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Trovati 3 documenti.

Potrebbe anche non esserci più un mondo
Libri Moderni

Lovecraft, H. P. <1890-1937>

Potrebbe anche non esserci più un mondo / H. P. Lovecraft ; a cura di Ottavio Fatica

Adelphi, 2025

Abstract: Chi conosce Lovecraft come l’allampanato maestro del mostruoso, autore di un'opera che ha segnato la narrativa horror e lasciato un’impronta indelebile su tutti i successori, deve prepararsi a una grossa sorpresa: dopo la sua morte si è rivelato uno dei più copiosi epistolografi di ogni tempo. E quasi un’altra persona. Gli amici, che hanno conservato le sue lettere, ne ricaveranno una scelta di circa un migliaio raccolte in cinque volumi, ma l’intero corpus pare ammonti ad almeno centomila, scritte tra i venti e i quarantasette anni, e diventate, nell’ultima stagione, un’occupazione a tempo pieno. Come rendere l’idea di una corrispondenza di tali spropositate dimensioni? Non restava che prendere una sola lettera, la più lunga, datata 9 novembre 1929 e indirizzata a Woodburn Prescott Harris, e consegnarla al lettore in forma di libro. Si scoprirà così l’universo quotidiano di Lovecraft, ben lontano da quello che traluce dai racconti, e un uomo totalmente diverso: sobrio, pacato, pieno di troppo sano buon senso – l’altra faccia della sua follia – da offrire all’ignoto destinatario, che già dalla prima pagina scompare. Come un serial killer che alla fine di una lunga giornata, dal suo buen retiro di Providence, ci indottrina sulle grandi epoche storiche, loda la compagnia e la natura, e da critico sempre acuto e rassegnato dell’età moderna ci fa i suoi migliori auguri per l’avvenire.

La levatrice di Nagyrév
Libri Moderni

Zuccato, Sabrina <1992->

La levatrice di Nagyrév / Sabrina Zuccato

Venezia : Marsilio, 2025

Abstract: Zsigmond Danielovitz, incaricato di indagare sul cadavere di un’anziana contadina, è un uomo indebolito dalla guerra, ma vigile. E così ci mette poco a scorgere, dietro gli occhi degli abitanti di Nagyrév, qualcosa di sinistro. Nagyrév è un piccolo villaggio sperduto nella pianura ungherese, l’anno è il 1929 e il benessere, in quella ristretta comunità rurale, non arriva. Zsigmond Danielovitz si rende presto conto che la morte della donna sulle sponde del fiume Tibisco non è che l’anello di una lunga catena di scomparse e incidenti che da tempo coinvolgono il piccolo villaggio. "La levatrice di Nagyrév" racconta un fatto di cronaca realmente avvenuto tra le due guerre mondiali, un episodio che sconvolse l’Europa non solo per l’efferatezza dei crimini, ma anche per un inedito capovolgimento dei ruoli: le donne uccidono gli uomini, si vendicano. Superstizione, violenze, miseria e soprusi sono i protagonisti delle vite che si incrociano in questo affresco rurale, dove a fare le spese di appetiti e frustrazioni sono sempre le donne. Le regole patriarcali della comunità magiara e le meschinità dell’animo umano creano situazioni insostenibili e sofferenze ingiustificabili per mogli e figlie, anziane e ragazze. Personaggio chiave, intorno al quale girano le storie di Nagyrév, è la misteriosa Zsuzsanna, levatrice dal passato fumoso, spesso etichettata come «strega» dai suoi concittadini, temuta e, ogni tanto, rispettata, una figura carismatica, rarissimo esempio di donna emancipata, cui molte «sorelle» chiedono aiuto per risolvere i guai che hanno dentro casa: gravate da inganni, stupri e sottomissioni, le vittime hanno deciso di alzare la testa.

Le luci gemelle
Libri Moderni

Simons, Paullina <1963->

Le luci gemelle / Paullina Simons ; [traduzione di Roberta Zuppet]

BUR, 2025

Abstract: È il 1929. Isabelle è fuggita dall'Ucraina meridionale, tra villaggi di pietra e campi di grano stecchiti, dove la fame mordeva e il domani era un'incognita. Sopravvissuta all'affondamento della sua nave, arriva a Boston con un bagaglio di vestiti sbiaditi e una speranza timida. Finn, giovane banchiere, la assume come domestica nella sua villa: tra salotti che si specchiano nei lampadari, dame in abiti di seta e uomini intenti a discutere d'affari tra una portata e l'altra, Isabelle spazza i corridoi, presenza silenziosa e distante, priva della raffinata bellezza di Vanessa, la moglie di Finn. Ma quando il mondo dorato di lui crolla dopo il Martedì nero della Borsa di New York, sarà lei l'unica con cui Finn riuscirà a parlare di tutte le cose che è difficile dire. Solo lei saprà guardare oltre i suoi segreti, oltre il fragile castello di bugie che lui ha costruito per lasciare la realtà fuori dalla porta di casa e dalla vita della sua famiglia. Nel buio di una tempesta che minaccia di travolgerli, Finn e Isabelle saranno l'uno per l'altra due luci gemelle. Come quella notte nel porto di Boston, quando nei lunghi concitati istanti in cui una nave affondava, qualcuno cercava disperatamente un modo per salvarsi. Come quella notte in Ucraina, quando le fiamme divoravano tutto, ma forse accendevano la speranza, e con lei il futuro. Dall'autrice della trilogia del Cavaliere d'inverno, la storia di un amore fra chi non dovrebbe mai incontrarsi, ma si ritrova a parlare la stessa lingua. Un amore che combatte e resiste, con la forza di aprire nuove strade anche quando si finisce in un vicolo cieco.