Trovati 13 documenti.
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Corrado Augias : divulgare il mondo / Marco Alloni dialoga con
Roma : Aliberti, 2011
Abstract: Corrado Augias è un comunicatore? Questo volume nasce dalla convinzione che capire cosa sia un comunicatore equivalga a capire gran parte della società dei nostri tempi. La comunicazione ha tessuto, infatti, una tale indissolubile alleanza con la realtà - si è a tal punto confusa con essa - che di tale confusione questa figura finisce probabilmente per diventare la prima entità da indagare. Scongiurando l'ipotesi che si possa fare cultura sullo schermo solo a patto di farla male, Augias è riuscito a elevare la televisione alla cultura invece di abbassare la cultura alla televisione, smentendo il luogo comune che vorrebbe ridurre quest'ultima a mero contenitore. Ma Corrado Augias non è solo uomo di televisione: al mestiere di comunicatore ha associato, negli ultimi anni, quello di divulgatore della storia del cristianesimo. È diventato così un punto di riferimento fondamentale per chiunque - esperto o neofita che sia - voglia restituire un significato più profondo di una semplice eredità storica a quella che è considerata da molti la radice dell'identità europea.
[Roma] : Leggereditore, 2011
Abstract: L'ambiziosa produttrice televisiva Becky Fuller è stata licenziata in tronco, e ora le si prospetta una carriera grigia e deprimente quanto la sua sfortunata vita sentimentale. Per Becky il lavoro è l'unica cosa importante, e decide quindi di trasferirsi a New York, dove avrà l'opportunità di rilanciare un notiziario del mattino sull'orlo del baratro. Per riuscirci dovrà tenere testa al capo, ai colleghi e soprattutto ai conduttori. Un'audience ridicola e un pugno di giornalisti incompetenti non bastano a demoralizzarla, e Becky decide di ingaggiare Mike Pomeroy, stella del giornalismo ormai ai margini del mondo televisivo. Il gioco si fa sempre più duro e irresistibilmente divertente... sarà questa la carta che farà impazzire il pubblico e aumentare l'audience? E che ne sarà della sua storia con l'affascinante produttore del notiziario serale? Perché la sua vita non è fatta di solo lavoro, ma forse sì, e comunque a lei piace cosi...
Tornatras / Bianca Pitzorno ; illustrazioni di Quentin Blake
Milano : Oscar Mondadori, 2011
Abstract: Una madre vedova, depressa e totalmente succube della televisione, tutto il denaro della famiglia inghiottito dalle televendite, il frigorifero vuoto e una montagna di bollette da pagare, l'undicesimo compleanno senza torta e senza candeline... È proprio quando a Colomba sembra di aver toccato il fondo, che le cose si mettono a girare vorticosamente e la sua vita diventa più movimentata e interessante di qualsiasi programma televisivo. Solo uno sceneggiatore impazzito potrebbe infatti mescolare nella stessa storia una banda di ragazzini chiamati Mostri Selvaggi, in guerra contro i Predators per il possesso della Ostinata Dimora. Riusciranno i nostri eroi a mantenere il controllo dell propria vita? Età di lettura: da 8 anni.
Stanno uccidendo la TV / Vanni Codeluppi
Torino : Bollati Boringhieri, 2011
Abstract: Dallo sbarco sulla Luna al ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, dal trionfo ai Mondiali di Berlino alle risse nella casa del Grande Fratello, la televisione ha testimoniato con le sue immagini mezzo secolo di storia ed evoluzione dei costumi. Oggi si trova, però, in una fase di crisi o, forse, solo di impasse. La moltiplicazione di canali avvenuta con il passaggio al digitale terrestre, l'assedio delle nuove tecnologie veicolate da internet (YouTube e video in streaming) che hanno definitivamente sconvolto l'idea del palinsesto, una cattiva gestione della TV pubblica e generalista, in balia della politica e del conflitto di interessi, hanno provocato un progressivo impoverimento della qualità dei programmi e l'allontanamento dei più giovani da un mezzo che non permette interazione e partecipazione attiva. È colpa della veline e del Grande Fratello se la televisione è stupida (e tutti noi di conseguenza)? La risposta di Codeluppi è diretta, impietosa e ci apre gli occhi sulle vere responsabilità di questo scadimento: la politica pop del tempo presente.
Beavis and Butt-Head alla conquista dell'America / [directed by Mike Judge]
[Milano] : Paramount, [2011]
Abstract: Dopo che il loro televisore, vero e proprio oggetto di culto, e' stato rubato, Beavis e Butt-Head partono all'avventura.
Boris 2 : il ritorno / [regia di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo]
Milano : Feltrinelli, 2011
Abstract: Seconda stagione della serie televisiva Boris
C'era una volta ... la televisione / Silvia Moretti ; illustrazioni di Karin Freschi
Pisa : ETS, [2011]
A occhi aperti
Abstract: Paolo questa volta I ha combinata grossa. La mamma I ha messo in punizione: niente televisione per una settimana! Ma lui, con la complicità di una simpatica gatta, ha deciso di andare a casa del dirimpettaio, il signor Umberto. Spera di guardare la televisione da lui. Non sa però che il signor Umberto possiede un vecchio apparecchio televisivo degli anni Cinquanta. Ma come funzionava? E cosa guardava Umberto quand'era piccolo? Possibile che non ci fosse un televisore in tutte le case? E che non ci fossero i colori e nemmeno il telecomando? Alla scoperta di quella scatola magica che troppo spesso si da per scontata, Paolo non s'accorge nemmeno di aver disobbedito alla mamma. Ha guardato la televisione dal signor Umberto? Sì, in un certo senso... ma spenta. C'ero uno volta... lo televisione racconta la storia di un pomeriggio estivo all'insegna della curiosità in un singolare incontro tra didattica e narrazione. Età di lettura: dagli 8 anni.
Il corpo delle donne / Lorella Zanardo
Milano : Feltrinelli, 2011
Abstract: Da anni le donne italiane tacciono. Per fortuna non l'autrice de Il corpo delle donne. Lei si è ribellata alla dittatura dei media usando per il suo documentario di denuncia le stesse immagini televisive che quotidianamente offendono la dignità femminile. Perché le donne italiane continuano a sopportare una televisione che le umilia profondamente? chiede Lorella Zanardo. Perché le donne hanno silenziosamente introiettato il presunto modello maschile di bellezza e perché le donne italiane accettano di lavorare più di tutte le donne europee? Attraverso i commenti che le lettrici del blog ilcorpodelledonne.com le inviano, Lorella Zanardo intuisce che il silenzio delle donne è solo nella sfera pubblica, mentre nell'ambito privato sono in atto cambiamenti profondi che la società e la politica non sono in grado di riconoscere. Dice Lorella Zanardo: Se con il documentario mi ero proposta di lavorare sulla consapevolezza delle donne, di stimolarla e se possibile di approfondirla, a partire dai danni provocati dalla tv, il libro contempla anche la proposta di un metodo concreto su come educare i più giovani a una visione critica dei media: 'Nuovi Occhi per la tv' diventa così un percorso formativo per cambiare, da subito e concretamente. Più di un manifesto, più della ricostruzione di una stagione di lotta contro l'arroganza televisiva, Il corpo delle donne è innanzitutto la storia di una donna che ha finalmente detto basta all'abuso mediatico del corpo femminile.
[Milano] : Mondadori : Fabbri ; [Firenze] : in collaborazione con Alinari, 2011
La mutazione individualista : gli italiani e la televisione : 1954-2011 / Giovanni Gozzini
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: Molto più di tutti gli altri media che l'hanno preceduta nella storia (stampa, radio, cinema) la televisione suscita mitologie e denunce, entusiasmo e demonizzazione, assuefazione e ripulsa. Secondo il Censis l'Italia di oggi appare una società frammentata e confusa, priva di punti di riferimento forti e stabili, dove la televisione domina largamente i consumi culturali. Quasi il 70% dei cittadini le si affida (in particolare ai telegiornali) per formare le proprie scelte di voto. Giovanni Gozzini ripercorre le tappe principali dell'uso della tv da parte degli italiani. Dalla televisione top-down, pedagogica e autoreferenziale di Ettore Bernabei a una televisione bottom-up, bidirezionale che - lungo un percorso che va da trasmissioni come Portobello (1977) fino al Grande Fratello (2000) - mette in scena, celebra e mitizza l'italiano medio. Senza contare le reti private commerciali. La tesi di Giovanni Gozzini è che la tv più che determinare il mutamento ha rispecchiato, catalizzato e amplificato la 'rivoluzione individualista' esplosa negli anni '80 e celebrata dalla permanenza di Berlusconi sulla scena politica. Nonostante la televisione funzioni dappertutto nel mondo come in Italia, solo da noi è diventata soggetto politico. Così, frammentata e individualista, l'Italia sopravviverà anche dopo Berlusconi.
La televisione che ci ha cambiati [Videoregistrazione] / Francesco Piccolo ; regia di Franco Angeli
Roma : Gruppo Editoriale L'Espresso, c2011
Abstract: Francesco Piccolo, che conclude la maratona di 150. Le storie dItalia, ci racconta in che modo la televisione ha cambiato lantropologia degli italiani, trasformandoci da spettatori ad aspiranti protagonisti. Dalle prime lunghe dirette sulle tragedie italiane, allavvento delle televisioni private, dai programmi di intrattenimento ai reality, la televisione, come racconta lo stesso Piccolo nelle pagine della sua Italia spensierata, diventa presenza di primo piano nelle nostre vite, condizionandole. Il decennio segna anche un progressivo avvicinamento tra la politica e i media, in una trasformazione che ci porterà allepoca del partito della TV. Lincontro con Francesco Piccolo e la sua Italia televisiva rappresenta anche unoccasione per riconoscerci attraverso quello che abbiamo visto e amato, disprezzato e imparato, riflettendo su chi siamo.
Roma : Donzelli, 2011
Abstract: Occhi di maschio è il primo tentativo di storia della televisione dal punto di vista dei vinti, cioè delle persone di buon gusto e di buon senso e delle donne. La tv, dominata dallo sguardo maschile, è stata ed e lo specchio dei desideri prevalenti dei maschi italiani. Desideri in principio palesi e dichiarabili, poi sempre più aggressivi e sfacciati. L'autrice è stata fra i protagonisti di questo mondo e ne scrive con aperta soggettività, con aneddoti e ricordi arricchiti dalle testimonianze di alcune persone che hanno contato nella tv italiana, delle quali a volte non si conserva neanche più il ricordo. A completare il volume un vasto dizionario biografico delle oltre ottocento donne che hanno fatto la nostra televisione e una cronologia comparata che mette a fronte l'Italia come era, le conquiste delle donne e l'evoluzione del mezzo televisivo. Infine, un'intervista esclusiva a Lorenza Lei, prima donna a ricoprire l'incarico di direttore generale della Rai. Come scrive Franco Cardini nella sua introduzione, questo libro diverte, informa, chiarisce, qua e là stupisce. Daniela Brancati ci ha offerto una vera e propria storia della società italiana attraverso la Rai....
Prima lezione sulla televisione / Aldo Grasso
Laterza, 2011
Abstract: Uno dei luoghi comuni più radicati e diffusi, fra intellettuali e non, vuole che la televisione sia una 'cattiva maestra', ricettacolo dei peggiori modelli di comportamento e condensato di tutto ciò che di brutto ed esteticamente riprovevole circola nella nostra cultura. La tv trasuda 'spazzatura', non c'è dubbio, ed è piena di discorsi stupidi e insensati ma, a furia di parlarne male, non ci siamo quasi accorti dell'esistenza di forme di racconto intelligente che, lungi dal raffigurare la deriva morale della nostra società, si rivelano utili strumenti di comprensione. L'avvento della televisione è stato un sommovimento tellurico di lunga durata che a poco a poco ha coinvolto l'intera nazione; qualche picco di forte intensità e molte onde sismiche che hanno spinto la televisione a diventare da fenomeno parziale a fenomeno dominante della società contemporanea. La tv italiana non ha i tratti del 'Grande Fratello', almeno quello descritto da George Orwell, non è stata, e non è, solo apportatrice di abbrutimento, tristezza, squallore, diffidenza, odio. Anzi, a dar ascolto alle tesi di alcuni, gli storici del futuro non troveranno paradossale un'affermazione che oggi potrebbe stupire ancora qualcuno: l'avvento della televisione è stato pari alla Divina Commedia e alla spedizione dei Mille. Se Dante ha dato all'Italia post-latina una lingua unitaria; se la spedizione dei Mille ha realizzato politicamente quell'unità, la televisione ha unificato linguisticamente la penisola.