Trovati 152 documenti.
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Einaudi, 2018
Abstract: Agus Morales segue le orme degli esiliati della terra, dà voce a coloro che sono stati obbligati a fuggire. Viaggia alle origini del conflitto in Siria, Afghanistan, Pakistan, Repubblica Centrafricana e Sudan del Sud. Cammina con i centroamericani che attraversano il Messico e con i congolesi che fuggono dai gruppi armati. Si addentra sulle strade piú pericolose, segue i salvataggi nel Mediterraneo, conosce le umiliazioni che soffrono i rifugiati in Europa. E sbarca presso l'ultima frontiera, la piú dura e la piú difficile da attraversare: l'Occidente. Si è ormai arrivati alla costruzione dell'immagine del rifugiato come il nemico contemporaneo. L'immagine del rifugiato è il volto piú immediato di questo cambiamento storico: il terreno simbolico su cui si discute il nostro futuro in comune. Oggi ci sono decine di milioni di persone che non sono rifugiati perché non diamo loro asilo. Chissà se tutti – anche noi – tra una decina d'anni, non saremo rifugiati.
Garzanti, 2019
Abstract: L’autrice bestseller e vincitrice del premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai rende onore alla realtà nascosta dietro le fredde statistiche, ai visi e alle vicende personali dietro le notizie che leggiamo quotidianamente sui milioni di rifugiati nel mondo. Le visite ai campi profughi le hanno infatti dato modo di ripensare alla propria esperienza, prima di bambina rifugiata interna nel suo Pakistan, e oggi di attivista a cui è permesso di viaggiare ovunque tranne che per far ritorno nella patria che ama. In questo libro di memorie personali e racconti collettivi, Malala incrocia la sua esperienza con le storie delle coraggiose ragazze che ha incontrato nel corso dei suoi numerosi viaggi: giovani donne che hanno improvvisamente perso la propria casa, la propria comunità, il proprio posto nel mondo.
La legge del mare : cronache dei soccorsi nel Mediterraneo / Annalisa Camilli
Rizzoli, 2019
Abstract: Annalisa Camilli in “La legge del mare” ci racconta le indagini e una situazione che ha ripercorso mille volte per Internazionale, la celebre testata giornalistica per cui lavora da molti anni. Gli sbarchi dei naufraghi, le morti, i salvataggi, le leggi politiche che sfruttano la situazione per portare le correnti popolari dall’una e dall’altra parte: questo e molto altro troviamo nel saggio della Camilli che vuole invece raccontarci una verità partendo dalle storie, da quello che ha visto, dagli uomini, dalle donne e dai bambini che arrivano nei mari, costretti a scappare da realtà scioccanti e per noi incomprensibili. Nel frattempo c’è la politica con le sue scenate, i post su Facebook e le dichiarazioni senza senso. Annalisa Camilli parte dalla notte tra il 18 e il 19 marzo in cui Matteo Salvini ha diffuso una circolare diretta alle autorità portuali e a tutti gli organi di polizia in cui invita ad impedire l’ingresso nelle acque e nei porti italiani alle navi private che abbiano operato attività di ricerca e salvataggio nelle acque internazionali. I soccorsi, coordinati dalle organizzazioni di cooperazione internazionale, sono arrivati lo stesso, ma il Ministro dell’Interno li ha accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dichiarando che gli uomini, le donne e i bambini in quella barca non avrebbero mai messo piede in Italia. In questo imbarazzante rimpallo di responsabilità, di dichiarazioni, di leggi che nascono dalla sera alla mattina, Annalisa Camilli offre un serio quadro della situazione e di un’umanità che non si ricorda più di essere tale. La legge del mare può essere un libro agghiacciante, che fa rabbrividire e che fa riflettere su cosa vogliamo essere e diventare in un contesto sociale e politico così difficile.
Mondadori libri, 2019
Abstract: Zenobia era l’ambiziosa regina siriana che nel III secolo regnava su un vasto territorio compreso tra la Turchia e l’Egitto. Nessuno osava mettere in discussione i suoi ordini. Indomita guerriera, fu persino in grado di tenere testa all’Impero romano. Quando deve affrontare una difficoltà che le sembra insormontabile, Amina pensa a Zenobia e si fa forza. È quello che le ha insegnato la mamma. Ed è quello che Amina fa anche nel momento più difficile: quando, dal barcone su cui si trova insieme a tante altre persone, viene sbalzata in mare da un’onda. Lì, nell’acqua nera e gelida, Amina ripensa alla sua vita, nello sperduto villaggio in cui è cresciuta. Ripensa ai genitori, allo zio, ma anche ai caccia e ai carri armati che sono comparsi all’improvviso. Soprattutto, in quel mare fondo e salato, la piccola Amina pensa a Zenobia, l’invincibile regina guerriera.
Senza casa e senza paese : profughi europei nel secondo dopoguerra / Silvia Salvatici
Bologna : Il mulino, copyr. 2008
Abstract: La fine del secondo conflitto mondiale lascia sullo scenario europeo, segnato dai lutti e dalle distruzioni, una moltitudine di persone che nel corso della guerra sono state deportate o hanno dovuto abbandonare il proprio paese. Nella sola Germania occidentale sono circa sette milioni. Frutto di un'approfondita ricerca, il volume riporta alla luce questa storia largamente dimenticata. L'autrice espone in primo luogo le politiche adottate dagli Alleati per risolvere la questione delle displaced persons, dai primi piani di rimpatrio ai successivi programmi di emigrazione nei paesi occidentali. Ricostruisce poi la quotidianità dei campi di raccolta, attraverso le storie di uomini, donne e bambini che hanno alle spalle l'esperienza della deportazione o della fuga, vivono la precarietà del presente e devono confrontarsi con le incertezze del futuro. Nel concreto di quell'esperienza umanitaria trova origine l'approccio delle società contemporanee alla questione dei profughi e vengono poste le basi del regime internazionale per i rifugiati ancora oggi vigente.
Salvarsi insieme : storia di una barca a vela sulla rotta dell'umanità / Alessandra Sciurba
Ponte alle Grazie, 2020
Abstract: Nel luglio del 2019 la barca a vela Alex,di Mediterranea Saving Humans, ha soccorso cinquantanove persone in un tratto del Mediterraneo controllato dalla Libia. Nel periodo di maggiore criminalizzazione del salvataggio in mare da parte delle navi della società civile, gli undici membri del suo equipaggio hanno sfidato il divieto di solidarietà e la proclamata chiusura dei porti italiani per portare al sicuro decine di donne, bambini e uomini in fuga dalle bombe e dalle torture. Questo libro è la storia di quel salvataggio dalla prospettiva di chi l'ha vissuto: a bordo di un'imbarcazione di 18 metri, nell'abbandono delle istituzioni dei governi europei, settanta persone diventano una comunità capace di salvarsi insieme. Una storia di vita e amore, che si oppone alle paure e all'irrazionalità. Un inno alla tenerezza per la condizione umana che affronta uno dei temi fondamentali del nostro tempo, rivelandone le strumentalizzazioni e raccontando nel dettaglio le politiche e le violazioni dei diritti umani che hanno reso il Mediterraneo un cimitero e un deserto. «La vita sta da una parte, la morte dall'altra. L'umanità può ancora scegliere. Le navi della società civile, e a volte anche le barche a vela, le indicano la strada».
Altreconomia, 2022
Abstract: I migranti forzati nel mondo sono oltre 100 milioni: sono in fuga da povertà, guerre, violenze, in cerca d'una vita migliore. L'Europa "democratica", Italia compresa, ha però chiuso occhi e frontiere, delegando ai Paesi terzi il "lavoro sporco", rinnegando i diritti umani, disseminando le rotte di ostacoli. Che cos'ha in comune Madina, bambina afghana, con il giovane curdo Abdul o con Awira, donna siriana? Sono tutti "respinti", persone che la ricca Europa ha relegato ai margini dei propri confini e della storia. Questo libro non si limita a spiegare il significato di parole cupe, come "respingimenti", "riammissioni", "confinamenti", ma ricostruisce con pazienza - dati alla mano e storie nel cuore - i tasselli della "strategia" che i Paesi Ue, Italia in primis, hanno adottato, nel silenzio dei media, per difendere le "sporche frontiere" di mare e di terra. La negazione del diritto di asilo, la vergogna dei campi, la violenza costantemente praticata nei confronti di persone inermi, costrette a vivere sospese e in condizioni inumane, a rischiare la vita nelle traversate, tra le dune, le onde, i boschi, la corrente dei fiumi e il filo spinato. Una decisa denuncia delle ipocrisie dei governi e delle istituzioni europee (inclusa l'Agenzia Frontex), pronti ad accogliere gli ucraini, applicando un odioso "due pesi e due misure". Una nota di speranza grazie all'impegno delle Ong e dei "solidali", singoli od organizzati. Con la prefazione di Gianfranco Schiavone e preziosi testi di Caterina Bove, Anna Brambilla, Riccardo Gatti, Maurizio Veglio, Cristina Molfetta. In copertina: Lipa, Bosnia ed Erzegovina, 3 gennaio 2021 Foto di Michele Lapini/Valerio Muscella.
Ogni mattina a Jenin / Susan Abulhawa ; traduzione di Silvia Rota Sperti
Milano : Feltrinelli, 2011
Abstract: Un romanzo struggente che può fare per la Palestina ciò che il Cacciatore di aquiloni ha fatto per l'Afghanistan. Racconta con sensibilità e pacatezza la storia di quattro generazioni di palestinesi costretti a lasciare la propria terra dopo la nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di senza patria. Attraverso la voce di Amal, la brillante nipotina del patriarca della famiglia Abulheja, viviamo l'abbandono della casa dei suoi antenati di 'Ain Hod, nel 1948, per il campo profughi di Jenin. Assistiamo alle drammatiche vicende dei suoi due fratelli, costretti a diventare nemici: il primo rapito da neonato e diventato un soldato israeliano, il secondo che invece consacra la sua esistenza alla causa palestinese. E, in parallelo, si snoda la storia di Amal: l'infanzia, gli amori, i lutti, il matrimonio, la maternità e, infine, il suo bisogno di condividere questa storia con la figlia, per preservare il suo più grande amore. La storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo delle famiglie palestinesi, si snoda nell'arco di quasi sessant'anni, attraverso gli episodi che hanno segnato la nascita di uno stato e la fine di un altro. In primo piano c'è la tragedia dell'esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, condannati a sopravvivere in attesa di una svolta. L'autrice non cerca i colpevoli tra gli israeliani, racconta la storia di tante vittime capaci di andare avanti solo grazie all'amore.
Cantalupa : Effatà, 2020
Abstract: Il libro raccoglie il racconto di alcune storie di persone in fuga da contesti di guerra che vivono in un campo profughi nel nord del Libano, in un villaggio in Palestina e in Italia. Storie piene di dolore ma anche di speranza, ottimismo e resilienza. Gli autori sono rimasti colpiti dall'incontro con loro e hanno pensato di scrivere dei brevi racconti con l'obiettivo di far comprendere al lettore cosa c'è dietro il dolore, ma anche quali sono le leve che hanno consentito alle persone di continuare a sperare nel cambiamento. Nella consapevolezza che, se proviamo a raccogliere questi punti di vista e a farne delle occasioni di apprendimento, le nostre società occidentali non possono che evolvere. «Sono grato a Marco e Alessandro per averci raccontato queste storie, ma soprattutto per come hanno scelto di raccontarle, con grande delicatezza e rispetto. Questo libro ci restituisce un incontro vero con l'altro dalla prospettiva di chi sa bene che l'altro, soprattutto se portatore di vissuti diversi e difficili, è una fonte di arricchimento continuo, uno specchio di ciò che siamo e di ciò che potremmo diventare. L'altro è misura e completamento dell'io, stimolo per ciascuno a pensarsi parte di una comunità solidale, dove il diritto negato di uno ferisce il senso di giustizia di tutti. E dove la speranza di uno è forza e ispirazione per tutti». Dalla Prefazione di Luigi Ciotti.
Iskra : un'epica di pace nella guerra russo-ucraina / Gloria Vocaturo
Roma : Castelvecchi, 2024
Narrativa
Abstract: Un romanzo attuale e necessario per comprendere meglio il dolore di un popolo separato dall'arroganza economica e militare. Iskra è una rara scintilla di pace nel pieno del conflitto russo-ucraino. Si ispira alla storia vera di una donna che ha deciso di dedicare la propria vita all'accoglienza dei profughi di guerra siano essi russi siano essi ucraini. Una testimonianza che ha un valore profondo di speranza e fraternità.
Ogni mattina a Jenin / Susan Abulhawa ; traduzione di Silvia Rota Sperti
Milano : Feltrinelli, 2012
Abstract: Un romanzo struggente che può fare per la Palestina ciò che il Cacciatore di aquiloni ha fatto per l'Afghanistan. Racconta con sensibilità e pacatezza la storia di quattro generazioni di palestinesi costretti a lasciare la propria terra dopo la nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di senza patria. Attraverso la voce di Amal, la brillante nipotina del patriarca della famiglia Abulheja, viviamo l'abbandono della casa dei suoi antenati di 'Ain Hod, nel 1948, per il campo profughi di Jenin. Assistiamo alle drammatiche vicende dei suoi due fratelli, costretti a diventare nemici: il primo rapito da neonato e diventato un soldato israeliano, il secondo che invece consacra la sua esistenza alla causa palestinese. E, in parallelo, si snoda la storia di Amal: l'infanzia, gli amori, i lutti, il matrimonio, la maternità e, infine, il suo bisogno di condividere questa storia con la figlia, per preservare il suo più grande amore. La storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo delle famiglie palestinesi, si snoda nell'arco di quasi sessant'anni, attraverso gli episodi che hanno segnato la nascita di uno stato e la fine di un altro. In primo piano c'è la tragedia dell'esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, condannati a sopravvivere in attesa di una svolta. L'autrice non cerca i colpevoli tra gli israeliani, racconta la storia di tante vittime capaci di andare avanti solo grazie all'amore.
Tutto quello che resta di te / [regia di] Cherien Dabis
[S.l.] : Officine UBU : CG Entertainment, 2026
Abstract: Nel 1988, durante la prima intifada, il giovane palestinese Nur rimane ferito da una pallottola israeliana. L'anziana madre sente la necessità di ripercorrere quanto capitato alla famiglia negli ultimi quarant'anni, dal 1948, in cui il nonno Sharif perde i propri possedimenti a Giaffa nella Nakba, fino al 1978, nel campo profughi in Cisgiordania dove Salim, padre di Nur, viene umiliato da un soldato israeliano di fronte al figlio piccolo, con conseguenze che si ripercuoteranno poi dieci anni più tardi.