Trovati 239 documenti.
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Iseo jazz [Audioregistrazione]
Milano : Musica Jazz, p2012
Nuova storia del jazz / Alyn Shipton ; a cura di Vincenzo Martorella
Einaudi, 2014
Abstract: Le storie del jazz, si sa, rappresentano un terreno infido: difficile maneggiare una materia enormemente vasta, scandirne con esattezza i percorsi e le svolte, metterne in luce i movimenti principali e secondari, quando non sotterranei e carsici; dare il giusto peso a ciascun musicista, rischiando la sovraesposizione per alcuni e la semplice citazione per altri, quando non addirittura il silenzio; tenere il passo con l'evoluzione delle metodologie di ricerca; raccontare le lingue e le scuole nazionali nate in tutto il mondo, soprattutto in Europa; trovare una lingua accessibile, tempi e modi della narrazione che non si nascondano dietro il gergo tecnico, riuscendo a comunicare al lettore fatti e concetti complessi con la massima linearità. Fin dal suo primo apparire, all'inizio del nuovo secolo, "Nuova storia del jazz" di Alyn Shipton ha segnato uno spartiacque: d'improvviso, tutte le storie precedenti, rispettabili e spesso prestigiose, sono di colpo invecchiate. Agendo pazientemente e minuziosamente sulle fondamenta dei fatti e delle storie, scavando e rintracciando elementi tali da poter, con cognizione di causa e saldezza scientifica, imporre una nuova visione d'insieme a una materia lavica e debordante, Shipton offre una ricostruzione storica e una una innovativa sistemazione di dati e fatti interpolati all'interpretazione di vicende umane e stilistiche, capace di scavalcare steccati ideologici, certe vecchie letture ormai infeltrite.
The Greater Good [Audioregistrazione]
Germania : Stockfisch Records, 2012
Jazz-film : rapporti tra cinema e musica afroamericana / Guido Michelone
[Nuova ed. ampliata e aggiornata]
Arcana, 2016
Abstract: Jazz e cinema, due fenomeni, due arti, due linguaggi che hanno attraversato burrascosamente il ventesimo secolo per proiettarsi, con immutata forza creatrice, nel secolo nuovo. Due forme espressive e artistiche coeve - nascono quasi simultaneamente - da intendersi quali grandissimi fenomeni del nostro tempo, perché in poco più di cent'anni hanno compiuto sul piano evolutivo un'accelerazione non paragonabile a quella delle altre discipline. Ma jazz e cinema non condividono soltanto questi aggiustamenti da studi teorici o da categorizzazioni archetipe: il rapporto più o meno diretto tra loro, con reciproche influenze, per quanto poco manifeste, e ancor meno evidenziate da ricerche, analisi o metodologie, risulta invece alquanto costruttivo e stimolante. L'argomento di questo libro riguarda soprattutto il cinema che si impadronisce del jazz e non viceversa; e proprio perché il cinema si dedica al jazz in svariatissime maniere, il testo di Michelone ne scruta - a parte all'inizio l'esaustivo compendio storico - una in particolare, ossia i film che hanno per contenuto il jazz medesimo sotto forma di fiction e di documentario, con le storie vere, false, romanzate, fantasiose, realistiche di musicisti autentici, inesistenti, credibili o immaginari.
Lugano : Biblioteca cantonale di Lugano, 2016
Whiplash / Miles Teller, J. K. Simmons
Sony Pictures Home Entertainment, 2015
Abstract: Andrew studia batteria jazz nella più prestigiosa ed importante scuola di musica di New York. E’ al suo primo anno e già viene notato dal più temuto e inflessibile insegnante dell’istituto, che a sorpresa lo vuole nella propria band. Il ragazzo è molto eccitato da questa nuova ed inaspettata possibilità ma non sa che in realtà la sua vita si sta trasformando in un inferno fatto di prove, esercizi e umiliazioni come non pensava fosse possibile
Piemme, 2015
Abstract: Orfano di madre, stufo di entrare e uscire dagli orfanotrofi, Bud decide di rintracciare il padre che non ha mai conosciuto. La pista da seguire per ritrovare tutto ciò che resta della sua famiglia sono i "tesori" contenuti nella valigia che gli ha lasciato mamma: una foto, dei sassi con sopra delle strane scritte e i volantini dei concerti jazz di Herman E. Calloway e la sua band
La leggenda del trombettista bianco / Dorothy Baker ; traduzione di Stefano Tummolini
Fazi, 2015
Abstract: New York, anni Venti. Tra i club dalle insegne luminose e gli ampere degli studi di registrazione, quello di Rick Martin è un nome che viene pronunciato con rispetto, quasi sottovoce. Degli altri musicisti si dice che sì, sono bravi, ma non sono certo lui, come se il suo talento fosse il metro di paragone per quello degli altri. Sul suo conto girano tante storie: fin da giovanissimo ha sempre frequentato i neri, anche se è bianco, per questo è così indisciplinato; per imparare a suonare marinava la scuola e andava a esercitarsi in una chiesa abbandonata; è stato nientemeno che il grande Art Hazard a insegnargli i segreti della tromba. Voci, dicerie, leggende. Ma chi è davvero Rick Martin? In quest’affascinante romanzo dalle atmosfere notturne e fumose, ambientato nell’epoca del proibizionismo e dei jazz club e ispirato alla leggendaria figura di Bix Beiderbecke, Dorothy Baker – qui al suo fulminante esordio – accompagna il lettore nel cuore e nella mente di un ragazzino nato nei bassifondi della provincia americana, tra le case fatiscenti di periferia e le backroad che portano verso il nulla, con un dono che è anche un fardello: quello di un talento soverchiante, che ti spinge a non dormire la notte pur di inseguire la perfezione, così schiacciante da lasciarti fuori dalle fila di quelli che la società ha educato, che sanno controllarsi e recitare la loro parte. Una routine in cui rintanarsi, un lavoro regolare, una vita tranquilla – niente di tutto questo interessa Rick, solo la musica. Ma c’è un’altra qualità che sempre dovrebbe accompagnare un’anima con un dono simile, e che Rick non possiede: la capacità di tenere il corpo sotto controllo, mentre lo spirito segue la sua ossessione e le notti passano insonni alla ricerca della melodia definitiva, lanciati verso quell’ultima nota che non può essere raggiunta, soli, affamati, alla deriva, in attesa dell’inevitabile schianto finale.
Gietz! / Andrea Campanella, Hannes Pasqualini
Latina : Tunuè, 2010
Abstract: La Spezia, sul finire del 1944. La città è sotto i bombardamenti. Nicola Bertini è un giovane ventenne che suona la tromba nella banda Puccini. Sfilano i partigiani e gli americani. La musica dei soldati afroamericani passa da O bella ciao a When the saints go marchin'in. Uno di questi vede Nico che suona e lo fa salire a bordo del loro mezzo, e così viene preso per mettere su un orchestrina che suonerà musica italiana e americana. Nico diventerà un trombettista jazz, anzi il trombettista jazz. Con la Prefazione e uno scritto di Paolo Fresu.
Jazz a mezzanotte 2 [[Audioregistrazione] /] / Ella Fitzgerald ... [et al.]
[Italia] : Polygram Italia : Verve, c&p1992
Collector's ed. 2 DVD + booklet
Koch Media, [2014]
Abstract: Storia surreale e poetica di un giovane idealista, Colin, che incontra Chloé, una giovane donna che finge di essere l'incarnazione di un blues di Duke Ellington. Il loro matrimonio idilliaco si trasforma in amarezza quando Chloé si ammala per un giglio di acqua che cresce nel suo polmone. Per pagare le cure, Colin deve lavorare in modo sempre più assurdo mentre il loro appartamento si deteriora e il loro gruppo di amici si disintegra.
Prime all-time-hits [[Audioregistrazione]. Jazz and blues club. Volume 1]
EEC : [s.n.], c1988
Prime all-time-hits [[Audioregistrazione]. Jazz and blues club. Volume 2]
EEC : [s.n.], c1988
Prime all-time-hits [[Audioregistrazione]. Jazz and blues club. Volume 3]
EEC : [s.n.], c1988
Horace Parlan & The Turrentine Brothers [Audioregistrazione]
Milano : Musica jazz, 2017
La vita che non vedi / Kim Echlin ; traduzione di Monica Pareschi
Einaudi, 2017
Abstract: Mahsa è nata a Karachi, da madre afghana e padre americano. Katherine, invece, a Toronto, da madre canadese e padre cinese. Nonostante il background diversissimo, le due hanno in comune una passione: la musica jazz, che con la sua predilezione per l'improvvisazione è da sempre simbolo di creatività fuori dalle regole. Entrambe figlie di donne punite da una «giustizia» pubblica o privata per aver seguito i propri sentimenti, Mahsa e Katherine fanno del pianoforte uno strumento di emancipazione e, intrecciando i loro percorsi di crescita e conquista, riescono a superare le barriere di lingua e di genere e a creare una splendida armonia di libertà. Mahsa, pakistana, ha tredici anni quando, da un momento all'altro, si ritrova orfana di entrambi i genitori, uccisi a sangue freddo da parenti vendicativi. Accolta in casa da rigidi zii tradizionalisti, tiene vivo il ricordo della sua infanzia con vecchi filmini in 8 mm e con la musica che il padre, ingegnere idraulico americano, suonava per lei e la madre al pianoforte. Appena le comunicano che dovrà frequentare il college a Montreal, fa resistenza: non vuole lasciare Kamal, il ragazzo di cui è innamorata. Ma le basta poco per rendersi conto che è la sua unica possibilità di sfuggire a un ambiente soffocante che relega le donne nel ruolo di docili comparse. Katherine, canadese, a sedici anni comincia a farsi la permanente, ma di natura ha i capelli dritti come spaghetti: sono un'eredità del padre, cinese, che in pratica non ha mai conosciuto. E, per via di uno stato moralista e punitivo, ha rischiato di non conoscere nemmeno la madre, a cui è stata strappata quando aveva solo tre mesi, nel 1940, perché frutto di un amore giudicato scandaloso e colpevole, per poi esserle restituita solo a prezzo di lotte e sacrifici. È nel caffè dell'hotel dove la madre lavora come cameriera che Katherine fa il suo incontro con la musica jazz e impara a suonare esercitandosi per ore su un vecchio pianoforte nel seminterrato. Il destino porterà Mahsa e Katherine a incontrarsi in un locale di New York. Improvvisando fianco a fianco al pianoforte e poi finendo a chiacchierare davanti a una tazza di caffè, tutte e due capiranno subito di aver trovato un'amica. Echlin segue le due protagoniste dall'adolescenza all'età adulta, tra relazioni e figli, difficoltà e successi. Nell'arco dell'esistenza inevitabilmente capitano gli addii, ed è difficile dire se siano piú dolorosi quelli annunciati o quelli improvvisi. Ma nello smarrimento resta una consapevolezza: finché c'è vita c'è musica, e finché c'è musica c'è gioia.
Coconino Press : Fandango, 2017
Abstract: John Coltrane è senza alcun dubbio tra i jazzisti che più hanno segnato il secolo appena trascorso. La mia musica è l'espressione spirituale di quello che sono: la mia fede, il mio sapere, la mia essenza. Dall'infanzia dura e difficile nel North Carolina ai primi ingaggi come session man a Philadelphia, dall'uscita dall'anonimato con Miles Davis all'esperienza religiosa di Ascension. La segregazione, il Ku Klux Klan, la lotta per i diritti civili, Malcolm X, i riots. Un preciso arco della storia degli Stati Uniti d'America. Tutti elementi che è impossibile slegare dall'evoluzione di un genere musicale. Tutti elementi che si intrecciano in questa biografia, atto d'amore verso il jazz, tra i più importanti contributi che la cultura afroamericana ci abbia lasciato.
Roma : Arcana, 2016
Arcana jazz
Abstract: Il jazz ha sempre diffidato della parola. Il vecchio Benny Carter dichiarava brutalmente: Io non scrivo e non leggo nulla sulla musica. Il mio compito è crearla, se ci riesco. Oggi le cose sono un po' cambiate. Oggi i musicisti jazz devono sapersi interrogare e ridiscutere continuamente e un pianista come Brad Mehldau tiene lezioni di fronte a filosofi e scrittori in cui mostra i fondamenti filosofici della sua poetica. Non è solo la voglia di filosofia che caratterizza questi nostri anni sempre più incerti e avvelenati e che spinge sempre più persone di cultura non elevata a partecipare ai convegni dei filosofi. È l'aver capito che il jazz muore se si definisce come semplice ri-combinazione fluida e in tempo reale di pattern ereditati dal passato, se rinnega l'improvvisazione e la sua vocazione a scardinare schemi e regole ereditate. La sfida, il paradosso dell'improvvisazione jazzistica sta qui: nell'insegnare a essere liberi in modo ordinato e rigoroso, senza rinunciare a darsi una forma, ma anche nell'insegnare a non ghettizzarsi, nel guardare fuori dal proprio stretto ambito. E ciò senza montare in cattedra, ma sentendosi eredi di una tradizione che ha sempre contestato qualsiasi discorso normativo e astratto. Questo, esattamente questo fa Arrigo Cappelletti, jazzista e filosofo, in un libro di riflessioni, scritti d'occasione, approfondimenti teorici, pensieri e brevi saggi attraverso i quali restituisce una visione vivace, intelligente, dotta e divertita del jazz.
Breve storia del pianoforte jazz : un racconto in bianco e nero / Sergio Pasquandrea
[Castel Gandolfo] : Arcana, 2015
Arcana jazz
Abstract: Gli afroamericani hanno inventato la batteria e il banjo; hanno ridato nuova vita a strumenti ingiustamente trascurati dalla musica classica, come il contrabbasso, il sassofono, la tromba; hanno creato nuovi ruoli per il clarinetto e per la chitarra. Con il pianoforte è stata tutta un'altra storia. Quando, alla fine dell'Ottocento, i primi musicisti di colore ebbero l'occasione di percuotere i tasti bianchi e neri, lo strumento aveva già alle spalle almeno un secolo e mezzo di illustre carriera, che ne aveva fatto il principe delle sale da concerto. Qui non si trattava di inventare o reinventare, bensì di fare i conti con un vero e proprio monumento della tradizione europea. Che per di più, con le sue note dell'intonazione fissa, poco si prestava alle sottigliezze di emissione e di pronuncia tipiche delle musiche di origine africana. L'evoluzione del pianoforte nel jazz è dunque una continua sfida: con le possibilità espressive dello strumento e con la sua stessa storia. Questo libro intende raccontarla attraverso le personalità di alcuni grandi maestri, inquadrati all'interno del proprio contesto storico e stilistico; ne viene illustrato il modo in cui hanno affrontato e risolto le sfide proposte dallo strumento, esaminando l'influsso sui musicisti che insieme a loro hanno scritto la storia del jazz.