Trovati 5 documenti.
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Autonomia : la rivoluzione necessaria / Luca Zaia
Marsilio, 2024
Abstract: La grande riforma dello Stato spiegata per la prima volta ai cittadini Questo libro rappresenta l'occasione di parlare ai cittadini, in maniera semplice e diretta, di autonomia e dei principi che l'hanno ispirata, e sancisce l'impegno politico del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, da sempre in prima linea nel sostenere quella che definisce «la madre di tutte le riforme». In che cosa consiste davvero l'autonomia? E come potrà cambiare in meglio la vita dei cittadini? L'autore riporta la discussione sul piano pragmatico, di chi vive e lavora sul territorio, mostrando perché la svolta andrà a beneficio di tutte le regioni. E smonta le obiezioni e le strumentalizzazioni di quanti additano l'autonomia come una minaccia all'unità del paese e difendono un sistema che ha contribuito a creare le attuali diseguaglianze. L'autonomia è, per Luca Zaia, la rivoluzione pacifica in grado di rilanciare la crescita.
Giappichelli, 2024
Le novità della legge Nordio / a cura di Giorgio Spangher
Milano : Giuffrè Francis Lefebvre, 2024
Abstract: Il volume esce nell'immediatezza della pubblicazione della legge Nordio. Si tratta del primo intervento che riflette il pensiero del Ministro; le questioni toccate sono quelle più vicine alla sensibilità del Guardasigilli. Non è la riforma globale del processo penale, ma le aree di intervento ed i loro contenuti vanno in questa direzione. C'è sicuramente un affilato disegno più che garantista, teso ad assicurare maggiore tutela alla persona inquisita, ma anche ai soggetti estranei che il processo tocca tangenzialmente e spesso sforniti di adeguata tutela. Libertà personale e intercettazioni (soprattutto in relazione a terzi) sono gli elementi centrali dell'intervento correttivo, perché tale si deve considerare, così da correggere prassi o comportamenti deviati e non necessari al fine dell'accertamento della responsabilità. Il focus è in qualche modo legato a possibili patologie che gli strumenti di intrusione nella vita del singolo possono comportare. L'obiettivo è quello di ridurre i rischi e i danni di una attività giudiziaria che si vuole ricondotta, invece, nella sua essenzialità, a tutela dell'individuo senza pregiudicare le esigenze di accertamento della responsabilità e degli strumenti posti al suo accertamento. Tra gli argomenti trattati: Abolizione del delitto di abuso d'ufficio. Riformulazione del traffico di influenze illecite. Modifiche alle misure cautelari. Contraddittorio anticipato. Intercettazioni. Informazione di garanzia. Requisiti formali delle impugnazioni. Sentenze di proscioglimento e appello del pubblico ministero. Modifiche all'ordinamento giudiziario ed al codice di ordinamento militare.
[Napoli] : Dike giuridica, 2024
Laterza, 2024
Abstract: A chi gioverebbero e chi penalizzerebbero le riforme costituzionali proposte dall’attuale governo? Non lasciamoci confondere da parole come stabilità, efficienza, governabilità e similari: avvolgono spesso durissime realtà nella bambagia delle ovvietà. La Costituzione non è letteratura, è la cosa più politica che ci sia. Tre autorevolissimi giuristi spiegano perché le riforme proposte violano tre principi cardine della Costituzione: la partecipazione democratica, l’indipendenza della magistratura e l’uguaglianza tra i cittadini. Nonostante il fallimento dei tentativi di revisione costituzionale del 2006 e del 2016, l’ossessione per la modifica della Costituzione torna a occupare la scena politica italiana. Contro la democrazia partecipata si pone il premierato proposto da Fratelli d’Italia: una visione nella quale la democrazia si riduce alla scelta, tramite plebiscito, del capo cui sottomettersi una volta ogni cinque anni, senza che, tra una votazione e l’altra, possano operare contropoteri o i cittadini far sentire la propria voce. Sarebbe la negazione del costituzionalismo e della democrazia. Contro l’indipendenza e l’autonomia della magistratura si pone una riforma della giustizia che prevede la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri e la creazione di due Csm separati e di una Alta Corte per i procedimenti disciplinari, composti tramite sorteggio di tutti i membri. Misure che manifestano soltanto la volontà di controllo della magistratura da parte della politica, ottenuta per svuotamento e indebolimento del suo ruolo. Contro il principio di uguaglianza opera l’autonomia regionale differenziata voluta dalla Lega: un progetto volto ad aumentare poteri e risorse economiche a favore delle regioni più forti e più ricche, con il conseguente abbandono a sé stesso del resto del Paese. L’esatto contrario di ciò di cui l’Italia avrebbe bisogno perché segnerebbe la fine della solidarietà sociale e dell’unità della Repubblica. Se l’Italia soffre una crisi trentennale, la soluzione non è acuirne le cause, annichilendo il Parlamento, il potere giudiziario e l’idea della cittadinanza nazionale, ma difendere sopra ogni cosa l’equilibrio dei poteri e il valore di un’appartenenza comune nel pieno rispetto delle differenze alimentate dal pluralismo delle idee.