Trovati 269 documenti.
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Un affresco cinquecentesco a Bette di Chiavenna / Guido Scaramellini.
Chiavenna : Centro di studi storici valchiavennaschi, 2002
Lugano : [s.n.], [1970] (Firenze : AGAF)
Genève : Skira, 1957
Les grands siècles de la peinture
Genève : Skira, 1957
Les grands siècles de la peinture
Pisa : Opera della primaziale pisana, 1979
Pittura murale in Basilicata dal tardo Antico al Rinascimento / Rossella Villani.
[Potenza] : Consiglio regionale della Basilicata, stampa 2000
I quaderni documentazione RegioneConoscere la Basilicata
Santa Tecla di Torno e gli affreschi di Bartolomeo De Benzi / Alberto Rovi.
Torno : Amministrazione comunale ; Torno : Parrocchia (Como : Capital Print), 2003
I volti segreti di Giotto / Giuliano Pisani
Milano : Rizzoli, 2008
Abstract: Nel 1300, Enrico Scrovegni, ricco e ambizioso uomo d'affari padovano, decise di celebrare la sua accresciuta potenza costruendo un sontuoso palazzo con annessa una cappella privata decorata dal maestro dell'epoca, Giotto. A sette secoli di distanza lo stupore e l'ammirazione che colgono i visitatori sono immutati: gli affreschi esprimono un senso dello spazio e del colore mai visti prima. Se la bellezza dei soggetti rapisce lo sguardo, il contenuto presenta ancora aspetti misteriosi. Che ci fa l'immagine di un centauro sotto il trono di Cristo nel Giudizio Universale? Come mai le allegorie dei Vizi e delle Virtù che conducono all'Inferno o in Paradiso non seguono la sequenza resa celebre dal sistema dantesco? Chi è il personaggio che regge sulle spalle il modellino della cappella offerta alla Madonna da Enrico Scrovegni? Pagina dopo pagina, Giuliano Pisani decifra i passaggi oscuri e svela la sofisticata trama filosofico-teologica dei volti sacri e dei simboli religiosi. Quella raccontata da Giotto è sì la storia di Cristo e della salvezza dell'uomo, ma è anche un invito a meditare sul significato della vita. Un messaggio universale ed eterno, scritto certamente sotto la guida di un raffinato teologo. Una figura ben nota ai padovani dell'epoca, ma rimasta finora nell'ombra, un religioso la cui identità potrà essere rivelata solo dopo aver scoperto l'ultima tessera di un mosaico di indizi che la mano del grande maestro della pittura ha fatto giungere sino a noi.
Torino : Einaudi, copyr. 2008
Abstract: Dante pose tra i dannati dell'Inferno il padre di Enrico Scrovegni, Rainaldo, bollandolo come usuraio. Per molto tempo questa condanna ha portato a ritenere che il figlio avesse fatto erigere la cappella padovana per espiare i propri peccati di usura, e quelli del genitore. Il libro di Chiara Frugoni capovolge questa tenace interpretazione, accolta ancora di recente. Enrico, banchiere, imprenditore e uomo politico, attraverso Giotto volle proclamare il buon uso delle ricchezze, se impiegate in opere caritative, e presentarsi con il volto del mecenate. A questa tesi l'autrice giunge esaminando da una parte numerosissimi documenti d'archivio e il lungo e appassionato testamento del committente - rimasto fino ad oggi inedito, e qui pubblicato, tradotto e puntualmente commentato da Attilio Bartoli Langeli -, dall'altra analizzando scena per scena gli affreschi, riprodotti nel ricco appurato illustrativo. Un'attenzione particolare è riservata da Chiara Frugoni alla fascia dei Vizi e delle Virtù alternati a finti marmi (questi ultimi indagati nel loro significato da Riccardo Luisi), letta come la parte più personale di Enrico. Il saggio, intrecciando con grande finezza fonti testuali e iconografiche, disegna una biografia nuova e sorprendente di Enrico Scrovegni, desideroso di catturare attraverso il programma pittorico il consenso e la gratitudine dei concittadini.