Trovati 4 documenti.
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Lapis, 2019
Abstract: La graziosa città di Hamelin era stata invasa dai topi: strade, cantine, case, soffitte e cucine. C’erano più topi che abitanti. Nessuno aveva una soluzione, i cittadini si lamentavano e il Sindaco era disperato. Un giorno arrivò in città un uomo, camminava suonando un piffero. Disse al Sindaco che avrebbe liberato la città, ma solo in cambio di mille monete d'oro. Erano molte, ma vista la situazione, il Sindaco accettò. L’uomo iniziò ad attraversare la città suonando il piffero e tutti i topi lo seguirono, affascinati dalla musica. Hamelin era finalmente libera. A missione compiuta, l’uomo tornò in città per ricevere la somma pattuita, ma il Sindaco si rifiutò di pagarlo. Il pifferaio allora ricominciò a suonare, stavolta furono tutti i bambini a seguirlo, lasciando la città che non aveva mantenuto la parola data.
Fatatrac, 2007
Abstract: Ci sono storie che pare conoscano tutti e che, nonostante questo, sono lette e rilette da tempo: la leggenda del Pifferaio di Hamelin non fa eccezione. Tognolini la presenta in una forma abbastanza fedele, ma solo per un tratto: a un certo punto il racconto si ribella e si distacca, non può accettare che quei bambini guidati dal Pifferaio vadano a morire nel fiume, e prende un'altra strada.
Topo dopo topo : la leggenda di Hamelin / Bruno Tognolini ; disegni di Fabio Visintin
Gallucci, 2021
Abstract: Ci sono storie che pare conoscano tutti e che, nonostante questo, sono lette e rilette da tempo: la leggenda del Pifferaio di Hamelin non fa eccezione. Tognolini la presenta in una forma abbastanza fedele, ma solo per un tratto: a un certo punto il racconto si ribella e si distacca, non può accettare che quei bambini guidati dal Pifferaio vadano a morire nel fiume, e prende un'altra strada.
Fiabe della buonanotte : politicamente corrette / James Finn Garner ; traduzione di Sara Puggioni
Libreria Pienogiorno, 2025
Abstract: In questo caposaldo mondiale dell’umorismo, James Finn Garner riscrive le fiabe classiche adattandole a tempi magari più “illuminati” ma certamente troppo suscettibili. Così, i nani di Biancaneve diventano sette uomini verticalmente limitati, Cenerentola ripudia le idee irrealistiche sulla bellezza femminile e l’anatroccolo non è più brutto, ma «giudicato sui suoi meriti personali e non sull’aspetto fisico». Mentre Cappuccetto rosso «è così sicura della propria sbocciante sessualità da non farsi intimidire dalle fin troppo ovvie fantasie freudiane» del bosco pericoloso. Con piglio esilarante e acutissima ironia, le fiabe purgate da ogni sorta di pregiudizio e discriminazione su streghe, giganti, nani, goblin, troll e fate, evidenziano come il confine tra buonsenso e follia sia alquanto labile. E che non solo il sonno della ragione, ma anche l’eccesso di politicamente corretto può generare mostri. Pardon: creature esteticamente svantaggiate.