Trovati 18 documenti.
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Io non spengo nessun motore : la mia storia di pescatore e di capitano / Pietro Marrone
Solferino, 2019
Abstract: «Le linee, nel mare, non si vedono. Quando le attraversi però lo capisci, senti che ci sono. I confini no, quelli non esistono, sono tutti mentali.» Pietro sa queste cose da quando è nato, in una famiglia di pescatori di Mazara del Vallo: una Sicilia che guarda in faccia la Libia, e non sempre in modo pacifico. Per tutta la vita ha voluto solo una cosa: fare il mestiere di suo padre e di suo nonno. Infatti, diventa comandante a ventiquattro anni e comincia a lavorare sui pescherecci. Ma poi ci si mette di mezzo la crisi, la guerra per il pesce, persino una raffica di mitra… è tempo di levare l’ancora e salpare per nuovi lidi, il porto di Trieste, le rotte africane. Fino a che lo raggiunge una telefonata: l’invito a imbarcarsi sulla Mare Jonio, la nave dell’Ong Mediterranea. A comandare la prima nave battente bandiera italiana adibita al salvataggio in mare, impegnata a soccorrere i migranti che muoiono a migliaia tra le onde. E Pietro capisce che in una vita piena di incontri e luoghi esotici, l’avventura più appassionante è quella che lo aspetta a casa. Anche se significa puntare il timone verso una tempesta di difficoltà, fino alla notte più lunga. Questa non è una storia di politiche e migrazioni, di ideologie e decreti. È la storia di un uomo come tanti, il racconto universale delle scelte che ci troviamo davanti, dei momenti in cui il destino ci propone di cambiare rotta. E di un mondo antico e saggio, dove ancora resiste una legge morale innestata nella carne viva, delle persone e delle comunità. La legge del mare.
Attraverso i tuoi occhi : cronache dalle migrazioni / Angela Caponnetto
Piemme, 2020
Abstract: Dall'"emergenza sbarchi" all'"emergenza coronavirus", le migrazioni non hanno mai smesso di restare al centro delle cronache. I popoli hanno continuato a muoversi e ad attraversare il Mediterraneo nonostante fossero al corrente della pandemia che stava investendo i paesi di primo approdo così come il resto del mondo. Perché chi fugge ha solo un obiettivo: sopravvivere. Angela Caponnetto, inviata di RaiNews24, in questi anni ha seguito il fenomeno dei flussi migratori, soprattutto attaverso il Mediterraneo. Uomini, donne, bambini che decidono di mettersi in viaggio per approdare in Europa. Le persone incontrate sui moli agli sbarchi, nei centri di accoglienza, in mare sulle navi militari e delle ONG, nei villaggi in Africa, escono così dalla lista dei numeri, delle statistiche e diventano, con il loro personale vissuto, testimoni di un fenomeno a carattere universale. Dai bambini che viaggiano da soli al giovane ivoriano scaraventato contro la sua volontà su un gommone e trasferito in un centro di accoglienza nel profondo Nord dopo l'approdo in Sicilia; dalla forza e capacità di rinascita delle donne migranti allo sfinimento fisico e psichico degli uomini in divisa costretti a raccogliere quel che resta dei cadaveri in mare, fino a quel microcosmo lampedusano dove si vive una realtà che sembra dissociata dal resto del mondo.
Youcanprint, 2021
Abstract: Il viaggio dal Mali in Burkina Faso, Algeria, Libia, la detenzione, il lager, il mar Mediterraneo ed il naufragio prima di attraversare. Foto e interviste raccolte di nascosto nel carcere e nel lager rischiando la propria vita. La decisione di pubblicare questo libro nasce dalla volontà di rendere testimonianza diretta della realtà disumana che centinaia e migliaia di donne, bambine, bambini e uomini vivono in quel luogo che va oltre l'orrore che è la Libia, nella speranza di poter incidere anche in minima parte nell'opinione nazionale e internazionale, che per la maggior parte ancora è cieca e sorda alle richieste di aiuto. Un libro documentario con foto e video delle condizioni disumane in cui versano le persone sull'altra sponda.
Elèuthera, 2021
Abstract: Sullo sfondo dell'ipocrisia istituzionale che contrassegna un'Europa formalmente paladina dei diritti umani ma di fatto sempre più arroccata in sé stessa, Riccardo Gatti, da anni impegnato nei soccorsi in mare, ci racconta, in dialogo con Marco Aime, il mestiere del salvare. Così, in queste conversazioni condotte sul «campo», ovvero in navigazione nel Mediterraneo centrale, un «capitano anarchico» e un antropologo che si occupa di migrazioni provano ad analizzare la complessità dei salvataggi in mare e le loro implicazioni, umane ma non solo, così come il clima culturale e la narrazione che intorno a esse si è venuta a creare. Un racconto in diretta che ci aiuta a capire come mai nel giro di poco tempo quelli che erano chiamati «angeli del mare» sono all'improvviso diventati «trafficanti di esseri umani». Contro le retoriche prevalenti, sguaiate da un lato e semplicistiche dall'altro, e soprattutto contro l'indifferenza dei più, queste riflessioni ci fanno entrare nel vivo di uno dei fenomeni più significativi dell'ultimo ventennio. Un fenomeno che è lontano dall'essere concluso e che sta mettendo in gioco i nostri valori più intimi.
Il mare nostro : cronache da una nave che fa la differenza / Alessandro Porro ; con Marco Magnone
Piemme, 2022
Abstract: «Cosa si prova a vedere per la prima volta, dopo giorni e giorni di navigazione senza meta e di attesa, un pezzo d'Europa? Centinaia di teste si volgeranno nella stessa direzione, verso una costa che non è fatta di sabbia e pietre, strade, case e città, boschi e montagne. Ma di promesse. Di salvezza, prima di tutto. Ma anche di sicurezza e stabilità. E di sogni, sogni che tolgono il sonno.» Alessandro Porro aveva una vita normale fino a quando non si è imbattuto nella fotografia di una barca di naufraghi nel Mediterraneo durante la loro fuga verso l'Europa. Da quel momento la sua vita è cambiata, e da anni pattuglia i mari con le navi di SOS Mediterranee alla ricerca di persone da salvare. In questo libro il racconto dell'esperienza di soccorso in mare vissuta da Alessandro e dal suo equipaggio si alterna alla storia di Fathia e Muneer, due ragazzini che dopo essere sfuggiti a un eccidio per mano dell'Isis decidono di tentare la sorte e imbarcarsi per l'Europa.
The terminal man / Sir Alfred Mehran and Andrew Donkin
London : Corgi Books, 2004
Abstract: The Terminal Man is the extraordinary story of Mehran Karimi Nasseria, better known as 'Sir Alfred' of Charles de Gaulle Airport. Sir Alfred has spent the last 15 years living and sleeping inside the airport's Terminal One building, trapped in international no-man's land without the proper documentation needed to move on. Sir Alfred was born in Iran in 1945. When he was twenty his father died and he received an even greater shock when the woman he regarded as his mother told him he wasn't her son, but the result of a union between his father and a British nurse. A deal was agreed for Sir Alfred to disappear overseas to England and his family would pay for his studies. After a year at university, his family broke all contact and he returned to Iran where he was imprisoned for his political activism, was arrested and tortured. He was then expelled from Iran with a passport valid for just one year - so he was now a stateless person. He was mugged on his way to Charles de Gaulle airport in 1988 and lost all his documents. He boarded a plane to London but without the appropriate documentation was sent straight back to Paris. On trying to leave the airport he was arrested and sentenced as an illegal immigrant, and served six months in jail. Upon his release, he returned to Charles de Gaulle and was refused permission to enter any other country. Fearing arrest if he left the terminal building but unable to board a flight, he was trapped there for years. He sleeps on a red bench borrowed from an old bar, surrounded by piles of newspapers and magazines stored in cargo boxes and his extensive diary. As Sir Alfred remained trapped between countries his fame began to spread. There have been numerous press and magazines articles around the globe; he receives hundreds of letters from well-wishers as well as his visits and has also featured in three documentary feature films about his plight as the world's only celebrity homeless person. Political refugee, prisoner, exile, rebel, gentleman, citizen of the world, media magnet and, most of all, delayed passenger, The Terminal Man tells Sir Alfred's incredible and unique life story in his own words.
BeccoGiallo, 2024
Abstract: Più di 51 metri di lunghezza, 12 metri di larghezza, velocità media 10 nodi (18,52 Km/h), 1350 il tonnellaggio. Sono le misure della Life Support di Emergency, in mare da dicembre 2022, per colmare l'assenza di un piano europeo di accoglienza che rimetta al centro la vita umana e contribuisca a togliere al Mediterraneo l'infame record di rotta migratoria più letale al mondo. Con questi presupposti, cosa ci fa un architetto a bordo durante la missione di pattugliamento "Search and Rescue" n° 8, destinazione area SAR 2, di fronte alla Libia? Semplice, è colui che ha progettato la livrea della nave, e dopo anni di collaborazione con Emergency, Raul Pantaleo ha deciso di salire a bordo per "umanizzare" lo spazio dove saranno accolti i naufraghi. 2000 miglia, 336 ore di navigazione, 29 naufraghi salvati: sono i numeri che riassumono l'esperienza di Raul e che porterà sempre con sé nei ricordi e nel corpo.
Terra di transito / un documentario di Paolo Martino
Luce Cinecittà, 2016
Abstract: Rahell ha intrapreso un lungo viaggio dal Medio Oriente all'Europa per ricongiungersi alla sua famiglia, da anni rifugiata in Svezia. Sbarcato in Italia e ormai prossimo alla meta, scopre però che le normative europee sull'asilo politico lo bloccano qui, in quella che per lui è soltanto una terra di transito.
Giunti, 2017
Abstract: Quello di Don Mussie Zerai, Padre Mosé, non è un numero di telefono qualunque. È l'appiglio estremo, l'ultima traccia di umanità alla quale aggrapparsi per i molti che affrontano il Viaggio. Dalle carrette del mare, dai container arroventati nel cuore del Sahara, dai lager libici, dalle carceri egiziane o dai campi profughi del Sudan, i migranti chiamano. E Don Zerai risponde. Sempre. Allerta la Marina militare perché soccorra i barconi, si mette in contatto con le famiglie per ritrovare le tracce perdute, conforta e raccoglie le invocazioni. Migrante tra i migranti, ha compiuto il suo viaggio da Asmara a Roma nel 1992. E da quando, ragazzo diciassettenne, è arrivato solo nel nostro paese, non si è fermato più. Il suo legame con emarginati e immigrati è cominciato alla stazione Termini, dove in tanti cercavano soccorso e rifugio e dove Mussie ha trovato la sua strada, facendosi aiutare e aiutando gli altri. In questi anni sofferti e turbolenti in cui l'Italia da porto di partenza si è fatta approdo, il suo nome è diventato sempre più noto. Soprannominato ''l'angelo dei profughi'', candidato al Nobel per la Pace nel 2015, definito ''pioniere'' dal Time, Mussie Zerai ormai non è più solo. Con la sua agenzia Habeshia ogni giorno si fa sentire: offre aiuto e denuncia, portando alla luce tragedie e drammi dimenticati, ma anche responsabilità, silenzi e omissioni. La sua voce, come la sua volontà, è sempre ferma: ''È una sfida da accettare senza esitazioni, perché è in gioco il modo stesso dello 'stare insieme' che si è data la democrazia. Se non si accetta questa sfida, si rischia di imboccare una strada in ripida discesa, alla fine della quale c'è il buco nero della negazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Perché oggi tocca ai profughi e ai migranti. E domani?''.
Magamondo / Mattia Bidoli alias Flip
Sperling & Kupfer, 2017
Abstract: Tutto comincia con una frase letta su un diario in terza liceo: «Lascia il mondo migliore di come lo hai trovato». Colpisce dritto al cuore Mattia, forse perché il suo mondo, in quel momento, non è un bel posto. Peccato che la frase non abbia le istruzioni per l'uso, e tocca a lui trovare un modo per metterla in pratica. Anzi, è il modo a trovare lui. Un corso di clownterapia iniziato per caso gli rivela la strada: far sorridere chi non ha motivo di farlo. Nasce così Flip, il mago giocoliere che si butta dove Mattia non andrebbe mai, e che non ha paura, o almeno sa nasconderla molto bene dietro la maschera più piccola del mondo: il suo naso rosso. Prima negli ospedali, poi negli orfanotrofi della Bielorussia, Flip impara che i limiti esistono solo se siamo noi a costruirli: glielo ha insegnato un ragazzo che fa volare gli aquiloni senza mani. Ma le lezioni più belle arrivano nelle zone di guerra: nei campi profughi in Libano e Turchia, tra famiglie disperate che hanno perso tutto, la sfida quotidiana è far giocare bambini che hanno dimenticato di essere bambini, però quando se lo ricordano, il loro sorriso illumina il mondo e, per un attimo, lo rende davvero un posto migliore. In questo libro Mattia racconta il viaggio di Flip che, spalleggiato da amici folli quanto lui, ha affrontato fame e conflitti, solitudine e abbandono, convinto di poter donare qualcosa, per poi scoprire che ogni missione gli portava più di quanto lui potesse dare.
Mondadori, 2017
Abstract: «Fin da piccolo ero attratto da ciò che richiedeva un viaggio, nello spazio o nel tempo. Mi piacevano la storia e la geografia. Avevo un interesse speciale per i confini costantemente mutevoli. Nella mia famiglia paterna ci sono state molte donne pratiche e pie, dedite a quella forma di filantropia che si chiamava, senza remore, "beneficenza". Mia madre, anch'essa di origine borghese, ma più aperta ai fermenti del mondo, aveva una formidabile energia organizzativa, che non si fermava di fronte a nessun ostacolo.» Sono questi i ricordi che Filippo Grandi, oggi Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, porta con sé quando nel 1984, dopo la laurea e il servizio civile, decide di partire volontario per assistere i profughi cambogiani sospinti nella Thailandia nordorientale da anni di guerra. L'esperienza è così straordinaria e coinvolgente da trasformarsi in una scelta di vita, le cui tappe fondamentali, scandite dall'impegno in diverse agenzie di cooperazione internazionale, sono ripercorse in pagine vivide, intense, spesso toccanti. Dai curdi iracheni in fuga nei paesi vicini a causa dei massacri perpetrati dal regime di Saddam Hussein ai profughi ruandesi dispersi a migliaia nelle foreste dell'Africa centrale, dagli afghani di ritorno da Iran e Pakistan dopo la caduta dei taliban ai rifugiati palestinesi in territorio siriano, costretti a fuggire di nuovo dopo lo scoppio della guerra civile nel 2011, Grandi descrive paesaggi, talvolta di incantevole bellezza, devastati dall'orrore della fame e della guerra. E racconta le difficoltà, le paure e le insidie, ma anche le piccole e grandi gioie, che costellano il rapporto quotidiano con persone bisognose e terrorizzate, con vittime e carnefici, filantropi e assassini, in un inestricabile intreccio di miseria e ricchezza, cinismo ed empatia, odio e solidarietà. Su tutto, il tenace, infaticabile sforzo di riparare, con mezzi sempre limitati, i guasti prodotti dalla violenza e da spaventose ingiustizie alle quali, chi non vuole rinunciare alla propria missione, deve talora piegarsi pur di ottenere un piccolo ma in realtà enorme risultato: una vita salvata, un bambino sfamato, un profugo rimpatriato. Di fronte agli oltre 65 milioni di profughi sparsi in tutto il mondo, l'imperativo dell'UNHCR e delle altre organizzazioni umanitarie, ci dice Grandi, è sempre quello – eticamente irrinunciabile – di «esserci», in qualsiasi condizione, con qualsiasi prospettiva, a qualsiasi prezzo.
Mondadori, 2018
Abstract: Kigali, Ruanda, 1994. Quando il destino del suo paese prende una svolta inaspettata, Clemantine Wamariya è una bambina come tante, intraprendente e viziata, una ficcanaso troppo sveglia per i suoi sei anni. A casa spesso manca l'acqua e l'elettricità, le tende devono restare chiuse, non si può più andare all'asilo ed è vietato giocare sull'albero di mango in giardino. È un continuo «ssssh!», mentre fuori si sente il rumore delle granate. Insieme alla sorella maggiore Claire, presto Clemantine è costretta a fuggire alla ricerca di salvezza, vagando da un campo profughi all'altro per sei anni, attraverso sette paesi africani. Affamate, recluse e maltrattate, senza più notizie dei propri genitori, le due ragazzine affrontano un viaggio fatto di solitudine, violenza ed estreme durezze, ma anche di rare gentilezze e inaspettati sorrisi. Conforto al male che le accerchia è il ricordo delle storie che la tata Mukamana raccontava ogni giorno, come quella, quasi profetica, di una bambina bellissima e magica, con un sorriso così luminoso da far scaturire una cascata di perline. Clemantine comprenderà il significato della parola «genocidio» solo dopo aver trovato asilo negli Stati Uniti, dove la memoria delle vittime dell'Olocausto la aiuterà a dare voce a una tragedia così personale e, apparentemente, intraducibile a parole. La ragazza che sorrideva perline è un memoir intenso e commovente, in cui all'incalzante incedere della narrazione fa eco una preziosa capacità riflessiva che invita a interrogarsi su temi fondamentali come il ruolo della memoria, la natura della nostra umanità, e su come non bisogna mai perdere la capacità di sperare oltre ogni lecito limite. Rara testimonianza di un genocidio che ha scosso le coscienze, quella di Clemantine è una storia ricca di grandi insegnamenti per tutti noi.
La famiglia : una storia ruandese / raccolta da Pietro Veronese
E/o, 2024
Abstract: Trent’anni fa, nell’aprile-luglio 1994, si compiva in Ruanda il genocidio contro i Tutsi, costato un milione di morti. Fu il più grave crimine contro l’umanità della seconda metà del Novecento. I giovani scampati a quella catastrofe, rimasti senza nessuno, profondamente feriti nell’anima, inventarono una forma di sopravvivenza unica al mondo. Formarono delle “famiglie d’elezione”, unendosi e nominando tra di loro un padre e una madre che assumessero nella loro vita quei ruoli perduti per sempre. Una di queste famiglie si è formata tra persone che il destino ha portato a vivere e incontrarsi in Italia. Riunisce donne e uomini che al momento del genocidio non si conoscevano, avevano età diverse, dai quattro ai 33 anni, e vivevano in luoghi e contesti differenti all’interno del loro paese. Trent’anni dopo, nove di loro hanno deciso di testimoniare in prima persona la propria storia, componendo un racconto corale di dolore, tragedia, ritorno alla vita, amore e speranza. Un documento unico che ci aiuta a conoscere e a ricordare.
Salvati tu che hai un sogno / Cherif Karamoko con Giulio di Feo
Mondadori, 2021
Abstract: In sei anni Cherif Karamoko è passato dall'inferno della Guinea, al debutto in serie B con la maglia del Padova. In questo lasso di tempo la sua esistenza è stata sconvolta più volte. Il padre ucciso in salotto dalle milizie cristiane. La mamma portata via dall'Ebola. Il primo viaggio di nove mesi in mano ai trafficanti di uomini per raggiungere il fratello scappato in Libia dopo aver vendicato il genitore: torture, estorsioni, ricatti, vita al limite. Poi il secondo viaggio per raggiungere l'altra sponda del Mediterraneo. Il fratello che gli allunga uno dei pochissimi giubbotti di salvataggio e scompare fra le onde. L'arrivo di una nave di soccorso. La salvezza e la consapevolezza di essere rimasto solo. Le difficoltà nel centro di prima accoglienza denunciate con una camminata pacifica fino in Prefettura. Poi il trasferimento in Veneto dove alcune persone di una cooperativa sociale se ne prendono cura. Lo fanno studiare e lo portano a fare un provino per il Padova. Sei anni di una storia incredibile e tutta vera, quella che Cherif Karamoko ha raccontato in questo libro. Una storia emblematica che aiuta a comprendere l'apocalisse che molte persone e interi popoli, non solo del continente africano, stanno vivendo in questi decenni oscuri.
Non lasciamoli soli / Francesco Viviano, Alessandra Ziniti
Chiarelettere, 2018
Abstract: L’Italia non può più chiedere gli occhi davanti alla tragedia, agli sbarchi continui che ogni giorno dilagano nelle nostre coste. Francesco Viviano e Alessandra Ziniti lo raccontano in Non lasciamoli soli. Storie e testimonianze dall’inferno della Libia. Quello che l’Italia e l’Europa non vogliono ammettere, un libro che è un documento della disperazione di questa gente che sfugge ai lager che li aspettano nel loro Paese. L’Italia ha stretto un accordo con il governo di Tripoli per diminuire gli sbarchi e far sì che sia la polizia libica a controllare e a rimandare indietro uomini, donne e bambini, ma quello che non si sa è che una volta tornati nel loro Paese li aspetta un vero e proprio inferno. Viviano e Ziniti mostrano questo incubo e con l’intervento di Giusi Nicolini, ex sindaco di Lampedusa, spiegano questa scottante situazione da più punti di vista. La prima cosa da fare è non ostacolare gli sbarchi e le organizzazioni umanitarie che, bloccate dalla politica e dalla mancanza di fondi, accusate ingiustamente di accordi con i narcotrafficanti, sono costrette molte volte a ritirarsi, cedendo il passo alla guardia costiera libica che riporta nei lager chi riesce a sfuggire alla morte per annegamento e per congelamento. La vita di questa gente sembra un incubo e l’Italia e l’Europa non possono voltarsi dall’altra parte. Non lasciamoli soli di Viviano e di Ziniti è un ritratto dell’immigrazione che raggela il cuore.
Garzanti, 2019
Abstract: L’autrice bestseller e vincitrice del premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai rende onore alla realtà nascosta dietro le fredde statistiche, ai visi e alle vicende personali dietro le notizie che leggiamo quotidianamente sui milioni di rifugiati nel mondo. Le visite ai campi profughi le hanno infatti dato modo di ripensare alla propria esperienza, prima di bambina rifugiata interna nel suo Pakistan, e oggi di attivista a cui è permesso di viaggiare ovunque tranne che per far ritorno nella patria che ama. In questo libro di memorie personali e racconti collettivi, Malala incrocia la sua esperienza con le storie delle coraggiose ragazze che ha incontrato nel corso dei suoi numerosi viaggi: giovani donne che hanno improvvisamente perso la propria casa, la propria comunità, il proprio posto nel mondo.
Salvarsi insieme : storia di una barca a vela sulla rotta dell'umanità / Alessandra Sciurba
Ponte alle Grazie, 2020
Abstract: Nel luglio del 2019 la barca a vela Alex,di Mediterranea Saving Humans, ha soccorso cinquantanove persone in un tratto del Mediterraneo controllato dalla Libia. Nel periodo di maggiore criminalizzazione del salvataggio in mare da parte delle navi della società civile, gli undici membri del suo equipaggio hanno sfidato il divieto di solidarietà e la proclamata chiusura dei porti italiani per portare al sicuro decine di donne, bambini e uomini in fuga dalle bombe e dalle torture. Questo libro è la storia di quel salvataggio dalla prospettiva di chi l'ha vissuto: a bordo di un'imbarcazione di 18 metri, nell'abbandono delle istituzioni dei governi europei, settanta persone diventano una comunità capace di salvarsi insieme. Una storia di vita e amore, che si oppone alle paure e all'irrazionalità. Un inno alla tenerezza per la condizione umana che affronta uno dei temi fondamentali del nostro tempo, rivelandone le strumentalizzazioni e raccontando nel dettaglio le politiche e le violazioni dei diritti umani che hanno reso il Mediterraneo un cimitero e un deserto. «La vita sta da una parte, la morte dall'altra. L'umanità può ancora scegliere. Le navi della società civile, e a volte anche le barche a vela, le indicano la strada».