Trovati 8 documenti.
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Stasera jazz / Arrigo Polillo ; foto di Roberto Polillo
Milano : Polillo, 2007
Abstract: Arrigo Polillo ha avuto la ventura, per circa quarant'anni a partire dal secondo dopoguerra, di incontrare i grandi maestri del jazz e di organizzare le loro esibizioni in Italia. Questo volume pubblicato per la prima volta nel 1978, offre una rievocazione scandita da una serie di ritratti illuminanti, arricchiti dalle fotografie scattate in quegli anni dal figlio Roberto. Hai conosciuto John Coltrane?. Sì? E che tipo era?. Non so quante volte mi sono sentito rivolgere domande simili; solo il nome varia di volta in volta. Non che i miei interlocutori volessero da me uno studio psicologico; si accontentavano di molto meno. Anche di sapere se il Tale è antipatico o simpatico, se è intelligente o tonto, se è gentile oppure no. Ho sempre cercato di rispondere come meglio potevo alle domande che mi venivano rivolte, ma alla fine mi sono dovuto chiedere: perché non rispondere una volta per tutte per iscritto, e cioè con un libro? Queste pagine sono nate così. In esse ho cercato di scrivere un rapido diario di quarant'anni vissuti in mezzo al jazz, e più precisamente fra le quinte del jazz. A costo di sorprendere qualche famoso jazzman in pigiama. (Dalla prefazione di Arrigo Polillo).
L'arte imperfetta : il jazz e la cultura contemporanea / Ted Gioia
Milano : Excelsior 1881, copyr. 2007
Abstract: Ispirato alle idee di pensatori del calibro di Walter Benjamin, José Ortega y Gasset e Roland Barthes, ma anche corroborato da vivaci intuizioni dei maggiori interpreti e autori del '900 (Dave Brubeck, Horowitz, Coleman Hawkins, Keith Jarrett), L'arte imperfetta è una riflessione che spazia dalla critica letteraria alla storia dell'arte, dalla sociologia all'estetica, allo scopo di collocare l'arte dell'improvvisazione e il jazz nell'inquieto e movimentato panorama culturale del secolo che ne ha visto la rinascita e la definitiva affermazione.
Bix : un'ipotesi leggendaria / un film di Pupi Avati ; con Bryant Weeks
Ed. restaurata e rimasterizzata
Aegida, 2007
Abstract: New York, ottobre 1931: due mesi dopo la morte di Bix Beiderbecke, suo fratello Burnie arriva in città per conoscere Liza, colei che doveva essere la futura sposa del fratello. Le ricerche nell'ambiente dove lavorava Bix lo portano al violinista italo-americano Joe Venuti, unico vero amico del trombettista e per questo l’unico a sapere la verità ed a conoscere l'identità della ragazza. Venuti, nonostante l'esitazione iniziale, decide di aiutarlo nella ricerca: contatta la ragazza e la convince a seguirlo nella città natale del trombettista, Davenport, esaudendo così il desiderio della mamma di Bix, smaniosa di conoscerla. Durante il lungo viaggio in treno, si scopre che Liza non ha mai conosciuto Bix; Venuti ne approfitterà per raccontarle, oltre al modo con il quale Bix è entrato in contatto con lei, anche la breve ma intensa vita del suo amico, da quando lo conobbe per caso mentre cercava di ottenere un ingaggio nell'orchestra di Jean Goldkette, sfumato perché non era capace di leggere la musica, al successo arrivato con le sue performance nell'orchestra di Frank Trumbauer il quale, nonostante il carattere un po' particolare, lo prese sotto la sua ala protettiva, alla sua prematura fine, arrivata a soli 28 anni per alcolismo.
Musica in nero : il campo discorsivo del jazz / Davide Sparti
Torino : Bollati Boringhieri, 2007
Abstract: Il jazz non è solo musica, è pure un insieme di concezioni, teorie, racconti, film, documentari, fotografie. Tutto ciò ha contribuito a dare forma a un immaginario tanto bianco quanto nero, poiché se la musica è una creazione afro-americana, il discorso sul jazz rischia di separarla dai corpi che la producono, e dal loro colore. Il jazz deve dunque essere considerato un fatto sociale totale, un insieme di fenomeni nei quali sono implicati pratiche, discorsi e rappresentazioni. Adottando un approccio non musicologico ma ad ampio spettro, questo libro è insieme una nuova storia sociale del jazz, un tributo alla cultura afro-americana (la quale, privata di riconoscimento e di linguaggio, ha appunto inventato il jazz) e un tentativo di ritrarre il jazz attraverso quattro forme di rappresentazione di tale musica. Il discorso primitivista vede il jazz come musica inferiore e selvaggia, contrapponendo al mondo istintivo dei suoni il mondo civilizzato dei testi. Espressione dell'epoca metropolitana e meccanizzata, il discorso modernista collega il jazz all'industria culturale, alla standardizzazione e al consumo. Il discorso politico intreccia il jazz alle rivendicazioni dei movimenti per i diritti civili sorti negli anni sessanta. Il discorso sperimentalista, infine, riflette l'impatto del jazz sulle avanguardie artistiche.
I segreti del jazz : una guida all'ascolto / Stefano Zenni
Viterbo : Stampa alternativa Nuovi equilibri, copyr. 2007
Abstract: Un libro da leggere e ascoltare. Con più di 100 brani musicali in mp3 nel Cd Rom allegato, scelti tra i capolavori della storia del jazz, ecco la più completa guida integrata all'ascolto e alla comprensione delle musiche afroamericane. Tutto quello che finora è parso il frutto di un impenetrabile estro artistico trova il proprio posto nel quadro dettagliato di questo libro: un viaggio che abbraccia la cultura e il linguaggio jazzistici e intanto getta luce sui meccanismi profondi del fare musica, dall'improvvisazione alle poliritmie, dal sound alle forme, raccontati con rigore analitico e in modo accessibile, e resi finalmente concreti attraverso gli ascolti. Una grande sintesi d'assieme, uno sguardo sulle profondità storiche ed espressive della musica, costellato dalla rivelazione di affascinanti finezze in centinaia di capolavori, tra cui le opere di Davis, Ellington, Parker, Mingus, Armstrong.
Il corpo sonoro : oralita e scrittura nel jazz / Davide Sparti
Bologna : Il mulino, copyr. 2007
Abstract: Ho ascoltato il mio lavoro almeno una volta: quando l'ho scritto. Questa affermazione di Arnold Schönberg illustra bene la sua idea che l'esecutore serva solo a rendere la musica comprensibile per un pubblico tanto sfortunato da essere incapace di leggere le note a vista. In una simile prospettiva ogni esecuzione è una forma di corruzione rispetto all'ideale purezza dell'opera in sé. Come è emersa questa coincidenza fra partitura testuale e vera musica? E con quali conseguenze? Come è stato possibile che un caso limite di forma musicale, l'opera scritta, sia arrivato a costituire il paradigma con cui si pensa la musica in generale? Secondo Sparti, la tradizione europea, diversamente da quella di origine africana, non ha saputo cogliere nell'eccitazione di quella massa vibrante che è il corpo umano la fonte primaria dell'espressività musicale. Il jazz, nel quale opera ed esecutore coincidono, fa ascoltare una musica corporea suonata da pelle, bocca, lingua, labbra, braccia, torace, mani. Il jazzista valorizza così la funzione più nuda del linguaggio: respiro sonoro che esce dalla carne.
Nuova ed.
[Sesto Ulteriano, San Giuliano Milanese] : Ricordi, c2007
Intorno al jazz : musiche transatlantiche : Africa, Europa, America / Luca Cerchiari
[Milano : Bompiani], 2007
Abstract: Il jazz ha un secolo di vita, ma il suo intorno almeno cinque. Il jazz è statunitense, ma nel mezzo millennio che lo ha preceduto si sono intrecciate, in un'affascinante dinamica transatlantica, innumerevoli culture nere e bianche, africane, europee e americane, dal New England alla Louisiana, dai Caraibi al Brasile, definendo una civiltà musicale afro-americana di cui il jazz è l'esito finale più noto, e la cosiddetta punta dell'iceberg. Ampio, aggiornato, ricco di informazioni, il volume si propone di offrire una prospettiva teorica, storica e sistematica (anche ai sensi degli esiti più aggiornati della ricerca internazionale) su questa vasta area musicale, fondamentale alla comprensione della cultura musicale moderna e contemporanea.