Trovati 65 documenti.
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La mia vita per la pace / Sun Myung Moon
Bergamo : Steber ; Roma : FFUPM, [2011]
Milano : Cinehollywood [distributore], c2011
Abstract: Fabio Bonini, attore noto al grande pubblico per aver interpretato Al di là del lago, Backward, Casa Vianello, Vivere e grande amante del mare, è il protagonista di questa avventura sulla scia di Colombo, da Palos in Andalusia ai Caraibi. Più di cinquemila miglia di emozioni, a bordo di Easy, la sua barca a vela di 47 piedi, alla scoperta di isole di straordinario fascino ed incontaminata bellezza che Fabio ha saputo documentare con immagini suggestive capaci di suscitare nello spettatore il desiderio di imitarlo nel viaggio.
Cerasolo Ausa di Coriano (Rimini) : NdA Press, c2011
Contrasti ; 15
Ed. 3.
[S.l.] : [s.d.], 2011
Frankfurt am Main : Fischer, 2011
Ward 54 [Videoregistrazione] / di Monica Maggioni
S.l. : 01 distribution, 2011
Abstract: Il documentario racconta, attraverso le interviste ad alcuni soldati americani reduci dall'Iraq e ai loro familiari, la difficoltà a reintegrarsi nella società e il e dramma di ricominciare, dopo aver vissuto l'incubo della guerra.
In the midst of life / / Jennifer Worth ; clinical editor David Hackett
London : Phoenix, 2011
Pacifismo concreto : la guerra in ex Jugoslavia e i conflitti etnici / Alexander Langer
2. ed.
[Roma] : Edizioni dell'Asino, 2011
I quaderni
Abstract: Alex Langer è uno dei più importanti esponenti ambientalisti e pacifisti degli ultimi trent'anni. È stato co-presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo e fondatore del Verona Forum per la riconciliazione e la pace in ex Jugoslavia. Una serie di interventi in gran parte inediti - articoli, discorsi pubblici, relazioni, interviste, diari di viaggio - di Alex Langer comparsi tra il 1989 e il 1994 e che si occupano della guerra in ex Jugoslavia, dell'emergere de! tema delle minoranze etniche dopo la caduta del muro di Berlino, dello scoppio dei conflitti etnici, del ruolo dell'Europa. Uno sguardo dall'interno sulla trasformazione del pacifismo e dell'evoluzione delle idee e delle pratiche del movimento per !a pace di fronte all'Europa del dopo '89.
Roma : Albatros, 2011
ChronosNuove voci
Abstract: Una vita trascorsa sui parquet di tutta Italia, 23 anni di serie A raccontati da un protagonista della pallacanestro italiana. Questa è l'opera di Alberto Rossini, playmaker di razza partito da Treviglio ad appena 18 anni e arrivato alla maglia azzurra in brevissimo tempo. Dagli esordi di Cantù, passando per l'esperienza di Roma sino ad approdare a Jesi, nelle Marche, dove ha concluso la sua carriera di giocatore per aprire un nuovo ciclo: quello di allenatore. E in 23 anni di attività, Rossini ne ha viste davvero tante, decidendo oggi di raccontare la sua storia, comprese quelle situazioni scomode di cui il basket è permeato, ma anche rivelando aneddoti su compagni di squadra e allenatori sino ad ora rimasti nelle segrete stanze degli spogliatoi.
Libera di vincere / Manuela Di Centa con Claudio Calandra
Milano : Piemme, 2011
Abstract: Si comincia sempre con un sogno. Quello che viene dopo sono il duro lavoro, la determinazione, il coraggio. E il cuore, soprattutto. È così che le hanno insegnato, fin da quando era bambina. Perché gli impegni che prendi con te stessa sono quelli più difficili da mantenere, ma anche quelli che ti consentono di essere davvero libera. Fin da quel primo paio di sci ricevuti in regalo a cinque anni, Manuela ha capito che gli obiettivi te li devi dare da sola, soprattutto se la natura è stata così generosa da regalarti un talento che non puoi permetterti di sprecare. La sua terra, la Carnia, le ha trasmesso la parsimonia di chi è abituato a distillare le gioie della vita da rinunce e privazioni. La sua famiglia - dal padre che l'ha sempre sostenuta con la sua antica saggezza, alla madre, instancabile custode del focolare, ai fratelli con cui condivide l'identica passione - le ha insegnato che la volontà e la determinazione sono la risorsa più grande, quella che fa davvero la differenza tra un vincente e un perdente. Testarda, ribelle, coraggiosa al limite dell'incoscienza, Manuela ha fatto dello sci la sua occasione di lasciare un segno. Dai suoi primi Giochi della Gioventù, ancora bambina, alle innumerevoli medaglie conquistate, fino a Mondiali e Olimpiadi che l'hanno portata sul podio più alto, ha affrontato con tenacia ogni sfida. Perché nello sport, i conti tornano: quello che spendi in sacrifici, fatiche e rinunce, prima o poi ti viene reso. Una lezione che la campionessa di sci ha messo a frutto...
Bellinzona : Casagrande, [2011]
Scrittori
Abstract: Nell'agosto 2009 le pagine culturali dei giornali di lingua tedesca annunciavano il ritrovamento di un diario inedito di Max Frisch. La notizia era tanto più sensazionale in quanto per Max Frisch quella del diario è sempre stata, sin dai Fogli dal tascapane (1939), una forma letteraria privilegiata, a mezzo tra la narrazione (non solo autobiografica) e la riflessione sulla propria epoca e la condizione umana in generale. Uscito da Suhrkamp, l'editore storico di Frisch, nel 2010, il libro è ora proposto per la prima volta in traduzione italiana e costituisce un invito a riscoprire uno dei più grandi scrittori del secondo Novecento europeo, ma anche a riflettere su argomenti che, apparentemente rimossi per qualche decennio, si ripresentano a noi in tutta la loro drammatica attualità: la logica coercitiva del potere, la minaccia atomica (non più solo di origine militare), la totale sfiducia nei confronti della classe politica e il senso di impotenza e smarrimento che ne consegue. A questi temi si aggiungono quelli più personali della vecchiaia, della sofferenza e della morte (attraverso la narrazione degli ultimi mesi di vita dell'amico Peter Noli), ma anche dell'amore, perché il diario, redatto negli anni 1982-83 e ambientato tra New York, una valle del Cantone Ticino e la città natale di Zurigo, è anche la cronaca di una delle numerose relazioni sentimentali che segnarono la vita di Frisch, quelle tormentate storie di donne che furono in molti, all'epoca, a rimproverargli.
[Napoli] : L'ancora del Mediterraneo, 2011
Le gomene ; 84
Abstract: Nel gennaio del 1965 Thomas Bernhard, appena trentaquattrenne, conclude un contratto di vendita con l'agente immobiliare Karl Ignaz Hennetmair. Da quel momento Hennetmair diventa il segnavia di Bernhard, in tutti i sensi: gli indica la strada e al tempo stesso, efficace e deciso, depista ammiratori e visitatori molesti; ogniqualvolta da parte di critici, giornalisti, editori o signore della buona società c'è il tentativo di assalire le "rocche" dell'autore, lui è lì, sul posto: caccia gli intrusi, li indirizza su una falsa pista, e se è necessario nasconde lo scrittore in casa propria, eseguendo con fermezza l'incarico inespresso di proteggere Bernhard e il suo lavoro da un fastidioso mondo esterno. Insieme guardaportone e custode delle chiavi, sorveglia e amministra anche i possessi materiali e intellettuali di Bernhard; si occupa del televisore rotto come dei suoi tormenti interiori, offrendogli al contempo chiacchierate in famiglia condite di scherzi grevi e leggeri. Hennetmair si rivela un outsider straordinario: sa usare la parola e mette la propria obiettività al servizio dell'amicizia. Sebbene la letteratura sia piena di quella diaristica compilata con rigorosa disciplina e patetica sottomissione dalle vittime predestinate di scrittori famosi, questo non è il caso di Hennetmair, che non soffre di un tale complesso di inferiorità.
[Milano] : Oscar Mondadori, 2011
Oscar bestsellers ; 2157
Abstract: Quando corri la testa si libera come per magia. Lo stress e la stanchezza della giornata scompaiono per lasciare il posto a pensieri ed emozioni. E dopo la doccia tutto il corpo è invaso da una bellissima sensazione di benessere. Parli sempre di corsa non è semplicemente un libro sulla corsa. È un libro molto intimo e molto autobiografico, in cui Linus racconta cosa gli succede nella mente, nel cuore e nell'anima quando smette i panni del deejay ed esce a fare una sgambata. Le tabelle, i carboidrati, le scarpe nuove ci sono eccome, sia ben chiaro. C'è la Maratona di New York, con i suoi riti, il marketing estremo e i quattromila italiani che il giorno prima si riscaldano a Central Park. C'è l'ossessione per i chilometri misurati con la perizia di un geometra svizzero. Ci sono il cardiofrequenzimetro, la playlist sull'iPod, quel senso di eroica fratellanza con una marea di sconosciuti che faticano al suo fianco. E poi c'è il Kenia, la terra degli uomini-antilope, dove correre veloce significava sopravvivere e oggi, grazie agli sponsor, può significare vivere da signori. Ma tutti questi luoghi comuni del corridore amatoriale sono come un tappeto musicale su cui Linus fa scorrere la sua voce per raccontare un universo di sentimenti, persone e aneddoti che ha raggiunto perché si è messo a corrergli dietro. Un universo personalissimo e molto avvincente, che l'ha cambiato nel profondo.
War / Sebastian Junger ; traduzione di Dade Fasic
[Milano] : Sperling & Kupfer, [2011]
Saggi
Abstract: Per quindici mesi Sebastian Junger ha seguito un plotone di trenta soldati americani in una remota valle dell'Afghanistan, si è trovato coinvolto in molti più scontri di quanti avrebbe mai potuto immaginare, ha visto uomini morire o restare gravemente feriti e lui stesso ha rischiato più volte la vita. Il suo obiettivo era semplice ma ambizioso: voleva riuscire a comunicare al mondo i loro pensieri più intimi e le loro emozioni più sincere. Obiettivo raggiunto, perché in queste pagine Junger ci svela la verità su come i soldati vivano la guerra, tutte le guerre, e sul significato autentico di parole, ormai svuotate dalla retorica, quali "onore", "paura", "coraggio". E si propone di rispondere a quella che lui stesso definisce la "domanda-bomba": perché un uomo si butterebbe su una granata per salvare persone che conosce da pochi mesi? La risposta è sfuggente e al tempo stesso profonda, e va al cuore di ciò che significa essere un uomo, prima ancora che un soldato. "War" non racconta una guerra qualunque. Un'esperienza che la maggior parte di noi non farà mai e che non può comprendere appieno: l'estenuante preparazione alla battaglia, l'adrenalina che sale durante un'imboscata, la paura di morire, la fatica immane, il frastornante rumore degli spari, il trauma di uccidere, il cameratismo fra uomini che preferirebbero morire piuttosto che deludere i compagni. Da questo reportage lo stesso autore ha tratto il film candidato all'Oscar "Restrepo. Inferno in Afghanistan".
Senza confini : in viaggio da vent'anni nel mondo del volontariato / Franco Gamba
Como : Officina della narrazione, [2011]
Firenze : Giuntina, c2011 (stampa 2010)
Abstract: Mai più parleremo serenamente. Mai più, da nessuna parte. In notti di impenetrabile oscurità, superate le palizzate del ghetto e del campo di concentramento, ci trascinavamo verso i boschi come lupi famelici, per prendere e distruggere. Invidiavamo gli animali che popolavano i verdi paesaggi a noi sconosciuti. Il bosco era divenuto il nostro ideale: una leggenda, un mito avvolto nel verde, penetrato da fasci di luce. E se ci domandassero: come avete fatto a sopravvivere nelle foreste, sotto la pioggia, il fango e il freddo? Come siete riusciti a procurarvi il cibo circondati dall'esercito tedesco, a contatto con una popolazione impaurita? Dove avete dormito nelle gelide notti d'inverno? Dove avete trovato le armi? Chi medicava le vostre ferite? Chi poteva lenire le vostre pene e prendersi cura di voi ebrei, da tutti abbandonati e perseguitati? Riuscivate a trovare almeno tra compagni di lotta, in quei boschi selvaggi, riposo e amicizia? La risposta è semplice: mai più troveremo serenità. Mai più, da nessuna parte. Tutto aveva un aspetto diverso da lontano. Ma da vicino, quando ne fummo protagonisti, ci accorgemmo di quanto fosse diversa la realtà. Con questo libro vorrei provare a togliere il velo a questo mito. Forse le tante domande troveranno risposta. Mi auguro che la luce, per quanto tetra o debole, possa sorgere dalla macchia misteriosa. Il lettore troverà in queste pagine anche momenti di felicità e di gioia. (Shmerke Kaczerginski). Prefazione di Wlodek Goldkorn.
I ragazzi della Celera : memorie comasche / Roberto Manfredi
Como : Nodolibri, 2011
Abstract: Memorie personali di un testimone d'eccezione, il volume racconta le iniziative pubbliche realizzate a Como negli ultimi tre decenni del secolo appena trascorso da un gruppo di giovani imprenditori, raccolti attorno all.Unione Industriali, a cominciare da Comodepur e dalle altre società per la depurazione delle acque, tuttora operanti nel capoluogo e in larga parte del territorio comasco, all'Acquedotto Industriale, al Tessile di Como, al Centro espositivo di Villa Erba, al nuovo corso del quotidiano La Provincia negli anni Ottanta, all'AGA, l'agenzia nazionale di stampa di Roma.
La biografia impossibile / Fulvio Papi
Como ; Pavia : Ibis, 2011
Narrativa
Abstract: Il libro prende spunto da una riflessione di Musil, nell’Uomo senza qualità, in cui lo scrittore austriaco scrive che “In fondo, nella maturità, pochi ricordano come sono di fatto arrivati a se stessi”. Cioè non è facile ricordare come si è svolta la propria vita, quali svolte ci hanno condotto ad essere quello che siamo, le scelte che ci hanno portato dove siamo. Quasi che tutto sia accaduto per una sorta di casualità, di involontarietà. Così il passato ci appare come una serie di immagini, di momenti che si illuminano per poco, senza poter dare corpo a una continuità, ad una permanenza. È appunto l’impossibilità di una biografia, di una storia che abbia una continuità, uno sviluppo e uno svolgimento. Non una biografia, quindi, ma la narrazione di alcuni momenti rilevanti di una vita, alcuni avvenimenti che ne hanno segnato il percorso.
Quasi una confessione! : tutto quello che non ho mai detto / Ivana Spagna
[Pastrengo] : Azzurra Publishing, c2011
Palermo : Sellerio, [2011]
La nuova diagonale ; 91
Abstract: Questi ricordi rievocano un'infanzia e prima giovinezza nomade tra gli anni Quaranta e Sessanta. Dietro c'è lo spazio geografico tra Trieste e Cracovia, in cui si transita superando lingue più che frontiere, ma unito, come ebbe a dire l'autrice, "nel modo di pensare, di sentire, persino già nello stile architettonico, nella tradizione letteraria". Un'area definita, dallo scrittore jugoslavo esule Danilo Kis, "nostalgia d'Europa". E questa pervadente nostalgia colloca la condizione della piccola lima e della sua famiglia: padre sloveno, madre ungherese, sempre con le valigie pronte. Un vagabondare dalla Slovacchia fino a Zurigo, passando per Budapest, Lubiana, Trieste, che non fu conseguenza di sventure o di precarietà personali, quanto di un trovarsi a seguire le onde dei destini collettivi, le complesse questioni identitarie, i cambiamenti politici e a volte di confini. Per cui questi "passaggi della memoria", ancor più a causa del loro essere intimi, sensitivi, finiscono con il ricostruire una specie di memoria storica, filtrata dalla coscienza vibrante a ogni mutamento di una bimba quadrilingue, dimorante in nazioni senza coste con la brama di seguire i fiumi fino al mare promesso, divisa tra Dostoevskij e i rituali delle diverse religioni, Bach e le canzoni popolari. E danno un senso preciso alla " nostalgia d'Europa": è vivere in patrie che portano incisi in ogni luogo e in ogni immagine i segni di popoli che c'erano fino a ieri e ora non ci sono più...