Trovati 11 documenti.
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Il Saggiatore, 2020
Abstract: Notifiche e notizie, comunicati e collegamenti, breaking news e ultim'ora. Notizie, notizie e ancora notizie. Notizie che precipitano a cascata nei nostri social network. Notizie che corrono su schermi accesi, fra i binari di treni e metropolitane, su canali che trasmettono sempre lo stesso telegiornale. Notizie che strillano catastrofiche sui fogli dei quotidiani, notizie che irrompono nei computer, notizie che brillano sui cellulari accompagnate da radiose pubblicità. Immagini inquietanti, video scioccanti e fatti sconvolgenti catturano di continuo il nostro sguardo. Sono come brevi lampi di paura, scosse emotive a cui segue inevitabile l'indifferenza, ondate di dopamina informativa che diventano fonte di stress e causa di malessere, e che anziché renderci più consapevoli ci portano ad autentiche distorsioni della realtà: ingigantiamo problemi trascurabili e trascuriamo problemi giganteschi. Invece di intervenire, ci consegniamo al ruolo di spettatori impotenti. Contro questa dipendenza moderna - più perniciosa dell'alcol, più invisibile dello zucchero -, Rolf Dobelli osserva da anni una rigorosa astinenza. "Smetti di leggere notizie" è un invito a liberarci dell'informazione usa e getta, e insieme una guida pratica per preservarci dai suoi temibili effetti. Proviamo a seguire una dieta dal flusso di notizie che ci sta assordando: eliminiamo le fonti più frenetiche e gridate, stiamo lontani dagli smartphone e dai notiziari. Ricaveremo un tempo più esteso per la riflessione, gli incontri e i progetti. Impareremo a mettere nella giusta prospettiva i problemi e capiremo che intervenire è più importante che abbandonarci passivamente alla ragnatela delle notifiche. Ne guadagneremo in tempo e salute, e forse ci scopriremo più creativi e felici.
La disinformazione felice : cosa ci insegnano le bufale / Fabio Paglieri
Il Mulino, 2020
Abstract: Elefanti nani, inesistenti regni medievali, parodie politiche scambiate per vere, panzane virali e dibattiti privi di senso sui social media. Le bufale un tempo erano oggetto di curiosità, bizzarri orpelli della credulità umana di cui discutere fra il serio e il faceto. Oggi causano allarme sociale, come ci dimostra la cronaca recente: la baraonda digitale prodotta dal diffondersi di un'epidemia può minare alla radice i tentativi di combatterla, o al contrario facilitare una risposta collettiva sensata ed efficace. Perché la disinformazione online è soprattutto il sintomo di cambiamenti radicali nelle nuove tecnologie di comunicazione. Convivere felicemente con tutto questo è possibile, e persino necessario. Per farlo, bisogna considerare le bufale non spazzatura di cui sbarazzarsi, ma piuttosto fantastici laboratori su cui affinare le nostre competenze. Una proposta originale per orientarsi meglio nella nuova ecologia dell'informazione.
La società della fiducia : da Platone a WhatsApp / Antonio Sgobba
Il Saggiatore, 2020
Abstract: Posso fidarmi di te? Quante volte lo avete detto nel corso della vostra vita, in amicizia, in amore, sul lavoro, prima di una confessione imbarazzante. In realtà, avete posto questa domanda in molte più occasioni, e continuate a farlo, senza nemmeno rendervene conto: ogni volta che leggete una notizia, che il medico vi prescrive una terapia, che un istruttore vi corregge la postura, addirittura mentre attraversate la strada; lo avete fatto quando siete rimasti a casa per mesi senza vedere nessuno perché ve lo aveva chiesto un governante alla tv e quando poi siete usciti perché vi hanno detto che potevate farlo senza pericolo. È così: la fiducia regola l'intera vostra esistenza. Eppure da qualche tempo la situazione non vi pare più quella di prima: i giornalisti vi sembrano tutti pennivendoli, i politici incompetenti, gli scienziati truffatori al soldo delle multinazionali; internet vi grida ogni minuto che nulla è come appare, esperti si azzuffano quotidianamente sostenendo l'uno l'opposto dell'altro, le massime cariche istituzionali condividono sui social una bufala dopo l'altra. Come fate a fidarvi ancora, e di chi poi? Ma, soprattutto, come siamo arrivati a questo onnipresente, confuso scetticismo, e che futuro può attenderci date queste premesse? Antonio Sgobba ricostruisce la storia della fiducia, ribaltando luoghi comuni e offrendoci punti di vista inediti da cui guardarci attorno: dalla peste nell'Atene di Socrate, con l'ardua scelta del saggio a cui affidarsi, alle epidemie del presente, in cui «bolle» di riferimento e «camere dell'eco» aiutano i virus a prosperare; dalle notizie inventate nella Francia ottocentesca alla postverità nell'era di Facebook e WhatsApp; dalle riflessioni di Platone sull'esperienza diretta a quelle di David Foster Wallace sul rapporto tra autorità e linguaggio. "La società della fiducia" è un viaggio alla scoperta della nostra inesauribile diffidenza, e dei modi che abbiamo trovato per continuare a credere gli uni negli altri. Perché, come abbiamo capito tanto tempo fa, se vogliamo restare uniti dubitare è bene, ma fidarsi è meglio. Molto, molto meglio
Frassinelli, 2020
Abstract: Nell'aula professori di una non meglio identificata scuola superiore, con una regolarità dettata dagli orari di docenza e soprattutto dalle anelate ore buche, due insegnanti di scienze si incontrano, chiacchierano del più e del meno e disquisiscono di massimi sistemi sotto lo sguardo benevolo e forse moderatamente onnisciente dell'epicureo bidello Mario. Avendo formazione scientifica, i due uomini non possono evitare di valutare la loro condizione – umana, s'intende – precariamente associata a quella di un pianeta che assomiglia molto a un arancino (con una crosta fragile e un centro incandescente) vagante nell'universo infinito. Per uno dei due, d'ora in poi il Professore, è anche diventato difficile, se non impossibile, rispettare i dettami del programma: gli pare umiliante raccontare e vendere per certezza granitica qualche legge, confutabile per sua stessa natura, a quei ragazzi che di certezze ne hanno pochissime. È così che, per conquistare un posto nel mondo che sia all'altezza delle sue ambizioni, il Professore si imbatte nell'Agenzia. Che dopo una serie di workshop e di test, lo arruola nelle sue fila per una missione molto particolare: distruggere la reputazione di un uomo politico diffondendo fake news. Niente di più facile, e un trampolino di lancio per il Professore. Ma soddisfare le aspettative della inquietante e potentissima Agenzia, non basta. E il patto del Professore prevede un prezzo sempre più alto.
Mondadori, 2020
Abstract: Che cosa facciamo, oggi, quando conosciamo una persona nuova, sul lavoro o nella vita quotidiana? Quasi sempre digitiamo il suo nome su Google, "onnipotente Leviatano" dei giorni nostri, alla ricerca di informazioni e curiosità. Ma se il primo link che compare riporta una notizia spiacevole, che getta ombre sul suo conto, chi di noi è disposto a scorrere fino alla quinta pagina, per scoprire che si tratta di una fake news? La brutalità della disinformazione può trasformare la vita di una persona innocente in un calvario. E alla quinta pagina, di solito, ci si arriva solo se si è proprio quella persona. L'imprenditore italiano Enea Angelo Trevisan ha vissuto questo calvario, ma è riuscito a trasformare la sua sventura nell'idea di Ealixir, un'azienda nel campo del diritto all'oblio applicato al Web. La sua storia umana e professionale, qui narrata in prima persona con Francesco Francio Mazza, dimostra che grazie alla "superficialità positiva" e alla voglia di rischiare dopo aver toccato il fondo è possibile rialzarsi, per arrivare fino in vetta. Ma la storia di Trevisan pone anche domande di straordinaria attualità sul nostro presente: come conciliare diritti dell'individuo e libertà di stampa, web reputation e presunzione d'innocenza? Lungo i tortuosi sentieri che si snodano tra link, pagine web e social network, l'immagine pubblica e quella privata collidono in una terza rappresentazione di noi stessi che spesso non ci appartiene e in cui fatichiamo a riconoscerci. Oggi più che mai, in un mondo in cui la reputazione personale è sempre più importante - e sempre più fragile -, "voler essere nessuno" è un diritto da rivendicare con forza.
Centauria, 2020
Abstract: Si parte dalle fake news: dalla loro nascita nel mondo predigitale fino alla loro "esplosione" online. Da dove arrivano, chi le produce e perché, come fanno a diffondersi tanto in fretta e con quali strumenti? Un focus è dedicato ad alcuni "rami" specifici e particolarmente preoccupanti delle fake news: quelle a uso politico/etnico, quelle a tema sanitario (vaccini/autismo), fino alla deriva del complottismo e della pseudoscienza (Bilderberg, scie chimiche). Questa parte si conclude poi con un approfondimento su fact-checking e con un prontuario su come verificare in prima persona le notizie e non cascare nelle bufale. La seconda parte del libro è dedicata invece agli haters e al cyberbullismo, spiegando l'evoluzione nel tempo di questo uso della rete e indicando anche possibili rimedi o metodi di comportamento, se si è vittime di questi fenomeni. Chi sono gli haters, da dove arrivano e quali sono i loro obiettivi? Questa sezione ha anche un focus su due fenomeni più "adulti": il doxxing, ovvero l'esposizione al pubblico di informazioni private con intento diffamatorio, e il revenge-porn, la diffusione a scopo di vendetta di contenuti sessuali espliciti. In entrambe le parti lo svolgimento del libro unisce un racconto cronologico dei fenomeni a una spiegazione dettagliata, con l'aggiunta di casi specifici e aneddoti di rilevanza internazionale o dal forte valore simbolico, corredando tutto con dati, statistiche e report utili per contestualizzare il fenomeno.
La scienza dei dati in biblioteca : otto ricette e un'appendice / Danilo Deana
Editrice bibliografica, 2020
Abstract: Una biblioteca, se vuole vivere, deve crescere. Si tratta di una legge formulata da Ranganathan, il fondatore della moderna biblioteconomia, la cui validità è sotto gli occhi di tutti. Lo dimostra la situazione estremamente critica in cui si trovano, proprio per il fatto di non essersi sviluppate, molte delle biblioteche italiane definite “di conservazione”. Negli anni successivi alla Seconda guerra mondiale è stata progressivamente messa a punto una serie di misure e di indicatori per valutare l’efficienza e l’efficacia dei servizi delle biblioteche e stabilire così il loro stato di salute. Le ricette contenute in questo libro hanno l’obiettivo di fare un ulteriore passo in avanti, applicando i principi che stanno alla base della scienza dei dati ai problemi della biblioteconomia. Non solo mettono in relazione tra loro le informazioni sinora raccolte, ma permettono anche di formulare previsioni sul futuro. L’obiettivo è rendere possibile stabilire quale sia l’effettiva condizione in cui si trova una biblioteca e quali azioni debbano essere intraprese per migliorarla. Le decisioni conseguenti, basate su fatti, sono le uniche che possono rivelarsi utili per i lettori.
Laterza, 2020
Abstract: Attraverso i protagonisti della politica mondiale, questo libro racconta come la logica della trasgressione ha distrutto la credibilità e la coerenza del discorso politico. Siamo da tempo entrati in quella che Christian Salmon definisce ‘la spirale del discredito’. Quattro i momenti fondamentali che ne scandiscono temporalmente i tratti distintivi: l’impasse ideologica della politica e lo sviluppo dello storytelling tra il 1989 e il 2001; l’epoca del sospetto tra il 2001 e il 2008; la guerra delle ‘storie’ tra il 2008 e il 2016; e infine, a partire dal 2016, il puro e semplice scontro. Numerosi i protagonisti politici di queste fasi storiche: da Obama a Trump, da Sarkozy a Macron, da Berlusconi a Salvini. All’inizio hanno beneficiato dell’esplosione del web, della nascita dei primi social networks, un ambiente favorevole alla produzione e alla diffusione del racconto della politica. Ma, al servizio degli attori politici, ciò si è tradotto presto in un’inflazione delle stories che ha eroso la fiducia nei racconti screditando repentinamente la parola pubblica. Traendo spunto dalle campagne di comunicazione degli attori politici più in vista, Salmon analizza quel processo che non sembra più rispondere a una strategia narrativa accattivante, ordinata e coerente, ma appare legato a logiche di rottura e trasgressione seriale, la cui efficacia risiede proprio nell’imprevedibilità e nella violenza con cui il racconto raggiunge il pubblico. Così, in tempi che non suscitano altro che pulsioni e fratture, non resta che il conflitto frontale.
Chiarelettere, 2020
Abstract: Questo libro racconta con passione e competenza un mondo troppo poco esplorato, anche attraverso testimonianze importanti, come quella di David Quammen, autore del libro Spillover che ha anticipato la vera natura della pandemia di Coronavirus, e di Avaaz, ong impegnata da anni contro la disinformazione. Virus e malattie, vaccini, riscaldamento globale ed emergenza climatica, 5G e campi elettromagnetici, economia e immigrazione, i grandi temi del nostro tempo sono accompagnati da un profluvio di informazioni non sostenute da dati né da una vera ricerca scientifica. Fake news e tesi complottiste sono sempre esistite, eppure non sono mai state così pericolose: la forza che hanno i dispositivi elettronici di amplificarle sembra del tutto incontrollabile. Sempre più persone si informano tramite i social e le piattaforme online, e a risultare minata è la credibilità dei media tradizionali. L’ondata di sfiducia che ha investito istituzioni, partiti e politici ha colpito anche il sistema dell’informazione e questa perdita di autorevolezza è terreno fertile per la diffusione di bufale di ogni tipo, come questo libro ben documenta. Valentina Petrini ha da sempre fatto della ricerca della verità la sua cifra giornalistica, fin dall’inchiesta sull’ex Ilva di Taranto, fra le prime a denunciare l’aumento dell’incidenza di tumori e malattie respiratorie nell’area dell’acciaieria. Oggi, con la trasmissione Fake - La fabbrica delle notizie, sottopone ad attenta verifica ciò che i media spacciano per verità.
Centauria, 2020
Abstract: Si parte dalle fake news: dalla loro nascita nel mondo predigitale fino alla loro "esplosione" online. Da dove arrivano, chi le produce e perché, come fanno a diffondersi tanto in fretta e con quali strumenti? Un focus è dedicato ad alcuni "rami" specifici e particolarmente preoccupanti delle fake news: quelle a uso politico/etnico, quelle a tema sanitario (vaccini/autismo), fino alla deriva del complottismo e della pseudoscienza (Bilderberg, scie chimiche). Questa parte si conclude poi con un approfondimento su fact-checking e con un prontuario su come verificare in prima persona le notizie e non cascare nelle bufale. La seconda parte del libro è dedicata invece agli haters e al cyberbullismo, spiegando l'evoluzione nel tempo di questo uso della rete e indicando anche possibili rimedi o metodi di comportamento, se si è vittime di questi fenomeni. Chi sono gli haters, da dove arrivano e quali sono i loro obiettivi? Questa sezione ha anche un focus su due fenomeni più "adulti": il doxxing, ovvero l'esposizione al pubblico di informazioni private con intento diffamatorio, e il revenge-porn, la diffusione a scopo di vendetta di contenuti sessuali espliciti. In entrambe le parti lo svolgimento del libro unisce un racconto cronologico dei fenomeni a una spiegazione dettagliata, con l'aggiunta di casi specifici e aneddoti di rilevanza internazionale o dal forte valore simbolico, corredando tutto con dati, statistiche e report utili per contestualizzare il fenomeno.
Hoepli, 2020
Abstract: "L'arte dell'informazione" celebra lo storytelling dei dati, come spiega bene RJ Andrews, uno dei creatori più talentuosi del settore. Ma soprattutto illustra come creare potenti informazioni basate sui dati di cui possiamo fidarci. Come possiamo creare nuovi modi di osservare il mondo? Mappe, grafici e diagrammi sono gli artefatti che utilizziamo per rappresentare le informazioni. Ma il modo in cui informano - cosa ci dicono e come incidono sulle nostre decisioni - è la cosa più importante. Questo libro mostra come organizzare i dati in storie che forniscono spunti e ispirazione. Con dettagli pratici, immagini e infografiche a colori, "L'arte dell'informazione" presenta principi senza tempo per consentire a tutti di far crescere le nostre conoscenze e utilizzare al meglio i dati per una comunicazione brillante e attendibile.