Trovati 16 documenti.
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La caduta dei Golden : romanzo / Salman Rushdie ; traduzione di Gianni Pannofino
Milano : Mondadori, 2018
Oscar 451
Abstract: "Nel giorno dell'investitura del nuovo presidente, quando noi temevamo che potesse essere assassinato mentre camminava mano nella mano con la sua eccezionale consorte tra ali di folla acclamanti, e quando tanti di noi erano sull'orlo della rovina economica a seguito dell'esplosione della bolla dei mutui, e quando Isis era ancora una divinità-madre egizia, un ultrasettantenne re senza corona arrivò da un paese lontano a New York con i suoi tre figli senza madre per prendere possesso della sede del suo esilio, fingendo che non ci fossero problemi nel suo paese, nel mondo o nella sua storia personale." Salman Rushdie torna a raccontarci una nazione e il nuovo secolo con la forza evocativa e la leggerezza ammaliante dello scrittore che si muove con disinvoltura tra le luci cinematografiche di una realtà fatta di riflettori e finzioni, e i sortilegi di un mondo antico che conosce fin troppo bene. Il suo protagonista si chiama Nero Golden, è basso, perfino tozzo, con i capelli tinti tirati all'indietro ad accentuare il suo picco del diavolo, ha occhi neri e penetranti, avambracci da lottatore, terminanti in grosse mani pericolose, cariche di massicci anelli d'oro tempestati di smeraldi. Suona il violino, ha il culto dell'antica Roma e vive nella lussuosissima "Golden House", una Domus Aurea piazzata nel centro del Greenwich Village. Nerone, imperatore megalomane e paranoico, è il suo modello, e noi siamo avvertiti: qualcosa prima o poi brucerà. Salman Rushdie, l'angloindiano che vive a New York, ci racconta una storia fatta di figli predestinati e sfortunati, amori intriganti, segreti e confessioni inattendibili. Ci racconta la New York degli oligarchi russi, il terrorismo, le fake news e la finzione che vince a mani basse sulla realtà, l'ascesa di un presidente mitico e di un miliardario che assomiglia tanto alle caricature cinematografiche. E ci trascina davanti a un vertiginoso interrogativo: quando il confine tra la pagina e il palcoscenico è superato, siamo sicuri di saper ancora distinguere tra una fantasia pericolosa e la realtà deviata?
Chi sta male non lo dice / Antonio Dikele Distefano
Mondadori libri, 2018
Abstract: Questa è la storia di Yannick e Ifem, la storia di due ragazzi. Di mancanze, assenze, abbandoni, di come è difficile credere nella vita quando questa ti toglie più di quanto ti dà. Non è però solo un pugno nello stomaco, è soprattutto la storia di come i fiori spuntano anche nel cemento. Di come c’è sempre un modo per salvarsi, l’importante è non rinunciare, non smettere mai di amare la vita. Una storia iniziata in un quartiere dove a cadere a pezzi sono le persone prive di impalcature, schiave delle condizioni economiche al punto di attaccarsi al lavoro rinunciando così alla vita. Dove chi non ci riesce beve fino ad annullarsi e alza le mani sui figli e sulle mogli dietro imposte serrate. Dove la gente sa e non fa nulla. Perché addosso tutti hanno l’odore dei poveri e le scarpe consumate di chi è abituato a frenare in bici coi talloni. Una storia di sogni infranti che i figli ereditano dai genitori, partiti dall’Africa per “na Poto”, l’Europa, senza sapere che questo paese non è pronto ai loro tratti del viso né preparato a sostenere le loro ambizioni. Basta avere la pelle un po’ più scura per essere preso di mira, il taglio degli occhi diverso per sentirsi intruso, un cognome con troppe consonanti per sentirsi gli sguardi addosso. In questa desolazione, Ifem prova a colmare il vuoto che la mangia da dentro con l’amore. Quello per Yannick. Un ragazzo che sembra inarrestabile. “Ifem, non ci fermeremo finché non capiranno che non siamo neri che si sentono italiani, ma italiani neri” le ripete continuamente. Ma pian piano quell’amore, come tutto attorno a lei, svanisce. Ne rimane solo un’ombra sottile nelle linee immaginarie che lei traccia sulle labbra di lui mentre dorme. Uno dei pochi momenti in cui Yannick sembra quieto. Perché a fermare la sua corsa è la cocaina. Iniziata per noia, quasi per caso, perché lui è cresciuto in un quartiere popolare dove tutti almeno una volta hanno provato, anche i preti. E perché per un attimo la polvere bianca riempie qualsiasi vuoto – ti fa sentire come avessi dentro tutto il ferro della torre Eiffel –, ma poi si porta via tutto
Il pane del silenzio / Adrien Pasquali ; traduzione di Riccardo Fedriga
Finis terrae, 2018
Abstract: Un padre che torna stanco la sera, una madre assillata dal quotidiano, un bambino troppo adulto e pieno di responsabilità. Un appartamento in una terra straniera: la narrazione, in questo lungo racconto è un flusso ininterrotto (quasi senza punteggiatura) a significare quel torrente di silenzio che tutto travolge e trascina via; anche l'infanzia cui nessuno presta ascolto. Il piccolo protagonista del racconto, come l'autore figlio dí emigrati italiani in Svizzera, è costretto a una solitudine senza scampo in cui si conficca il giudizio amaro dei vicini che quasi inconsapevolmente isolano "lo straniero". "Ognuno per sé e tutti per nessuno", è il motto ripetuto nel racconto cui la scrittura incalzante, le parole che si susseguono tra le virgole, offrono una via di scampo. Un argine al silenzio che come il pane lievita nella casa dei tre protagonisti.
Senza confini : una etnographic novel / Francesca Cogni, Andrea Staid
Le Milieu, 2018
Abstract: Un progetto innovativo, una etnographicnovel che unisce la ricerca antropologica con il racconto scritto e disegnato, che nasce dall’esigenza di dare uno sguardo nuovo alle storie del nomadismo contemporaneo. Francesca Cogni e Andrea Staid si sono incontrati con i loro due differenti approcci alla ricerca sociale: una videomaker e disegnatrice, l’altro antropologo ed etnografo, hanno cominciato a dialogare ibridando i loro lavori, ma soprattutto si sono impegnati per trovare un modo innovativo di raccontare l’esperienza vissuta dai migranti del nuovo millennio. Un pittore congolese che sogna l’Africa dalla periferia di Milano; un giornalista gambiano attivista e reporter del movimento dei rifugiati a Berlino; un militante turco scappato dal carcere e dalle torture; un “rifugiato al quadrato” palestinese di famiglia, siriano di nascita, berlinese per necessità; una rapper americana nata a Buffalo, cresciuta in Florida, emigrata in California che con i suoi testi racconta i margini della società occidentale; una ragazza rumena, che fa la volontaria in una casa del rifugiato a Milano... Una ragnatela di storie, incontri transnazionali la cui complessità e ricchezza sarebbe stata difficile da restituire con la sola forma scritta. Per questo gli autori hanno deciso di sperimentare una tipologia di racconto ampia e polimorfa, che ibrida la scrittura etnografica con disegni, foto e frame dell’esperienza vissuta in prima persona sul campo.
Tra due mondi / Olivier Norek ; traduzione di Maurizio Ferrara
Rizzoli, 2018
Abstract: Adam si è lasciato alle spalle la tragedia del conflitto siriano in cui ha strenuamente combattuto. Adesso è solo un migrante che arriva nel campo profughi di Calais, tormentato da un’ossessione: riunirsi alla mogie e alla figlia, fuggite dalla Siria qualche giorno prima di lui. La sua presenza, nella Giungla, si nota subito: non perché sia grande e grosso e con una vistosa cicatrice su un sopracciglio, e nemmeno per la foto di Nora e Maya che mostra senza sosta a chiunque. È per come osserva le cose e le persone che viene subito chiamato military man dal capo dei sudanesi. E a ragione, perché Adam è un soldato, un poliziotto. Se ne è reso conto anche il tenente Bastien Miller, da poco trasferitosi volontariamente in quel fazzoletto di terra da cui tutti vogliono andarsene. Si sono conosciuti in una corsia d’ospedale, una notte in cui nella Giungla è successo qualcosa di atroce, la stessa notte in cui Adam ha capito di non poter restare indifferente di fronte a ciò che accade in quel luogo sconosciuto alla giustizia.
Un viaggio diverso / Daniel H. Chambers, Federico Delicado
Kalandraka, 2018
Abstract: Due viaggi che si svolgono parallelamente e si intersecano in una narrazione piena di sensibilità e delicatezza: un'oca insieme al suo piccolo segue la rotta migratoria verso le terre calde del sud e, allo stesso tempo, una famiglia proveniente da uno stato in guerra si sposta verso il nord. Il filo conduttore di entrambe le avventure si mostra nella paura dei giovani viaggiatori di fronte all'impresa che li attende, nei fenomeni meteorologici sfavorevoli che rallentano il volo e il cammino dei protagonisti, nell'incontro con altri migranti nelle rispettive rotte, nella mancanza di cibo, nella presenza di predatori pronti ad approfittarne, nello sconforto che cresce dalla stanchezza in contrapposizione alla fiducia e alla speranza che gli adulti cercano di trasmettere. Infine, si arriva alla sfida più grande: l'attraversamento del mare, il punto di incontro dei due percorsi che riservano un destino diverso.
L'immortale / Ricard Ruiz Garzon ; traduzione di Maria Bastanzetti
Il Battello a vapore, 2018
Abstract: Judit ha quasi dodici anni e uno straordinario talento per il disegno. Da quando il padre, un celebre illustratore, ha abbandonato la famiglia per trasferirsi in Ungheria, vive con la mamma e il nonno a Ginevra. Su suggerimento del suo professore, per migliorare nel bianco e nero e nelle ombreggiature, Judit comincia a disegnare le scacchiere giganti del parco. Ed è proprio lì che conosce il misterioso signor Aliyat, riservato iraniano, fenomenale scacchista, straniero senza permesso di soggiorno e persona per cui vale la pena combattere.
Babylon Sisters / un film di Gigi Roccati ; [Amber Dutta ... et al.]
CG, 2018
Abstract: La dodicenne Kamla si è appena trasferita con i genitori in una palazzina malandata e puzzolente come un calzino bucato, alla periferia di Trieste, abitata da altre famiglie di immigrati. Babylon Sisters comincia negli appartamenti fatiscenti del quartiere popolare triestino, dove quattro famiglie di etnie diverse scartano con preoccupazione l'ingiunzione di sfratto del proprietario dello stabile. Se gli uomini, determinati a non perdere le proprie case, rispondono con rabbia alle minacce del padrone, le donne del palazzo si incontrano per discutere del destino delle proprie famiglie davanti a un bicchiere di succo.
Add, 2018
Abstract: "Fratelli migranti" è poesia, saggio e manifesto, un appello a rimanere sensibili a ciò che l'idea di umano ha di più umile e luminoso. Contro la barbarie di oggi, schiuma mortale che standardizza i desideri, disfacendo maglia dopo maglia libertà, uguaglianza, fraternità, dignità e con loro la felicità, Patrick Chamoiseau chiede di aprire in noi un altro immaginario, mentre il rifiuto, l'odio e la violenza guadagnano terreno. Come Saint-Exupéry nei suoi voli notturni contemplava l'arcipelago di piccole luci nascoste nella notte maestosa, quintessenza di attese, sogni, progetti e compimenti, principio di albe promesse e ineluttabili, così Chamoiseau scorge scintille di umanità nel più piccolo barlume in cui la vita è protetta e sostenuta. «Non è molto» dice. «È solo un bagliore. Forse una di quelle lucciole per la quale Pier Paolo Pasolini avrebbe dato la vita.» Il libro si chiude con la Dichiarazione dei poeti, una chiamata all'umano a resistere, rifiutando di abbandonare il mondo.
A noi donne basta uno sguardo / Christine Von Borries
Giunti, 2018
Abstract: Quattro amiche, Valeria Parri pubblico ministero alla Procura di Firenze, Erika Martini ispettore di polizia presso la questura, Giulia Gori giornalista e Monica Giusti commercialista, si trovano per caso a indagare insieme sul caso di omicidio di una giovane donna africana, Rosaline George. La donna è ospite di una villa gestita dall'associazione Arcobaleno che, dopo avere vinto un appalto del Comune, accoglie extra-comunitari appena giunti in Italia fino all'ottenimento dei permessi. Ma dietro il paravento di un'attività umanitaria si nascondono traffici orribili, e quando la giovane Samirah, altra ospite del centro alla quale è stata rapita la figlia, decide di reagire, la situazione esplode... Quattro donne, con le loro vite felici e infelici come quelle di tutte, a volte realizzate, a volte frustrate, con le loro storie sentimentali difficili o apparentemente appagate, con le loro competenze professionali e, soprattutto, con la loro meravigliosa, invincibile amicizia, si mettono in gioco per affrontare una macchina efficiente e crudele, un sistema disumano che si sostiene anche su insospettabili connivenze. Le vite di queste ragazze, con i loro problemi quotidiani, entrano di forza nella tensione della vicenda gialla costituendo una sorta di parallelo ''thriller sentimentale''. Perché anche in amore, come nelle indagini più complicate, niente è come appare e l'unica arma efficace per vincere è la solidarietà femminile, la piccola gioia di una pizza insieme senza mariti e fidanzati, la consapevolezza che, per capire e per capirsi, basta davvero soltanto uno sguardo.
Arrivederci, arancione / Iwaki Kei ; traduzione dal giapponese di Anna Specchio
E/o, 2018
Abstract: Salima è una rifugiata africana costretta a lasciare il proprio paese insieme a marito e figli. Sayuri è giapponese, ha da poco avuto una bambina e sogna di scrivere un libro. Le loro vite si incrociano in Australia, dove entrambe cercano una difficile integrazione che passi, prima di tutto, attraverso la ricerca di un linguaggio comune, di quell’inglese che permetta loro di entrare in contatto col mondo circostante. Nulla in questa ricerca è scontato, poiché Salima è analfabeta e Sayuri si sente continuamente in difetto, e alle due donne si presenteranno molte difficili prove. Poco alla volta e traendo coraggio l’una dall’altra, le protagoniste dovranno imparare a fronteggiare la vita nel nuovo continente. Le sosterranno la loro intelligenza e la loro determinazione, oltre a una casalinga italiana, un camionista dal cuore tenero, un’acuta insegnante di inglese, un professore di scrittura creativa, personaggi indimenticabili dalla grande umanità.
Clandestino : la caccia è aperta / Furio Colombo
La Nave di Teseo, 2018
Abstract: Di immigrazione si parla molto, nelle cronache dei giornali e in tv, nei dibattiti pubblici e nelle discussioni private. Eppure molte domande sull’argomento restano ancora senza risposta. Da dove arrivano, e cosa cercano, i migranti che tentano la via del Mediterraneo? Cosa sono, e come si diffondono, le fake news sui flussi migratori? Quali sono i limiti e le responsabilità delle politiche italiane ed europee sull’accoglienza? Che cosa possiamo davvero fare? Con l’intensità e il rigore del grande giornalista, Furio Colombo racconta uno dei temi più caldi del nostro tempo, ne evidenzia le incongruenze e i paradossi, e suggerisce una lettura che sfida il politically correct con la forza delle idee e della ragione. Attuale, scomodo, necessario, questo libro parla in modo diretto, soprattutto a chi non è d’accordo, di ius soli e dei “nostri valori”, di frontiere chiuse e di terrorismo, di guerre lontane e della violenza quotidiana, razzista e xenofoba, che infiamma le nostre città.
Rubbettino, 2018
Abstract: Lo Stato italiano spende sei-sette miliardi di euro all’anno per l’accoglienza dei migranti, un fiume di soldi. Dove vanno? A chi vanno? Chi guadagna dietro il grande business che si è venuto a creare con l’arrivo in Italia di centinaia di migliaia di immigrati? Migranti Spa cerca di rispondere a queste domande proponendo storie, analisi e dati sui flussi di denaro che gravitano intorno al mondo dell’accoglienza. Ne viene fuori un affresco composito: da una parte migliaia di volontari che eroicamente si affannano per portare un aiuto ai tanti disperarti che arrivano sulle nostre coste, dall’altro centinaia di improvvisate coop sociali, associazioni e avventurose società che cercano di sfruttare il nuovo business. Per non parlare di dubbie ong. Lo Stato osserva ma non controlla, anche perché è una situazione che fa comodo a molti.
Chiamami sottovoce / Nicoletta Bortolotti
HarperCollins, 2018
Abstract: È primavera, eppure la neve ricopre la cima del San Gottardo, monumento di roccia che si staglia sopra il piccolo paese di Airolo. La Maison des roses è ancora lì, circondata da una schiera di abeti secolari: sono passati molti anni, ma a Nicole basta aprire il cancello di ferro battuto della casa d’infanzia per ritrovarsi immersa nel profumo delle primule selvatiche ed essere trasportata nei ricordi di un tempo che credeva sommerso. È il 1976 e Nicole ha otto anni, un’età in bilico tra favole e realtà, in cui gli spiriti della montagna accendono lanterne per fare luce su mondi immaginari. Nicole ha un segreto. Nessuno lo sa tranne lei, ma accanto alla sua casa vive Michele, che di anni ne ha nove e in Svizzera non può stare. È un bambino proibito. Ha superato la frontiera nascosto nel bagagliaio di una Fiat 131, disegnando con la fantasia profili di montagne innevate e laghi ghiacciati. Adesso Michele vive in una soffitta, e come uniche compagne ha le sue paure e qualche matita per disegnare arcobaleni colorati sul muro. Le regole dei suoi genitori sono chiare: “Non ridere, non piangere, non fare rumore”. Ma i bambini non temono i divieti degli adulti, e Nicole e Michele stringono un’amicizia fatta di passeggiate furtive nel bosco e crepuscoli passati a cercare le prime stelle. Fino a quando la finestra della soffitta s’illumina per sbaglio, i contorni del disegno di due bambini stilizzati si sciolgono nella neve e le tracce di Michele si perdono nel tempo. Da quel giorno, Nicole porta dentro di sé una colpa inconfessabile. Una colpa che l’ha rinchiusa in un presente sospeso, ma che adesso è arrivato il momento di liberare per trovare la verità. Questa è la storia di un’amicizia interrotta e di un segreto mai svelato. Ma è anche la storia di come la vita, a volte, ci conceda una seconda occasione. Chiamami sottovoce è un romanzo potente su un episodio dimenticato del nostro passato recente. Perché c’è chi semina odio, ma anche chi rischia la propria libertà per aiutare gli indifesi.
Riace, una storia italiana / Chiara Sasso
Gruppo Abele, 2018
Abstract: Riace e il suo sindaco, Domenico Lucano, sono un tutt’uno. Simbolo di un’Italia per bene, solidale, impegnata contro l’esclusione, il razzismo e le mafie. Simbolo di un miracolo possibile, quello di un’integrazione pacifica tra autoctoni e migranti, capace di realizzare un rilancio sociale ed economico. Un simbolo in controtendenza nell’Italia di Salvini e dei predicatori di odio, nell’Italia degli sprechi, della corruzione, della convivenza con le mafie, dell’egoismo localistico, del rifiuto del diverso. In questo contesto è intervenuto come un fulmine l’arresto di Lucano. Non per essersi arricchito o per avere sfruttato la sua carica, ma per il reato di solidarietà: per avere accolto e sostenuto i migranti anche forzando le regole. Un arresto che ha provocato la reazione spontanea di centinaia di migliaia di persone di ogni estrazione, per ribadire che l’esperienza di Riace deve continuare. A quell'esperienza, dalla nascita alle ultime vicende, è dedicata l'opera di Chiara Sasso.
Siamo noi i sognatori / Imbolo Mbue ; traduzione di Stefano Beretta
Garzanti, 2018
Abstract: Tutti lo chiamano «sogno americano», ma per Jende e sua moglie Neni è soprattutto una nuova possibilità. Sono arrivati a New York con un bagaglio pieno di speranze, lasciandosi tutto alle spalle, pronti a lottare per un futuro migliore. Eppure la vita nella Grande Mela non è facile per chi deve guadagnarsi anche il più piccolo traguardo. Fino a quando hanno la loro occasione: Jende viene assunto come autista da Edward Clark, consigliere d’amministrazione di una delle più importanti società finanziarie di Wall Street. Questo vuol dire stabilità economica. Ma anche poter osservare da vicino chi è riuscito a raggiungere, e a vivere, l’agognato sogno americano. Jende non si limita ad accompagnare Clark da un appuntamento a un altro ma, giorno dopo giorno, conosce sempre più a fondo la vita dell’uomo e della sua famiglia. Una vita che non è affatto dorata, non è affatto un obiettivo a cui aspirare. Perché dietro la maschera della perfezione si nascondono paure, segreti, bugie. Si nascondono legami fragili che un semplice soffio può spezzare. I sogni spesso sono ingannevoli e possono portare ben lontano dalla felicità. A volte possono persino condurre a conseguenze inaspettate e tragiche. Jende e Neni, allora, hanno davanti una scelta: credere ancora e lottare, o abbandonare le illusioni e fare pace con la realtà. Costi quel che costi.