Trovati 142 documenti.
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Le truppe italiane in Albania : anni 1914-20 e 1939
Roma : Stato maggiore dell'esercito, 1978
Albania : quinta sponda d'Italia / Pio Bondioli
Milano : C.E.T.I.M., 1939
Domani e per sempre / Ermal Meta
La Nave di Teseo, 2022
Abstract: Kajan ha avuto una fortuna rara, un talento indiscusso per il pianoforte, e una sfortuna tragica: nascere nel corso della Seconda Guerra Mondiale, in Albania. E il 1943 e Kajan vive in una fattoria con la famiglia e con suo nonno Betim nella campagna albanese. I suoi genitori sono partigiani e sono sulle montagne a combattere contro i nazisti. L'esistenza di Kajan scorre in qualche modo al riparo dalle atrocità belliche, fino a che un giorno un disertore tedesco di nome Cornelius bussa alla loro porta, cercando rifugio. Il soldato è un abile pianista e il piccolo Kajan decide di approfittarne per imparare; si rivela un allievo disciplinato e talentuoso, e sviluppa un rapporto di affetto viscerale con il soldato, Poco prima della resa dei tedeschi, una truppa di nazisti invade la fattoria. I tre ascoltano impotenti gli spari, nascosti in una botola sotterranea. La tensione cresce fino a quando i tedeschi non scoprono il loro nascondiglio: è lì che Cornelius esce fuori senza esitazione e ancora una volta, uccidendo i suoi connazionali, salva la vita di Kajan. Betim, però, è rimasto mortalmente ferito dagli spari. È la notte della liberazione dell'Albania. Cornelius ha la possibilità di tornare a casa, in Germania, con l'aiuto di Selie, la madre di Kajan, leader di un comando di partigiani che ha molto peso nel partito. Quindici anni dopo circa, Kajan è divenuto uno stimato professore di musica, a soli 20 anni, per merito del suo prodigioso talento. Ama, ricambiato, una sua alunna di nome Elizabeta. Ma c'è un problema, accentuato dalla figura della rigida e irreprensibile madre Selie, ormai elevata agli alti ranghi del novello regime comunista: Elizabeta è la figlia di un traditore. La guerra che Kajan pensava finita sta per iniziare in una nuova forma con nuovi nemici.
L'ultima candela di Krujë / Stefano Amato
Pozza, 2023
Abstract: Krujë, Albania, 1450. È l’ora del vespro quando nel bianco castello dalle torri circolari si ode, forte, il tonfo della prima cannonata dei turchi contro la cinta muraria. La città è sotto assedio, le guardie corrono alle feritoie, pronte a rispondere al fuoco nemico e Gjergj Kastriota Skanderbeg, il principe guerriero, impugna la spada per difendere il suo regno. In quegli stessi attimi, in una delle case del borgo, Dashmíra dà alla luce la piccola Hënëza, prima di abbandonarsi all’abbraccio della morte. Tratta in salvo dal fidato consigliere del principe, la bambina verrà affidata alle cure della serva Ninína e crescerà a corte come dama di compagnia della signora del castello. A fare da sfondo alla sua infanzia c’è il cruento scontro tra l’Impero ottomano e la Lega di Lezhë, l’armata cristiana guidata da Skanderbeg per sottrarre l’Epiro al giogo turco. Quando Hënëza, ormai cresciuta, conosce il giovane e ambizioso Isaia, è subito amore. Un amore bruciante, che però è breve come tutti gli amori in tempo di guerra: dopo la rovinosa presa di Krujë, Hënëza fugge con Ninína dalla furia ottomana. Rifugiatasi in Italia dopo la morte del grande Skanderbeg, la giovane si finge nobile, sposa un marchese e si trasferisce nella provincia di Calabria Citra, dove inizia una nuova vita. Fino a quando, anni dopo, il suo antico innamorato ricompare all’improvviso nella sua esistenza, mettendo a repentaglio ogni cosa… Stefano Amato si misura con il mito fondativo del Paese delle Aquile, narrando del principe Skanderbeg che guidò la ribellione contro il gigante ottomano, in un romanzo storico che riporta in vita un’epoca di eroi: un omaggio alla tradizione e all’orgoglio del popolo albanese
Viaggio in Albania / Joseph Roth ; a cura di Vittoria Schweizer
Passigli, 2014
Abstract: Viaggio in Albania, qui per la prima volta tradotto in italiano nella sua interezza, raccoglie l'insieme dei reportages che il grande narratore scrisse in occasione del suo viaggio in Albania nel 1927 in veste di corrispondente della «Frankfurter Zeitung». Scritti con l’humour e la sensibilità ben noti ai suoi lettori, gli articoli sono penetranti descrizioni di quei luoghi: la terra e la natura aspra; il popolo albanese con le sue peculiarità e tradizioni, i suoi cerimoniali nazionali e lo stile di vita; le antiche città dalle suggestioni bibliche e quelle più moderne protese faticosamente al raggiungimento di una qualche forma di progresso: il tutto senza rinunciare mai alla notazione pittoresca, né ad un’attenta analisi storico-politica. L’autore è colpito soprattutto dagli elementi ancora arcaici che caratterizzano il popolo e i costumi albanesi in quei primi decenni del Novecento; a paragone del grande e ormai smembrato impero da cui Roth proveniva, questa ex provincia dell’impero ottomano non poteva non apparirgli ben distante dalla ‘civilizzata’ realtà che aveva conosciuto, sebbene con la consueta ironia Roth non risparmi nemmeno gli stessi ‘europei’, osservando che molto spesso tradizioni e costumi occidentali non risultavano poi così differenti, e a volte neppure superiori.Lungi dall’essere solo un marginale frammento nell’opera dello scrittore austriaco, questo racconto ha per il lettore italiano un interesse e un’attualità ancora maggiori: quella cioè di una lucida testimonianza sulla cultura di origine - solo in parte modificata dai decenni di totalitarismo marxista-leninista -, di un popolo divenuto ormai una componente, sempre più positivamente integrata, della nostra società.
Albania nella storia : breve storia dell' Albania / Giuseppe Micunco
Nardò : Besa, stampa 1997
Abstract: Breve storia dell'Albania. Questo libro ripercorre sinteticamente i momenti più importanti della vita del popolo albanese, dal suo primo apparire fino ai giorni nostri. Non ha ovviamente pretese esaustive. Vuole soprattutto recuperare nella ricostruzione storica elementi di cultura, di arte, di letteratura, che vengono ordinariamente trascurati e che sono invece essenziali per comprendere il senso delle travagliate vicende di questo paese.
Nardò : Besa, 1992
Verbamundi ; 7
Albania : 8 settembre 1943 - 9 marzo 1944 / di Alessandro Serra
Milano : Longanesi, 1974
Il cammeo ; 304
Banditi e schiave : i femminicidi / Arcangelo Badolati, Giovanni Pastore
Pellegrini, 2013
Abstract: Scritto a quattro mani dai giornalisti Arcangelo Badolati e Giovanni Pastore, un libro che scruta tra le maglie di un fitto intreccio criminale rimasto nell'ombra e offre una ricostruzione del sodalizio stretto tra la mafia albanese e la 'ndrangheta, attivo soprattutto nella parte settentrionale della Calabria, divenuta una sorta di "laboratorio criminale". I banditi sono i criminali albanesi riuniti in clan che mostrano tratti distintivi assai simili a quelli della 'ndrangheta calabrese. Le schiave sono le donne albanesi che, rapite o adescate con l'inganno, vengono comprate, vendute e costrette alla mercificazione del proprio corpo, per produrre danaro col sesso.
La linea della notte / Lorenzo Giroffi
Rizzoli, 2020
Abstract: Poco più di cento miglia separano le coste pugliesi da quelle del Montenegro e, nella luce limpida di certe mattine, dal litorale italiano si vedono le montagne dell'Albania. Quando si ritrovano dall'altra parte del mare, Anna, Roberto e Gino hanno un unico obiettivo: fare il salto nella malavita che conta ed esorcizzare i loro fantasmi. Per riuscirci devono beffare la frontiera di acqua salata e aprire una nuova via per l'eroina. Anna in realtà è una trans. Si chiama Antimo ed è la figlia di don Franco Salano, il boss di Forcella. È cresciuta tra i vicoli dei Quartieri dedicandosi al pizzo e all'usura, sopportata solo per il cognome che porta. Roberto Flores ha trentasei anni, viene da Capodrise ed è stato una promessa del pugilato, ma alla fatica della boxe ufficiale ha preferito i soldi facili dei combattimenti clandestini. Cinico e scaltro, è stato un corriere della droga e un soldato sulle piazze di spaccio della capitale. Gino è lo zio di Roberto, ha passato la vita a fuggire dalla campagna in cui è nato. Per lui l'avidità è un comandamento e il tirare a campare un'arte. Districandosi tra le faide dei clan balcanici, scivolando in notti buie come la pece sulle onde dell'Adriatico, i tre hanno deciso di prendersi un posto al sole. Ancora non sanno che quel posto si trova oltre l'unico confine davvero invalicabile: la frontiera dei loro cuori. Lorenzo Giroffi intreccia realtà e finzione per raccontare il mondo criminale che collega le due facce dell’Adriatico, in quella lingua di mare che separa i paesi baltici dall’Italia i motoscafi hanno sostituito i carichi di sigarette di contrabbando con la droga e le armi. E il denaro sporco si ricicla comodamente nelle banche delle repubbliche nate dalla disgregazione dell’Ex Jugoslavia. Il romanzo di questo autore risente della sua esperienza giornalistica, Giroffi da reporter ha iniziato raccontando di camorra nella sua Campania e piano piano ha ampliato lo sguardo. Ha realizzato inchieste e servizi spaziando dalle rivolte delle primavere arabe ai traffici dei cartelli messicani, dall’usura alla guerra del Donbass.
Terremoto a Tirana / Serena Luciani
Viterbo : Stampa alternativa Nuovi equilibri, copyr. 2008
Abstract: Nel 1989 è caduto il muro di Berlino, ma si è anche aperto con Milosevic il conflitto in Kosovo, ancora oggi di stretta attualità. Fiora Listri, protagonista del romanzo, addetta culturale presso l'Ambasciata italiana a Tirana dal 1988 al '90, interagisce con tutti i rappresentanti diplomatici, con l'ambiente culturale albanese, ma anche, se pur di straforo, con la gente comune. Malgrado il divieto di ogni contatto esterno per più di 15 minuti, farà amicizia con un direttore d'orchestra con il trucco di usare frasi tratte dai libretti d'opera e riuscirà persino ad avere un'avventura erotica con un giovane archeologo albanese dribblando abilmente i segugi. Tra riti e cerimoniali delle ambasciate, spie e complotti, intrighi e scaramucce, concerti e mostre, miti e leggende, si dipanano le sue avvincenti e pericolose avventure nella piccola e sconosciuta Albania fino al crollo, nel 1991, del regime e alla partenza delle navi dei profughi verso l'Italia.
Albania anno zero : dopo la guerra che succede? / Sisto Capra, Gavino Starone
Milano : Mimesis, copyr. 1998
La crisi albanese / Michel Chossudovsky
Torino : Gruppo Abele, 1998
Torino : EGA, 2000
Abstract: Il volume è una raccolta di fotografie tese a testimoniare l'ennesima tragedia di un popolo che ha perso tutto e a cui è stato negato il diritto di esistere.
Le figlie di Teùta : donne d'Albania / [Caterina Gerardi] ; a cura di Rosamaria Francavilla.
Lecce : Besa, 1996
Torino : Museo nazionale della montagna, 1996
Pensare il sangue : la vendetta nella cultura albanese / Patrizia Resta
Roma : Meltemi, copyr. 2002
Abstract: Una ricerca condotta sul campo in Albania negli ultimi dieci anni, per capire, attraverso l'elaborazione culturale della vendetta di sangue, pratica storica della cultura albanese, il passaggio dal vecchio modello sociale a quello odierno. Il volume contiene il racconto di un Paese che vive una contraddizione profonda: da una parte sembra guardare al futuro, al mercato globalizzato, dall'altra è innegabilmente ancorato alla tradizione. In questa ambivalenza, l'autrice propone di leggere la sequenza delle vendette riprese non come eventi criminali ma come mito, ovvero come narrazione simbolica del legame sociale e della relazione che lo stesso mito della vendetta stabilisce con la violenza.
Albania punto a capo / Emmanuela C. Del Re
SEAM, 1997