Trovati 9 documenti.
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Feltrinelli, 2016
Abstract: Lo spartiacque nel decisivo passaggio tra dittatura e democrazia, per chiudere i conti con il ventennio mussoliniano e punire gli artefici della dittatura, è l'amnistia Togliatti. Emanata il 22 giugno 1946 per celebrare la nascita della Repubblica italiana, prende il nome dal segretario del Partito comunista, Palmiro Togliatti, che la firmò quale ministro della Giustizia del governo De Gasperi. Ispirata all'esigenza di pacificazione, si è però trasformata - per l'interpretazione estensiva fornita della magistratura - in un generalizzato perdono, applicato anche a torturatori e ad assassini. Piero Calamandrei definì l'amnistia un clamoroso errore della nuova classe dirigente italiana, gravido di conseguenze. Il mancato accertamento giudiziario dei crimini fascisti ha infatti determinato un enorme vuoto di conoscenze sulle dinamiche repressive del regime e della Repubblica sociale italiana. A una simile mutilazione, così rilevante sulla formazione dell'immaginario collettivo, può oggi porre parziale rimedio la ricerca storica, sulla base di non facili indagini d'archivio. L'approfondita inchiesta di Franzinelli ricostruisce al meglio proprio quell'Italia lacerata dalla lotta politica, con cento drammatici episodi che riaffiorano dai carteggi giudiziari.
Per sempre partigiano : l'insurrezione di Santa Libera / Pino Tripodi
DeriveApprodi, 2016
Abstract: Agosto 1946. L’insurrezione partigiana di Santa Libera, tra Langhe e Monferrato, è l’ultimo tentativo di fare lo sgambetto alla storia prima che l’Italia si infili definitivamente nel suo tunnel democristiano. Una vicenda a torto ritenuta minore viene diseppellita con un linguaggio che immerge il lettore nella vera vita, non in quella che evapora nei fumi della retorica dell’antifascismo canonico. La narrazione mette a nudo passioni, idee, sentimenti, esistenze che somigliano a quelle di tante pagine sbranate in altri spazi e in altri tempi della storia. Ci porta su quelle tracce di passato ancora capaci di parlare al presente.
Mondadori, 2016
Abstract: Giugno 1946: la Monarchia muore nell'ombra, tra l'amarezza di un esilio senza appello e le proteste per una sconfitta contestata; ma la Repubblica nasce oscura e in silenzio, con le piazze vietate e senza le nuove bandiere ai balconi. Che cosa è accaduto nell'Italia del referendum? Se il mese di maggio ha visto la vittoria della democrazia, con la campagna elettorale capace di raggiungere le località più remote della penisola e le donne ammesse per la prima volta al suffragio, i due giorni del voto sono stati più problematici, con le code ordinate davanti alle cabine ma anche qualche disfunzione ai seggi (elenchi incompleti, schede non consegnate). Il conteggio dei voti e l'annuncio dei risultati assumono poi i toni di una vera emergenza, infelici nelle modalità e drammatici nelle conseguenze. I primi risultati giunti al ministero degli Interni sono quelli delle regioni meridionali, che premiano in modo netto la Monarchia, tanto che il 4 giugno Alcide De Gasperi scrive a Umberto II preannunciandogli il risultato favorevole. Ventiquattr'ore dopo arrivano però i risultati del Centronord, che ribaltano la situazione, e la sera il ministro Romita annuncia la vittoria della Repubblica. In alcune città del Sud, in particolare a Napoli, si urla alla truffa e al broglio: nonostante lo sforzo di Umberto II per evitare tensioni, molti monarchici scendono in piazza, tra assembramenti spontanei, cortei e slogan contro il governo. In un'Italia appena uscita dalla guerra, dove si trovano armi ovunque, la rabbia si traduce presto in azione: si spara, cadono i primi morti, gli ospedali si riempiono di feriti, mentre la stampa nazionale si sforza di minimizzare e tacere il dramma. Gianni Oliva ripercorre le vicende che accompagnano la fine della Monarchia seguendo diverse trame: Umberto II alle prese con le pressioni contraddittorie dei suoi consiglieri politici; gli uomini di governo e le autorità militari alleate, incapaci di trovare una soluzione rapida; i ricorsi e i controricorsi alla Corte di cassazione, che fanno nascere la Repubblica in tribunale. Sullo sfondo, lo spettro della guerra civile e il rischio di una deriva incontrollabile. A risolvere la situazione sarà proprio il re, un uomo malinconico e irresoluto che nel momento più drammatico dimostra però l'energia necessaria per compiere la scelta. Stretto tra chi vuole porlo alla guida delle proteste e chi gli consiglia di partire, Umberto II antepone gli interessi dell'Italia a quelli della Monarchia: il 13 giugno lascia il paese e vola in esilio, togliendo ragion d'essere ai moti di piazza.
Donne della Repubblica / Paola Cioni ... [et al.] ; introduzione di Dacia Maraini
Il Mulino, 2016
Abstract: Il 2 giugno 1946 si tennero le prime elezioni politiche per le quali votarono anche le donne. Un passaggio che segna l'affermazione di un nuovo protagonismo femminile nella società italiana. A restituirci la portata simbolica e politica di quella conquista, quattordici biografie esemplari di donne che con diversi talenti, in vari campi, hanno contribuito alla nascita della Repubblica e a cambiare l'immagine della donna. Non solo le politiche, che fin dai tempi del fascismo si erano battute per la democrazia, come Camilla Ravera, Teresa Noce, Lina Merlin, o le donne della resistenza, Tina Anselmi, Nilde lotti, Teresa Mattei, Marisa Ombra, Ada Gobetti, ma anche scrittrici come Alba de Céspedes, Fausta Cialente, Renata Vigano, un'attrice come Anna Magnani, la famosa sarta Biki, e la leggendaria Dama Bianca compagna di Fausto Coppi.
Per rivederti ancora / Jojo Moyes ; traduzione di Teresa Albanese e Maria Grazia Bosetti
Mondadori libri, 2016
Abstract: Sydney, 1946. Centinaia di mogli sono pronte a salpare verso l'Inghilterra per raggiungere i soldati che hanno sposato in tempo di guerra. Al posto della nave di lusso su cui credono di imbarcarsi trovano però la HMS Victoria, una portaerei piena di uomini. Inizia così il viaggio che fra dubbi, sospiri e ripensamenti, cambierà per sempre le loro vite...
1946 : la guerra in tempo di pace / Victor Sebestyen
Rizzoli, 2016
Abstract: La fine della Seconda guerra mondiale non fu immediata. Non ci fu nessun ritorno istantaneo alla pace: decine di milioni di profughi, sopravvissuti e prigionieri rimasero in preda alla fame, alle malattie, alle vendette dei vincitori. Le macerie delle città bombardate rimasero dov’erano per anni, soprattutto nella Germania sconfitta. Il primo anno del dopoguerra segnò anche il culmine delle tensioni tra Truman e Stalin, mentre in Cina vennero gettate le premesse per l’ascesa di Mao; si affermò il Congresso Nazionale Indiano di Gandhi, mentre in Medio Oriente prendeva corpo l’idea di uno Stato d’Israele. Quando comincia una guerra e quando finisce? Quali sono le tracce che non si possono cancellare? Ogni guerra genera altre guerre?
2016
Fa parte di: Larcenet, Manu <1969->. Il rapporto di Brodeck / Manu Larcenet ; adattamento del romanzo di Philippe Claudel
Yankee '46 : Storia di un mondiale mai giocato / Enrico Varrecchione
Novi Ligure : Epoké-La Torretta, 2016
Narrativa
Abstract: La storia, quella ufficiale, parla di un buco di ben 12 anni. Da Francia '38 a Brasile '50. 12 anni senza mondiali, 12 anni in cui il mondo del calcio, ferito anch'esso dalla guerra, rischiò di rinunciare per sempre allo spettacolo più bello. Ma c'è un'altra storia, forse meno nota, forse addirittura mai esistita. Una storia di passione e testardaggine che racconta di una magica estate del 1946.
Roma : Istituto Luce Cinecittà [distributore], c2016
Narrazioni
Abstract: Il 1 febbraio del 1945, pochi mesi prima della fine della seconda guerra mondiale, con l'Italia ancora divisa ed il Nord sotto l'occupazione tedesca, il Consiglio dei ministri, presieduto da Ivanoe Bonomi, emanò il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 che si intitolava "Estensione alle donne del diritto di voto". 70 anni fa, le donne italiane ottenevano finalmente ciò per cui avevano lungamente lottato: il diritto al voto. Le suffragette che negli anni immediatamente successivi allunità dItalia avevano cominciato a reclamare questo diritto, probabilmente non avevano mai sperato di ottenere in un sol colpo il diritto di eleggere e quello di essere elette, alle elezioni amministrative come a quelle politiche. Eppure quel voto, conquistato con fatica e a caro prezzo, ha aperto la strada a cambiamenti profondi nella vita e nella stessa identità delle donne italiane. Dalle prime donne che hanno lottato per lemancipazione femminile, passando per il fascismo e la seconda guerra mondiale, fino alle madri costituenti e allemozione di quel fatidico 2 giugno 1946, la prima volta alle urne per decidere il distino del paese. Oggi molte delle istanze e delle prospettive sono mutate, e questo forse è un mondo che né le suffragette di fine secolo, né le partigiane e le madri costituenti, né le femministe degli anni 70 potevano immaginare. In una società in cui i ruoli degli uomini e delle donne, dei cittadini e delle cittadine, dei padri e delle madri sono così radicalmente mutati, forse è tempo di cercare insieme una strada che permetta davvero a ognuno di scegliere liberamente chi vuole essere e che vita vuole fare.