Trovati 181 documenti.
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Bernardino Luini e i suoi figli / / a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa
Milano : Officina libraria, 2014
Abstract: “Chi dice Luini dice Lombardia” suona un vecchio adagio critico, tuttavia non privo di verità. Infatti i numerosi dipinti di Bernardino Luini hanno rappresentato per secoli una sorta di identità figurativa della regione, quasi un basso continuo. In una manciata d’anni all’alba del Cinquecento, l’artista ha messo a punto – trasformando in accademismo le inquietudini e le ambiguità sentimentali di Leonardo – una formula espressiva di enorme successo devozionale. La fama di Luini raggiunse il culmine nel corso del XIX secolo, incontrando i gusti dell’Europa romantica, con un’ampia diffusione delle sue opere, vere o presunte, in giro per il mondo. Intanto gli scrittori, da Stendhal a Ruskin, ne celebravano le qualità. Questa moda, che contagia strati diversi della società, subisce una battuta d’arresto all’aprirsi del Novecento. Solo negli ultimi decenni del secolo trascorso, si avvia un nuovo tipo di interpretazione del pittore, che la mostra intende mettere alla prova. Luini, prima di raggiungere il punto di stile che gli garantirà per secoli la notorietà, ha una gioventù sperimentale e vagabonda. Calato dalla sponda magra del Lago Maggiore a Milano nei primissimi anni del Cinquecento, lascia quasi subito la capitale del ducato, e i suoi linguaggi figurativi (da Bergognone a Leonardo), per recarsi verso Est, nel Veneto felice, a verificare altre scelte d’espressione, in parallelo al crescere di Lorenzo Lotto. Il rientro a Milano avviene prima del 1512, quando – con la Madonna affrescata all’abbazia di Chiaravalle – sono poste le premesse dello stile che sarà suo per l’intera esistenza, conclusa nel 1532. Un classicismo moderato e comunicabile, che ha gettato dietro le spalle le asprezze intellettuali del Bramantino, alla ricerca di una nuova leggibilità, in sintonia con istanze di rinnovamento della chiesa. Quasi un Raffaello della Lombardia. Mostra Bernardino Luini e i suoi figli.
Milano : Officina libraria, 2014
Abstract: “Chi dice Luini dice Lombardia” suona un vecchio adagio critico, tuttavia non privo di verità. Infatti i numerosi dipinti di Bernardino Luini hanno rappresentato per secoli una sorta di identità figurativa della regione, quasi un basso continuo. In una manciata d’anni all’alba del Cinquecento, l’artista ha messo a punto – trasformando in accademismo le inquietudini e le ambiguità sentimentali di Leonardo – una formula espressiva di enorme successo devozionale. La fama di Luini raggiunse il culmine nel corso del XIX secolo, incontrando i gusti dell’Europa romantica, con un’ampia diffusione delle sue opere, vere o presunte, in giro per il mondo. Intanto gli scrittori, da Stendhal a Ruskin, ne celebravano le qualità. Questa moda, che contagia strati diversi della società, subisce una battuta d’arresto all’aprirsi del Novecento. Solo negli ultimi decenni del secolo trascorso, si avvia un nuovo tipo di interpretazione del pittore, che la mostra intende mettere alla prova. Luini, prima di raggiungere il punto di stile che gli garantirà per secoli la notorietà, ha una gioventù sperimentale e vagabonda. Calato dalla sponda magra del Lago Maggiore a Milano nei primissimi anni del Cinquecento, lascia quasi subito la capitale del ducato, e i suoi linguaggi figurativi (da Bergognone a Leonardo), per recarsi verso Est, nel Veneto felice, a verificare altre scelte d’espressione, in parallelo al crescere di Lorenzo Lotto. Il rientro a Milano avviene prima del 1512, quando – con la Madonna affrescata all’abbazia di Chiaravalle – sono poste le premesse dello stile che sarà suo per l’intera esistenza, conclusa nel 1532. Un classicismo moderato e comunicabile, che ha gettato dietro le spalle le asprezze intellettuali del Bramantino, alla ricerca di una nuova leggibilità, in sintonia con istanze di rinnovamento della chiesa. Quasi un Raffaello della Lombardia. Mostra Bernardino Luini e i suoi figli.
Contaminazioni / Renata Boero ; mostra e catalogo a cura di Paolo Biscottini
Milano : Museo Diocesano, [2014]
Il vecchio mulino di Pellizza da Volpedo / a cura di Francesco Luigi Maspes
Milano : Gallerie Maspes, [2014]
Cinisello Balsamo : Silvana, [2014]
Pompeo Mariani : impressionista italiano / a cura di Enzo Savoia, Stefano Bosi
Milano : Bottegantica, [2014]
Firenze ; Milano : Giunti ; [Firenze] : Firenze musei, 2014
Abstract: Catalogo della mostra: Firenze, Galleria dell'Accademia, 24 giugno - 8 dicembre 2014. Il catalogo - e la mostra - illustra un importantissimo fenomeno culturale, il collezionismo dei cosiddetti primitivi: tavole e fondi oro del Tre e Quattrocento di area toscana, soprattutto fiorentina; opere di Arnolfo di Cambio, Bernardo Daddi, Taddeo Gaddi, Nardo di Cione, Ambrogio Lorenzetti, Beato Angelico, Cosmè Tura, fino ad Andrea Mantegna e a Giovanni Bellini. Un fenomeno che appartiene alla storia del gusto, oltre che dell'arte, e che condizionò gli sviluppi della critica e la costituzione delle principali collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.
Marco Petrus : Atlas / / [testi di Michele Bonuomo, Federico Bucci]
[Monza] : Johan & Levi, 2014
Abstract: Marco Petrus, architetto e pittore, lavora da anni alla rappresentazione del panorama urbano in chiave artistica. Atlas raccoglie le opere della sua più recente produzione incentrata sulla creazione di un “atlante metropolitano”, una ricognizione con intento catalogativo dell’architettura del Novecento. Partendo da Milano, Petrus viaggia per l’Italia e per il mondo per ritrovare nel tessuto urbano le linee di base e le strutture caratteristiche dell’architettura moderna e contemporanea, che rappresenta con stile schematico e tendente all’astrazione. Il progetto Atlas si colloca all’interno di una diffusa esigenza, interpretata da diversi artisti e teorizzata dal filosofo Jacques Derrida come “mal d’archivio”, di catalogare, archiviare e conservare immagini e memorie (individuali e collettive) che rischiano di andare perdute all’interno del grande oceano visivo che è la rete, deposito sempre in crescita e sempre accessibile ma immateriale, privo di ordine e a rischio di oblio. Il volume accompagna la mostra che Triennale Milano dedica a Marco Petrus dal 30 aprile al 1 giugno 2014.
Cinisello Balsamo : Silvana, 2014
La città degli Uffizi ; 16
Segmentazioni razionaliste / / Filippo Borella ; [mostra a cura di Elisabetta Longari]
Como : Pozzoni, 2014
Ideo Pantaleoni : : opere anni '50 e '70 / / [mostra a cura di Marco Meneguzzo]
Legnago : Ferrarin arte, stampa 2014
Bernardino Luini e i suoi figli / a cura di Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa
Ed. riv. e corr.
Milano : Officina libraria, [2014]
Abstract: “Chi dice Luini dice Lombardia” suona un vecchio adagio critico, tuttavia non privo di verità. Infatti i numerosi dipinti di Bernardino Luini hanno rappresentato per secoli una sorta di identità figurativa della regione, quasi un basso continuo. In una manciata d’anni all’alba del Cinquecento, l’artista ha messo a punto – trasformando in accademismo le inquietudini e le ambiguità sentimentali di Leonardo – una formula espressiva di enorme successo devozionale. La fama di Luini raggiunse il culmine nel corso del XIX secolo, incontrando i gusti dell’Europa romantica, con un’ampia diffusione delle sue opere, vere o presunte, in giro per il mondo. Intanto gli scrittori, da Stendhal a Ruskin, ne celebravano le qualità. Questa moda, che contagia strati diversi della società, subisce una battuta d’arresto all’aprirsi del Novecento. Solo negli ultimi decenni del secolo trascorso, si avvia un nuovo tipo di interpretazione del pittore, che la mostra intende mettere alla prova. Luini, prima di raggiungere il punto di stile che gli garantirà per secoli la notorietà, ha una gioventù sperimentale e vagabonda. Calato dalla sponda magra del Lago Maggiore a Milano nei primissimi anni del Cinquecento, lascia quasi subito la capitale del ducato, e i suoi linguaggi figurativi (da Bergognone a Leonardo), per recarsi verso Est, nel Veneto felice, a verificare altre scelte d’espressione, in parallelo al crescere di Lorenzo Lotto. Il rientro a Milano avviene prima del 1512, quando – con la Madonna affrescata all’abbazia di Chiaravalle – sono poste le premesse dello stile che sarà suo per l’intera esistenza, conclusa nel 1532. Un classicismo moderato e comunicabile, che ha gettato dietro le spalle le asprezze intellettuali del Bramantino, alla ricerca di una nuova leggibilità, in sintonia con istanze di rinnovamento della chiesa. Quasi un Raffaello della Lombardia. Mostra Bernardino Luini e i suoi figli.
Aldo Galli : luci e astrazioni di città / a cura di Roberto Borghi
[S.l.] : [s.n.], stampa 2014 (Olgiate Comasco \: Salin)
Pisa : ETS, 2015
Scienze dell'educazione ; 180
Lugano : Museo Cantonale d'Arte ; Milano : Humboldt Books, [2014]
Rizzoli, 2014
Abstract: In questo libro si parla di un abbraccio: quello che Papa Francesco, Omar Abboud e Abraham Skorka si sono scambiati davanti al Muro del Pianto di Gerusalemme durante il primo viaggio del Pontefice in Terra Santa. Un gesto spontaneo e genuino compiuto da amici che da sempre condividono un dialogo fecondo pur professando fedi differenti, testimoniando una modalità unica di vivere l'esperienza religiosa. Antonio Spadaro indaga le ragioni profonde che hanno ispirato il viaggio di Bergoglio e, attraverso lo sguardo inedito di un ebreo e un musulmano che il Papa ha voluto vicini, ripercorre i gesti e le parole di quei giorni, segnati in Medio Oriente da tensioni crescenti: la visita al Santo Sepolcro, alla Moschea della Cupola e alla Grotta della Natività, l'incontro con i bambini dei campi profughi palestinesi e l'omaggio alle vittime dell'Olocausto al memoriale di Yad Vashem. Fino all'invito rivolto ai leader di Israele e Palestina: Venite a pregare a casa mia. Scegliendo quella dell'amicizia e dell'empatia come strada privilegiata, Francesco ha scardinato tutti gli schemi, mostrando al mondo come per conquistare la pace non bastino accordi politici o diplomatici ma occorra un cambio di mentalità radicale che porti a non veder più nell'altro un nemico. Perché la vita è un cammino, un cammino lungo, ma un cammino che non si può percorrere da soli. Bisogna camminare con i fratelli alla presenza di Dio.
Francesco e Gerusalemme : sfida religiosa e politica / Paolo Loriga ; prefazione di Pasquale Ferrara
Roma : Città Nuova, [2014]
Prismi
Abstract: Il viaggio di papa Bergoglio nella Città Santa. Un passo avanti verso la pace in Medio Oriente o un progetto irrealistico? Nel suo primo viaggio internazionale, papa Francesco sceglie strategicamente Gerusalemme, quale emblema delle convivenze senza pace e senza speranza. L'intento è chiaro: proiettare la sua visione del mondo sul drammatico scenario politico mediorientale e arricchire la sua azione di leader mondiale con un accentuato respiro interreligioso. Le grandi prospettive aperte da papa Francesco nei suoi tre giorni in Terra Santa hanno trovato un immediato e clamoroso effetto nei Giardini Vaticani, cornice dell'incontro con Peres e Abbas. Un appuntamento storico, ma con effetti tutti da verificare. L'autore ha atteso nella Città Santa il pellegrino di Roma, ha seguito i suoi incontri, ha raccolto le prime, autorevoli valutazioni locali dopo il rientro del papa in Vaticano. Alla luce di un'osservazione diretta, rivisita parole e gesti di Francesco e dei suoi interlocutori per capire se a distanza di mesi, Gerusalemme ha segnato la grande svolta del suo pontificato o se, invece, ha visto più semplicemente lanciare una sfida irrealistica anche per gli stessi cristiani di Terra Santa.