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Grammatica viva
Libri Moderni

Costa, Giulia <collaboratrice ed esperta linguistica universitaria> - Daloiso, Michele <1981-> - Ghirarduzzi, Andrea <collaboratore ed esperto linguistico universitario>

Grammatica viva : insegnare l'italiano con la grammatica cognitiva : scuola secondaria di secondo grado / Giulia Costa, Michele Daloiso, Andrea Ghirarduzzi

Erickson, 2025

Abstract: Non un semplice eserciziario, ma un vero e proprio laboratorio dinamico in cui la grammatica si esplora, si confronta, si vive. Pensato gli alunni e le alunne che frequentano il biennio della scuola secondaria di secondo grado, il volume propone un approccio innovativo e coinvolgente, fondato sui principi della linguistica cognitiva e sulla centralità dell’esperienza. Niente regole a memoria, niente schemi da ripetere in automatico: qui gli studenti e le studentesse vengono guidati in un percorso che li porta a riflettere consapevolmente su come funziona la lingua, partendo dalle sue strutture concettuali più semplici — le entità, i nomi, i sintagmi nominali — fino ai loro rapporti con articoli, dimostrativi, aggettivi indefiniti e qualificativi. I 9 percorsi sono articolati in tappe a difficoltà crescente, introdotte da attività percettive e visive che stimolano la curiosità e il ragionamento. Attraverso immagini-gancio, narrazioni con personaggi ricorrenti e un costante invito alla riflessione sul significato delle strutture grammaticali, gli studenti imparano ad analizzare, confrontare e riutilizzare la lingua in modo consapevole. Particolarmente efficace è l’attenzione all’uso autentico della lingua, inclusi gli errori reali, che diventano occasione di confronto e apprendimento. Le attività proposte valorizzano anche il confronto tra lingue diverse, incoraggiando la consapevolezza metalinguistica e l’apertura alla diversità linguistica.

La tomba di Lenin
Libri Moderni

Remnick, David <1958->

La tomba di Lenin / David Remnick ; traduzione di Katia Bagnoli

Settecolori, 2025

Abstract: Quando David Remnick arrivò a Mosca nel 1988, come corrispondente del «Washington Post», le riforme di Gorbaciov erano già cominciate, ma la più importante di esse non aveva a che fare con nuovi indirizzi economici, con lo snellimento della burocrazia, con la revisione e la riduzione del potere politico rappresentato dal Partito rispetto alla società civile. Riguardava invece, come poté constatare, la verità e il suo ripristino, un'ansia e un sentimento di verità su quello che era stato il brutale passato sovietico, su quello che era il suo desolante e desolato presente. Come un irresistibile eccitante, ogni nuova rivelazione ne stimolava un'altra e presto il processo divenne inarrestabile... Questo spiega perché il ritorno della storia sia il tema di "La tomba di Lenin" e insieme l'essenza della rivoluzione che rovesciò il sistema sovietico. Durante quegli anni di radicali sconvolgimenti politici e sociali Remnick girò l'Unione Sovietica in lungo e in largo. Visitò le Terre Nere del Sud, le coste più lontane dell'impero e i lager della Kolyma, le città minerarie del Nord, le Repubbliche baltiche in fermento; andò nelle stazioni ferroviarie a parlare con i ladri e i mendicanti, con i viaggiatori; andò nei palazzi della politica, nelle lussuose residenze che ospitavano la nomenklatura del Regime e nelle semplici abitazioni degli intellettuali e dei dissidenti. Come in un grande romanzo russo, tutti avevano la loro verità da raccontare e hanno contribuito a comporre il ritratto di un popolo consapevole che la storia si andava agitando sotto i suoi piedi. Tutto ciò fa di "La tomba di Lenin", Premio Pulitzer alla sua uscita, qualcosa che va oltre il giornalismo, un contributo senza pari sul perché della caduta dell'Unione sovietica e insieme la narrazione in presa diretta di un momento straordinario nella storia dello spirito umano. Scritto a distanza di settant'anni da "I dieci giorni che sconvolsero il mondo", di John Reed, "La tomba di Lenin" ne è idealmente il capitolo mancante, tragico epitaffio della fine dell'impero sovietico, ma non, come allora ci si era illusi, della «fine della storia».