L'uomo è creato non solo in una generica immagine di Dio, ma porta impressa in sé l'immagine del Viglio fatto uomo, dell'Unigenito che si è fatto il primogenito di molti fratelli (Rm 8,29): per questo non esiste altra vocazione umana che non sia quella alla filiazione divina e, dunque, alla fraternità con gli altri uomini. Il senso per il quale la Chiesa sia la forma incipiente della salvezza è rinvenibile quando si consideri che non esiste uomo se non in Cristo e, dunque, vocato alla filiazione divina e alla fraternità inter-umana. Per l'uomo essere è partecipare dell'essere di Cristo e dunque, co-essere con gli altri uomini, suoi fratelli. Si tratta di dimensioni fondamentali e in certo senso previe a qualunque altra riflessione ecclesiologica, su cui l'opera delubachiana può ancora beneficamente indirizzare.» (Dall'Introduzione di Roberto Repole alla Sezione terza dell'Opera Omnia)
Paradosso e mistero della Chiesa / Henri de Lubac ; [traduzione di Tilla David, Alfredo Civita]
Nuova ed.
Milano : Jaca book ; [Lugano] : IST-FTL, 2017
Pensiero cristiano
Abstract: «Il senso che la Chiesa, e l'appartenenza ad essa, riveste per il credente in Cristo, per il suo essere uomo e la sua salvezza è tutt'altro che scontato: verrebbe anzi da dire che è sempre meno scontato. Quale sia il motivo per cui, in altri termini, la salvezza si realizzi - pur in modo incipiente - in forma ecclesiale e perché il credere del cristiano sia strutturalmente un con-credere rimane quasi sempre questione inevasa. La visione ecclesiologica di de Lubac resta a tutt'oggi, tra gli studi occidentali, una delle poche all'altezza di una tale fondamentale questione. Ciò è evidente quando si leggano i testi a carattere ecclesiologico del teologo di Lione in raffronto con gli altri suoi studi, soprattutto quelli sul soprannaturale: cosa assolutamente legittima e forse doverosa dal momento che, come ha notato un autorevole commentatore come Balthasar, in 'Cattolicismo' c'era già in nuce tutto quanto si sarebbe sviluppato nella monumentale opera di de Lubac. In un tale orizzonte appare infatti evidente come esista, per così dire, un 'aspetto sociale del soprannaturale': tanto più visibile quanto più si passi da una sua considerazione in termini formali a una sua lettura che ne rifletta la concretezza cristologica. L'uomo è creato non solo in una generica immagine di Dio, ma porta impressa in sé l'immagine del Figlio fatto uomo, dell'Unigenito che si è fatto il 'primogenito di molti fratelli' (Rm 8,29): per questo non esiste altra vocazione umana che non sia quella alla filiazione divina e, dunque, alla fraternità con gli altri uomini. Il senso per il quale la Chiesa sia la forma incipiente della salvezza è rinvenibile quando si consideri che non esiste uomo se non in Cristo e, dunque, vocato alla filiazione divina e alla fraternità inter-umana. Per l'uomo essere è partecipare dell'essere di Cristo e dunque, co-essere con gli altri uomini, suoi fratelli. Si tratta di dimensioni fondamentali e in certo senso previe a qualunque altra riflessione ecclesiologica, su cui l'opera delubachiana può ancora beneficamente indirizzare.» (dall'introduzione di Roberto Repole)
Meditazione sulla Chiesa / Henri de Lubac ; [traduzione di Edoardo Martinelli]
Nuova ed.
Milano : Jaca book ; [Lugano] : IST-FTL, 2017
Pensiero cristiano
Abstract: «Il senso che la Chiesa, e l'appartenenza ad essa, riveste per il credente in Cristo, per il suo essere uomo e la sua salvezza è tutt'altro che scontato: verrebbe anzi da dire che è sempre meno scontato. Quale sia il motivo per cui, in altri termini, la salvezza si realizzi - pur in modo incipiente - in forma ecclesiale e perché il credere del cristiano sia strutturalmente un con-credere rimane quasi sempre questione inevasa. [...] La visione ecclesiologica di de Lubac resta a tutt'oggi, tra gli studi occidentali, una delle poche all'altezza di una tale fondamentale questione. Ciò è evidente quando si leggano i testi a carattere ecclesiologico del teologo di Lione in raffronto con gli altri suoi studi, soprattutto quelli sul soprannaturale: cosa assolutamente legittima e forse doverosa dal momento che, come ha notato un autorevole commentatore come Balthasar, in Cattolicismo c'era già in nuce tutto quanto si sarebbe sviluppato nella monumentale opera di de Lubac. In un tale orizzonte appare infatti evidente come esista, per così dire, un aspetto sociale del soprannaturale: tanto più visibile quanto più si passi da una sua considerazione in termini formali a una sua lettura che ne rifletta la concretezza cristologica. L'uomo è creato non solo in una generica immagine di Dio, ma porta impressa in sé l'immagine del Figlio fatto uomo, dell'Unigenito che si è fatto il primogenito di molti fratelli (Rm 8,29): per questo non esiste altra vocazione umana che non sia quella alla filiazione divina e, dunque, alla fraternità con gli altri uomini. Il senso per il quale la Chiesa sia la forma incipiente della salvezza è rinvenibile quando si consideri che non esiste uomo se non in Cristo e, dunque, vocato alla filiazione divina e alla fraternità inter-umana. Per l'uomo essere è partecipare dell'essere di Cristo e dunque, co-essere con gli altri uomini, suoi fratelli. Si tratta di dimensioni fondamentali e in certo senso previe a qualunque altra riflessione ecclesiologica, su cui l'opera delubachiana può ancora beneficamente indirizzare». (Dall'Introduzione di Roberto Repole alla Sezione terza dell'Opera Omnia)
3. ed. interamente riv.
Milano : Jaca book, 2017
Chiesa e mondo
Abstract: «Per questo il cristiano può percorrere il suo cammino nel mondo con una speranza fresca, credibile, creata dall'origine divina, e nella misura in cui permane alla fonte e beve da essa può indirizzarvi anche gli altri, gli assetati: sì, per mezzo suo può far bere anche gli altri a questa origine (Gv 4,14; 7,37ss). Può realizzare attorno a sé un modello di esistenza libero dalle potenze personali e sociali del mondo, e donare al di sopra della morte (in tutte le sue possibili forme) un presentimento di vita di resurrezione: nel nascondimento è vero (Col 3,3), ma con tanta efficienza da cambiare a livello di vita il tessuto della società umana.» (Hans Urs von Balthasar, Einsiedeln 1971) «Il destino e l'intenzione profonda della comunità cristiana è il mondo, per gli uomini: una dedizione profonda e appassionata agli uomini e al loro destino, una tensione a rendere presente dentro la trama della convivenza solita, in cui gli uomini soffrono, sperano, tentano, negano, attendono il senso ultimo delle cose, il Fatto di Gesù Cristo unica salvezza degli uomini. Il per gli uomini è il motivo storicamente esauriente la vita della comunità cristiana. L'apertura incondizionata alla missione è garanzia di verità e di autenticità della vita stessa della comunità cristiana: Per essi io consacro me stesso, affinché siano anch'essi consacrati in verità» (Luigi Giussani, Einsiedeln 1971). Prefazione di Julián Carrón.
Meditazione sulla Chiesa / Henri de Lubac ; [traduzione di Edoardo Martinelli]
Nuova ed. riv. e corretta
Milano : Jaca book, c1978
Già e non ancora ; 54
Paradosso e mistero della Chiesa / Henri de Lubac ; [traduzione di Tilla David e Alfredo Civita]
Milano : Jaca book, c1979
Già e non ancora ; 72
Meditazione sulla Chiesa / / Henri de Lubac ; [traduzione di Edoardo Martinelli]
4. ed.
Milano : Paoline, [1965]
Sit pax et veritas in diebus meis ; 12
Giovanni Miccoli : elogio della ricerca storica / Grado Giovanni Merlo
Brescia : Morcelliana, 2011
Il pellicano rosso. Nuova serie ; 145
Abstract: Il fiato lungo di una ricerca si rivela nel suo metodo: se questo nel corso del tempo sempre più si determina e supera la biografia intellettuale di chi lo pensa, vuol dire che è già un modello per la stessa disciplina. È il caso del modello storiografico di Giovanni Miccoli. Al mutare degli oggetti della sua ricerca, si chiarifica la ragione che la guida: fare storia significa pensare per problemi, e non parcellizzarla; vuol dire riconoscerne i nessi, quelli ad esempio fra storia della Chiesa e storia medievale. Nelle pieghe dell'epoca medievale vi sono elementi che si evolvono lungo le epoche successive; mestiere dello storico è decifrarli. I cinque saggi di questo libro spiegano così le due anime di Miccoli: una è negli studi medievistici condotti alla scuola di Delio Cantimori e Arsenio Frugoni - e con i volumi sulla Chiesa gregoriana, su San Francesco d'Assisi e la Storia religiosa dell'Italia fino alla prima età moderna -; l'altra è nelle questioni di storia della Chiesa contemporanea, affrontate con lo stesso rigore, come il rapporto fra antisemitismo e cattolicesimo. Una coscienza storica che si alimenta delle metamorfosi dei medesimi problemi e, pur nella diversità delle forme del passato, cerca di interpretare il presente proprio nel serrato dialogo con la tradizione culturale.
La fede e il culto della Chiesa primitiva / Oscar Cullmann ; [traduzione di Duilio Olmetti]
Roma : A.V.E., [1974]
Teologia oggi ; 23
La tomba di Dio / Robert Adolfs ; traduzione di Lucia Pigni Maccia
Milano : Bompiani, 1968
La ricerca religiosa ; Studi e testi ; 4
Simboli della scienza sacra / René Guénon
4. ed.
Milano : Adelphi, 1987
Il ramo d'oro ; 6