Trovati 36 documenti.
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All'ombra del lungo camino / Andrea Molesini
BUR, 2017
Abstract: In un lager nazista uno zingaro e un ragazzo ebreo stringono amicizia e si confortano a vicenda, nonostante la fame e la crudeltà cui i loro aguzzini li sottopongono. Ma quando ai prigionieri viene ordinato di costruire un forno dall'imponente camino, diventa chiaro che non c'è più speranza, e che l'eliminazione di massa è vicina. Ed ecco che, quando gli abitanti del campo sono ormai alla disperazione, lo zingaro e il ragazzo vengono soccorsi da alcuni singolari 'aiutanti magici': due fantasmi un pò bisbetici e una puzzola parlante, apparizioni misteriose che forse sono soltanto l'ombra di un sogno, o forse no... Una storia toccante e avvincente, una parabola sul potere della fantasia, che aiuta a sopravvivere e a resistere a tutte le oppressioni.
Mondadori libri, 2017
Abstract: "I volonterosi carnefici di Hitler" è stato uno dei casi più clamorosi della storiografia degli ultimi decenni, un saggio che ha suscitato un intenso dibattito, in Germania e non solo, divenendo in breve un bestseller. Daniel J. Goldhagen ripropone l'inquietante interrogativo di come abbia potuto il popolo tedesco, una delle grandi nazioni della civile Europa, compiere il più mostruoso genocidio mai avvenuto. Esaminando le figure degli «esecutori» e l'antisemitismo radicato nella società tedesca fra il 1933 e il '45, attingendo a materiale inedito e a testimonianze dirette, Goldhagen dimostra che i responsabili dell'Olocausto non furono solo le SS o i membri del partito nazista, ma i tedeschi di ogni estrazione sociale, uomini e donne comuni che brutalizzarono e assassinarono ebrei per convinzione ideologica e per libera scelta, senza subire pressioni psicologiche o sociali. Uno sconvolgente atto d'accusa, un'opera scientifica nel metodo e provocatoria nelle conclusioni, che è fondamentale per comprendere la peggiore tragedia del XX secolo.
Cinema, [2017]
Abstract: Il film racconta della battaglia legale intrapresa da Deborah Lipstadt, contro il negazionista David Irving, che negava l'Olocausto e che citò la scrittrice in giudizio per diffamazione. Il sistema legale britannico prevede in questi casi che l'onere della prova spetti all'imputato, toccò quindi a Lipstadt e al suo gruppo di avvocati guidato da Richard Rampton provare una verità fondamentale, ovvero che l'Olocausto, uno degli eventi più gravi e significativi del XIX secolo, era tutt'altro che un'invenzione.
La strada di casa : il ritorno in Italia dei sopravvissuti alla Shoah / Elisa Guida
Viella, 2017
Abstract: Che cosa è accaduto ai superstiti italiani di Auschwitz, Mauthausen, Buchenwald, Ravensbrück e Dachau? Chi si occupò di loro, e che cosa significò tornare a casa dopo essere sopravvissuti all’esperienza più drammatica del Novecento? Esito di un’ampia ricerca, il volume tenta di rispondere a questi interrogativi e fa luce su alcuni squarci della storia del rimpatrio, in cui s’intrecciano drammi personali e collettivi. Viene così introdotto, sulla base di una rigorosa analisi delle fonti, uno sguardo innovativo sulla storia della Shoah e su quella dell’Italia, colta nella fase di transizione alla democrazia. Ne deriva una storia corale che parla di ricostruzione, di incontri e di abbandoni, e racconta un’umanità che dimostrò poco interesse per le sorti dei reduci dai Lager nazisti.
Storia di una ladra di libri = The book thief
20th Century Fox, 2014
Abstract: Adottata all'età di nove anni, Liesel vive con i genitori adottivi in un quartiere tedesco di operai. Testimone degli orrori del nazismo, Liesel impara a leggere e un giorno torna a casa con un libro rubato e la passione per la lettura inizia a contagiarla sempre di più. Comincia così a collezionare libri su libri, metre i genitori adottivi nascondono un ebreo rifugiato sotto le scale.
Il mistero della buccia d'arancia / Lia Tagliacozzo ; illustrazioni di Angelo Ruta
Einaudi ragazzi, 2017
Abstract: Anna ha i capelli che sembrano un polpo arrabbiato, un fratello rompiscatole - come tutti i fratelli -, due cugine, un cuginetto, due nonni, quattro zìi e una maestra che la fa impazzire. Ma, soprattutto, ha un mistero tutto da scoprire: perché alla nonna Miriam non piacciono le buccette d'arancia caramellate che prepara magicamente il nonno? Per scoprirlo Anna, una bambina ebrea di oggi, si trasforma in una vera detective: dovrà indagare, sottrarre prove e compiere un viaggio nella storia di una famiglia ebrea durante la seconda guerra mondiale. Anna si confronta così con la vicenda drammatica della propria nonna che, bambina anche lei, è stata costretta a fuggire in Svizzera per sottrarsi alla Shoah. "Il mistero delia buccia d'arancia" - rigoroso nella ricostruzione storica e scritto con un linguaggio adatto ai ragazzi dell'ultimo ciclo della scuola elementare e dei primi anni della scuola media - vuole raccontare il passato senza traumatizzare, ma è anche, e soprattutto, una storia di affetto, di vita e di memoria civile.
Mondadori, 2017
Abstract: Nella Germania del Terzo Reich, mentre imperversa l’occupazione nazista e milioni di persone vengono perseguitate, Ernst Lossa si chiede: Perché io? Perché proprio io? Ernst ha solo quattro anni quando, nel 1933, viene separato dalla sua famiglia di nomadi e mandato in un orfanotrofio, e poi da lì trasferito in un riformatorio. Giudicato “irrecuperabile”, all’età di dodici anni viene trasferito ancora, questa volta in un manicomio. Ernst però non si arrende all’immagine di sé che vede riflessa negli sguardi degli altri. Non si sente né diverso, né sbagliato. Nonostante gli orrori nazisti non risparmino neanche i bambini, lui stringe amicizie e vede nascere il suo primo amore, lottando fino alla fine per la salvezza. Tra il 1939 e il 1945 oltre 200.000 persone furono vittime del programma di eutanasia nazista.
Bollati Boringhieri, 2017
Abstract: Prima di vederla, la Shoah era per quasi tutti semplicemente incredibile, non-credibile, troppo oltre l'umana comprensione. Dopo averla vista, oggi, per molti visitatori del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau è l'indicibile, non-dicibile, una violenza troppo grande per poter essere espressa a parole. Queste pagine cercano di trovare una soluzione, anche solo approssimativa al dilemma della memoria: Come fare a trasmettere la memoria dell'indicibile e del non-credibile?, per giunta in un tempo nel quale i testimoni diretti, per motivi anagrafici, stanno rapidamente venendo meno? È questo il difficile compito del direttore di un museo tanto particolare come quello di Auschwitz-Birkenau, ed è questo ciò che Cywinski cerca di fare in queste pagine.
Giuntina, 2017
Abstract: Ha vissuto appena tredici anni Éva Heyman, «la ragazzina con quel meraviglioso visino da mela, con la sua avida curiosità, l'ambizione, la vanità, gli occhi luminosi che sprizzavano energia», come la definiva il suo patrigno, lo scrittore ungherese Béla Zsolt (1895-1949), nel suo mirabile libro autobiografico "Le nove valigie". Éva Heyman nasce il 13 febbraio 1931 a Nagyvárad, l'attuale Oradea in Romania, e termina la sua breve esistenza il 17 ottobre 1944 nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, secondo testimoni oculari selezionata direttamente da Mengele per il forno crematorio. Dal suo tredicesimo compleanno, il 13 febbraio 1944, e fino al 30 maggio, data dell'ultima annotazione, tiene un diario in cui descrive le condizioni di vita sempre più difficili degli ebrei di Nagyvárad. In meno di tre mesi la vita piuttosto agiata e, malgrado la guerra, ancora serena di questa ragazza sensibile e intelligente subisce trasformazioni radicali: prima l'internamento nel ghetto e poi la deportazione ad Auschwitz il 13 giugno. Dalle lettere riportate in questo libro risulta che prima di essere spedita al campo di concentramento Éva Heyman affida il diario a una fedele domestica cattolica della famiglia, la quale al termine della guerra lo restituisce alla madre, la giornalista Ágnes Zsolt, unica sopravvissuta di tutta la famiglia, insieme al secondo marito Béla Zsolt, scampati miracolosamente alla morte.
La storia / Elsa Morante ; letto da Iaia Forte
Versione integrale
Emons audiolibri, 2017
Noi, i salvati / Georgia Hunter ; traduzione di Alessandro Storti
Nord, 2017
Abstract: L'emozionante odissea di una famiglia divisa dalla guerra e unita dalla speranza. Per quanto tempo si può continuare a fare progetti per il futuro, se la guerra incombe? I fratelli Kurc hanno cercato di resistere fino all'ultimo: Addy aggrappandosi alla musica, Mila occupandosi della figlia appena nata, Genek concentrandosi sul lavoro, Jakob rifugiandosi nei sogni e Halina nascondendo la paura dietro la ribellione. Tuttavia, nel settembre del 1939, devono arrendersi all'evidenza: la Polonia non è più sicura per una famiglia di ebrei. Così, per sfuggire al nazismo, sono costretti a dividersi: chi prova a imbarcarsi per il Brasile, chi scappa in Russia, chi si nasconde in piena vista con una falsa identità ariana. Armati solo del proprio coraggio e della forza della disperazione, i fratelli Kurc dovranno adattarsi a questa nuova esistenza di clandestini, affrontando la fame e il freddo, la solitudine e le persecuzioni, senza sapere se il prossimo passo li farà cadere tra le mani del nemico o li porterà più vicini a un porto sicuro. E sarà proprio grazie alla loro determinazione che, alla fine della guerra, si ritroveranno intorno a un tavolo e brinderanno a loro, i salvati… Ispirato alla vera storia della famiglia di Georgia Hunter, Noi, i salvati ci conduce dai jazz club di Parigi alle prigioni di Cracovia, dalle spiagge di Casablanca ai gulag siberiani, mostrandoci come pure nei momenti più bui della Storia c'è sempre una luce che brilla e che ci dà la forza di superare ogni avversità.
L'isola in via degli uccelli / Uri Orlev
Nuova ed.
Salani, 2017
Abstract: Polonia. Ghetto di Varsavia. Alex ha undici anni quando suo padre viene prelevato dalle SS e sua madre scompare nel nulla. Rimasto drammaticamente solo si nasconde in un precario rifugio, un edificio diroccato colpito da una bomba all’inizio della guerra. E questo suo rifugio, un nido inaccessibile tra i tetti del ghetto, non è così diverso dall’isola deserta di Robinson Crusoe. Il ragazzo non ha altre risorse che la propria energia e il proprio ingegno per sopravvivere, per affrontare la paura, le lunghe notti invernali, il freddo, la fame. È solo, e ha davanti a sé un mondo terrificante. Ma è un bambino. E ha il coraggio e la straordinaria forza vitale dell’infanzia, perciò una visione del mondo che, anche in mezzo alla tragedia dell’Olocausto, non può fare a meno di contemplare il gioco. Da una piccola apertura del suo nascondiglio, Alex può vedere la vita che continua a scorrere, la gente che non è segregata come lui. «Vede anche i bambini che vanno a scuola ogni mattina» dice Uri Orlev nell’introduzione, «che, sebbene sembrino così vicini, sono altrettanto lontani da lui di quanto lo fossero le più vicine terre abitate dell’isola di Robinson Crusoe. E poi Alex non ha l’uomo che si chiama Venerdì; ha solo un topolino bianco. E un’altra cosa: la speranza, perché sta aspettando suo padre». Un libro amato dalla critica e dal pubblico, vincitore di premi internazionali: scritto con onestà, innocenza, grande senso dell’umorismo e nessun sentimentalismo, L’isola in via degli Uccelli è un’avventura appassionante, raccontata con poesia, lirismo e coraggio straordinari.
La ragazza tedesca : romanzo / Armando Lucas Correa ; traduzione di Giuseppe Maugeri
Nord, 2017
Abstract: Maggio 1939. Sono 937 gli ebrei a bordo del transatlantico St. Louis, 937 innocenti in fuga dalla violenza della Germania nazista. Tra loro, ci sono Hannah Rosenthal e Leo Martin. Sebbene siano solo due ragazzini, durante la traversata Hannah e Leo decidono di voler passare il resto della vita insieme. Ma è un sogno destinato a non avverarsi: quando la St. Louis arriva in porto, Hannah è tra i pochissimi fortunati a ottenere il permesso di sbarcare. Tutti gli altri passeggeri sono costretti a tornare indietro, in Germania. Compreso Leo… New York, 2014. Anna Rosen riceve uno strano regalo per il suo dodicesimo compleanno: la lettera di una certa Hannah Rosenthal, che sostiene di essere la sua prozia paterna. Per Anna è un'occasione da cogliere al volo: Hannah è l'unica che conosca la verità su suo padre, scomparso prima che lei nascesse. E quindi decide d'incontrarla, scoprendo così la storia di una donna che ha lottato per farsi strada in un Paese straniero, una donna che ha dovuto dire addio al suo amore, ma che non ha mai perso la speranza di poterlo riabbracciare. E, grazie ad Anna, Hannah riuscirà finalmente a riconciliarsi col proprio passato e a capire che per essere felici non basta sopravvivere, ma bisogna essere pronti ad affrontare sino in fondo tutte le sfide che il futuro ha da offrire. Prendendo spunto da una delle pagine più oscure e dimenticate dell'Olocausto, Armando Lucas Correa ci conduce dalle strade cupe della Berlino di Hitler ai balli sontuosi a bordo della St. Louis, dal sole di Cuba prima della rivoluzione alla New York dei nostri giorni, seguendo le storie di due donne accomunate dal coraggio e dal desiderio di trovare il proprio posto nel mondo. Due donne lontane nel tempo, eppure legate dal filo invisibile del destino.
La pioggia porterà le violette di maggio / Matteo Corradini
Lapis, 2017
Abstract: Clara ama Samuel ma anche suonare il clarinetto. E nella custodia di un antico clarinetto trova un biglietto d'amore per una ragazza chiamata... Clara. Così alla Clara di oggi viene una pazza voglia di ritrovare la Clara di ieri, ma l'unico indizio è lo strumento musicale. In un viaggio strampalato sul furgoncino di una band di metallari, in una Praga misteriosa dove l'amore di oggi s'intreccia alla Memoria del ghetto di Terezin.
Rizzoli, 2017
Abstract: All'inizio degli anni Trenta Bronislaw Huberman è un musicista di eccezionale talento e fama, cresciuto in una famiglia poverissima con un padre padrone che ha sempre riversato su di lui tutte le sue ambizioni musicali frustrate. All'apice della gloria, tenendosi ben lontano dalla politica, Huberman si considera «in primo luogo un violinista, poi un polacco, un europeo e un ebreo». Ma improvvisamente il mondo va in pezzi: la politica antisemita di Hitler si inasprisce fino a culminare nelle leggi razziali, Huberman non può più rimanere indifferente e si vota anima e corpo alla causa dell'antinazismo. Utilizzando la sua unica arma: la musica. Nasce così l'idea di fondare l'Orchestra Sinfonica Palestinese, un ensemble di meravigliosi musicisti esclusivamente ebrei, così da richiamare in Terra Santa oltre mille persone - soprattutto dai territori già in mano a Hitler - e salvarle di fatto dall'Olocausto imminente. La Sinfonica diventa la magnifica ossessione di Huberman, un'ossessione intorno alla quale chiama a raccolta tanti amici, i colleghi, i più illuminati leader politici ebrei. Si impone una rocambolesca lotta contro il tempo per selezionare personalmente i musicisti, ottenere i permessi, e soprattutto raccogliere fondi. Quando tutto sembra perduto è Albert Einstein l'uomo della provvidenza: conquistato anch'egli alla causa, organizza con Huberman un ricevimento al Waldorf Astoria di New York durante il quale vengono raccolti gli ottantamila dollari che mancano per far partire il progetto in Palestina. Il 1° dicembre 1936, sotto il tetto pericolante del Padiglione del Levante di Tel Aviv, l'Orchestra composta da settanta musicisti di oltre quindici Paesi diversi sale per la prima volta sul palco, diretta nientemeno che dal maestro Toscanini, antifascista e antinazista convinto. Dentro si accalcano circa tremila persone, fuori se ne assiepano altre centinaia, chi con un orecchio premuto contro il muro, chi con lo sguardo fisso a una finestra. È un trionfo. Di fratellanza universale prima ancora che musicale.
Diari a confronto : Anna Frank, Etty Hillesum / Enzo Romeo ; traduzione dai diari di Stefano Musilli
Ancora, 2017
Abstract: L’alloggio segreto di Anna Frank e la casa di Etty Hillesum si trovano a poca distanza l’uno dall’altra, tra i canali di Amsterdam. È qui che si incrocia la storia di due donne straordinarie, destinate ai campi di concentramento dagli occupanti tedeschi, ma decise a vivere fino in fondo il tempo che è loro concesso. Sia Anna che Etty fissano su un diario la quotidianità della propria esistenza gravata dalla barbarie nazista, ma ancor più delineano il percorso delle loro anime, affinate ogni giorno dalla prova, dal dolore, dal rischio. Scavando nel pozzo delle risorse interiori, preservano uno spazio di libertà e dignità che nessuno può rubare, neppure il più crudele delle SS. Il volume mette a confronto i diari di Anna ed Etty, seguendo una traiettoria antologica suddivisa per temi.
Primo Levi / sceneggiatura: Matteo Mastragostino ; disegni: Alessandro Ranghiasci
BeccoGiallo, 2017
Abstract: Autunno. A pochi mesi dalla morte, Primo Levi incontra gli alunni della scuola elementare Rignon di Torino, la stessa che lui frequentò da piccolo. Inizia così il lungo cammino di conoscenza in cui lo scrittore prenderà per mano i bambini e li accompagnerà con pacatezza nel suo dramma personale, cercando di spiegare con delicata fermezza cosa sia stato l'Olocausto e come sia riuscito a sopravvivere all'inferno di Auschwitz. Domanda dopo domanda, gli studenti apriranno gli occhi sulla pagina più nera della storia del secolo scorso, guidati dalla voce e dai gesti di uno dei suoi più autorevoli testimoni.
I luoghi della Shoah in Italia / Bruno Maida
Edizioni del capricorno, 2017
Io non mi chiamo Miriam / Majgull Axelsson ; postfazione di Bjorn Larsson
Mondolibri, 2017
Abstract: «Io non mi chiamo Miriam», dice di colpo un’elegante signora svedese il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno, di fronte al bracciale con il nome inciso che le regala la famiglia. Quella che le sfugge è una verità tenuta nascosta per settant’anni, ma che ora sente il bisogno e il dovere di confessare alla sua giovane nipote: la storia di una ragazzina rom di nome Malika che sopravvisse ai campi di concentramento fingendosi ebrea, infilando i vestiti di una coetanea morta durante il viaggio da Auschwitz a Ravensbrück. Così Malika diventò Miriam, e per paura di essere esclusa, abbandonata a se stessa, o per un disperato desiderio di appartenenza continuò sempre a mentire, anche quando fu accolta calorosamente nella Svezia del dopoguerra, dove i rom, malgrado tutto, erano ancora perseguitati. Dando voce e corpo a una donna non ebrea che ha vissuto sulla propria pelle l’Olocausto, Majgull Axelsson affronta con rara delicatezza e profonda empatia uno dei capitoli più dolorosi della storia d’Europa e il destino poco noto del fiero popolo rom, che osò ribellarsi con ogni mezzo alle SS di Auschwitz. Io non mi chiamo Miriam parla ai nostri giorni di crescente sospetto verso l’«altro» interrogandosi sull’identità – etnica, culturale, ma soprattutto personale – e riuscendo a trasmettere la paura e la forza di una persona sola al mondo, costretta nel lager come per il resto della vita a tacere, fingere e stare all’erta, a soppesare ogni sguardo senza mai potersi fidare di nessuno, a soffocare i ricordi, i rimorsi, il dolore per gli affetti perduti: «Non si può dire tutto! Non se si è della razza sbagliata e si ha vissuto sulla propria pelle l’intero secolo.»