Trovati 632 documenti.
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Storie di cinema a Venezia / Irene Bignardi
Marsilio, 2012
Abstract: Un rapporto molto particolare, quello tra Venezia e il cinema. Se le altre grandi città cinematografiche costituiscono quasi sempre la tela di fondo su cui si muove l'azione, Venezia è, per sua natura, una co-protagonista del film, un personaggio che risalta nel tessuto della storia, un'ambientazione che non può mai essere casuale. Attraverso queste venti storie, raccontate senza fare critica né storia del cinema, Irene Bignardi ha costruito un itinerario veneziano molto personale tra calli e campi, chiese e palazzi, drammi e commedie. E fa rivivere, con una scrittura lieve e sapiente, l'allegria kitsch di Cappello a cilindro, ovverosia Venezia vista da Hollywood, e le atmosfere risorgimentali di Senso; la nobile scenografia dell'Othello di Welles e le faticate vicende de II mercante di Venezia; i brividi di A Venezia... un dicembre rosso shocking e il sentimentalismo di Tempo d'estate; la ribelle giovinezza veneziana inventata dal primo Tinto Brass con Chi lavora è perduto e il rigore politico de II terrorista di De Bosio; la decadenza della città raccontata da Visconti con Morte a Venezia e i film veneziani ispirati a Henry James; un'inedita esplorazione della città lagunare firmata da Susan Sontag in Unguided Tour e il recente Dieci inverni, che restituisce l'immagine della Venezia studentesca, quella dei giovani, quella squattrinata, lontana dai palazzi.
Il film : evoluzione ed essenza di un'arte nuova / Bela Balazs
Torino : Einaudi, copyr. 2002
Abstract: In questo volume Béla Balàzs (1884-1949) ha compendiato, aggiornandola, tutta la sua opera teorica, contenuta negli altri suoi due libri, Der sichtbare Mensch oder die Kultur des Films (1924) e Der Geist des Films (1931), e nei numerosissimi scritti apparsi durante trent'anni di feconda attività. L'ampia materia vi è riordinata in capitoli riguardanti ciascuno un determinato elemento o problema dell'arte cinematografica: dall'importanza del primo piano alle possibilità offerte da un uso dei movimenti di macchina e delle dissolvenze, dalla tecnica del montaggio ai rapporti tra sceneggiatura e film - Balàzs fu anche sceneggiatore, in Narkose di Abel (1929) e in Dreigroschenoper di Pabst (1931) - dai problemi del colore, che egli vuole usato in modo dinamico, per dare maggior efficacia drammatica alla scena, alle osservazioni sul carattere e sullo sviluppo del film sonoro che egli spera di veder diventare, nonostante le pessimistiche profezie di molti, una grande arte nuova. Un testo fondamentale, quindi, per chiunque, non soltanto studente, ma anche generico appassionato di cinema o delle arti, senza distinzioni. E chi - come sottolinea Marco Vallora nella sua introduzione a questa nuova edizione del volume - avrà la ventura di imbattersi in questo grandioso viaggio dell'intelligenza dentro la questione cinema, non potrà più assistere a qualsivoglia film con gli stessi occhi, ovvero, con la stessa disarmata inavvertenza tecnica. E perfino chi già possiede i primi rudimenti di un'estetica cinematografica, un reincontro organico ed esaustivo con Il film non può che significare una stimolante occasione di ripensamento teorico, di riesame critico, di benefiche interrogazioni.
Milano : Il castoro, copyr. 2002
Lacrimae rerum : saggi sul cinema e il cyberspazio / Slavoj Zizek
[Milano] : Libri Scheiwiller, 2011
Abstract: Il cinema visto da Slavoj Zizek non è una forma di intrattenimento di massa, un modo per passare due ore nel buio di una sala lasciando fuori le preoccupazioni, ma un'arte che ci mette di fronte alle pulsioni più nascoste, rimosse e negate dall'individuo e dalla società: una sorta di reagente dell'inconscio collettivo che si mette in azione andando a toccare aspetti della coscienza e della psiche che è difficile ricondurre alla trama di un film, alle tematiche che esprime, o alle intenzioni più o meno artistiche di una pellicola. Le pagine dedicate a Kieslowski, Hitchcock, Tarkovskij, Lynch, partono dalla pellicola ma imboccano percorsi alternativi fatti di paragoni impensati, associazioni inusuali, interpretazioni provocatorie: l'occasionalismo di Malebranche attraverso Matrix, i Lineamenti della filosofia deldiritto di Hegel a partire dal bacio appassionato tra Ricke e Ilsa in Casablanca. Ogni capitolo di questo libro, quasi ogni pagina, ci conduce da tutta un'altra parte rispetto a dove pensavamo di essere: leggiamo della strategia di costruzione di un thriller e scivoliamo in Freud, del ruolo della femme fatale nel noir classico e ci troviamo davanti, esemplificate, le teorie psicoanalitiche di Lacan. Con il piglio funambolico che caratterizza ogni sua opera, in questi saggi Zizek ci mostra che i film non sono quello che sembrano. O meglio, sembrano ciò che non potrebbero in alcun modo essere.
Milano : Baldini & Castoldi, copyr. 1999
Milano : BookTime, 2007
Abstract: Da sempre considerato il miglior amico dell'uomo, il cane non può certo esimersi dall'accompagnare stelle e divi del grande schermo nelle loro performance. Dalle prime tremolanti sequenze girate dai fratelli Lumière nel 1895 alle prodigiose macchinazioni digitali di questi ultimi anni, lo scodinzolante quadrupede compie parecchia strada, passando da semplici ruoli di comparsa o spalla a vere e proprie parti da protagonista assoluto. Intrepido quattro zampe dotato di ineguagliabile personalità che, dopo l'acclamato esordio di Rover agli inizi del Novecento, finisce ben presto con lo scorazzare dal western al poliziesco, il dramma e la commedia, fino al cartoon, la fantascienza e l'horror, appassionando spettatori e addetti ai lavori di tutto il mondo con le sue mirabolanti avventure. Tenero, intelligente, simpatico, coraggioso ma anche eccentrico, questo eroe dal portamento fiero sembra non avvertire il passare degli anni, dimostrandosi sempre pronto a vestire i panni, o meglio il pelo, di fiammanti personaggi al passo con i tempi.Il risultato è un'esaltante epopea cinematografica che il volume, ricco di aneddoti e curiosità, esplora con lo sguardo compiaciuto di quanti amano il cane, seguendo accuratamente le impronte lasciate da questo attore di razza nelle sue imprese di celluloide.
[2010?]
Fa parte di: Brunetta, Gian Piero <1942->. [Storia del cinema italiano] / Gian Piero Brunetta
Abstract: All'inizio degli anni Trenta diversi fattori si intrecciano e danno vita in Italia alla rinascita di una cinematografia giunta a toccare quota zero: una legge che incoraggia la ripresa della produzione autarchica e ostacola la marcia trionfale delle Majors americane, l'avvento del sonoro e un vero e proprio ricambio generazionale, che vede entrare in scena un gruppo di giovani guidati da Alessandro Blasetti e ispirati dalle teorie e pratiche del cinema sovietico. Dai primi anni Trenta alla caduta del regime la parola d'ordine, comune a tutte le voci - fasciste e antifasciste - del cinema italiano è aprire gli occhi sul Paese, fino a quel momento assente dal grande schermo. La fame di realtà unisce e accomuna una serie di film che, da Gli uomini che mascalzoni di Camerini, attraversano l'intero periodo fino ad approdare a Ossessione di Visconti, il momento più alto nella realizzazione di un nuovo modo di fare cinema. Da parte sua il fascismo mantiene verso l'industria del grande schermo un atteggiamento più tollerante che verso altri settori della vita sociale e culturale. Una volta assicuratosi il controllo dell'informazione con i cinegiornali Luce, il Duce non chiede mai esplicitamente a registi e produttori di piegarsi alle esigenze della propaganda e i pochi tentativi in tal senso (Scipione l'africano su tutti) risultano ben poca cosa.
Roma : Donzelli, copyr. 2009
Abstract: Un grande maestro del cinema italiano racconta il suo cinema. A Monicelli non interessa tanto narrare le gesta, gli aneddoti, gli incontri di una storia personale fuori dall'ordinario; nel racconto veste piuttosto i panni di un artigiano, pronto a svelare le tecniche e i segreti di quel mestiere complesso e magico a cui ha dedicato una vita intera. La testimonianza del creatore della commedia all'italiana si trasforma in una lezione di cinema, in cui vengono ripercorsi i momenti fondamentali che hanno dato vita a tanti capolavori. Una lunga scuola che coincide con gli anni d'oro del cinema italiano, con l'invenzione di una stagione italiana di cui Monicelli è insieme figlio e creatore. Tanti gli incontri decisivi: Rossellini, De Sica, Antonioni, Totò, i grandi sceneggiatori (Age e Scarpelli, Benvenuti, De Bernardi, Suso Cecchi D'Amico), e poi la scoperta, in ruoli inediti, di Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Sceneggiatura, accorta preparazione delle riprese, lavoro con gli attori, montaggio, doppiaggio (il maestro infatti non è mai passato a registrare il suono in presa diretta) sono tutti momenti cruciali che Monicelli racconta chiarendo le precise ragioni di scelte tecniche e artistiche dietro a cui non è difficile scorgere una pratica di lavoro che si trasforma in un vero e proprio metodo. Una carrellata lungo settant'anni di cinema italiano, in cui affiorano la forza e il segreto del genio di Monicelli.
Milano : BookTime, 2007
Abstract: L'esordio fulminante del gatto nell'universo della settima arte risale all'epoca del muto, quando un fuoriclasse di nome Pepper stupisce gli spettatori del cinematografo con i suoi baffi intriganti e il frizzante humour. Primo grande micio con il pallino della recitazione finisce con lo spianare la strada a molti altri felini, pronti a mettere lo zampino in commedie brillanti, cartoon e polverosi western, pellicole fantascientifiche, polizieschi ad alto rischio e, perché no, in cupi e truculenti horror da far perdere il sonno.A partire da questo interprete dal morbido pelo, il gatto sfoggia sul grande schermo un'abilità camaleontica strabiliante sempre al passo con i tempi, invidiata perfino dalle più acclamate star di Hollywood. Eccentrico, coccolone ma anche irascibile e inquieto, con passo felpato e ostinazione si fa largo tra divi e starlet, aggiudicandosi importanti premi e conquistando le platee di tutto il mondo con la sua contagiosa simpatia e quel pizzico di mistero che da sempre lo contraddistingue. Il risultato è un'esaltante epopea cinematografica che il volume, ricco di aneddoti e curiosità, esplora con lo sguardo compiaciuto di quanti amano il gatto, seguendo accuratamente le impronte lasciate da questo attore con i baffi nelle sue imprese di celluloide.
Sipario : rassegna mensile dello spettacolo
L'isola, 1946-
Ti racconto il mio cinema / Giovanna Mezzogiorno ; illustrazioni di Laura Pérez
Milano : Mondadori, 2024
Abstract: Il cinema è da sempre un portale magico, una finestra aperta su mondi inesplorati, un luogo senza tempo dove la realtà si fonde con la fantasia. E chi, meglio di un'attrice, che vive in questo ambiente fin da quando era bambina, può accompagnarci alla scoperta della settima arte? In un viaggio personale, Giovanna Mezzogiorno ci racconta come si fa cinema, dalla scrittura della sceneggiatura al montaggio della pellicola, condividendo non solo i suoi ricordi legati ai set, ma anche le sfide e le emozioni vissute dietro le quinte. Registi iconici, attori famosi, scenografie mozzafiato fanno da sfondo a questo racconto, personalissimo e appassionato, che ci permette di vedere il cinema sotto una nuova luce, attraverso gli occhi di chi lo vive da protagonista. Età di lettura: da 10 anni.
Il design nel cinema / Giorgio de Silva ; prefazione di Riccardo Bedrone
Torino : Lindau, 2024
Abstract: Dopo aver esplorato in un primo volume la presenza dell’architettura nel cinema, Giorgio de Silva ci guida ora a ripercorrere una lunga serie di film, noti e meno noti, seguendo il filo rosso del design. L’occhio attento ed esperto dell’autore ci aiuta a individuare alcuni elementi che hanno fatto la storia del disegno industriale e che registi e scenografi hanno inserito, in modo più o meno ostentato, nelle loro pellicole. Fisseremo pertanto l’attenzione su mobili (poltrone, sedie, tavoli), oggetti di uso quotidiano (telefoni, macchine da scrivere, caffettiere), complementi d’arredo (lampade, quadri, tappeti), mezzi di trasporto (biciclette, automobili, aeroplani) e anche armi o strumenti musicali, senza la cui muta presenza sulla scena cambierebbe la nostra stessa esperienza di spettatori. Sbaglia chi considera il cinema un’arte fatta di corpi e di parole. In esso, infatti, tutto parla, tutto comunica, tutto concorre al risultato finale. Prefazione di Riccardo Bedrone.
Segnocinema : rivista cinematografica bimestrale
Cineforum di Vicenza, 1981-
Cineforum : rivista mensile di cultura cinematografica
Federazione italiana cineforum, 1961-
Il ragazzo selvaggio : rivista trimestrale di linguaggi e comunicazione audiovisiva nella scuola
Roma : Centro studi cinematografici, 1985-2000 poi: Moretti & Vitali, 2001- poi: Centro studi cinematografici
Voci senza barriere : bimestrale di informazione per disabili visivi
Scurelle (Trento) : Senza barriere ONLUS, [2004?-]
Filmcritica : mensile di studi cinematografici
Montepulciano : Editori del grifo, 1950-