Trovati 11 documenti.
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Torino : Einaudi, 2011
Abstract: C'è chi ancora pensa ai gastronomi come a una cricca di mangioni egoisti, incuranti di ciò che sta loro attorno. Certo, il cibo può e dovrebbe essere un piacere, ma mangiare, ci fa riflettere Carlo Petrini, è anche un atto agricolo: selezionando cibi prodotti con criteri che rispettino l'ambiente e le tradizioni, favoriamo la biodiversità e un'agricoltura equa e sostenibile. Di conseguenza, se nutrirsi è un atto agricolo, produrre dev'essere un atto gastronomico conforme ad almeno tre criteri essenziali: buono, pulito e giusto. Attraverso frammenti autobiografici intercalati a meditate riflessioni, cifre e proposte concrete, l'autore ci fa comprendere quanto è ampia oggi la galassia delle discipline che gravitano intorno al cibo. Buono, pulito e giusto deve essere il nostro cibo. Buono in quanto piacevole, secondo le differenti culture, pulito in quanto rispettoso della Terra e di tutto quello che ci circonda, giusto in quanto socialmente equo e partecipe di un progetto di ridistribuzione della ricchezza. Con episodi autobiografici e riflessioni l'autore delinea una via per costruire un futuro sostenibile e abbracciare un nuovo stile di vita. Il libro che ha reinventato la gastronomia del XXI secolo, in cui sono contenute la filosofia del movimento Slow Food. Intrecciando episodi analisi, impegno ed episodi autobiografiche, Petrini delinea una via per costruire un futuro sostenibile ed esorta il lettore a farsi egli stesso eco-gastronomo per abbracciare un nuovo progetto di vita che dia centralità al cibo.
Altreconomia, [2011]
Abstract: L’homo consumens è una vertiginosa discesa nella scala evolutiva: la Grande Distribuzione Organizzata, con tecniche di marketing scadenti quanto gli gnocchi senza patate, resetta il nostro cervello, cancellando millenni di evoluzione e saperi sul cibo. Segreti inquietanti -dal brand sense alla posizione dello zucchero sugli scaffali- che acquistano spessore nel frasario colorito di Margherita, moglie ben informata di Gian Achille Scarampo, ex-venditore emerito nella GDO. Ma un’altra spesa -in cui il cibo è un valore- è possibile? Lo scoprirete solo comprando! Ma con un gruppo d’acquisto solidale.
Milano : Ponte alle Grazie, 2011
Abstract: Dai surgelati al caffè, dalla carne alla frutta, dai prodotti biologici alla pasta ai latticini: chi sono i gruppi italiani ed esteri che riforniscono i nostri supermercati? Come tutelano la salute dei consumatori? Hanno responsabilità nei confronti dell’ambiente? Quali rapporti hanno con i paesi poveri? Con il mondo delle armi? Con i paradisi fiscali?In questo libro, unico nel suo genere, troverete una miniera di informazioni difficili da reperire, necessarie per scegliere in maniera cosciente e responsabile.
Milano : Altra economia, 2011
Abstract: Sullo sfondo del mercato globale, tenebrosi personaggi tirano i dadi decidendo la vita o la morte per fame di milioni di persone. È Il Grande Gioco della Fame: le mani della finanza internazionale muovono sul terreno di gioco pedine inconsapevoli. L'avido speculatore, il perfido hedge fund, la potente banca manovrano risparmiatori ignari e il contadino del Sud del mondo. Questo manuale d'istruzioni ci spiega i rudimenti per divertirsi con Il Grande Gioco della Fame e racconta con disarmante chiarezza l'intreccio tra speculazione finanziaria e cibo. Un perverso ma affascinante meccanismo per guadagnare tantissimi soldi scommettendo sulla vita altrui. La differenza tra questo e gli altri giochi? Semplice: Il Grande Gioco della Fame è reale.
Roma : Donzelli, 2011
Abstract: L'instabilità dei mercati delle materie prime agricole e i picchi dei prezzi alimentari, la crescita demografica e la modificazione delle diete a livello globale, i vincoli ambientali alla produzione di cibo e le conseguenze del cambiamento climatico: sono tutti elementi che compongono uno scenario di nuova scarsità. Il cibo costerà di più per tutti, con un impatto che sarà più forte sulle fasce più povere della popolazione mondiale, ma che si farà sentire in modo diretto e indiretto anche nei paesi ricchi. I segni del tempo sono ovunque, il più clamoroso è l'esponenziale incremento della domanda internazionale di terra: paesi dotati di grande liquidità ma di scarse estensioni di superfici coltivabili, multinazionali agricole, agglomerati finanziari di diversa natura hanno iniziato ad acquisire o affittare milioni di ettari, soprattutto nelle aree più povere del globo, comprando pezzi interi di altri continenti. Con quali conseguenze per gli equilibri economici e politici internazionali? Con quali effetti sul benessere di aree come l'Italia e l'Europa, coinvolte in questo movimento dalla sempre maggiore integrazione del mercato delle materie prime agricole nella finanza globale? La corsa alla terra delinea i contorni di un futuro in cui l'agricoltura sarà sempre di più un settore strategico e il controllo dei suoli fertili sarà sempre più cruciale per lo sviluppo delle nazioni. Introduzione di Romano Prodi.
Milano : Egea, 2011
Abstract: Il mercato alimentare, dalla commercializzazione delle sementi alla distribuzione dei prodotti commestibili, è in mano a poche potenti multinazionali e a grandi catene di supermercati. Un sistema globalizzato che ha tagliato il prezzo di quello che mettiamo nei piatti, ma a quale costo? Nei paesi avanzati ci si ammala di cibo e si sprecano tonnellate di alimenti, mentre nei paesi poveri quasi un miliardo di persone continua a morire di fame. Perpetuare questo modello ed espanderlo per far fronte alle mutate abitudini alimentari di milioni di cinesi, indiani o brasiliani non è sostenibile. Lo stanno predicando scienziati, visionari e attivisti. Ma soprattutto lo capiscono sempre più persone che si organizzano e agiscono per cambiare le cose dal basso. Un movimento mondiale di contadini di città che coltivano pomodori sui tetti e fragole negli orti collettivi, di consumatori consapevoli che comprano a chilometro zero e costituiscono gruppi di acquisto solidale. Siamo alle prese con l'ultima ossessione delle annoiate élite metropolitane o davvero questi fenomeni stanno contribuendo a riscrivere l'economia alimentare del pianeta?. Prefazione di Carlo Petrini.
[Milano] : Sperling & Kupfer, 2011
Abstract: Light? Integrale? Arricchito? Senza zuccheri? Oggi scegliere cosa mangiare è diventato davvero un'impresa. Soprattutto perché spesso non sappiamo che cosa si nasconda dietro queste definizioni tanto care al marketing. Come acquistare in modo consapevole e secondo le nostre esigenze, evitando prodotti poco salutari o addirittura nocivi? Questa guida, frutto di accurate ricerche, dimostra che è possibile fare la spesa mettendo d'accordo gusto e benessere, aiutandoci a districarci nelle scelte quotidiane e a interpretare etichette e denominazioni per individuare al volo cosa privilegiare e cosa scartare. Organizzato come un vero e proprio viaggio tra gli scaffali e i reparti di un supermercato, il libro contiene preziosi suggerimenti nutrizionali, strategie per migliorare l'alimentazione in famiglia, curiosità salutistiche, indicazioni per prevenire e alleviare molti disturbi e malattie, ricette semplici e appetitose - curate dallo chef Giovanni Allegro - e brevi intermezzi narrativi sul cibo. Finalmente uno strumento pratico, completo e di facile consultazione, che raccoglie un'enorme mole di informazioni e avvertenze documentate con rigore scientifico.
Bengodi : i piaceri dell'autarchia / Camillo Langone
Venezia : Marsilio, 2011
Abstract: Patriottico, gaudente e curiosissimo di sapori autoctoni e piaceri antichi, in Valtellina cerca il violino di capra, in Veneto il tabarro perfetto, nella Bassa Parmense il salame strolghino, in Toscana il sigaro migliore, in Abruzzo la mortadella di Campo tosto, in Puglia la ricotta forte... A Milano lo rende felice la cotoletta alla milanese (a patto che sia alta, tenera, succosa), a Parma stravede per il pesto di cavallo crudo, tra Reggio e Mantova trae grande piacere dai tortelli di zucca, in Romagna deve assolutamente impiastricciarsi le dita con lo squaquerone, corredato o meno di piadina, lungo la costa barese va in deliquio per il polpo arricciato e la tagliatella di seppia... Ma sono piaceri locali, regionali. Solo i lampascioni gli piacciono in tutta Italia. E poi ama i vini: un vero signore che voglia bere ma che non vuole gliela diano a bere, che bottiglia deve stappare? Camillo Langone crede di avere tendenze gnostiche, prova infatti un'incontenibile ammirazione per prodotti introvabili, esoterici, iniziatici e quando scopre che qualcuno di questi, che ritiene il migliore, viene visto in qualche supermercato, se ne dispiace, e quanto se ne dispiace! Ma va da sé che va bene così, anche i lettori la devono pur mettere qualcosa sotto i denti...
Quello che le etichette non dicono : guida per uscire sani dal supermercato / Pierpaolo Corradini
Bologna : EMI, 2011
Abstract: Una guida scritta da consumatore a consumatore per districarsi nella lettura delle etichette dei prodotti di uso quotidiano. Attività utile quanto difficoltosa. La maggior parte del libro è dedicata alle etichette alimentari, con un'importante digressione sugli additivi, ma non mancano indicazioni su altri prodotti da supermercato: dai saponi ai giocattoli, dai farmaci al cibo per gatti. La narrazione, sempre documentata sotto il profilo scientifico, è strutturata come il viaggio nel supermercato in compagnia del Signor No, che deve fare una grande spesa insieme alla figlia prima di partire per le vacanze estive. Lo stile è naturalmente divulgativo, discorsivo e informale nel tentativo di rendere i contenuti più digeribili.
Il libro nero dello spreco in Italia : il cibo / a cura di Andrea Segrè e Luca Falasconi
Milano : Ambiente, 2011
Abstract: Dal 1974 a oggi lo spreco alimentare nel mondo è aumentato del 50%. II 40% del cibo prodotto negli Stati Uniti viene gettato. In Gran Bretagna si buttano tra i rifiuti 6,7 milioni di tonnellate di cibo ancora perfettamente consumabile, per un costo annuale di 10 miliardi di sterline. In Svezia in media ogni famiglia getta via il 25% del cibo acquistato. E in Italia, ogni anno, prima che il cibo giunga nei nostri piatti, se ne perde una quantità che potrebbe soddisfare i fabbisogni alimentari per l'intero anno di tre quarti della popolazione italiana, vale a dire di 44.472.914 abitanti. Lo spreco alimentare è stato per troppo tempo sottostimato, poco indagato e poco documentato. Solo negli ultimi anni, complici la persistente crisi economica globale e il crescente allarme per il cambiamento climatico, si è acuita l'attenzione per questo problema. Lo scopo de Il libro nero sullo spreco in Italia: il cibo, il rapporto curato da Last Minute Market nell'ambito della campagna Un anno contro lo spreco 2010, è quello di analizzare la filiera agroalimentare ed elaborare una stima degli sprechi e una valutazione delle conseguenze economiche, ambientali, nutrizionali e sociali generate dalla gestione delle eccedenze. Risultato? Consumare meno, ma soprattutto meglio, è possibile, basta volerlo.