Trovati 5 documenti.
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Salerno, 2007
Abstract: "Non c’è neanche un bianco su questo treno”, ha sibilato a mezza bocca un passeggero russo mentre saliva sul Mosca-Grozny, unico collegamento ancora attivo tra le due capitali. “Musi neri, culi neri”, così i russi chiamano i ceceni e tutti i caucasici. Non c’è pace né conciliazione nella Cecenia normalizzata di Vladimir Putin, dove la guerra ha preso forme diverse dallo scontro tra eserciti, ma non si è fatta per questo meno dolorosa: i ragazzi scompaiono – sottratti nottetempo con la forza da uomini col volto coperto – le donne combattono ogni giorno con la mancanza di acqua, di cibo, di protezione, e gli uomini sembrano in grado di pensare e agire solo in termini di offesa o di vendetta. Il biennio 2005/2006 sarà ricordato nel Caucaso come l’anno della “ceceniz-zazione” del conflitto, in cui i ceceni sono stati mandati l’uno contro l’altro segnando così il trionfo della politica del divide et impera di Putin. Un viaggio intenso, che attraverso incontri e testimonianze raccolte in presa diretta, cerca di andare alle radici del conflitto tra Russia e Cecenia, e della dialettica perversa che le tiene unite.
A. Mondadori, 2007
Abstract: Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaja è stata ritrovata nell'androne della sua casa moscovita uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Dopo pochi giorni avrebbe pubblicato sul giornale Novaja Gazeta i risultati di una sconvolgente inchiesta sulle torture perpetrate in Cecenia dai russi, l'ultimo reportage di una carriera giornalistica sempre all'insegna del coraggio, della verità, della lotta per i diritti e la dignità degli individui, per la libertà e la democrazia. Quella che ancora, in Russia, non c'è. Testimone scomoda, sempre in prima linea, ha vissuto sulla propria pelle e raccontato al mondo senza mezzi termini i lati più oscuri della Russia postsovietica, gli episodi più drammatici, dalla strage di bambini nella scuola di Beslan al sequestro di ostaggi al Teatro Dubrovka, alla guerra cecena.
Torino : Einaudi, copyr. 2007
Abstract: Nel 2003 l'Associazione russa Memorial (che si occupa di diritti civili e di testimonianze di ex prigionieri dei Gulag) ha indetto un concorso tra le scuole cecene per il miglior tema sulla guerra. Il libro raccoglie i venti componimenti più efficaci, attraverso i quali la tragedia della Cecenia viene rappresentata con una straordinaria miscela di crudezza e freschezza. Le violenze del quotidiano, le morti più ingiuste, le vessazioni delle truppe russe e il fanatismo islamista dei guerriglieri vengono rappresentate sullo sfondo di una storia nazionale segnata da decenni di sofferenze. I temi dei bambini sono preceduti da una introduzione della curatrice e seguiti da una cronologia del conflitto ceceno.
Le torri di pietra : storie dalla Cecenia / Wojciech Jagielski
[Milano] : B. Mondadori, [2007]
Abstract: Nel Caucaso le torri di pietra furono un tempo costruite come rifugio o come fortezze di difesa per le carovane di mercanti; poi la conquista di Costantinopoli da parte dei turchi e la scoperta della via marittima verso l'India significarono la morte della Via della Seta e, nelle torri di pietra abbandonate dalle carovane, si trasferirono i montanari caucasici, che le trasformarono nelle loro abitazioni. Col tempo le torri di pietra divennero il simbolo della loro identità, il legame tra passato e presente, l'oasi mitica nella quale trovare la salvezza dal pericolo e dallo sterminio, nella quale sentirsi al sicuro, nella quale trovare la fede nella tradizione e l'orgoglio della propria specificità. Un reportage sulla Cecenia scritto da un inviato coraggioso.
Casale Monferrato : Piemme, copyr. 2007
Abstract: Raissa non sa cosa fosse la vita prima che la paura tingesse le strade, i muri, l'aria. Non lo sanno le sue sorelle. Quasi nessuno ricorda cos'era la Cecenia prima che troppi anni di odio aggredissero come un cancro le tradizioni di un popolo. I soldati russi che opprimono, torturano, uccidono, radono al suolo città. I giovani ceceni che non conoscono che guerra, violenza, terrore. E vendetta. Raissa ha due sorelle, Hejda e Medina. Medina ha preso marito, Malik. Solo ieri si è sposata e oggi è qui di fronte ai soldati che cospargono di benzina suo marito, accendono un cerino e la costringono a guardare. Ieri era una sposa. Oggi è una vedova. Non basta. Non può bastare urlano i fratelli. Deve morire da vedova nera.