Trovati 5 documenti.
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Dolcissimo amore dagli occhi grandi / Sergio Zerunian ; introduzione di Antonia Arslan
Brioschi, 2020
Abstract: In una terra feconda dell'Anatolia orientale, dove popoli e culture si sono succeduti nei secoli, Hagop Motian, imprenditore agricolo armeno nella piana di Malatia , coltiva frutteti ed ettari di grano insieme al fratello. Nel 1894, ai primi vagiti dell'intolleranza turca verso gli Armeni cristiani, entrambi vengono decapitati per mano dei cavalieri del sultano Abdiil-Hamid II. Due anni dopo i figli maschi di Hagop, seppur piccoli, saranno costretti a lasciare l'Armenia anatolica per sopravvivere al Grande Male e alla furia dei Turchi. Il diciannovesimo secolo volge al termine e, a molti chilometri di distanza, a Maenza, sulle colline romane dei Monti Lepini, vive Antonio Belli, dedito all'olivicoltura e al lavoro nei campi. Suo figlio Ferdinando, emigrato negli Stati Uniti e combattente per la Patria, proprio a Maenza conosce Sergio, ovvero Sarkis Motian, figlio di Hagop. Sergio ospita la sorella Veronica e i suoi bambini Nazareth e Avedis Zerunian, fuggiti dall'Armenia durante la coda del genocidio. Il Novecento vede intrecciarsi i destini delle due famiglie. Le loro storie, intense e straordinarie, accompagnano la grande Storia e attraversano sottotraccia oltre metà del ventesimo secolo, fino alle nozze che portano alla nascita dell'autore.
Guerini e associati, 2020
Abstract: I telegrammi di Talat Pasha, l'architetto del Metz Yeghern - il Grande Male -, qui tradotti per la prima volta in lingua italiana, non lasciano dubbi: quello patito dagli armeni fu un genocidio, il primo del XX secolo. Taner Akçam, coraggioso intellettuale e storico turco, rifugiatosi negli Stati Uniti per la sua lotta per la verità, ancora oggi insopportabile per il regime di Ankara, ha lavorato su preziosi ed eloquenti documenti originali inediti, restituendo con precisione al lettore, passo dopo passo, istruzione dopo istruzione, le varie fasi di preparazione, innesco e divampare dello sterminio. Una macchina della morte su ampia scala affidata alla carta e all'inchiostro, intrisa del sangue di oltre 1.500.000 vittime. L'Opera fondamentale di Akçam ci fa entrare nei meandri dell'organizzazione genocidaria e nella logica dei carnefici. Il negazionismo di Stato che cerca di giustificare, ridimensionare o del tutto misconoscere questo immenso buco nero della Storia, su cui affonda la nostra contemporaneità sia in Europa sia nel Medio Oriente, è qui messo definitivamente con le spalle al muro.
Mia nonna d'Armenia / Anny Romand ; traduzione di Daniele Petruccioli
La Lepre, 2020
Abstract: È la storia di una donna fuori dal comune, Serpouhi, che ha conosciuto la sofferenza della deportazione, della morte di suo marito e dell’abbandono dei suoi figli, senza neppure conoscere, come sempre accade nei grandi crimini commessi contro l’umanità, il perché di tanto odio. Perché ci si accanisce contro il popolo armeno? Perché la sua vita è distrutta da tanta malvagità?
Paoline, 2020
Abstract: Durante la Prima guerra mondiale le autorità turche mettono in atto repressioni e massacri nei confronti del popolo armeno, cristiano nell'islamico Impero ottomano. È un vero e proprio genocidio, il primo del XX secolo. In questo contesto si svolge il racconto, basato su fatti storici, ambientato nell'ospedale armeno di Costantinopoli. Intorno alla figura del direttore, il dottor Vahann Ohannian, ruotano diversi episodi e personaggi, ognuno dei quali rappresenta una testimonianza degli orrori perpetrati dai turchi, e qualche volta anche una speranza di rinascita. Delicatezza e angoscia convivono in queste pagine cariche di umanità. Il testo è stato scritto nel 1917 (e pubblicato in francese nel 1918), in epoca molto vicina ai fatti storici raccontati.
Storia degli Armeni / Aldo Ferrari, Giusto Traina
Il Mulino, 2020
Abstract: Oggi l'Armenia è una piccola repubblica ex-sovietica, ma gli armeni nel mondo si trovano un po' ovunque. Quasi quattro milioni di persone parlano una delle due varianti della lingua armena (orientale e occidentale); moltissimi altri armeni della diaspora non ne parlano, ma hanno piena coscienza della propria identità. Se andiamo indietro nel tempo, ripercorrendo i principali luoghi della memoria degli armeni, possiamo seguire nel corso dei secoli le vicende di un popolo vivace e combattivo, dalla cultura sorprendente sul piano artistico e letterario, capace di adattarsi a territori difficili e prosperare sia sotto governanti armeni, sia sotto il dominio di altri regni e imperi, senza perdere la propria identità culturale e religiosa. Questa breve introduzione racconta la loro storia dal regno di Urartu nel nono secolo a.C. alla giovane repubblica post-sovietica.