Trovati 3 documenti.
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Carocci, 2013
Abstract: Con quali occhi i viaggiatori italiani osservavano la Grecia moderna, dove si recavano alla ricerca di quella antica? Quali erano i loro filtri culturali, fino al tempo dell'aggressione italiana nell'ottobre del 1940? Partendo da tali quesiti il volume delinea il formarsi di un'immagine della Grecia, antica e moderna, costretta a confrontarsi con il trionfo di quella Roma antica che stava rinascendo grazie alla retorica fascista e il proporsi delle moderne teorie scientifiche sulla razza e l'evoluzione umana.
A Mosca, solo andata : la tragica avventura dei comunisti italiani in Russia / Arrigo Petacco
Mondadori, 2013
Abstract: Petacco ricostruisce la storia dell'emigrazione politica dei comunisti italiani riparati in Unione Sovietica dopo l'avvento del fascismo: attraverso grandi e piccole vicende umane, tratteggia l'atmosfera irrespirabile del Club degli emigrati di Mosca, una sorta di dopolavoro dove le riunioni si erano trasformate in processi inquisitori. Rivela come le schede compilate e inviate dal PCI, in cui venivano elencati gli errori politici commessi e poi corretti, si fossero rivelate delle denunce che ponevano gli sventurati alla mercé degli inquisitori di Stalin. Descrive il clima ambiguo e inquietante del Lux, l'albergo dove alloggiavano i compagni dirigenti e dove l'acqua scorreva nei lavandini anche la notte per confondere le cimici nel caso qualcuno parlasse nel sonno. E, non ultimo, la misera sorte di tanti bambini i figli del partito -rimasti senza genitori e spediti negli istituti organizzati dal Comintern per forgiare gli uomini nuovi. La vita di tanti italiani si concluse drammaticamente con la fucilazione o la deportazione nel gulag. Gli emigrati che chiesero l'onore della cittadinanza sovietica furono i più sfortunati, perché persero ogni diritto, mentre a coloro che rimasero italiani andò un po' meglio: qualcuno tornò a casa, sia pure a prezzo del silenzio.
[S.l.] : Risguardi, 2013
Abstract: Nell'urbanistica di Cervia e Milano Marittima spiccavano nei primi del Novecento ville e villini firmati da un eclettico architetto dell'epoca: il cervese Matteo Focaccia. Un personaggio della storia dell'architettura e dell'arte, purtroppo dimenticato, che merita di essere riscoperto. Portare alla luce questi illustri fantasmi del Novecento non può che affascinare tanto gli storici quanto i lettori. L'eclettismo è il suo stile predominante e la forma della sua arte ben si definisce nella sintesi presente nel titolo: tra liberty e razionalismo. Il catalogo che accompagna l'omonima mostra dà modo al lettore di riscoprire un'opera vasta, molteplice, articolata attraverso progetti e schizzi originali dei primi alberghi di prestigio e dei tanti villini cervesi dal secondo dopoguerra sino agli anni '60 sia a Cervia, sia a Ravenna in ambito romagnolo.