Trovati 86 documenti.
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L'arte della resistenza / Milo Rau ; traduzione di Claudia Crivellaro e Olimpia Maltesta
Castelvecchi, 2020
Abstract: Allestendo un immaginario Tribunale Globale, Rau ha messo in scena la trasformazione del neoliberismo da processo scardinatore dei monopoli locali basato sulla libera concorrenza a sistema predatorio che sbaraglia le piccole realtà industriali. La liberazione promossa dall'universalismo occidentale mostra il suo lato oscuro: la schiavitù del Terzo Mondo e l'eliminazione della biodiversità costituiscono le sue condizioni necessarie. Così l'uomo postmoderno, incapace di solidarizzare con realtà esterne al suo egoismo, è colui che firma petizioni aderendo a una buona causa e che non trova però contraddittorio utilizzare un cellulare a basso costo fabbricato con lo sfruttamento di migliaia di lavoratori. L'arte che Milo Rau rivendica è il mezzo per opporsi al sistema dominante e per creare un mondo alternativo all'ingiustizia che ci avvolge.
Meltemi, 2020
Abstract: 19 maggio 2010: l’esercito thailandese dispiega carri armati, cecchini e armi da guerra per disperdere le migliaia di Camicie rosse che avevano occupato il centro economico e commerciale di Bangkok, chiedendo elezioni democratiche e di porre fine alla disuguaglianza sociale. Fondamentale il ruolo dei conducenti di mototaxi, che filtrano e bloccano la mobilità nell’area, sfidando l’egemonia di Stato. Quattro anni dopo, lo stesso generale dell’esercito che aveva guidato l’attacco sale al governo con un colpo di Stato, senza alcuna opposizione. Come può il potere mostrarsi così fragile ed esposto nel 2010 e così risoluto appena quattro anni più tardi? Attraverso uno studio etnografico sui conducenti di mototaxi di Bangkok, Claudio Sopranzetti presenta una lucida analisi del potere e della sua fragilità.
Storia del no / Elena Levi, Serge Bloch
Clichy, 2024
Abstract: È una delle prime parole che entrano – spesso in modo non troppo gradito – nella vita di ognuno di noi. Una delle prime cose che i bambini imparano e si sentono dire dagli adulti. Stiamo parlando del NO. Una parola così breve ma così frequente che è senz’altro utile saperne di più sul suo conto. Come è nato il NO? A cosa serve? Si sa che è utilizzato in tutto il mondo da tanto tempo, ma chi ad esempio immaginava che in Cina avesse la forma del drago, in Africa del coccodrillo e in India addirittura quella spaventosa di una testa di serpente e dieci braccia? E poi, i NO non sono affatto tutti uguali. Ci sono quelli fastidiosi, quelli noiosi e quelli tristi, ma anche quelli importanti (la Storia è piena di esempi), quelli giusti (NO alla guerra! NO all’inquinamento!) e, al contrario, quelli ingiusti (NO alla libertà, NO all’uguaglianza), quelli che hanno un buon motivo per essere detti e quelli che in realtà un motivo non ce l’hanno proprio… Pagina dopo pagina, un viaggio nella storia di questa piccola-grande parola per capire come districarsi fra i diversi NO e imparare, alla fine, a dirlo per un motivo giusto. E a quel punto, nemmeno gli adulti avranno niente da obiettare!
Il 68 come non non l'avete mai visto : Gli scontri di piazza che infiammarono l'Italia
Milano : A.Mondadori, 1998
Morte ai tiepidi : gli slogan del maggio '68 a Parigi
Venezia : Marsilio, 1998
Tascabili Marsilio ; 94
Abstract: Sui muri di Nanterre, della Sorbonne, dell'Odéon gli slogan della rivolta del maggio francese, raccolti allora da testimoni, sono il diario di un radicale bisogno di rinnovamento: la testimonianza di un desiderio di libertà disposto a superare ogni limite. Rilette trent'anni dopo, le scritte apparse sui muri di Parigi, dettate dalla spontaneità o citate da grandi autori, restituiscono meglio di tante memorie, di molti documenti ideologici, il clima inventivo e provocatorio di una stagione indimenticabile. Il libro è illustrato con alcuni dei più famosi manifesti usciti allora.
Il Sessantotto : una breve storia / Marica Tolomelli
Roma : Carocci, 2008
Abstract: Spesso, più che un oggetto della ricerca storica, il '68 serve ad evocare fenomeni eterogenei e nebulosi: la musica beat, i capelloni, la controcultura, la contraccezione, la protesta, la rivoluzione, l'antiautoritarismo, la guerra del Vietnam, l'antimperialismo. Nell'immaginario sociale, però, ancora oggi questo confuso agglomerato di fatti è capace di determinare contrapposizioni ideologiche e di costituire un riferimento storico-politico incisivo. Ma che cosa è stato veramente? Ha avuto lo stesso impatto ovunque? Quali sono state le conseguenze che ha provocato? Dopo quarant'anni, il volume offre una sintesi e un'interpretazione efficace degli eventi che hanno segnato uno spartiacque nella storia contemporanea.
Senza rabbia non vale nulla / Holdenaccio
Bao, 2025
Abstract: Holdenaccio racconta la sua Taranto, per raccontare in realtà la difficoltà di tutta una generazione nel trovare una collocazione in un mondo che non si è nemmeno preso la briga di fare delle promesse che poi tanto non manterrà. Anto torna in città dopo anni passati a Torino, non per inseguire un sogno, ma semplicemente il miraggio di una vita dignitosa, e quando torna scopre che gli stessi interessi economici che hanno tenuto per decenni in scacco la città stanno cercando di cementificare un’area in cui risiedono alcuni tra i suoi migliori ricordi di infanzia. Anto fatica a comunicare in modo significativo con il padre, un uomo che per il lavoro ha dato gli anni migliori della propria vita, rinunciando alle proprie aspirazioni, senza mai vedersi ricompensato con il rispetto e la stabilità in cui sperava. Come possa quell’uomo piegarsi ancora alle esigenze di un complesso industriale la cui ricchezza si basa sul lavoro degli operai, ma che non riconosce loro nessun reale valore, è qualcosa che Anto non riesce a capire. Eppure forse è proprio in quella frattura di incomunicabilità generazionale che si nasconde la chiave per trovare alleati, per dare forza alla lotta, per far sentire la propria voce.
Donzelli, 2018
Abstract: A distanza di cinquant’anni dal simultaneo manifestarsi dei movimenti di contestazione del ’68 in tante parti del Vecchio continente, iniziamo forse a comprendere che per la sua storia successiva sono rilevanti soprattutto i rivolgimenti, i traumi e i processi che segnarono la Cecoslovacchia, la Polonia e altre aree dell’Europa «sequestrata » dall’impero sovietico, per dirla con Milan Kundera. Per molti versi quei rivolgimenti rappresentarono uno spartiacque: la conferma definitiva che il «socialismo reale» non era riformabile. I processi che attraversarono allora quest’area furono solo apparentemente stroncati a Praga dai carri armati del Patto di Varsavia e in Polonia da una brutale offensiva di regime che assunse violenti toni antisemiti, provocando l’esodo di una ricca comunità intellettuale e di una parte significativa degli ebrei rimasti nel paese dopo la Shoah. In realtà, pur nel modificarsi di prospettive e di visioni del mondo, si dipanano da allora alcuni esili e al tempo stesso straordinari fili che portano al 1989, passando per Charta 77 in Cecoslovacchia o per il Kor e Solidarność in Polonia. Eppure, in quel fatidico ’68, i giovani, gli intellettuali e i rinnovatori di quei paesi, i sostenitori di un «socialismo dal volto umano », non trovarono nei movimenti studenteschi dell’Occidente quel solidale sostegno che sarebbe stato necessario. Né lo ebbero dai partiti comunisti europei. Perché? E perché in molte ricostruzioni storiche complessive ha prevalso spesso una sostanziale rimozione di questi aspetti? A queste domande e a questi nodi rispondono i contributi del libro: il saggio di apertura di Guido Crainz; quelli di Pavel Kolář, Wlodek Goldkorn, Nicole Janigro, Anna Bravo; e i documenti di studenti e intellettuali di allora, con le successive testimonianze di personalità come Jiří Pelikán, Adam Michnik, Zygmunt Bauman.
E/o, 2015
Abstract: Il piano era di collegare una capsula di sopravvivenza galleggiante di Greenpeace a una piattaforma petrolifera della Gazprom e lanciare così una protesta pacifica contro l'estrazione di petrolio nella zona dell'Artico. In realtà una squadra delle forze speciali russe armata pesantemente si è calata sul ponte della Arctic Sunrise, la nave di Greenpeace, e gli Arctic 30, trenta attivisti per la salvaguardia dell'Artico, hanno iniziato il loro calvario in balìa del regime di Vladimir Putin. Raccontata per la prima volta dalle stesse parole degli attivisti, questa è la storia drammatica dell'incarcerazione e della straordinaria e commovente campagna per riportare a casa i manifestanti, tra cui un italiano, al più presto.
Il concorso : tratto da una storia vera / Keira Knightley ... [et al.]
Eagle Pictures : Bim, [2021]
Abstract: Un gruppo di donne escogita un piano per interrompere gli eventi della competizione di Miss Mondo 1970 presso la Royal Albert Hall di Londra, presentata tra gli altri da Bob Hope, che vedrà l'incoronazione di Jennifer Hosten, rappresentante di Grenada nonché prima concorrente di colore.
Il Saggiatore, 2012
Abstract: Li hanno scherniti e derisi. Li hanno picchiati e arrestati. Hanno distrutto le loro tende e i loro libri. Ma non hanno perso la determinazione, non hanno mollato. Una volta ancora hanno giurato fedeltà al movimento, consci di rappresentare la grande maggioranza colpita dalla crisi. Dal 17 settembre 2011, Occupy Wall Street si oppone alla speculazione finanziaria e alle disparità sociali emerse con la Grande recessione. In poche settimane, con base a Zuccotti Park, il movimento si autodisciplina, si organizza in gruppi di lavoro, comunica tramite Twitter e YouTube, si diffonde come un virus democratico da New York a Boston, da Oakland ad Atlanta, da Los Angeles a Seattle, con lo stesso impeto che ha mosso gli indignados in Europa e i giovani della Primavera araba. Fino a conquistare la copertina di protagonista dell'anno di Time. Assemblee, marce, raduni, accampamenti sono gli strumenti di lotta contro le grandi banche JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo, accusate di avere allargato a dismisura la forbice tra ricchi e poveri. Occupy! raccoglie le voci di chi partecipa attivamente, di chi simpatizza, di chi guarda e passa, di chi cerca soltanto una tenda e un po' di cibo. Sono studenti, operai, giornalisti, disoccupati, bancari fuoriusciti. E intellettuali di fama internazionale.
24 ore cultura, 2024
Abstract: Una guida essenziale su come il potere dell'arte sia stato sfruttato per ottenere cambiamenti politici nel mondo moderno, dalla lotta per il suffragio universale a Black Lives Matter. Dalle rivolte contro il colonialismo alle campagne per il disarmo nucleare, dalle suffragette a Black Lives Matter, l'arte è da sempre uno strumento potente per sovvertire lo status quo. Il volume illustra gli innumerevoli modi in cui l'arte e la politica si sono intrecciate nel XX e XXI secolo, prendendo in considerazione una vasta gamma di iniziative artistiche, fra cui la performance e la street art, gli striscioni e i media digitali, la scultura e la pittura. In nove capitoli tematici Jessica Lack esplora il rapporto tra l'arte e i media, le istituzioni e lo Stato, l'utilizzo dell'arte da parte degli attivisti come arma, come strumento o come modo per immaginare un mondo diverso. Le opere d'arte più importanti, le campagne più incisive e i movimenti più influenti sono analizzati nei contesti sociali e politici di riferimento, evidenziando le reti di solidarietà, ispirazione e cooperazione che rimangono fondamentali sia per la protesta sia per la creazione artistica. Un'introduzione accessibile al vasto e turbolento campo dell'arte di protesta, dall'inizio del XX secolo in avanti.
Rovesciare il 68 : pensieri contromano su quarant'anni di conformismo di massa / Marcello Veneziani
Nuova ed
Milano : A. Mondadori, 2009
Abstract: Il '68 ha fatto i figli e perfino i nipoti. È andato al potere ed è diventato conformismo di massa, anzi, sostiene Marcello Veneziani, canone di vita. Ha creato luoghi comuni e nuovi pregiudizi, codici ideologici, da rispettare implacabilmente per essere ammessi al proprio tempo, come il politically correct. Questo viaggio nella piccola preistoria degli attuali pregiudizi è compiuto con spirito omeopatico: un veloce insieme di schizzi e frammenti, di flash e immagini, foto di gruppo e istantanee di pensiero. Uno zapping animato da un triplice progetto: descrivere in breve cosa fu il '68, narrare cosa resta e quali sono le sue rovine oggi ingombranti e, infine, capovolgere il '68 attraverso l'uso creativo e trasgressivo della tradizione. Un libro irriverente che ripercorre la parabola contestataria senza temere di essere troppo rivoluzionario né troppo conservatore. Con una nuova appendice I nemici pensanti del 68.
Nelle strade di Teheran / Nila ; traduzione di Vincenzo Barca
Feltrinelli, 2024
Abstract: Dalla morte di Mahsa Amini, la giovane ragazza curda arrestata dalla polizia morale per aver indossato l’hijab in un modo poco appropriato, la ribellione delle donne in Iran ha avuto un’eco enorme in Occidente. Le imponenti manifestazioni al grido di “donna, vita, libertà” hanno alimentato la speranza di una nuova rivoluzione politica e culturale nella Repubblica islamica di Ali Khamanei. Le voci delle protagoniste della rivolta, tuttavia, sono emerse raramente per restituirci i loro sogni, le loro concrete attese e, soprattutto, le grandi idee e figure del passato che le hanno ispirate. Nelle strade di Teheran è il racconto di una testimone e di una delle maggiori esponenti dell’eroica resistenza delle donne iraniane. Come ogni autentica testimonianza, grazie alla sua forza e tensione narrativa, questo piccolo libro consente di comprendere più di mille saggi perché la loro insurrezione abbia scosso e scuota dalle fondamenta il potere degli ayatollah. Nila narra dei giorni successivi alla morte di Mahsa Amini, quando le donne riscoprono la “vita notturna” abolita dal regime, organizzano ogni sorta di serata e si riversano come una sola famiglia ferita nei quartieri delle città al grido di “Libertà!”. Sono i giorni dell’entusiasmo e della condivisione, della riscoperta di un’esistenza comune libera da millenarie costrizioni. Racconta poi dei cupi giorni della repressione in cui le umiliazioni inferte dai miliziani alle giovani donne sono soltanto il prologo crudele di assassini a catena, lapidazioni, esecuzioni senza processo.
Cinque anni a Milano / Uliano Lucas ; testi di Franco Ramella e Ermanno Rea ; design di Davide Danti
Torino : Musolini, stampa 1973
Milano : Feltrinelli, 1997
Abstract: Il '68 ha lasciato un segno indelebile. In chi c'era e in chi, non essendoci, si è trovato a viverne l'eredità. Ad accompagnare le storie del libro, tante illustrazioni, più o meno reali, più o meno simboliche.
Rovesciare il 68 : pensieri contromano su quarant'anni di conformismo di massa / Marcello Veneziani
Milano : Mondadori, 2008
Abstract: Il '68 ha fatto i figli e perfino i nipoti. È andato al potere ed è diventato conformismo di massa, anzi, sostiene Marcello Veneziani, canone di vita. Ha creato luoghi comuni e nuovi pregiudizi, codici ideologici, da rispettare implacabilmente per essere ammessi al proprio tempo, come il politically correct. Ma nel 2008, quarant'anni dopo, i sessantottini cominciano a farsi sessantottenni, ed è forse giunto il momento di fare i conti con la loro opera e la loro eredità. Questo viaggio nella piccola preistoria degli attuali pregiudizi è compiuto con spirito omeopatico: un veloce insieme di schizzi e frammenti, di flash e immagini, foto di gruppo e istantanee di pensiero. Uno zapping lampeggiante animato da un triplice progetto: descrivere in breve cosa fu il '68, narrare cosa resta e quali sono le sue rovine oggi ingombranti e, infine, capovolgere il '68 attraverso l'uso creativo e trasgressivo della tradizione.
A colpi di cuore : storie del Sessantotto / Anna Bravo
Roma : Laterza, 2008
Abstract: Questo libro non è una storia tradizionale della stagione dei movimenti. È un cammino intorno ad alcune questioni che hanno attraversato gli anni sessanta e settanta. Anna Bravo guarda ai contesti di breve e media durata, ai riflessi che le filosofie e le ideologie nate all'epoca o da quell'epoca hanno avuto sulla politica, sulle culture, i comportamenti, la sensibilità. Il suo racconto procede per temi e per sguardi trasversali, dal rapporto (o non rapporto) della nuova cultura con la tradizione al conflitto tra giovanilismo e universalismo studentesco, dalla rottura irriverente degli schemi voluta da studenti, donne e gay al perbenismo di ritorno nelle nuove sinistre, dall'amore declinato in senso politico e sociale alla rivoluzione sessuale, dal dolore nelle sue tante forme, quello dei marginali e quello dei militanti, fino alla violenza, non quella terroristica ma quella di chi è rimasto al di qua dello spartiacque rappresentato dall'aver versato il sangue degli altri.