Trovati 636 documenti.
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Fare un film / Federico Fellini
Torino : Einaudi, 1980
Abstract: «Non mi sarei mai aspettato di diventare regista - esclama Fellini, in una pausa del racconto - ma poi dal primo giorno, dalla prima volta che gridai: Motore! Azione! Stop! mi è sembrato di farlo da sempre, non avrei potuto fare altro, e quello ero io e quella era la mia vita». ll regista americano Joseph Losey scrive a Fellini: «Caro Federico, solo per dirti che la settimana scorsa ho rivisto alla televisione francese La dolce vita. Che film stupendo! Coraggio!» E Fellini risponde: «Caro Joseph, io non rivedo mai tutti i miei film e quando un amico me ne parla perché ne ha visto uno di recente, ho sempre un soprassalto, come se avessero scoperto all'improvviso che non ho pagato le tasse, o come se venissi a sapere che il marito di una bella signora ha scoperto tutto e mi cerca...»In questo libro, Federico Fellini ha svelato per la prima volta i legami misteriosi, talvolta inquietanti, che lo avvincono al suo lavoro. Fra divagazioni estrose e vagabondaggi della memoria, egli racconta l'atmosfera in cui ha realizzato i suoi film, gli episodi bizzarri o drammatici, gli incontri che sembravano insignificanti e furono memorabili. Ma soprattutto Fellini racconta come si offre alla sua immaginazione l'idea di un film, a cui è solito accostarsi buttando giú piccoli disegni.
Aboca, 2025
Abstract: Dai personaggi di Calvino ai mondi sottomarini di Rachel Carson, dai libri di Don De Lillo e Amitav Ghosh alle opere di Anselm Kiefer, dai romanzi di Jeff VanderMeer e Margaret Atwood, alle poesie di Jorie Graham, fino ai film di Robert Zemeckis e Christopher Nolan: la cultura contemporanea e le questioni ecologiche analizzate dalla prospettiva dello spazio e del tempo profondo. La profondità è un motivo ricorrente nell'immaginario contemporaneo; la rappresentazione degli spazi sotterranei e sottomarini è diventata sempre più frequente nella letteratura, nel cinema, nelle arti figurative. In particolare, risaltano sempre più spesso elementi e oggetti materiali che emergono dalla profondità: rocce, fossili, ossa, scorie, petrolio. L'attrazione esercitata dal mondo sotterrano è sempre stata forte: la scoperta di tesori sepolti o sommersi, i viaggi al centro della Terra e le discese negli inferi sono archetipi che hanno sempre avuto grandissima fortuna nel mito e nella religione, nella letteratura e perfino nella scienza. Ma la profondità nella cultura contemporanea ha un carattere specifico, che consiste nel legame con l'Antropocene, l'epoca cioè in cui l'attività umana è diventata così intensa da incidere sui processi geologici, alterando clima e struttura del pianeta. In questo libro sorprendente e ricchissimo, con esempi tratti dalla letteratura, dalla scrittura scientifica, dal cinema, dalle arti figurative, Niccolò Scaffai definisce il "paradigma della profondità" illuminando tutta la cultura contemporanea, analizzandola attraverso i cardini del testo e delle sue strutture, cioè il tempo e lo spazio, e spiegandoci come la letteratura e le altre forme dell'immaginario riescono a collegare gli spazi profondi con gli ambienti di superficie in cui si svolge la nostra esistenza. Perché conoscere, cioè accedere alla profondità, è la condizione per portare alla luce e indicare l'esempio virtuoso di una forma di vita non antropocentrica
Il mistero del film rubato / Geronimo Stilton
Ed. speciale
Milano : Piemme, 2022
Abstract: A Topazia è in scena il primo Festival del Cinema. Tutti attendono il film del regista Zoom Altop, ma appena si spengono le luci sullo schermo compaiono dei gatti... Poffartopo, che cosa sta succedendo?
Chiuso per noia / Ennio Flaiano ; a cura di Anna Longoni
Adelphi, 2025
Abstract: «Per anni ha scritto delle critiche sui giornali, senza cavarne altro che inimicizie ed errori tipografici» ha detto di sé Flaiano nel 1946. In realtà, dopo aver imparato il mestiere sul campo – tanto che, ricorda, circolava la frase «Questi giovani si fanno una cultura sui propri articoli» –, è stato, a partire dal 1939, un recensore cinematografico acuto e beffardo, pacato e intransigente, raffinatissimo dietro lo schermo della nonchalance, sempre ostile alle falsità e alle insulsaggini: a tutti quei film, insomma, che «presuppongono, di regola, un pubblico eccessivamente tardo di comprendonio» o che «rendono confortevole l’esistenza, allo stesso titolo dei treni rapidi, delle automobili, dei termosifoni». A suscitare l’entusiasmo di chi, come lui, conosceva intimamente il lavoro di soggettista e sceneggiatore (basti pensare alla prodigiosa e tormentata collaborazione con Fellini), e andava al cinema per sgranchirsi «l’immaginazione e la visione morale del mondo», erano piuttosto film come Verso la vita di Renoir, Ombre rosse di Ford o Monsieur Verdoux di Chaplin, «in cui tutto porta il marchio così semplice e raro del genio». Non solo: in un paese dove è lecito essere anticonformisti solo «nel modo giusto, approvato», Flaiano ha saputo esserlo sino in fondo, come dimostra l’irresistibile giudizio riservato a Orson Welles: «i suoi personaggi appartengono a quella categoria che mangia il pollo con le mani non per maleducazione, ma per eccesso di carattere, per prepotenza di immaginazione e di volontà!».
In una coltre di nubi : l'immagine contemporanea tra cinema e cultura visuale / Denis Brotto
Venezia : Marsilio, 2025
Abstract: L’immagine del contemporaneo raccontata attraverso il cinema e la cultura visuale: mettendo in dialogo tendenze e studi teorici recenti con le opere di autori quali, tra gli altri, Edward Burtynsky, Doug Aitken, Hito Steyerl, Ruben Östlund, Jesse Kanda, Refik Anadol, Yorgos Lanthimos, Lynne Ramsay, Thomas Hirschhorn, Ryoji Ikeda, Vhils, Paul Clipson, il volume propone una riflessione in merito al ruolo che le forme visive hanno nel contesto culturale e sociale del presente. Immagini che muovono in direzione di una frantumazione del figurativo, di una spoliazione del realismo, di una polverizzazione del riconoscibile. Una condizione di instabilità che si manifesta per mezzo di un processo di progressiva, sublime e al contempo disincantata rarefazione del visivo.
Il giorno della locusta / Nathanael West ; traduzione di Carlo Fruttero
Einaudi, 1973
Abstract: Il romanzo inizia con il protagonista, Tod Hackett, che passeggia per le vie della città. Ma le vie dove cammina sono finte: la storia si muove tra la cartapesta e le scenografie di Hollywood, città dove gli uomini arrivano con grandi sogni e illusioni, per ritrovarsi annoiati, squallidi, vuoti, invidiosi e crudeli. Una locusta tra milioni di locuste che possono, se fanno folla, calpestare i bambini e sradicare gli alberi. Il giorno della locusta, uscito contemporaneamente a Topolino e Furore, mostra le insidie nascoste dalla promessa di felicità americana, chiudendosi con la scena formidabile di una folla che tumultua e distrugge.
Triste, solitario y final / Osvaldo Soriano
Torino : Einaudi, copyr. 1978
Johan & Levi, 2016
Abstract: In un mondo sempre più virtuale, visivo e in rapido cambiamento parlare di “materialità” può sembrare fuori luogo. In questo volume Giuliana Bruno, già autrice dell’Atlante delle emozioni, definisce una nuova concezione del termine che abbandona la materia in senso stretto e si focalizza sulla superficie intese come spazio di relazione. Superando la mera immagine e quindi la percezione visiva, Bruno ritorna al senso del tatto che ci consente di entrare in contatto con gli oggetti o gli ambienti attraverso la loro superficie, richiamando l’idea di schermo su cui prendono forma storie e vissuti. Sulla superficie – sia essa pelle umana, vestito, parete di un edificio, schermo cinematografico o tela di un quadro – si genera uno scambio tra l’oggetto d’arte e lo spettatore che modifica in maniera strutturale lo spazio. Sulle facciate degli edifici, per esempio, gli architetti realizzano elementi narrativi che non sono solo ornamentali, come avveniva in passato, ma strutturali – giochi di luce, aree calpestabili – e la superficie diventa quindi spazio in movimento e in continua trasformazione. Analizzando le opere di artisti come Robert Irwin, James Turrell, Tacita Dean e Anthony McCall, le realizzazioni filmiche di Isaac Julien e Wong Kar-wai, le architetture di Diller Scofidio + Renfro e Herzog & de Meuron, fino alle sculture di Doris Salcedo e Rachel Whiteread, Bruno si muove tra architettura, arte, cinema, design e new media evidenziando come la superficie possa essere il luogo dove confluiscono mediazione, memoria e trasformazione, diventando il più avanzato strumento per comprendere il mondo contemporaneo.
Manuale di storia del cinema / Gianni Rondolino, Dario Tomasi
2. ed.
UTET Università, 2014
Abstract: Nel Manuale di storia del cinema di Gianni Rondolino convivono la profonda conoscenza dello studioso e la capacità di comunicare in modo semplice e godibile. Con la passione di sempre, l'autore ci guida in un viaggio straordinario nel mondo delle immagini in movimento tra gli autori, i registi, gli attori, le correnti estetiche e storiche che hanno accompagnato l'evento artistico e culturale più importante del XX secolo. Dai primi film dei Lumière ai capolavori contemporanei, passando per l'indimenticabile stagione del muto, le esperienze russe, le inquietudini dell'espressionismo tedesco, la Hollywood degli anni d'oro e la rivoluzione del neorealismo. Un manuale, questo, che riesce a fondere insieme la completezza della trattazione con la nuova impostazione didattica universitaria, senza mai diminuire il livello di approfondimento che lo contraddistingue. Attraverso l'uso di obiettivi di inizio capitolo, l'inserimento delle trame dei più importanti film della storia del cinema e il supporto di materiale on line per l'approfondimento, il Manuale di storia del cinema va incontro alle necessità dello studente dimostrando di essere uno strumento di basilare importanza per una completa preparazione universitaria.
Breve storia del cinema militante / Goffredo Fofi
Elèuthera, 2023
Abstract: Se il cinema di fiction è morto, producendo ormai solo copie di copie, anche il cinema militante è da tempo in uno stato agonico. In questo lavoro che raccoglie e completa mezzo secolo di riflessioni, Fofi torna a parlare di cinema non tanto per vaticinare la fine di un modello, quanto per prendere atto di una sua decisiva trasformazione: da strumento di comunicazione e formazione culturale di massa, a forma di comunicazione e di creazione artistica del tutto secondaria. Se vuole sopravvivere, il cinema deve arrendersi all'evidenza e accettare di riflettere sulla sua obbligata marginalità. E tornare a essere un cinema davvero «militante», da portare in giro, senza intermediari, in salette e cantine, scuole e quartieri, parrocchie e camere del lavoro, dando spazio a quanto di inchiesta, formazione e sollecitazione all'azione può ancora offrire. E che ognuno agisca secondo le proprie forze (meglio se in gruppo), in difesa della natura e degli oppressi di tutto il mondo e mosso da finalità che possiamo solo chiamare libertarie e socialiste. Se questo avviene: lunga vita al cinema militante!
Lo sguardo liberato : donne nel cinema del terzo millennio / Carlo Guerrini
Aguaplano, 2017
Abstract: Grazie ai nuovi (e ancora limitati) spazi ottenuti dalle donne ai vari livelli della produzione cinematografica, il terzo millennio si è aperto ai contributi femminili nella regia, nella sceneggiatura, nella scenografia e nel montaggio, con un conseguente mutamento di sensibilità e di sguardo. Con questo lavoro si è cercato di fare una ricognizione dell'immagine femminile nei film approdati in Italia nei primi tre lustri del nuovo secolo, prestando particolare attenzione a un cinema di idee e di lettura sociale quasi sempre sostanziato dal contributo creativo delle donne. Al lettore si offre dunque una panoramica selettiva di 190 schede di film precedute da un cospicuo saggio introduttivo, che organizza la materia intorno al ruolo della donna nella storia, nelle varie culture e nella dimensione privata e sociale. Se è vero che il cinema continua a riprodurre, pur nella diffusa mascolinizzazione del femminile, modelli "oggettuali" patinati, è altrettanto vero che nel terzo millennio la rappresentazione della donna ha spezzato alcune catene e aperto gli occhi sul mondo. Lo sguardo, insomma, si è liberato.
Maggiorate : divismo e celebrità nella nuova Italia / Federico Vitella
Marsilio, 2024
Abstract: La fortunata espressione “maggiorata”, coniata dallo sceneggiatore Continenza sul cantiere di Altri tempi (1952), uscì subito dal film di Blasetti per attaccarsi a Gina Lollobrigida. E da Gina Lollobrigida, nel discorso giornalistico come nella riflessione storiografica, finì presto per designare una batteria di attrici di successo, accomunata dalla non comune carica sessuale: Silvana Mangano, Silvana Pampanini, Sophia Loren su tutte. Le maggiorate erano contese dai principali produttori di Cinecittà, riempivano le sale di ogni ordine e grado di esercizio, scatenavano inquietanti episodi di delirio collettivo, facevano notizia su quotidiani e rotocalchi, prestavano i connotati a icastici marchi del made in Italy, inauguravano festival ed eventi esclusivi, visitavano ufficialmente le autorità di mezzo mondo. Le maggiorate erano famose, erano celebrità, erano persone pubbliche. Erano dive. La loro salienza andava ben oltre il personaggio, il film, il cinema, per incarnare più generalmente forme di vita seducenti e modi di essere replicabili della nuova Italia repubblicana. Mescolando fonti e metodologie di ricerca, al divismo delle maggiorate questo libro intende dare la massima rilevanza quale agente di storia: fatto sociale capace di modificare prassi lavorative, generare forme della rappresentazione, veicolare discorsi di genere, mobilitare su larga scala desideri, aspirazioni, preoccupazioni. Nel momento in cui si paventa la morte della Settima arte, l’immagine transmediale di Lollobrigida, Loren, Mangano e Pampanini ci riporta a quell’età dell’oro in cui il cinema stava nel pieno centro dell’industria culturale, e da lì si estendeva in tutte le direzioni possibili, offrendo generosamente miti, riti, beni che facevano da collante sentimentale al Paese.
Lo schermo dipinto : storia della pittura al cinema, da Giotto a Warhol / Stefano Curone
Roma : Edizioni Sabinae, 2024
Cinema, architettura, composizione / Vittorio Prina
Maggioli, [2009]
Abstract: Alcune opere cinematografiche contengono elementi architettonici fondamentali al fine della composizione della struttura dei film, struttura che assume a sua volta caratteristiche compositive di carattere architettonico. Una breve antologia introduttiva ricorda le sequenze fotografiche di Eadweard Muybridge, riporta alcuni commenti di architetti contemporanei, il pensiero di Walter Murch, uno dei principali montatori cinematografici, i temi del ritmo e della composizione in architettura e in cinematografia espressi da Moisej Ja. Ginburg e da Sergej M. Ejzen"tejn. Ad ogni regista corrisponde un tema architettonico. I capitoli sono dedicati ad alcuni temi architettonici prsenti nell'opera di un regista o in singoli film: l'opera di Stanley Kubrick rappresenta la perfezione compositiva in ogni inquadratura, sequenza, spazio e complessivamente nella struttura di ogni film. Buster Keaton ha attuato una vera e propria rivoluzione relativa alla concezione dello spazio e del ritmo cinematografici. Jacques Tati in Mon Oncle e Playtime offre una raffinata e irresistibile critica all'architettura modernista. Alfred Hitchcock ne La finestra sul cortile riesce a racchiudere un piccolo universo in uno sguardo. Wim Wenders ne Il cielo sopra Berlino definisce le relazioni tra luogo e memoria. Agnieszka Holland confronta con straordinaria leggerezza e intensità la percezione dello spazio dei bambini e degli adulti ne Il giardino segreto. Peter Greenaway indaga il tema del paesaggio ne I misteri del giardino di Compton House. Ettore Scola ha dedicato tre film a tre interni: Una giornata particolare, La famiglia e Ballando ballando. Blad e Runner e Brazil riassumono con caratteri tragici e onirici la Babele di linguaggi postmoderni di ipotetiche metropoli future. Mary Poppins unisce inaspettate istanze "politicamente non corrette" a stupende invenzioni spaziali. Davide Ferrario in Dopo Mezzanotte offre un trasognato omaggio al cinema e ad alcuni luoghi e architetture. Kim Ki-duk esprime una poetica lettura del significato della soglia e del trascorrere del tempo in Primavera, Estate, Autunno, Inverno"e ancora Primavera. Nell'ultimo capitolo, Frammenti, accenno brevemente ad alcuni temi espressi in film che mi è parso irrinunciabile dover almeno citare.
Cinema love / Jiaming Tang ; traduzione dall'inglese di Silvia Montis
E/o, 2024
Fa parte di: Dal mondo. USA
Abstract: Lo scalcinato Cinema dei Lavoratori di Mawei proietta vecchi film di guerra che celebrano l’eroismo della Cina di Mao. Dietro questa improbabile facciata, però, si nasconde un ritrovo per uomini gay, che si incontrano e si amano al suono di spari e di esplosioni di granate. È qui che Secondo, ripudiato dai genitori, conosce e si innamora di Shun-Er, affezionato alla moglie Yan Hua alla quale però è legato solo da un matrimonio combinato. Ed è qui che la bigliettaia Bao Mei crede di poter comunicare col fratello morto, il cui spirito le bisbiglia all’orecchio le storie degli uomini del cinema – immigrati con le loro vite appese a un fagotto, padri di famiglia, impudenti sognatori che solo lì possono essere sé stessi. Quando, negli anni ’80, il vecchio cinema verrà chiuso, i suoi protagonisti andranno incontro a un futuro incerto: Secondo e Bao Mei negli Stati Uniti, così come, a loro insaputa, la moglie di Shun-Er, Yan Hua. Ma le loro vite, legate per sempre a quel cinema, s’incroceranno nei successivi quarant’anni, assieme a quelle di tanti altri immigrati in cerca di fortuna nel reticolo di strade di Chinatown. Con una scrittura freschissima, ironica e poetica Jiaming Tang scrive un romanzo dai molti volti: una celebrazione della dignità di una vita queer, una straordinaria epopea dell’emigrazione cinese in America, ma anche e soprattutto un toccante racconto corale sul dolore, l’amore, la perdita e la memoria.
Una sera a Parigi / Nicolas Barreau ; traduzione di Monica Pesetti
Feltrinelli, 2014
Abstract: In una piccola strada di Parigi, percorrendo rue Bonaparte fino a scorgere la Senna e girando due volte l'angolo, si trova un luogo incantato: il Cinéma Paradis. È questo il regno di Alain Bonnard, l'appassionato e nostalgico proprietario del locale. Ed è qui che ogni mercoledì, al secondo spettacolo, va in scena Les amours au Paradis, una rassegna dei migliori film d'amore del passato. In quelle sere il Cinéma Paradis è avvolto da una magia particolare: regala sogni, come recita il poster appeso in biglietteria, sopra alla cassa antiquata. La piccola folla di habitué si abbandona volentieri sulle vecchie poltroncine di velluto per farsi rapire dal fascino del grande schermo. Ma da quando al secondo spettacolo partecipa anche una certa ragazza, è Alain a sognare più di tutti. Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella stessa fila, la numero diciassette. Poi, non appena in sala si riaccendono le luci, si allontana solitaria nella notte parigina. Chi è? E qual è la sua storia? Finalmente Alain trova il coraggio di invitarla a cena. È una serata perfetta e in più, poco dopo, accade un altro fatto eccezionale: un famoso regista americano annuncia di voler girare il suo prossimo film proprio dentro al Paradis, con protagonista la bellissima e inavvicinabile Solène Avril. Alain è fuori di sé dalla gioia. C'è solo una cosa che lo preoccupa: la misteriosa ragazza con il cappotto rosso sembra scomparsa dalla faccia della terra. Che sia solo una coincidenza?
Mondadori, 2024
Abstract: A cosa servono i libri? A cosa servono i personaggi, le storie, le parole? Servono a innumerevoli scopi, fra cui apprendere, pensare e intrattenerci, aprire nuovi orizzonti, farci ridere o piangere. Ma servono anche a farci "sentire meno soli, o almeno capiti", come confessa Giorgio Zanchini, divulgatore culturale di libri e letture. La voce di "Radio anch'io" su Rai Radio 1 e il volto di "Quante storie" su Rai 3 ci regala un'appassionata incursione nella personalissima biblioteca di casa sua, presentando i libri e i personaggi che più hanno segnato la sua esistenza quando era un giovane uomo in piena fase dell'"inappartenenza". Pur avendone letti e amati molti, Zanchini ha scoperto che ad animare i suoi "livres de chevet" ci sono quasi sempre personaggi marchiati a fuoco da un unico demone: l'indecisione. Gli indecisi che piacciono all'autore sono quelli che si sentono fuori posto, trovano tutto troppo complesso e sospendono il giudizio, prudenti perché molto sanno o molto hanno vissuto, e quindi anche consapevoli che le decisioni sono una semplificazione che non basta quasi mai. Nel suo pantheon degli indecisi Zanchini parte da Karl Rossmann, protagonista di "America" di Kafka, e precisamente dalla scena in cui prende il treno per entrare a far parte del circo di Oklahoma, ponendo fine alla sua indecisione esistenziale per essere finalmente accolto nella "calda vita". Prosegue poi toccando Hemingway, Svevo, Proust, Montale, Magris, ma anche Bob Dylan o Bruce Springsteen, un composito gruppo di artisti che con poche, esatte parole fanno venir voglia di scappare di casa, lavorare per la ferrovia, sposare una zingara.
UBI Banca, 2017
Abstract: La bicicletta, un “mito” del cinema: da Ladri di biciclette a Fantozzi contro tutti, da Bellezze in bicicletta a Shining, da E.T. a La vita è bella, da A Sunday in Hell a Don Camillo e l’onorevole Peppone… 80 schede di film, descritti e raccontati con taglio discorsivo, in cui la bicicletta è il motivo narrativo o un importante momento evocativo della partitura scenica. In successione cronologica/alfabetica, i film sono scelti tra i più significativi del panorama internazionale per importanza e per notorietà. Importante e vario il contributo iconografico, tra foto di scena e locandine.