Trovati 5 documenti.
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Ciclovia del Brenta : da Trento a Venezia / Paolo Perini, Stefano Malvestio, Pierangelo Salin
Nuova ed.
Ediciclo, 2020
Abstract: Una guida per pedalare a Nordest, da Trento a Venezia, seguendo il corso del Brenta. Un percorso unico che riunisce natura, storia e arte con l'ausilio di un mezzo semplice e alla portata di tutti: la bicicletta. Per cicloturisti di tutte le età e di tutti i livelli. Il Brenta, importante via di comunicazione tra le montagne e il mare Adriatico, fiume famoso già in epoca preistorica e poi sotto ai romani - con il nome di Medoacus -, oasi naturale nel cuore del Nordest, collega città e paesaggi incantevoli tra Veneto e Trentino. Scoprirli in bicicletta, magari con la famiglia o con gli amici, consente di gustarli al meglio, con un ritmo naturale e rilassante. In questa guida sono proposti tre itinerari in bicicletta attraverso la ciclovia del Brenta: la Valsugana e la ValBrenta; il Medio Brenta tra Bassano del Grappa e Stra; la riviera del Brenta da Stra alla Laguna di Venezia (Fusina). Si attraversano città d'arte come Padova, Trento, Venezia, ma anche piccoli borghi medievali come Piazzola sul Brenta o paesaggi unici come i laghi di Levico e Caldonazzo.
L'Europa d'oltremare : culture, mobilità, ambienti / a cura di Adriano Favole
Raffaello Cortina, 2020
Abstract: Luoghi come Tahiti e la Polinesia francese di Paul Gauguin, i Caraibi percorsi dalle navi dei pirati, le prigioni di Cayenne e la mitica fuga di Papillon, sono parte del nostro immaginario esotico. Per la prima volta in Italia, questo saggio presenta al lettore l’Europa d’Oltremare, la faccia nascosta del continente. Isole e territori situati nell’Oceano Atlantico, Pacifico, Indiano e nelle estremità meridionali e settentrionali del globo, ospitano una incredibile varietà di culture, ambienti e storie. Accomunati da una multiforme esposizione alle dinamiche coloniali, gli oltremare d’Europa racchiudono esperienze di convivenza e confl itto interculturale, sono siti privilegiati in cui osservare i cambiamenti climatici e le dinamiche ambientali del XXI secolo e, con la varietà dei loro ordinamenti istituzionali, si presentano come attivi laboratori politici, nell’epoca della crisi degli Stati nazionali. L’Europa è anche una costruzione dell’oltremare, il prodotto di storie che intrecciano mari e oceani oltre ad attraversare montagne, fi umi e pianure del continente.
Alegre, 2020
Abstract: Il grande delta del Po, coi suoi rami vivi e quelli morti. La bassa padana più bassa che c'è: una vasta conca tra Ferrara, Rovigo e la costa, terre strappate alle acque in secoli di bonifiche. Un paesaggio artificiale in equilibrio precario. Oggi il clima cambia e sconvolge quell'equilibrio. L'Adriatico si alza, spinge, vuole l'entroterra. In pochi decenni, quella zona d'Italia sarà sott'acqua. "Quando qui sarà tornato il mare" è l'esito di un esperimento di scrittura collettiva condotto da Wu Ming 1 nel basso ferrarese. Lo scopo era immaginare il mondo sommerso di fine secolo e ambientarvi storie create con vari metodi. Ne è nata l'epopea di un mondo ancora e sempre in bilico, tra fatalismi e ritorni all'utopia, miti antichi e sogni di futuro. Un mondo di isole creole, afropadane, dove si parlano pidgin e nuovi dialetti. Nel testo d'apertura Wu Ming 1 racconta storia, conflitti e peculiarità del basso ferrarese, riflette sul ruolo dello scrittore nel clima che cambia, racconta l'esperienza del laboratorio e annuncia il progetto Blues per le terre nuove, di cui questo libro è già parte. Sapere che un territorio sparirà fa vedere i fantasmi. Nella zona del delta, sono fantasmi di paludi prosciugate, di alvei abbandonati dai loro fiumi, di poderi un tempo floridi e oggi ridotti a polvere. Cos'è questa terra che sentiamo sotto i piedi? Questo paesaggio che davamo per scontato e che presto non ci sarà più? Di fronte al disastro climatico la letteratura può aiutarci a forzare l'immaginazione. E prepararci all'incontro coi fantasmi.
Il principio territoriale / Alberto Magnaghi
Bollati Boringhieri, 2020
Abstract: Il territorio è il «bene comune» per eccellenza. Formato da città - piccole, medie e grandi - borghi e paesi, sistemi agroforestali e ambientali, infrastrutture urbane e rurali, costituisce un vero e proprio essere vivente, i cui geni, personalità e bellezza, sono frutto di processi coevolutivi fra insediamento umano e ambiente sedimentati nel corso della storia. Questi caratteri identitari e il loro drammatico sfarinamento nella corsa di Megacity all'urbanizzazione globale del pianeta sono analizzati in "Il principio territoriale", dialogando con la cultura multidisciplinare praticata dai territorialisti e con i molti soggetti della cittadinanza attiva che vanno creativamente rinnovandoli per il benessere collettivo. Da questo punto di vista, ri-abitare il territorio diviene per Alberto Magnaghi atto politico e la sua progettazione, alimentata e indirizzata da nuove forme di democrazia comunitaria, una possibile via d'uscita da quel divorzio fra natura e cultura che ci ha condotti all'alienazione della crescita senza limiti. «Tornare al territorio» - alla terra, alla montagna, all'urbanità, ai sistemi socioeconomici locali - significa ritrovare le regole che ci consentono di affrontare la produzione dello spazio in quanto «ambiente dell'uomo» secondo modalità capaci di affrontare strategicamente anche la profonda crisi ecologica globale che stiamo vivendo. Tracciando un percorso che, attraverso la crescita della «coscienza di luogo», va dal riconoscimento collettivo dei valori patrimoniali alla integrazione delle culture idrauliche, ambientali, urbane, agroforestali energetiche e produttive in un progetto bio-regionale, Magnaghi condensa le sue esperienze e la sua visione complessiva definendo in forma organica e compiuta quel «principio territoriale» che potrà orientare la rotta di una futura civilizzazione eco-territorialista.
Il fiume Po = The Po river / Michael Kenna
Corsiero, 2020
Abstract: Il profilo del fiume Po in 102 fotografie scattate nell'arco di 15 anni dalla sorgente alla foce