Trovati 1194 documenti.
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Il dottor Zivago / Boris Pasternak ; nuova traduzione di Serena Prina
Feltrinelli, 2020
Abstract: Le vicende di un medico travolto dall'impatto della rivoluzione russa e dalla successiva vacuità spirituale in cui precipita il suo paese. Questo, in estrema sintesi, il contenuto di un romanzo che valse a Boris Pasternak il Nobel per la letteratura nel 1958 e l'ammirazione di critica e lettori.
Il sergente nella neve : ricordi della ritirata di Russia ; e, Ritorno sul Don / Mario Rigoni Stern
18. ed
Torino : Einaudi, 2005
Abstract: I ricordi della ritirata di Russia scritti in un lager tedesco dall'alpino Rigoni Stern nell'inverno del 1944, pubblicati da Einaudi nel 1953 sotto il titolo Il sergente nella neve e da allora long-seller per il candore e la forza con cui viene rappresentata la lotta dell'uomo per conservare la propria umanità. Un sogno di pace rivisitato nel 1973, quasi trent'anni dopo, in Ritorno sul Don, un viaggio non solo nello spazio, ma anche nel tempo, senza rancori e senza voglie di rivalse, come atto d'amore e di riappacificazione con gli uomini e con la storia.
Un fante in Russia : la tragedia della Divisione Vicenza 1942-1943 / Giuseppe Sorgente
Mursia, 2014
Abstract: «Tutto questo io l’ho scritto solo percorrendo i solchi profondi che la Ritirata ha segnato nel mio spirito, nella mia memoria, nella mia vita, perché tutti conoscano i sacrifìci sopportati, i rischi corsi, la fine tragica dei soldati più sfortunati, gli errori commessi, le responsabilità dei capi militari e politici.»Luglio 1942: Giuseppe Sorgente, vent’anni, parte con la divisione di Fanteria «Vicenza» per il fronte russo, dove rimarrà fino alla primavera del ’43 partecipando a tutte le azioni più drammatiche di questa campagna, da Stalingrado a Nikolajewka. La tragedia della Ritirata dell’ARMIR lo segna profondamente e per sempre, ma riesce a sopravvivere e a tornare in patria dove, dopo l’Armistizio, affronta un lungo viaggio a piedi e in treno attraverso la penisola italiana. Durante il cammino verso casa si trova coinvolto in una serie di disavventure che supera con coraggio e astuzia, riuscendo a prendersi gioco di una cinquantina di tedeschi con un fucile scarico e fornendo agli Meati informazioni militari importanti.A settantanni di distanza, nel suo racconto spontaneo e diretto, dal punto di vista di soldato semplice di un corpo di Fanteria, denuncia la disorganizzazione con cui la campagna di Russia fu affrontata, senza armamento ed equipaggiamento adeguati, il comportamento degli ufficiali che lasciarono i loro reparti pensando solo a salvarsi, l’estenuante marcia di migliaia di giovani soldati come lui che, nella neve e nel buio, avevano come punto di riferimento solo il proprio compagno davanti.
Sant'Ambrogio di Torino (TO) : Susalibri, 2009)
Abstract: Si tratta della presenza in bassa Valle di Susa, per quasi un anno, tra il 1941 e il 1942 del 5° reggimento alpini qui raccolto per l'addestramento prima della partenza per la campagna di Russia, un'avventura che per molti fu senza ritorno. Contiene oltre 30 testimonianze di reduci provenienti dalle province dell'alta Lombardia, oltre alle persone della zona che avevano conosciuto questi soldati.
La ritirata di Russia / Bruno Michele Colombo
Chiari : Nordpress, 2000
Dall'Adige al Don : con il 79. reggimento fanteria in Russia / Albino Marsetic
Milano : Mursia, copyr. 2002
Dal fronte russo : 1941-1942 / Urbano Rattazzi ; a cura di Delfina Rattazzi
Il Melangolo, 2013
Abstract: Si va verso oriente, faticoslmente, inesorabilmente. La pioggia autunnale trasforma il terreno in un mare di fango viscido e colloso, che ti afferra i piedi, ti trattiene, ti tira indietro. Gli automezzi arrancano per il grigio pantano, fanno sforzi inauditi per venirne fuori, come mosche prese nella ragnatela. Un senso di pesantezza estrema. Uno sforzo continuo, disperato, che ti spezza le reni. E il pensiero, come un tempo vagheggiava questa terra, ora sogna sospira adora sempre più la terra lontana dell’occidente, vi ritorna sopra ad ogni istante con un’insistenza che è ossessione, con un amore che è spasimo.
Io, comandante di Wagner : una testimonianza unica sull'armata segreta di Putin / Marat Gabidullin
Pienogiorno, 2022
Abstract: Per la prima volta un ex comandante del gruppo WAGNER racconta fatti (e misfatti) delle guerre di Putin. Hanno tentato di non farci leggere questo libro. Nel 2020, un piccolo ma coraggioso editore siberiano annuncia la pubblicazione della prima testimonianza non anonima dall’interno del Gruppo Wagner, considerato l’armata segreta di Vladimir Putin. Ma il giorno dopo aver parlato del libro in un’intervista, l’autore, Marat Gabidullin, un ex comandante della milizia, riceve minacce tali da costringerlo ad annullare il progetto. Ora questa preziosissima testimonianza di un soldato dell’ombra viene finalmente alla luce. Gabidullin non è un pentito. Non è un delatore, dilaniato dalla propria coscienza. No. Marat è un soldato. Un homo sovieticus che si porta nelle viscere tutte le forme di schizofrenia che albergano nell’uomo russo contemporaneo. Orgoglioso di aver fatto parte delle forze aeree dell’esercito regolare del suo Paese. Orgoglioso di aver combattuto l’Isis in Siria come mercenario di Wagner. Eppure, Marat è a disagio nell’ammettere di aver servito un esercito ombra illegale, oggi sotto i riflettori, accusato di aver commesso i peggiori abusi, stupri, torture e omicidi contro le popolazioni civili nei Paesi in cui è sceso in campo. Dalla Siria alla Repubblica Centrafricana. Dalla Libia all’Ucraina. Questo racconto nasce dalle contraddizioni che ossessionano il suo autore. È una storia profondamente russa, la storia di una rottura e di una redenzione. L’avventura di un soldato di ventura al servizio di un esercito che ufficialmente non esiste. È per esistere che Marat ha deciso di scrivere. Inscrivendo nel marmo una storia finora soppressa dalle autorità del suo Paese. La verità, una parola molto impegnativa, è la ragion d’essere di questa narrazione in prima persona. «Nemico del popolo è il termine ora in voga per marchiare chiunque osi dire ciò che gli uni preferiscono tacere e gli altri non vogliono riconoscere. Temo per la mia vita e la mia libertà? Chi vivrà vedrà».
Einaudi, 2023
Abstract: Il 28 marzo 2022, sei mesi dopo che era stato assegnato il Nobel per la pace al suo direttore Dmitrij Muratov, «Novaja Gazeta» fu costretta a sospendere le pubblicazioni. Due pezzi in particolare avevano irritato le autorità russe: lunghi reportage dalle città assediate di Mykolaïv e Cherson, scritti dalla trentaquattrenne Elena Kostjucenko. Già da tempo nel mirino dei servizi russi e arrestata varie volte, Kostjucenko racconta da anni il degrado e la desolazione morale del proprio Paese. "La mia Russia" è un libro incendiario e straziante in cui ai reportage scritti tra il 2008 e il 2022, si alternano riflessioni che scavano nel torbido di quanto sta accadendo oggi. Tredici storie che compongono un eccezionale ritratto della Russia negli ultimi dieci anni. Dall'ascesa di Putin alla guerra in Ucraina, un ritratto agghiacciante e umanissimo del Paese vero e della sua gente, vicino e lontano da Mosca e dal Cremlino. «Per tutta la carriera ho raccontato come la Russia ha sistematicamente tradito i propri cittadini. Eppure la Russia è il Paese che amo. Vorrei che questo libro uscisse il prima possibile, anche se so che probabilmente non mi sarà consentito pubblicare altro per lungo tempo, forse per sempre».
Ricordi di Russia : 1902-1920 / Raffaele Pirone
Milano : Paoline, copyr. 1966
LibriVolanti, 2017
Abstract: Le idee della rivoluzione d'Ottobre stanno arrivando anche nei villaggi più sperduti quando Ivan, giovane figlio di contadini, fugge da casa. Sul treno che lo porta verso la capitale, oltre a Nina, una ragazzina ebrea la cui famiglia è stata sterminata in un pogrom delle Guardie Bianche, incontra un marinaio dell'Aurora che ha partecipato ai giorni convulsi dell'assalto al Palazzo d'Inverno. A Mosca, incrocia Lenin e Stalin. Ma sono le voci di artisti come Majakovskij, Pasternak, Eizenstein, Rodcenko a cambiarlo profondamente e a fargli scoprire, dentro di sé, cosa significa essere davvero rivoluzionari.
Il sergente nella neve / Mario Rigoni Stern
Torino : Einaudi, 1962
Abstract: I ricordi della ritirata di Russia scritti in un lager tedesco dall'alpino Rigoni Stern nell'inverno del 1944, pubblicati nel 1953 sotto il titolo Il sergente nella neve e da allora long-seller per il candore e la forza con cui viene rappresentata la lotta dell'uomo per conservare la propria umanità.
La ragazza dei lupi / Katherine Rundell ; illustrazioni di Gelrev Ongbico ; traduzione di Mara Pace
Rizzoli, 2016
Abstract: I soffialupi sono quasi impossibili da scoprire. Visti da fuori sembrano più o meno persone normali. Certo, ci sono degli indizi: è assai facile che manchi loro un pezzo di dito, il lobo di un orecchio, una o due dita dei piedi. Perché un soffialupi è il contrario di un domatore: accoglie un lupo cresciuto in cattività e gli insegna a vivere di nuovo tra i boschi, a ululare, ad ascoltare il Richiamo della foresta. Feo è una di loro, proprio come la sua mamma, e da sempre vive tra boschi perennemente bianchi di neve, avvolta nel profumo di legna e di pelliccia. Non tutti però amano i lupi, e ancor meno chi li aiuta a tornare selvaggi. E così, quando la mamma viene incarcerata ingiustamente, Feo non ci sta, e corre a salvarla.
Roma : Red Star Press, 2025
Tutte le strade
Abstract: La rivoluzione sovietica del 1917 non arrivò all’improvviso a sconvolgere la realtà russa mettendo fine a quel secolare regno di oppressione e sfruttamento che fu il dominio degli zar. A guidare un intero popolo alla rivolta furono, insieme all’abilità con la quale il Partito bolscevico di Lenin riuscì a dare una direzione politica alla rabbia generalizzata, le terribili condizioni di vita delle persone comuni: contadini, operai ma anche soldati, come i marinai che, nel 1905, furono protagonisti del clamoroso ammutinamento dell’equipaggio della nave da guerra Potëmkin, portato su queste pagine da Gianfranco Vanni Collirio. A innescare la ribellione, il rifiuto della ciurma di mangiare un rancio a base di carne avariata e la crudele intransigenza degli ufficiali di bordo: pronti a fucilare chiunque si fosse rifiutato di nutrirsi con quel cibo. Fu il plotone di esecuzione, allora, a fare fuoco sui comandanti piuttosto che sparare sui compagni disarmati. E mentre i marinai prendevano il controllo della nave, la loro ribellione si estendeva alla vicina città di Odessa, dove la solidarietà della folla sarebbe stata ferocemente repressa dalle armate cosacche. I colpi di cannone che, in quella circostanza, la Potëmkin esplose contro il palazzo delle autorità zariste, insieme alla bandiera rossa innalzata sul suo ponte, furono un monito indelebile: la lotta per la libertà avrebbe continuato ad animare le gesta del popolo russo, fino alla vittoria.
Portogruaro (VE) : Ediciclo, 2010)
Abstract: Un lungo viaggio da Mosca a Vladivostok sui treni della leggendaria Transiberiana per andare a vedere cosa c'è oltre gli Urali. Mentre le giornate scorrono pigramente a bordo del treno, sfilano dal finestrino le città siberiane sopravvissute alla seconda guerra mondiale. Soste di pochi giorni o poche ore diventano occasioni per entrare in contatto con culture e tradizioni affascinanti. E gli incontri si moltiplicano: bellissime donne dagli occhi a mandorla, nostalgici del comunismo e sostenitori del nuovo ordine, un cuoco stagionale che ha trovato lavoro a seimila chilometri da casa e un ex combattente della prima guerra cecena. Giunti infine sul mar del Giappone non resterà che tornare indietro riportando testimonianze, impressioni e colori di un viaggio nel cuore e nella periferia del più grande paese del mondo che ancora oggi rimane in gran parte sconosciuto.
Linus : rivista di fumetti e altro (Russia contro)
Milano : Baldini+Castoldi : La nave di Teseo, 2022
Linus ; 7/2022
Gli ultimi della steppa / Maja Lunde ; traduzione di Giovanna Paterniti
Venezia : Marsilio, 2022
Universale economica Feltrinelli
Abstract: Quando Michail Aleksandrovic? riceve dalla Mongolia i resti di un cavallo selvatico, ne rimane folgorato: il teschio che tiene tra le mani corrisponde a quello di un esemplare considerato estinto da lunghissimo tempo, tanto che il giovane zoologo di San Pietroburgo comincia subito a sognare una spedizione negli altipiani a oriente, alla ricerca della specie che affonda le sue radici in tempi remoti, forse la più antica esistente, di cui i nomadi non hanno mai smesso di raccontare. Un'impresa apparentemente impossibile, che l'incontro con un esploratore entusiasta renderà d'un tratto concreta. Poco più di cento anni dopo, Karin lascia Berlino insieme al figlio e si avventura nella riserva di Hustajn per realizzare il più grande piano di salvaguardia naturale di tutti i tempi: grazie a lei, quegli stessi cavalli un tempo liberi e selvaggi, con i quali sin da bambina condivide un legame profondo, stanno per tornare alle vaste steppe delle origini. Ce la faranno a sopravvivere? E che ne sarà di quelli rimasti nei parchi faunistici di un continente sconvolto dai cambiamenti climatici, da carestie e alluvioni, di cui Eva, in un futuro molto vicino, si prende cura nella sua fattoria? Sono loro, i cavalli di Przewalski, quelli dei miti e delle pitture rupestri, il filo narrativo che unisce le vicende di tre secoli: dalla Russia del tempo degli zar, attraverso la Germania di ieri e di oggi, fino al Nord di un'Europa che si sta dissolvendo, Maja Lunde racconta di tre famiglie - tre madri e i loro figli - unite dalla passione per la stessa specie e dalla lotta per impedirne l'estinzione. Tre storie che si intrecciano e si moltiplicano in un romanzo dalle tante voci, che schiude la visuale su un mondo più ampio, dove tutto è connesso. Perché tutto, in natura, dipende dalla capacità di vedere oltre noi stessi, al di là della nostra singola vita, così piccola, eppure decisiva per gli altri e per il futuro del pianeta.
I Russi e l'Italia / a cura di Vittorio Strada
Como : Banco lariano, 1995
Presenze straniere ; 3
I russi e l'Italia / a cura di Vittorio Strada
Milano : Libri Scheiwiller, 1995
Presenze straniere nella vita e nella storia d'Italia ; 3