Trovati 93 documenti.
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[Milano] : Oscar Mondadori, 2011
Oscar storia ; 545
Abstract: Dall'Europa al Kenia, dal Guatemala all'Indonesia, dalla Cambogia al Darfur i genocidi hanno tristemente caratterizzato il XX secolo. Sotto forma di vere e proprie carneficine, di carestie tutt'altro che inevitabili e di espulsioni di massa hanno causato, negli ultimi decenni, molti più morti che le stesse guerre. Ma che cosa spinge gli esseri umani a massacrare centinaia, migliaia, milioni di persone? Quali sono le condizioni che generano i genocidi? E quali i meccanismi che li scatenano? Daniel Jonah Goldhagen, studioso di fama internazionale e autore del discusso "I volonterosi carnefici di Hitler", in questo nuovo saggio, frutto di dieci anni di lavoro, sostiene che le maggiori atrocità commesse nell'ultimo secolo non sono semplicemente l'effetto, come in genere si pensa, di differenze culturali e religiose, di antiche contese territoriali di rancori o di conflitti mai risolti, ma sono sempre originate da precisi calcoli e da una chiara volontà dei persecutori. Lungi dall'essere violente esplosioni di follia collettiva o sfoghi di una comunità ferita, questi assassinii sono dei veri e propri atti politici. Avvalendosi di un'ampia documentazione, supportata da interviste a vittime e carnefici, Goldhagen indaga i più grandi genocidi del Novecento analizzandone le ragioni più profonde, le caratteristiche peculiari, i metodi di attuazione. Un duro atto di accusa verso il sistema politico mondiale e un accorato appello civile.
Guatemala, 1954-1996 : il genocidio dimenticato / Erick Beltracchini
Roma : Albatros, 2011
Nuove vociI saggi
Abstract: Con la lucidità e la puntualità del saggista, unita alla passionalità dell'uomo-scrittore-indigeno, l'autore traccia un sunto preciso dei crimini orrendi consumatisi in Guatemala tra il 1960 e il 1996, nel corso di una sanguinosa guerra civile che ha visto la popolazione opporsi a un regime di stampo militare. Uno dei tantissimi genocidi dimenticati, occultati, in un mondo in cui ciò che non interessa ai media, perché non strumentalizzabile, non fa notizia, e quindi non esiste. Ma i numeri parlano chiaro e non sono ignorabili: oltre 200.000 morti e 40.000 desaparecidos, su una popolazione di dieci milioni d'abitanti. Con coraggio, l'autore tenta di svegliare le coscienze assopite da un'informazione asservita e costringe ad aprire gli occhi su un'intollerabile realtà.
[Torino] : UTET libreria, copyr. 2008
Abstract: Il massacro è una pratica umana antichissima e molto frequente. Esso, quindi, rappresenta una sfida per lo storico: studiarlo come un evento racchiuso in se stesso e vietarsi di trasformarlo in un oggetto di storia in sé, oppure tentare di definirne la cifra comune correndo il rischio di assumere una prospettiva transtorica che si sforza di trovare una struttura laddove ci sarebbe soltanto una congiuntura. Mantenendosi equidistanti da questi due rischi, un gruppo di dicannove autori - storici, filosofi, giuristi - declina la persistenza del massacro attraverso la storia, quali che siano i presunti progressi del processo di civilizzazione, e la sua specificità nello spazio e nel tempo (Occidente, Africa, Asia). Si tratta di una vicenda plurisecolare che comincia nel Quarto millennio a.C. per giungere sino ai nostri giorni. Tra questi due estremi si collocano i capitoli dedicati alla Grecia classica, all'Impero romano, alle guerre di religione francesi, alla colonizzazione, alla Prima guerra mondiale e ai genocidi degli indiani e degli armeni. In questo modo vengono esaminati luoghi, periodi, civiltà e universi mentali distinti che permettono di individuare elementi comuni tra differenti racconti del massacro pur restituendo la logica propria di ognuno. Tramite questa griglia cronologica gli autori mostrano in quali condizioni, situazioni e strutture il massacro diventa possibile.
Il genocidio / Marcello Flores
Il Mulino, 2021
Abstract: Che cos'è un genocidio? Inventata nel 1944, la parola «genocidio» rappresenta un concetto a lungo discusso nella sua capacità di rappresentare la violenza di massa e tuttora, nonostante il diritto internazionale con la Convenzione del 1948 ne abbia sancito il significato, essa rimane un termine controverso, con una storia complessa che ancora continua a cambiare. Il libro segue la fortuna del termine in relazione alla Shoah, analizza i genocidi degli anni Novanta (Ruanda e Bosnia) e quelli del XXI secolo interrogandosi sulla possibilità di definire genocidi i massacri avvenuti nella storia, e mostrando infine il carattere fondamentalmente politico oltre che giuridico di questo che Churchill chiamò, prima dell'invenzione del termine, il «crimine senza nome».
La scatola delle lettere perdute / Eve Makis
Newton Compton, 2016
Abstract: Quando sua nonna Mariam muore, Katerina eredita un'antica scatola da spezie. Al suo interno, avvolti da un intenso profumo, trova delle lettere e un diario scritto in armeno. Katerina scopre così che la sua famiglia è stata devastata dalla tragedia armena del 1915. Non solo Mariam, ancora bambina, è stata esiliata dalla sua casa in Turchia e separata dall'amato fratello, ma ha anche dovuto affrontare il terribile dolore per la perdita del primo amore. Inquieta per ciò che ha scoperto, Katerina vuole andare a fondo in quella storia. Decide allora di mettersi sulle tracce dell'amata nonna e intraprende un viaggio che la porterà dall'Inghilterra a Cipro e poi dall'altra parte del mondo, a New York. Sarà un tuffo nel passato, ma anche un modo, per Katerina, di liberarsi di ricordi dolorosi in cui è ancora intrappolata.
[Milano] : Einaudi scuola, 2008
I libri da leggere
Lo Stato criminale : i genocidi del XX secolo / Yves Ternon ; traduzione di Annalisa Agrati
Milano : Corbaccio, copyr. 1997
Abstract: Il XX secolo avrà il triste privilegio di aver conosciuto la barbarie organizzata, amministrata, statalizzata, di cui il genocidio rimane la variante più terribile. Questo libro non vuole essere un catalogo degli orrori, ma un tentativo di comprendere e interpretare lo Stato criminale; vi si trovano i fatti riguardanti genocidi e altri massacri, dalla Shoah alle violenze in Bosnia e in Ruanda, insieme ad un'analisi del concetto di genocidio.
Roma : Laterza, 2002
Abstract: Il genocidio armeno del 1915 ad opera dei turchi, l'Olocausto, la deportazione nel 1944 ad opera dei sovietici di oltre 600.000 ceceni e tatari della Crimea, l'espulsione dei tedeschi dalla Polonia e dalla Cecoslovacchia alla fine dell'ultimo conflitto mondiale, la guerra jugoslava: cinque casi esemplari in una storia comparata di tragica attualità.
L'innocenza del male : il volto dello sterminio / Guido Rampoldi
Roma : Laterza, 2002
Abstract: Inviato speciale ed editorialista per il quotidiano La Repubblica, Guido Rampoldi firma questo libro, insieme racconto e reportage, saggio e cronaca che ha lo scopo di smascherare l'innocenza del male, quello degli esecutori materiali e quello dell'indifferenza di chi dovrebbe condannare. Tesi di fondo del libro è che quasi tutte le società stigmatizzano lo sterminio come il male assoluto, il crimine contro l'umanità, ma al tempo stesso lo utilizzano come una tecnica politico-militare di grande efficacia e successo.
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2004
Abstract: Il saggio, vincitore del premio Pulitzer per il 2003, espone e commenta le reazioni dei governi statunitensi di fronte ai genocidi del XX secolo. Reazioni che hanno sempre coinciso con un'assoluta inazione. Il testo è un documento sulla mancanza di risposte della prima potenza militare ad alcune delle più efferate stragi etniche perpetrate negli ultimi cento anni. Lo sguardo dell'autrice si sofferma sui genocidi successivi alla seconda guerra mondiale (Cambogia, Iraq, Rwanda, faide balcaniche) nei confronti dei quali gli Stati Uniti hanno assunto una posizione di copertura mediatica e di sostanziale mancanza di interventi. Nel saggio la Power analizza la figura storica del polacco Raphael Lemkin, uno dei primi a opporsi ai genocidi.
Voci dall'inferno : l'America e l'era del genocidio / Samantha Power
Milano : Mondolibri, 2004
Roma : Fazi, 2005
Abstract: Massimo Nava è stato inviato di guerra in molti angoli del mondo, dall'Africa all'Asia, dai Balcani all'Iraq, dove ha raccontato per il «Corriere della Sera» l'ultima guerra. Ha visto cadere regimi e dittatori, finire nel sangue movimenti e rivoluzioni e ha soprattutto narrato le storie degli esseri umani che in queste svolte epocali venivano travolti. In questo libro l'autore rievoca i conflitti più importanti prima della caduta del Muro e la serie di guerre e massacri degli anni successivi, raccontando la guerra vista dal basso, da coloro che ne soffrono maggiormente, e denunciando con fermezza l'ipocrisia e le menzogne delle moderne democrazie. Il volume è corredato dalle fotografie di Livio Senigalliesi.
Roma : Fazi, 2006
Abstract: Massimo Nava è stato inviato di guerra in molti angoli del mondo, dall'Africa all'Asia, dai Balcani all'Iraq, dove ha raccontato per il Corriere della Sera l'ultima guerra. Ha visto cadere regimi e dittatori, finire nel sangue movimenti e rivoluzioni e ha soprattutto narrato le storie degli esseri umani che in queste svolte epocali venivano travolti. In questo libro l'autore rievoca i conflitti più importanti prima della caduta del Muro di Berlino e la serie di guerre e massacri degli anni successivi, raccontando la guerra vista dal basso, da coloro che ne soffrono maggiormente, e denunciando con fermezza l'ipocrisia e le menzogne delle moderne democrazie. Il volume è corredato dalle fotografie di Livio Senigalliesi.
Notte turca / Philippe Videlier ; traduzione di Gaia Panfili
Roma : Donzelli, copyr. 2007
Abstract: Nel 1915 ha inizio il sistematico annientamento del popolo armeno per mano turca. La storia del Sultano e dei tre Pascià, che da principio sembra una favola, finirà in tragedia. Questo piccolo romanzo storico racconta la drammatica vicenda del popolo armeno all'epoca del tramonto dell'impero ottomano, attraverso la narrazione delle terribili gesta del sultano Abdul Hamid e dei tre pascià Giovani Turchi che portarono a termine il genocidio iniziato dal loro predecessore. Le camere a gas non erano ancora state sperimentate, eppure quella praticata a partire dal 1915 fu una vera e propria politica di sterminio, con centinaia di migliaia di persone sgozzate, impiccate, fucilate e annegate.
Roma : Donzelli, copyr. 2007
Abstract: Tra i tanti massacri e genocidi che tristemente si sono succeduti nel secolo appena concluso, quello del popolo armeno ha forse avuto un risvolto drammatico in più: è stato negato, cancellato, coperto dall'oblio. Negli ultimi anni, però, coloro che sono sopravvissuti, i loro figli o i loro nipoti, hanno iniziato un importante, faticoso e dolorosissimo lavoro di scavo per portare alla luce la memoria della tragedia. Janine Altounian, una delle più importanti studiose francesi di psicoanalisi e traduttrice di Freud, figlia di genitori sopravvissuti al genocidio del 1915, a questo lavoro ha dedicato un'intera vita. Uno dei primi passi nella direzione del recupero della memoria del genocidio è stato il ritrovamento del diario che il padre scrisse nel 1921, subito dopo il suo arrivo in Francia, raccontando gli avvenimenti vissuti nel momento della deportazione. Si è trattato per la Altounian di una vera e propria scoperta, perché fino ad allora, pur essendo a conoscenza dell'esistenza di quel documento, non aveva avuto il coraggio di leggerlo. Il diario, qui pubblicato per la prima volta in traduzione italiana, testimonia quanto la riflessione storica sul dramma vissuto dal popolo armeno sia in questo caso connessa in maniera strutturale con l'esperienza vissuta e con il lavoro di elaborazione su di essa svolto.
Raccontami dei fiori di gelso / Aline Ohanesian ; traduzione di Stefano Beretta
Garzanti, 2016
Abstract: Quando i ricordi ritornano alla mente, a volte non si è preparati ad accoglierli. Soprattutto se si è fatto di tutto per far tacere la loro voce, per nascondere le sensazioni che portano con sé. È cosi per Seda, che credeva di aver finalmente seppellito il passato per sempre. Ma ora è tornato e parla del paese da cui si è allontanata senza voltarsi indietro. Parla della Turchia dove affondano le sue radici, il paese di cui sente ancora il profumo delle spezie e il rumore dei telai al lavoro nell'azienda della sua famiglia. Da lì proviene il giovane Orhan, che adesso vuole delle risposte. Vuole sapere perché suo nonno, Kemal, ha lasciato la loro vecchia casa a Seda, una sconosciuta che vive in America. Lei capisce che è arrivato il momento di scendere a patti con la sua memoria e con quella colpa che non ha mai confessato a nessuno. Decide di affidare a Orhan la sua storia. La storia di lei ancora ragazzina che si innamora di Kemal all'ombra di un grande albero di gelso, i cui rami si innalzavano fino a voler raggiungere il cielo. Un amore spezzato dalle deportazioni degli armeni, all'alba della prima guerra mondiale. Un amore che ha costretto Seda a scelte difficili i cui rimpianti non l'hanno mai abbandonata. Solo con Orhan ha trovato il coraggio di riaprire quelle vecchie ferite. Di rivelare una verità da cui possa nascere una nuova speranza. Perché il passato, anche se doloroso, va ascoltato e deve insegnare a non dimenticare. C’è la bellezza dell’Armenia e ci sono le contraddizioni della Turchia in Raccontami dei fiori di gelso di Aline Ohanesian. Seda vive ormai da tanti anni in America e il suo passato se l’è lasciato alle spalle. Ha dovuto farlo, non aveva alternative. Un giorno però giunge alla sua porta Orhan che cerca in Seda la verità, sicuramente scomoda, ma inevitabile. Il ragazzo vuole sapere perché la sua casa di famiglia, quella in cui intere generazioni di armeni e turchi hanno vissuto, il nonno l’abbia lasciata a una sconosciuta che vive in un altro continente. Quella sconosciuta è Seda e il motivo per cui Orhan affronta quel lungo viaggio è avere da lei delle risposte. La donna si obbliga allora a scavare nella sua memoria, a ricordare momenti che voleva fossero sopiti per sempre, ma deve farlo per quel giovane che ha di fronte e anche per se stessa, per perdonarsi una volta per tutte. Seda inizia così a raccontare una storia difficile che la conduce alla deportazione degli armeni e alle brutalità che precedettero la prima guerra mondiale, ad una ferita che ha spaccato la Turchia e ha trascinato via senza ritorno tante vite e tante famiglie. In mezzo a quel turbinio di vite c’erano Seda e Kemal, il nonno di Orhan. Erano giovani ed erano innamorati. Intorno a loro solo rami di gelso e un grande sentimento che sembrava tenerli lontano da tutti, lontano dall’orrore che passava accanto a loro e che all’improvviso li travolse, separandoli per sempre. Proprio in quei giorni indimenticabili Seda si macchiò di una colpa che la costrinse ad andare lontano e a non tornare mai più nella sua terra. Raccontami dei fiori di gelso è un romanzo storico che attraversa generazioni e lascia tra le pagine un profumo che sa di memoria.
L' eliminazione / Rithy Panh ; con Christophe Bataille ; traduzione di Silvia Ballestra
Feltrinelli, 2014
Abstract: Due uomini a confronto. Rithy Panh, regista scampato al genocidio dei Khmer rossi, e il boia Duch, pezzo grosso del regime di Pol Pot, capo del centro di tortura e sterminio S21. Partendo dal suo lavoro di documentarista impegnato a cercare la verità e conservare la memoria, Rithy Panh racconta questo incontro allo scrittore Christophe Bataille, coautore del libro. Figlio di un funzionario del ministero dell'Educazione del vecchio regime, dunque popolo nuovo (da rieducare e perseguitare) secondo la sinistra denominazione della Kampuchea democratica, Rithy Panh ha vissuto la deportazione, la malattia, gli stenti. Nel giro di pochi mesi ha visto morire di fame suo padre, i suoi nipotini, e poi, man mano, tutta la sua famiglia, sterminata silenziosamente insieme a milioni di altri cambogiani. Il racconto della sua infanzia, della sua preadolescenza, è la materia di questo libro prezioso per il valore di testimonianza. Stile asciutto ed emozionante, rigoroso come il suo manifesto poetico: Grazie al cinema, la verità salta fuori: il montaggio sconfigge la menzogna. Menzogna sempre in agguato fra negazionismi, complicità, errori e imbarazzi dell'Occidente. L'eliminazione è dunque un libro di storia, è un libro di formazione, è un libro di indagine sull'uomo torturatore e sull'uomo sopravvissuto, ed è anche un libro di avventura. L'avventura di un ragazzino che ce la fa e che racconta, dolorosamente ma senza risparmiarsi: è nostro dovere ascoltarlo e imparare.
Milano : Guerini, 2001
Abstract: Questa prima raccolta a stampa di alcune testimonianze di sopravvissuti al genocidio armeno che trovarono asilo in Italia, dopo la prima guerra mondiale, deve molto al video Hushèr, realizzato da Avedis Ohanian in occasione della mostra delle fotografie di Armin T. Wegner, che dal 1995 continua a girare per l'Europa e sta per approdare negli Stati Uniti. Sono voci difformi l'una dall'altra, alcune trasmesse attraverso la pagina scritta, altre raccolte oralmente, che ci portano l'eco diretta della prima grande tragedia genocidaria del ventesimo secolo. Ma è un eco molto speciale, perché questi sono bambini che parlano: cioè adulti che danno espressione al terrore infantile che è rimasto da sempre chiuso dentro di loro. Sono racconti frammentari, a volte discontinui, bloccati da un pianto che non ha mai trovato sfogo, e riflettono orrori inimmaginabili visti dagli occhi di un bambino. Divise fra orfanotrofi miserabili e un'onnipresente penuria materiale, private quasi sempre delle famiglie, sole sotto l'angoscia di un minaccia incombente, queste esili voci aiutano a tracciare l'immagine nostalgica, la sinopia di quella tollerante, multietnica civiltà anatolica che è perduta per sempre, ma che oggi anche i giovani intellettuali di Turchia cominciano a rimpiangere.
Milano : Guerini, 2007
Abstract: Le voci dei bambini sopravvissuti al genocidio armeno raccontano storie di una tragedia dimenticata, la prima di un secolo attraversato da una lunga scia di atrocità. Il variopinto tessuto dei ricordi, scrive Antonia Arsian nella sua prefazione, è quello di chi all'epoca era soltanto un bambino. I protagonisti della memoria ritrovata sono i fanciulli le cui straziate verità riaffiorano nelle faticose, dolenti confessioni dei vecchi che - più di sessant'anni dopo - finalmente raccontano la storia della loro sopravvivenza, usando le parole spezzate e la terribile solitudine della loro infanzia martoriata. Orrori e violenze si mescolano a sapori, luoghi, culture e tradizioni radicate da secoli e che l'irrompere della tragedia ha cancellato improvvisamente. Il ricordo dei sopravvissuti, lucido e spietato, aiuta a ricostruire il volto di una civiltà, lontana e magica, perduta per sempre. Le storie dei bambini scampati conducono per mano il lettore in un mondo dove il confine tra giusti e malvagi riserva qualche sorpresa: se non vi fossero stati dei turchi buoni non sarebbe sopravvissuto nessun armeno. Tema oggi essenziale per riconoscere il bene come si cerca di riconoscere il male, riportando alla luce i giusti, coloro che non guardarono altrove, coloro che salvando almeno una vita, un documento, un'informazione contribuirono a impedire la totale distruzione della civiltà di questo popolo oppresso e dimenticato.