Trovati 855840 documenti.
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Chiarelettere, 11/07/2013
Abstract: Non basta la verità giudiziaria. Nel mare di accuse e veleni che continuano a inquinare i processi in corso sulla trattativa Stato-mafia, con particolare riferimento alle morti di Falcone e Borsellino, e che hanno addirittura coinvolto indirettamente il presidente della Repubblica, è necessario provare a spostare il nostro angolo visuale e fare un passo indietro. La storia ci viene in aiuto per capire che cosa sta succedendo. La partita è troppo grossa perché possa rimanere nelle aule di un tribunale. In gioco è la Repubblica italiana, il nostro Stato. Entrambi nati con l'appoggio fondamentale della mafia. L'autore spiega come e perché. Dalla vittoriosa cavalcata di Garibaldi aiutato dai picciotti siciliani durante la spedizione del 1860 agli omicidi impuniti d'inizio secolo che contaminano il tessuto economico-finanziario, all'alleanza col fascismo che si limitò a contrastare la manovalanza armata. Poi il patto di sangue con gli angloamericani nel 1943 per indirizzare la pace, seguito dagli omicidi e dalle stragi del dopoguerra perché la sinistra non avesse il sopravvento al Sud, fino alle tragiche vicende oggetto degli attuali processi. Difficile ammetterlo, però è così: la mafia è stata una risorsa decisiva per lo Stato italiano sin dai suoi albori unitari offrendo appoggio anche militare a chi vigilava sul controllo "democratico" del paese e talora a chi sosteneva veri e propri disegni eversivi. La magistratura non ce la può fare da sola a spaccare questa crosta spessa di bugie, inganni e depistaggi pilotati. In nome della pace e di una ragione che di Stato ha ben poco. Una pace insanguinata. Per la difesa di interessi internazionali, per il controllo del Mediterraneo. Una partita a scacchi che ci vede di volta in volta spettatori fragili e passivi, collaboratori interessati o eroi coraggiosi, fino alla morte.
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L'ordine della croce. Black Friars
Fazi Editore, 11/07/2013
Abstract: La leggenda vuole che, quando anche il Settimo Cavaliere dell'Ordine della Croce si sarà risvegliato, avrà il compito di chiudere le porte di questo mondo perché sarà ormai distrutto dal male.La Vecchia Capitale non ha pace. Scossa dai tumulti del Presidio, avvelenata dai malefici di Belladore de Lanchale, l'antica città dovrà ora affrontare un nemico senza eguali. L'ultima erede della dinastia Blackmore, garante della tregua con le creature del Presidio, è stata ritrovata, ma le malvagie entità accetteranno che sia proprio la giovane Sophia a custodire un armistizio suggellato dalla sua antenata migliaia di anni prima? Le forze del male hanno destato dal suo riposo l'Ordine della Croce e i cavalieri sono pronti a imbracciare le mitologiche spade per difendere il genere umano dalla minaccia delle nebbie demoniache. Intanto, ancora ignara del pericolo, Eloise Weiss è alle prese con il misterioso ritrovamento dello scheletro di uno studente dell'Università. Questa volta i suoi poteri di Evocatrice sono vani, ma grazie alle sole conoscenze mediche giunge a una verità inquietante: le ossa rinvenute sono le chiavi di uno scrigno che sigilla i segreti più oscuri della Vecchia Capitale, segreti di personaggi potenti disposti a tutto perché non siano svelati. Eppure, come in un labirinto di delitti e apparizioni dal passato, ogni filo di questa storia passionale e avvincente sembra destinato a ricongiungersi. Virginia de Winter chiude la serie culto Black Friars con una giostra di rocambolesche avventure cappa e spada, di potenti cavalieri e coraggiose eroine che rischieranno tutto per compiere il loro destino.
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La vipera. Un nuovo omicidio sull'isola di Gotland
Fazi Editore, 11/07/2013
Abstract: Un elicottero vola sopra il mar Baltico trasportando il detective Fredrik Borman, ferito gravemente alla testa e con scarse possibilità di sopravvivere. Tre settimane prima due cadaveri sono stati rinvenuti in una fattoria vicino Levide: una donna, uccisa con un colpo alla testa, e un uomo fatto a pezzi, il cui corpo non è più riconoscibile. Al momento del ritrovamento sul pavimento in parquet del soggiorno, i due erano già morti da giorni. Il proprietario della casa, Arvid Traneus, era appena rientrato dal Giappone dopo anni di lavoro laggiù come consulente di una grande impresa. Sulle prime la polizia pensa che sia lui l'uomo assassinato, dato che la donna viene riconosciuta come la moglie. Ma le indagini condurranno a identificare il corpo dell'uomo come quello del cognato di Arvid e il caso cambierà direzione, mentre chi è sospettato sembra essere svanito nel nulla.
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Neri Pozza, 11/07/2013
Abstract: Che cosa succede quando la vita decide di dare una seconda opportunità a chi ha sofferto l'infelicità per una perdita indimenticabile o per il sottile male di stare al mondo?In un pomeriggio di fine giugno, Otto Stephens e Clea Ross fanno il loro ingresso alla residenza per anziani "Buenavista", a pochi chilometri da Barcellona. Tutti e due da soli e sulle proprie gambe. "Ricovero volontario, pattuito e sollecitato dagli interessati in pieno possesso delle proprie facoltà mentali" recita l'etichetta adesiva rossa che campeggia sulle loro schede d'ammissione.Otto, capelli bianchi, fazzoletto al collo, pantaloni dal taglio impeccabile e bastone con il manico di legno scuro, entra accompagnato dalla sua risata gioiosa e cristallina. Clea, invece, fedelmente seguita da Rita, una cagnetta bianca a macchie nere e marroni.Clea è stata una promessa del violoncello, ma ha dovuto abbandonare la musica e la carriera per restare accanto al marito, noto direttore d'orchestra, e adesso vive di rimpianti. Otto, a novant'anni, è ancora lo stesso scanzonato e brillante dongiovanni che era un tempo.Quando i due anziani richiedono i servizi di un'infermiera privata che si prenda cura di loro e a entrambi viene affidata Ilona, le loro esistenze, destinate a spegnersi tra le mura dell'ospizio, magicamente si ridestano e si rimettono in moto.Capelli neri, pelle chiara e occhi azzurri, Ilona è fuggita anni prima dall'Ungheria comunista. Ora lavora diligentemente come infermiera. Nel tempo libero, tuttavia, medita incessantemente sulla storia d'amore appena finita con un liutaio di nome Miguel. Così, quando Otto le chiede di dargli una mano a fabbricare un violoncello, lei decide di aiutarlo, memore del suo passato amore.E mentre lo strumento si anima a poco a poco, le vite di Otto, Ilona e Clea si toccano, si incrociano e si sovrappongono fino a creare un mosaico, toccante e rocambolesco, di rivelazioni e confidenze, mezze verità e bugie. E quando il violoncello sarà terminato, a ciascuno non resterà che un ingrato compito: vincere le proprie paure e ricominciare a vivere.
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Gandhi. Il risveglio degli umiliati
Fazi Editore, 11/07/2013
Abstract: Ma come ha fatto, questo timido uomo – nato da famiglia modesta, in una casta "dignitosa" ma inferiore ai bramini, senza conoscenze – a diventare la guida morale di un paese tra i più sofisticati, i più gerarchizzati, i più religiosi del mondo? Come è riuscito quest'uomo dalla voce esitante, che a trent'anni era incapace di parlare in pubblico, a riunire, vent'anni dopo, milioni di uomini pronti a morire per lui? Jacques Attali, con una prosa ricca di citazioni, aforismi e materiali inediti, ripercorre la vita del "mahatma", dalla sua infanzia fino al suo assassinio, raccontandoci l'uomo, le sue scelte politiche, il suo mondo spirituale. Seguendo il suo incredibile destino si comprenderà che non vi è nulla di più universale che questa vita così particolare, così intensa, così mistica tutta rivolta alle istanze di liberazione e indipendenza del suo popolo.
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Alberto Sordi e la sua Roma. Ediz. illustrata
Gangemi Editore, 10/28/2015
Abstract: Alberto Sordi non è stato soltanto un grande attore, un inimitabile interprete di commedie: nessuno come lui ha raccontato l'Italia dai tempi del fascismo al nuovo millennio attraversando la ricostruzione, l'emigrazione, il boom economico, il femminismo, l'euforia degli Ottanta, il rapporto con la Chiesa, l'evoluzione della coppia, l'arroganza del potere, la solitudine degli anziani. In circa duecento film, tutti preziosi documenti antropologici, Alberto ha smantellato la retorica dei sentimenti con l'umorismo spietato della sua osservazione. La sua forza? Portare sullo schermo tipi umani presi dalla realtà, nei quali chiunque potesse riconoscersi. E nella storia di Sordi, Roma è stato il grande amore, il luogo dove magicamente si sono intrecciati i film dell'attore e la sua biografia densa di eventi e incontri, appassionante come un romanzo. Oggi, a dieci anni dalla scomparsa di "Albertone", questo libro ripercorre attraverso immagini, testimonianze, battute celebri, ricordi, la grande storia d'amore di Sordi con la sua città.
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Adelphi, 17/07/2013
Abstract: Quando, alla fine del secondo pannello della trilogia, il giovane Tito, signore di Gormenghast, trova la forza di strapparsi al suo reame, la cui bellezza si è ormai corrotta in cupa fatiscenza, le parole della madre – "Non esiste un altrove. Tutto conduce a Gormenghast" – sembrano richiudersi sulla sua fuga come una pietra tombale. Scoprirà che un altrove esiste, ma che è divorato non meno di Gormenghast dal Male: la città a cui approda è solcata dalle disumane meraviglie del controllo poliziesco – figure con l'elmetto che paiono scivolare sul terreno, sciami di velivoli senza pilota simili a equazioni di metallo, globi dalle viscere colorate quasi umane –, sottomessa a una scienza dispensatrice di morte. E nei cunicoli del Sottofiume vive una immane popolazione di reietti, fuggiaschi, falliti, mendicanti e cospiratori che non vedranno mai più la luce del sole. Scoprirà che al di là della sua nessun'altra realtà è per lui decifrabile, così come la sua è per gli altri inconcepibile: lontano da Gormenghast non c'è che l'ossessione del ricordo, e la follia. Dovrà, sorretto dall'aiuto di pochi – il gigantesco Musotorto, l'amorosa Giuna, i transfughi del Sottofiume Cancrello, Frombolo e Sbrago –, combattere, sfuggire a insidie, sottrarsi a ogni vincolo d'amore, amicizia e riconoscenza per conquistare l'unica verità che conti: "Era come una scheggia di pietra, ma dov'era la montagna dalla quale si era staccata?". Anche in questo terzo e ultimo volume la vastità di respiro e la potenza visionaria di cui Peake si mostra capace lasciano ammirati, dando ragione di ciò che asseriva C.S. Lewis: "I libri di Peake sono vere e proprie aggiunte alla vita; come certi sogni rari, ci offrono sensazioni che non abbiamo mai sperimentato, ampliando in noi la gamma delle esperienze possibili".
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Adelphi, 17/07/2013
Abstract: Soverchiato dalla cima ad artiglio e dalle giogaie scoscese dell'omonimo monte, il reame di Gormenghast ha il suo centro in un immane agglomerato tirannico con le sembianze di un castello. Qui ogni antica bellezza si è corrotta in cupa fatiscenza: le mura sono sinistre "come banchine di moli", e le costruzioni si tengono tra loro "come carcasse di navi sfasciate". E qui, intorno al piccolo Tito – divenuto il settantasettesimo conte dopo la misteriosa morte di Sepulcrio –, si muovono gli esseri inconcepibili che sono la sostanza stessa di cui è composto il castello: la gigantesca contessa Gertrude, la madre, dalle spalle affollate di uccelli e dallo spumoso strascico di gatti bianchi; l'amata sorella Fucsia dai capelli corvini, che col suo abito cremisi infiamma i corridoi grigi; il fanatico custode delle leggi, Barbacane, nano storpio che raggela il sangue col secco schiocco della sua gruccia; e il gelido Ferraguzzo, che non cessa di ascendere verso il culmine della sua bramosia di potere. Prigioniero di riti decrepiti e di trame che falciano la sua livida Corte, Tito, che pure vorrebbe sfuggire a Gormenghast, dovrà combattere per salvare dal Male il cuore del castello – e trovare se stesso: perché forse un altrove non è nemmeno pensabile, e tutto conduce a Gormenghast.Nel secondo pannello della sua trilogia, Peake raggiunge il nucleo più oscuro di una narrazione che molti hanno paragonato, per vastità di respiro e potenza visionaria, al "Signore degli anelli". In realtà egli va molto oltre, riuscendo a saldare in un travolgente flusso romanzesco il male della storia e il Male metafisico, e a far dono al lettore di una scrittura che fonde lo smalto imprevedibile dei colori alla precisione iperrealistica dei dettagli – quasi la 'trascrittura' dell'arte di un pittore fiammingo gettato dal caso nel cuore di un altro mondo, che non abbandonerà più la nostra memoria.
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Adelphi, 17/07/2013
Abstract: Apriamo questo libro e ci troviamo in un mondo parallelo al nostro. È Gormenghast, un immane castello, che nessuno dei suoi abitatori ha percorso in tutti i suoi anfratti. Un tempo, doveva essere pieno di tinte squillanti: ora è un intreccio di crepe, e le tinte sfumano fra grigio, verde lichene, rosa antico e argento. Vi incontriamo esseri disparati: un nobile melanconico e saturnino, settantaseiesimo conte di Gormenghast, che è il reggitore del luogo; sua moglie, avvolta in una nube di gatti bianchi; la figlia, selvatica e sognante fra giocattoli vecchi, libri e pezze di stoffa; dignitari di cartapecora, dalle gambe di ragno, custodi di un ordine ormai inaridito; orripilanti figuri che sovraintendono alle cucine; giovani acrimoniosi, che covano la rivolta. Ma c'è qualcosa che unisce questi personaggi: il loro corpo e la loro psiche sono una concrezione del castello – così come il castello è una concrezione del loro essere. Nessuna vita è per loro concepibile al di fuori di quei corridoi di pietra, di quei saloni, di quelle torri, di quei solai. La natura non esiste, se non come riflesso del castello, dove la polvere è polline: perché Gormenghast è tutto. La nascita di un erede maschio, Tito di Gormenghast, "rampollo della stirpe delle pietre, acqua del fiume senza fine", porterà una minaccia di cambiamento, per il solo fatto di essere qualcosa di nuovo. E qui ha inizio la trascinante saga narrata da Peake, un'impresa grandiosa della letteratura fantastica – e insieme un vasto disegno allegorico che traspare dietro l'esuberanza delle immagini. "Tito di Gormenghast" fu pubblicato nel 1946, primo volume di una trilogia che sarebbe stata compiuta nel 1959. Il libro trovò, fin dall'inizio, lettori entusiasti, ma – un po' come accadde a Tolkien – per molti anni essi rimasero una piccola cerchia. La morte di Peake, nel 1968, coincise invece con l'inizio di una grande voga fra lettori di ogni specie. Accolta fra i "classici moderni" della Penguin, la trilogia di Peake è ormai un'opera amata in tutto il mondo. Come scrisse C.S. Lewis, "Peake ha creato una nuova categoria, il Gormenghastly, e già ci meravigliamo di come prima potessimo vivere senza di essa e ci chiediamo come mai nessuno aveva saputo definirla prima di lui".
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Ponte alle Grazie, 18/07/2013
Abstract: In un anonimo paesino sperduto tra i monti, provato dagli orrori della guerra e dell'occupazione nazista, approda un individuo con le guance imbellettate e una redingote d'altri tempi. È accompagnato da un bel baio, "signorina Julie", e da un asino di nome "signor Socrate". L'innata diffidenza degli abitanti non tarda a marchiarlo come l'Anderer, l'Altro. È l'inizio di una convivenza difficile, è l'origine di un crimine collettivo, che rende indispensabile una ricostruzione puntuale dei fatti. Chi meglio del "paesano" Brodeck può farlo, lui che padroneggia la scrittura e di mestiere stende rapporti sulla flora e la fauna locali? Addentrandosi in un territorio proibito come l'animo umano e le sue dense ombre, Brodeck perderà di vista la sua missione per avviare un'inquietante e inarrestabile discesa tra le miserie dei suoi simili, scandagliando impietosamente una realtà dove nessuno può dirsi innocente. Perché, come ci ricorda Philippe Claudel, anche quando ad agire è l'intera comunità, non per questo viene meno la responsabilità individuale, per quanto comodo sia convincersi del contrario.
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Ponte alle Grazie, 18/07/2013
Abstract: "Un piccolo exploit... Le avventure di un Robin Hood occitano del Trecento."l'Espresso - Antonella Fiori"Un romanzo storico dalla valenza simbolica, un'opera che fa profondamente riflettere."Il Secolo XIX - Paola BattiforaSiamo nella prima metà del 1300: François di Bardonecchia è un nobile di montagna, un uomo vero e onesto, fedele vassallo e amico del Principe. Di ritorno da un'ambasciata per conto del Principe, scopre che questi gli ha sedotto la figlia. Per François è un'onta insopportabile: si precipita dal grande rivale, il duca di Savoia, gli svela segreti militari e si mette a capo di una rivolta. Il Delfino lo accusa di tradimento, riesce a catturarlo e lo rinchiude nel forte di Exilles. François fugge, riunisce ancora i nobili della Signoria ma viene catturato e portato in un castello del Delfinato. Il Principe ordina che la famiglia sia dispersa, espropria tutti i suoi beni e fa bruciare i suoi castelli. François riesce a evadere di nuovo e questa volta si dà alla macchia. Vivrà sulla montagna per dieci anni, continuando a coltivare la ribellione e la vendetta, ritagliandosi un territorio come fanno i lupi, cercando le tane stagionali, e ammirando da lontano questi animali che, da simbolo di paura, diventano un simbolo di fratellanza. Una storia intensa, che ha anche il pregio di essere vera: François di Bardonecchia è un personaggio storico, un uomo irriducibile che incarna la doppia anima del Medioevo, fatta di passioni e tradimenti, di crudeltà e devozione, di grandi personaggi e grandi sentimenti nello scenario estremo della natura più intatta, quella degli orsi e dei lupi. La natura ultimo rifugio, culla e custode dei valori dell'umanità.
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Terre alte. Il libro della montagna
Ponte alle Grazie, 18/07/2013
Abstract: "Poesia, entusiasmo e adrenalina": è questa la montagna raccontata da Carlo Grande. È lo scenario della Sainte-Victoire che rapisce Cézanne, o la luce dolce sulle vigne descritta da Pavese. È un possibile antidoto al rituale moderno della velocità, "un silenzio di voci che bisbigliano" e che svelano una natura archetipica e indicibile. Ma sono anche i luoghi di una fatica quotidiana e paziente che si perde nel tempo, forre oscure e minacciose come le Forche Caudine o la gola di Roncisvalle, vette himalayane che attirano l'uomo nella "zona della morte". Sono le montagne da sempre teatro di lotte e invasioni: da Annibale che varcò le Alpi allo sterminio dei catari, fino alla Resistenza ai nazifascisti e alla pacifica opposizione alle mostruose gallerie della TAV. In un sottile gioco tra parola e allusione, scrittura e immaginazione, Grande, in compagnia di Herzog, Buzzati, Thoreau, Mann, Rigoni Stern, ci invita a riscoprire il gusto dell'andare a piedi e del "salire", accettandone i rischi e le avventure: "Per non cancellare il proprio paesaggio interiore e perdere così la gioia di vivere".
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Ponte alle Grazie, 18/07/2013
Abstract: In quel tempo quasi fiabesco che comincia sempre con "una volta", gli abitanti della Chalancho consumavano le sere nelle veglie, spegnendo le fatiche contadine nella narrazione di storie fantastiche. Stretti dentro una stalla, i montanari della piccola borgata della Val Grana esorcizzavano il buio raccontando vicende di masche, le streghe, crudeli femmine vendicatrici o più probabilmente donne che osavano fuggire dalle strette maglie del controllo sociale sfidando la notte, il lato selvatico del tempo. È stato proprio questo, nel 1987, l'argomento della tesi di dottorato di Marco Aime. Ora, a distanza di anni, l'antropologo rende omaggio a un mondo ormai scomparso riproponendo il racconto di quei giorni sulle montagne, e facendo così i conti con un'altra selvatichezza, prepotente come l'ortica che invade i sentieri dell'amata borgata, indifferente come l'asfalto che ne cancella i vecchi tracciati: quella dell'ineluttabilità di certe perdite, dello sprofondare di luoghi e persone in un niente al quale si può solo opporre l'ostinata volontà della memoria, la forza poetica della narrazione. L'assoluta verità del tempo vissuto.
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Casa Editrice Nord, 18/07/2013
Abstract: Max, Fang, Iggy, Nudge, Gasman e Angel sono stati le cavie di un esperimento genetico che ha mutato per sempre il loro DNA, rendendoli al novantotto per cento uomini e al due per cento uccelli. Braccati dai loro creatori, i ragazzi sono costretti a combattere non solo per se stessi, ma anche per la salvezza del mondo... Quando un tifone d'inaudita potenza devasta le Filippine, Max non ha dubbi: quella è solo la prima di una serie di calamità naturali che, ben presto, si abbatterà sul mondo intero, segnando la fine del genero umano. Gli unici che possono fermare l'apocalisse sono lei e i suoi "fratelli", tuttavia lo stormo non è pronto ad affrontare la battaglia finale: Fang li ha abbandonati, scegliendo di restare in California, mentre la piccola Angel sembra svanita nel nulla, dopo che una terribile esplosione ha raso al suolo Parigi. Ma, all'improvviso, Fang si presenta alla porta di casa con una notizia drammatica: Angel è viva, però è stata fatta prigioniera dai Camici Bianchi, che la stanno usando come cavia per alcuni esperimenti. Costretta a scegliere fra il dovere e i sentimenti, Max prende infine una decisione: il mondo può aspettare. Così, insieme col resto dello stormo, organizza una rischiosissima operazione di salvataggio, senza sapere che uno degli scienziati che sta torturando Angel è la dottoressa Martinez, sua madre...
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La grande idea del dottor Ribera
Guanda, 18/07/2013
Abstract: "Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati."Le MondeI racconti di un maestro. In barba agli ordini della cara Mamma e alle indicazioni del confessore, un giorno san Cristoforo compare in sogno al dottor Ribera, consulente legale delle Ferrovie, e gli mette nella "zucca" un'idea grandiosa, che rivoluzionerà per sempre l'accidentato sistema dei trasporti cileni: "Se il treno è immobile e non può portarvi al mare, in campagna o in montagna, allora il treno vi porterà il mare, la campagna e la montagna..."
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Io Scrittore, 18/07/2013
Abstract: L'effimera è un insetto che vive un giorno soltanto. Ma se in quel breve momento rimane impigliata in una goccia di resina, quel giorno può durare per sempre. Così è per David l'estate a Grewmore Cottage, dove la sua famiglia si è trasferita temporaneamente: breve ma eterna, come spesso sono le trasformazioni decisive. E non è questo l'unico contrasto che vediamo attraverso i suoi occhi: c'è il mistero ammaliante del bosco che fronteggia l'atmosfera cupa e noiosa di casa, c'è uno sconosciuto e attraente senso di libertà che stride con la fredda formalità del padre e soprattutto c'è il mondo fatato dell'infanzia che si incrocia con quello apparentemente razionale degli adulti. Nelle pagine di Alberto Ostini troviamo tutta la struggente dolcezza della voce limpida di un bambino che racconta gli strani incontri e le avventure di un'estate destinata a cambiare per sempre la sua vita.
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Garzanti Classici, 18/07/2013
Abstract: Due tragedie "forti", in cui la presenza degli dèi ha ormai solo una funzione di immagine-simbolo di valori immanenti nella vita dell'uomo, come la forza dell'eros e l'ideale della purezza. La protagonista di Ippolito, Fedra, e ancor più Medea sono tra i personaggi più drammatici del teatro d'ogni tempo: la tragedia è tutta interiore, il conflitto è dentro l'animo delle due straordinarie figure femminili, nello scontro tra le ragioni del cuore e della passione e la lucidità delle risoluzioni estreme portate a compimento.
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Il ragazzo che scrisse l'enciclopedia di se stesso
Salani Editore, 18/07/2013
Abstract: Gabriel ha quindici anni ed è affascinato dall'ordine alfabetico e dalle enciclopedie. Decide così di scrivere un'enciclopedia sull'argomento che più conosce: se stesso. Per poter sperimentare il maggior numero di esperienze di vita che ancora ignora, decide di trasferirsi in una città in cui lo scorrere del tempo segue ritmi surreali, estremamente accelerati. Infatti, nel giro di pochi giorni diventa direttore del giornale locale, si sposa, diventa padre. Entra però anche nel mirino di un pericoloso assassino e sfuggirgli sarà per lui una vera corsa contro il tempo. Un'avventura incalzante che mescola le atmosfere delle città di Calvino al ritmo pazzo di Alice nel paese delle meraviglie. La storia di un ragazzo che scriveva perché voleva capire.
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Fazi Editore, 17/07/2013
Abstract: Un romanzo ambientato in un universo post-apocalittico in cui, a causa del riscaldamento globale, le acque hanno ricoperto gran parte della superficie terrestre. A seguito di questa catastrofe ecologica l'intero genere umano è posto di fronte alla scelta di disputarsi il poco spazio rimasto a disposizione, o spostarsi negli sconfinati abissi oceanici. In questo universo acquatico le abitazioni hanno la forma di gigantesche meduse attorno alle quali si estendono sterminate coltivazioni sottomarine; gli uomini, la cui pelle emana uno strano bagliore, si nutrono di piccoli pesci luminescenti, hanno riserve di ossigeno liquido per respirare sott'acqua e nuotano fasciati in avveniristiche tute idrorepellenti, spostandosi a bordo di rapide vetture. È qui, tra le profondità oceaniche, che Ty Towson è nato e cresciuto, ma quando incontrerà Gemma, una ragazza che viene dal mondo emerso in cerca di suo fratello scomparso in mare, la sua vita diventerà improvvisamente più complicata. Insieme, Ty e Gemma dovranno affrontare pericolose creature e avventurarsi in remote città lungo frontiere sommerse. Più scenderanno tra i fondali più scopriranno oscuri segreti che nemmeno il mare riuscirà a nascondere.
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Sonzogno, 22/07/2013
Abstract: Discriminata perché figlia di attori di rivista e invidiata per la sua bellezza, a soli sedici anni Coralla Kroon è già costretta a scontrarsi con il mondo falso e ipocrita che la circonda. Cacciata da un prestigioso collegio a causa del suo atteggiamento ribelle, la ragazza si trasferisce a Milano, dove si innamora di Lauro Luis, un affascinante ufficiale di marina. Scoprendo ben presto in lui la stessa doppiezza di molti altri, la giovane parte per gli Stati Uniti insieme a un ricco commendatore – che, comproprietario di un'importante casa cinematografica, l'ha scritturata per un film con Dick Doricon, una famosissima star di Hollywood. Ma quando la troupe vola in Italia per girare le scene finali della pellicola, la notte trascorsa tra le braccia del celebre attore rappresenterà per Coralla l'inizio di mesi bui e tormentati.