Trovati 8 documenti.
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Imparare : il talento del cervello, la sfida delle macchine / Stanislas Dehaene
Raffaello Cortina, 2019
Abstract: Il gioco, il piacere, la curiosità, la socializzazione, la concentrazione o il sonno possono aumentare ancora quello che è già il più grande talento del nostro cervello: imparare! Il nostro cervello ha, fin dalla nascita, un talento che nemmeno i migliori software di intelligenza artificiale riescono ancora a imitare: la capacità di imparare. Persino il cervello di un bambino impara più velocemente e in modo più approfondito del più potente dei computer in circolazione oggi. Negli ultimi trent’anni sono stati fatti passi importanti nella comprensione dei principi fondamentali della plasticità cerebrale e dell’apprendimento. Il funzionamento della memoria, il ruolo dell’attenzione, l’importanza del sonno sono scoperte ricche di conseguenze per ciascuno di noi. Delle idee molto semplici sul gioco, il piacere, la curiosità, la socializzazione, la concentrazione o il sonno possono aumentare ancora quello che è già il più grande talento del nostro cervello: imparare!
Solferino, 2019
Abstract: L’evoluzione tecnologica sta portando un grande progresso in molti campi della vita dell’uomo ma anche un impatto pericoloso sul suo comportamento. Gli smartphone su cui passiamo la maggior parte del nostro tempo sono oggi vere e proprie protesi di corpo e mente e stanno conducendo a una divisione tra due cervelli: il nostro e quello che «portiamo in tasca». Una relazione pericolosa, secondo Vittorino Andreoli, che in queste pagine ricostruisce origini e funzioni dell’organo naturale mettendolo a confronto con quello artificiale, che ne è figlio, per comprendere i rischi psicologici e sociali che la rivoluzione digitale, dal computer ai tablet, dall’invenzione del web all’avanzata della robotica, ha innescato per giovani e adulti, in famiglia, nei legami e sul lavoro. La nostra identità rischia uno sdoppiamento? L’intelligenza artificiale da appendice diventerà parte integrante del nostro corpo prendendo alla fine il sopravvento? Sono solo alcune delle domande cui questo saggio cerca di dare una risposta con un’analisi affascinante sulle nostre origini e il futuro prossimo che ci aspetta. "Il mondo digitale e il mondo guidato dal cervello umano sono non solo distinti, ma contrapposti. Vivendo con due cervelli a dispozione, quello nella testa e quello in tasca, si delinea un momento critico con il passaggio dall'uno all'altro".
Il Punto d'incontro, 2019
Abstract: Siamo sempre più anziani. E l'invecchiamento porta inevitabilmente a una degenerazione del cervello. A lungo si è creduto che ciò fosse responsabile di un graduale rallentamento nelle performance e della demenza. Poi però si è scoperto che alcune persone rimangono mentalmente sane, nonostante gravi cambiamenti degenerativi cerebrali. Gerald Hüther, tra i principali studiosi in materia, riprende questa scoperta e la collega a un'altra più recente, vale a dire la grande capacità di rigenerazione e compensazione del cervello, presente anche in età avanzata. Da qui la sua innovativa ipotesi sulla demenza: il fattore decisivo non è dato dalle alterazioni degenerative legate all'età, bensì dalla perdita di potenziale neuroplastico. La buona notizia è che la capacità di autoguarigione può essere mantenuta in età avanzata, a patto che creiamo le condizioni necessarie. "Demenza senile e rigenerazione del cervello" ha il potere di cambiare radicalmente non solo la nostra visione della demenza, ma anche il nostro atteggia- mento nei confronti della vecchiaia e, più in generale, della vita.
Raffaello Cortina, 2019
Abstract: Possiamo “trovare” la coscienza nel cervello? In che modo i processi neuronali si riferiscono alla nostra esperienza di un senso d’identità personale? Dove fi nisce il cervello e inizia la mente? Secondo Northoff, investigando la coscienza attraverso la sua assenza – nelle persone in stati vegetativi –, possiamo sviluppare un modello per comprenderne la presenza in una persona sana e attiva. Per esempio, prendendo in esame il riconoscimento di sé, distorto nei pazienti con disturbi psichiatrici come la schizofrenia, possiamo iniziare a capire come l’esperienza del “Sé” si consolidi in un cervello stabile. Adottando un approccio integrato, il libro mostra come le intuizioni provenienti dalle neuroscienze possono essere applicate alle domande fi losofi che sulla coscienza e sulla mente umana.
La coscienza è un istinto : il legame misterioso tra il cervello e la mente / Michael S. Gazzaniga
Raffaello Cortina, 2019
Feltrinelli, 2019
Abstract: “Dove ho messo le chiavi?” “Dove ho parcheggiato la macchina?” “Quel tipo lo conosco, ma come si chiama...?” Se ti è capitato di farti queste domande, questo libro è per te. Il cervello delle meraviglie è un libro essenziale per consentire a tutti di comprendere i “bug” che il nostro cervello affronta quotidianamente: le sensazioni di déjà-vu, le parole “sulla punta della lingua”, le dimenticanze ricorrenti... In modo molto pedagogico, semplice e descrittivo, Éric Gaspar decifra queste peculiarità del cervello alla luce delle ultime scoperte della neuroscienza. Ci insegna ad “assumere il potere” del nostro cervello e ci offre soluzioni pratiche per superare quei tanti piccoli bug mentali che complicano la nostra vita. Per coloro che vogliono approfondire le problematiche, ogni situazione descritta include anche una parte più tecnica e dettagliata, che sintetizza gli ultimi progressi della neuroscienza e alcune delle scoperte più recenti dei massimi ricercatori di tutto il mondo. I segreti del nostro cervello oggi, finalmente, alla portata di tutti.
Il cervello morfologico / Carlo Semenza, Francesca Franzon, Chiara Zanini
Carocci, 2019
Abstract: Ogni parlante riconosce che gatto, gatte e gattile sono parole diverse tra loro, ma parimenti associate al concetto di ‘gatto’. Il cervello morfologico è il cervello che riconosce la forma delle parole analizzando le componenti in cui queste si articolano. Come sono rappresentate e memorizzate le parole nel lessico mentale e nel cervello? Con quali meccanismi una parola viene attivata allo scopo di essere prodotta e come viene analizzata per essere compresa? Come variano tali meccanismi a seconda del tipo di parola? Il libro risponde a queste domande facendo ricorso ai metodi delle neuroscienze con l’ausilio della psicolinguistica e della linguistica teorica.
Neuroscienze cognitive della musica : il cervello musicale tra arte e scienza / Alice Mado Proverbio
Zanichelli, 2019
Abstract: La predisposizione alla musica è codificata geneticamente? Quanto conta la pratica per lo sviluppo delle abilità musicali? È possibile imparare a suonare o cantare in età avanzata? Qual è il segreto per non «steccare»? Perché si avverte l'impulso di muoversi a ritmo ascoltando un brano musicale? Perché una melodia in tonalità minore sembra triste? La percezione della dissonanza è culturale o innata? Quando un musicista improvvisa, cosa accade nel suo cervello? Neuroscienze cognitive della musica esamina i diversi processi che si attivano, da un lato, durante l'esecuzione e la composizione musicale e, dall'altro, durante l'ascolto, mettendo in luce i principi del godimento estetico della musica. Tra i temi approfonditi: gli effetti della musica su mente e cervello, le basi neurali dell'immaginazione musicale, il ruolo dei processi automatici e controllati nell'apprendimento della musica, l'importanza della memoria procedurale per la prestazione musicale, la lettura «a prima vista» dello spartito, gli effetti terapeutici del canto e della pratica musicale nella riabilitazione motoria e per il trattamento delle malattie neurodegenerative. È un testo per studiosi di neuroscienze, educatori e musicoterapeuti, musicisti e studiosi di musica. L'autrice segue lo sviluppo della mente musicale nell'arco della vita dell'essere umano, dal grembo materno fino all'età senile. Attraverso studi sperimentali provenienti dai laboratori di tutto il mondo vengono sfatati miti e spiegati fenomeni: espressioni quali «avere orecchio», «buttare l'occhio», «la memoria della mano» trovano qui un'adeguata spiegazione scientifica. Due le sezioni particolarmente innovative: una relativa al ruolo dei neuroni specchio audiovisuomotori nell'apprendimento della musica, nell'affinamento dell'abilità esecutiva, nella capacità di coordinarsi con i cointerpreti e cogliere le intenzioni espressive del direttore d'orchestra; l'altra riservata alla neuroestetica, disciplina che descrive i meccanismi neurali dell'esperienza estetica musicale, offrendo una spiegazione scientifica a come la musica sia in grado di modificare lo stato d'animo dell'ascoltatore e indurre emozioni specifiche, tanto da essere utilizzata a fini espressivi e narrativi in altri ambiti artistici quali, ad esempio, il cinema: alla neuroestetica della musica da film è dedicato appunto l'ultimo capitolo del libro.