Trovati 194 documenti.
Trovati 194 documenti.
Bergamo e il suo territorio / a cura di Roberto Leydi
Milano : Silvana, 1991
Mondo popolare in Lombardia ; 1
Folklore di Isnello / Cristoforo Grisanti ; introduzione e note di Rudolf Schenda
Palermo : Sellerio, [1981]
Biblioteca siciliana di storia e letteratura
Soresina : Gruppo di teatro e canto popolare, [s.d.]
La merla : il rito, i canti, le musiche / Gruppo di teatro e canto popolare, Soresina
Soresina : Gruppo di teatro e canto popolare, [s.d.]
Sagre di Brianza : feste popolari, tradizionali e usanze / [Simone Milesi]
Milano : Dmedia Group, [2011]
Pavia e il suo territorio / a cura di Roberto Leydi, Bruno Pianta, Angelo Stella
Milano : Silvana, 1990
Mondo popolare in Lombardia ; 14
Laos : usi, costumi e tradizioni / Mauro Proni
2. ed.
Milano : Morellini, [2016]
Mind the gap
Abstract: Piccolo paese senza sbocchi sul mare, stretto tra il Vietnam e la Thailandia e meta di un turismo prevalentemente zaino in spalla, il Laos non è un semplice luogo geografico, ma uno stato mentale, per dirla con le parole di Tiziano Terzani. Religione buddhista, culti animistici e una timidissima apertura all'occidentalizzazione ne fanno un Paese più rivolto al passato che a un possibile futuro. Nonostante il regime comunista a partito unico, in Laos si respira la massima sensazione di libertà; la sostanziale assenza di regole consente di fare tutto o quasi, compreso farsi venire un esaurimento nervoso se non si considera l'abisso culturale che ci separa dai lao. Adatto sia ai viaggiatori che a chi medita di soggiornare nel Paese per un lungo periodo, accompagnato da esperienze personali dell'autore e da divertenti aneddoti, questo libro è un vademecum per capire i lao, il loro modo di relazionarsi, di affrontare la vita, la morte e il lavoro, di misurare il tempo, di metter su famiglia, di allevare i figli, di vivere la religiosità e di passare il tempo libero, per scoprire il volto nascosto di uno dei Paesi meno conosciuti dell'Asia.
Torino : Ananke, 2009
Abstract: Per la prima volta in Italia viene proposto un libro di criptozoologia scritto da due scienziati: c'è spazio per le leggende e le tradizioni, per falsi avvistamenti e creature impossibili, ma tutto è comunque vagliato con gli strumenti della zoologia, biologia, archeologia, antropologia. In numerose parti del mondo vengono di tanto in tanto avvistati animali impossibili: sono considerati tali perché dovrebbero già essere estinti, perché hanno dimensioni ampiamente fuori misura o perché frutto di un'ibridazione che ci spaventa e li rende simili ai mostri dei miti e delle leggende. Questo libro ci accompagna in un viaggio ai limiti della realtà, pur rimanendo sempre saldamente ancorato alla scienza e ai suoi parametri.
Pavone Canavese : Priuli & Verlucca, 2005
Quaderni di civiltà e cultura piemontese ; 28
Abstract: Non c'è insulto peggiore in Piemonte, o accusa più pesante, dell'esplicita denuncia di falsità indirizzata ad una persona. Considerare un individuo falso come l'anima di Giuda, diventato nella storia della redenzione simbolo del tradimento, della falsità, della doppiezza e dell'ipocrisia, mettendo in forte contrasto la differenza fra l'atteggiamento esterno e il sentire interiore, suona come una condanna senza appello. Nella parlata piemontese persino l'acqua del bial (ruscello) viene indicata come ingannevole, figuriamoci le masche, percepite come ghigne fàusse per eccellenza. Masche e streghe, dominate in perpetuo dalle suggestioni e dalle istigazioni del Maligno, hanno come caratteristica essenziale la facoltà di essere beffarde, occultandosi, assumendo le sembianze di animali in apparenza innocui e utili all'uomo, tenendo, come si dice oggi, un profilo basso, salvo poi procurare a chi non sta alla larga dolori, tribolazioni e sofferenza. La masca, in buona sostanza, è temibile e pericolosa perché, con l'aiuto del Libro del Comando, sa contrabbandare il dato esterno dell'apparenza e nasconde dietro la maschera dell'evidenza rassicurante la cattiveria creduta propria delle creature infernali.
Il bracciante e il latifondista : miseria e nobiltà nelle storie di ieri a San Marco In Lamis
Bari : Levante, [2002]
Brindisi Montagna : Comune di Brindisi Montagna, stampa 1997
Milano : Libreria Meravigli, c1984
La stalla una sera di tanti anni fa... / [illustrazioni di Franco Bignotti]
[Milano] : Federazione regionale lombarda coltivatori diretti, [198-?]
Magie e misteri del quotidiano : leggende lombarde / Ada Cattaneo
Gavirate : Nicolini, stampa 2012
Verona : Fondazione Nigrizia onlus ; Seregno : Gruppo solidarietà Africa onlus, stampa 2011
Cesena : Il ponte vecchio, 2014
Vicus
Firenze : Nuova Guaraldi, [1979]
Immagini ; 3
Erba : Gruppo folcloristico città di Erba "I Bej", 1989
Pisa ; Roma : F. Serra, 2014
Filologia e critica ; 99
Abstract: Questo libro vuole essere la proposta di un metodo di ricerca su un ambito tanto affascinante quanto sfuggente del mondo antico: la cultura popolare. La vita culturale e le concezioni del mondo proprie delle donne e degli uomini appartenenti alle classi 'popolari', vissuti secoli prima di noi, sono ormai un oggetto storiografico di diffuso interesse. Se si prendono in considerazione tutti gli ambiti in cui gli auctores antichi ci hanno lasciato tracce di una definizione di cultura popolare (proverbi e racconti, farmacopea e canti popolari, mimi e generi comici, credenze e superstizioni, manuali tecnico-pratici, favole e novelle, letteratura antiquaria e geografica, notizie mediche), il quadro che ne risulta rende legittimo pensare che i Greci e i Romani ebbero chiara coscienza di una cultura popolare, diversa e divisa da quella dotta e ufficiale. Quanto resta oggi di tale cultura? Nel campo della tradizione proverbiale greca e romana, per esempio, l'approccio comparativo, tipico degli studi sul folklore moderno, ha fatto emergere una continuità di tradizione culturale riguardante espressioni proverbiali incentrate su animali e oggetti del quotidiano, insomma su quella cultura 'materiale' che davvero sembra spesso manifestarsi immutata nel trascorrere dei secoli. Inoltre, la tradizione orale delle genti meridionali ha conservato, in modo ininterrotto, centinaia di tratti 'popolari' del mondo antico, greco e romano.