Trovati 338 documenti.
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Panico a Milano / Gino Marchitelli
Redduck, 2020
Abstract: La terza indagine del professor Moreno Palermo, docente di storia della seconda guerra mondiale della Statale di Milano. Dal lago Maggiore a Lambrate una serie di delitti collegati con un crimine accaduto nel 1943. La storia è ambientata nel 2012-2013 tra Milano, l’hinterland sud-milanese e la zona della Val D’Ossola, Verbania e dintorni, dove ci fu la grande ed eroica esperienza della Repubblica dell’Ossola nel 1944 ci porta in un percorso di delitti e indagini mozzafiato alla ricerca di qualcuno che si occupa di trovare tracce e notizie degli ex-ufficiali del 1° battaglione SS panzer division Adolf Hitler che nel 1943, tra il 13 settembre e il10 ottobre, si macchiarono di orribili crimini massacrando 57 ebrei in diverse località del Lago Maggiore. All’epoca, nel dopo guerra, molti anni dopo, nel 1955 e nel 1968, si svolsero dei processi a carico dei criminali nazisti, che furono aiutati nel ’43 da spie e delatori fascisti, in cui vennero condannati tutti i responsabili all’ergastolo ma – come purtroppo ci insegna la storia fascista del nostro Paese e dell’Europa del dopo guerra – non scontarono mai la pena per la complicità dei governi Tedesco e Austriaco che si rifiutarono di estradarli addirittura assolvendo gli ex ufficiali nel 1970 per “decorrenza dei termini” Un’altra pagina vergognosa della storia… dove gli assassini fascisti e nazisti non pagarono mai i loro crimini… L'autore con una narrazione intensa e forte che ci racconta il percorso di un sopravvissuto al massacro del ’43 – Geremia Hirzog – e l’incontro con una persona interessata a portare avanti la narrazione della verità su quei terribili fatti per portare alla luce dove siano finiti le ex SS del ’43. Nel romanzo si fa anche riferimento al primo forno crematorio “artigianale” realizzato dai tedeschi a Verbania, nella ex scuola media femminile di Intra, oggi sede di diversi uffici comunali. La famiglia Ovazza, sterminata, fatta a pezzi e bruciata nella caldaia della scuola. Alla fine del libro troverete un’importante raccolta di informazioni storiche dettagliate su quelle vicende sconosciute in Italia e poco conosciute perfino sul Lago Maggiore.
Garzanti, 2014
Abstract: Danimarca, 1943. L'esercito nazista occupa il paese da oltre due anni, e la potenza politica e militare di Hitler sembra inarrestabile. Ma quando cominciano a trapelare notizie di un imminente rastrellamento dell'intera comunità ebraica, tutto il popolo danese sceglie di ribellarsi. Il re, i ministri e il parlamento si stringono attorno ai propri concittadini, e mentre il governo utilizza le sue risorse diplomatiche per ostacolare i piani tedeschi, un allarme viene inviato alle famiglie in pericolo. Per quattordici giorni gli ebrei danesi sono assistiti, nascosti e protetti da persone comuni che spontaneamente aiutano i propri compatrioti diventati improvvisamente dei rifugiati. Su 7000 ebrei, 6500 riescono a salvarsi dai campi di concentramento raggiungendo la Svezia con ogni tipo di imbarcazione. Bo Lidegaard narra la storia di un esodo straordinario e descrive le due settimane, dal 26 settembre al 9 ottobre 1943, in cui un intero popolo ha compiuto la più normale e allo stesso tempo eroica delle azioni: salvare i propri fratelli. Il popolo che disse no è il racconto di una vicenda ricca di umanità e di coraggio, di gloria e forza morale che brilla luminosa in uno dei periodi più cupi della storia: gli anonimi cittadini danesi si affiancano così, grazie a questo libro, a Oskar Schindler e Giorgio Perlasca nella ideale Galleria dei Giusti della Shoà.
Quello che si salva / Silvia Celani
Garzanti, 2020
Abstract: Abbiamo una vita sola per essere ciò che vogliamo. Solo un passo divide Giulia dalla vetrina. Un passo che, però, le sembra il più lungo che abbia mai fatto in vita sua. Dietro il vetro, c’è un oggetto che non vede da tanto tempo, ma la cui immagine è impressa a fuoco dentro di lei. Per tutti è una semplice trottola, ma per Giulia rappresenta l’attimo in cui il mondo si è fermato, lasciandola in bilico sull’abisso. Ora è di nuovo davanti ai suoi occhi. All’improvviso rivede sé stessa giovane. La ragazza che nel 1943, nei mesi dell’occupazione tedesca di Roma, ha trovato il coraggio di combattere per la libertà, di impugnare una pistola per reagire all’orrore nazista, di premere il grilletto con le mani che fino al giorno prima sfioravano con delicatezza i tasti di un pianoforte. Come se fosse l’unica scelta possibile, come se un’altra strada non fosse percorribile. Accanto a lei, Leo e il loro amore, nato nei rifugi in cui sono stati costretti a nascondersi e tra gli abbracci per superare la paura. Leo che una notte le ha detto che, qualunque cosa fosse accaduta, avrebbe dovuto custodire la trottola che le aveva mostrato. Un oggetto che, per lui, significava moltissimo. Così nulla sarebbe mai cambiato tra di loro. Quando, dopo una retata, Giulia ha perso le sue tracce, non è più riuscita a ritrovare la trottola. Quel giorno tutto ha smesso di girare. E adesso eccola di fronte a lei, dietro quella vetrina. Giulia deve scoprire come sia finita lì. C’è un’unica persona a cui è pronta a raccontare la propria storia: Flavia, che ha cresciuto come fosse una nipote. Perché sappia che non è vero che i vuoti lasciati dalle persone che abbiamo amato non si riempiono più. In realtà sono sempre colmi della loro presenza: bisogna solo non aver paura di ascoltare.
L'eredità di Villa Freiberg / Romina Casagrande
Garzanti, 2023
Abstract: Un nuovo romanzo che si fa portavoce di chi in passato non ha avuto la libertà di raccontare. Un libro in cui vengono rivelate le atrocità che le persone più fragili subirono durante la Seconda Guerra mondiale a causa della follia nazista. Villa Freiberg è il luogo che ha dato rifugio ai fratelli Emma e Benjamin quando sono rimasti orfani del padre morto al fronte. Una casa dove i due bambini hanno coltivato illusioni e speranze che vengono però interrotte quando un giorno Benjamin scompare senza lasciare alcuna traccia. Benjamin, bambino taciturno e debole, è stato portato con la forza in una clinica dove è obbligato, insieme a molti altri come lui, a subire gli esperimenti della scienza nazista che ha deciso di sacrificare i più cagionevoli per poter raggiungere la perfezione. Emma per anni non ha saputo cosa sia successo a suo fratello, ha solo cercato di dimenticare Villa Freiberg. Quando la struttura viene ereditata, riaffiorano però alcuni ricordi: la nuova proprietaria trova un vecchio anello e alcune fotografie ingiallite, oggetti che potrebbero diventare ottimi indizi per scoprire cosa si nasconde dietro la sparizione di Benjamin. Emma deve decidere se riaprire il baule dei ricordi, anche se ciò significa rivivere nuovamente quel dolore provato in passato. Forse però, anche se non sono più bambini, non è troppo tardi per tenere fede alla promessa fatta a stessa fin da piccola di prendersi cura del suo fratellino indifeso, costi quel che costi. Un’opera letteraria che scuote le coscienze e ricorda tristemente uno dei fatti più controversi della nostra Storia.
Sotto le strade di Londra / Kate Thompson ; traduzione di Valeria Bastia e Federica Merati
Milano : Garzanti, 2024
Abstract: Londra, 1943. Quando la biblioteca in cui lavorava è stata distrutta dai bombardamenti, Clara non ha esitato: ha salvato quattromila volumi e cercato un posto sicuro in cui ricostruirla. Perché, quando intorno ci sono solo buio e morte, i libri possono essere la luce. E l'unico rifugio è il sottosuolo, dove le bombe non arrivano. Così dà vita alla sua biblioteca in un ramo morto della metropolitana. Sono tanti i lettori che arrivano, ma non solo. Perché quel luogo attira anche chi ha perso tutto a causa della guerra o chi deve nascondersi. Come la piccola ebrea Marie e sua sorella, che sono fuggite dalla Francia per trovare la libertà. Vivono insieme ad altri nel sotterraneo, e Clara li aiuta consigliando loro libri e leggendo favole. Ma il fragore della guerra non conosce barriere e il pericolo arriva anche lì sotto. Quando Marie scompare, Clara farà di tutto per ritrovarla: vuole salvarla, proprio come ha fatto con i libri. Solo così, forse, potrà finalmente liberarsi da una colpa che non riesce a dimenticare.
Milano : Mursia, 1996
Abstract: Giorgio Gaza comandò la 253a compagnia del 6° reggimento, battaglione Val Chiese, a cui toccò la sorte di essere forse la più impegnata e determinante nei combattimenti di ripiegamento del Don, sfociati nel drammatico sfondamento di Nikolajewka. L'autore descrive in questo libro la vita difficile degli alpini in quei drammatici giorni.
Fuga sul Kenya : 17 giorni di libertà / Felice Benuzzi ; prefazione di Bernard Amy
2. ed
Torino : Centro documentazione alpina, 2001
Scritto sulla neve / Carlo Chiavazza
Reggio Emilia : Città armoniosa, copyr. 1979
Milano : Mondadori, 2007
Abstract: Nell'estate del 1943 gli Alleati lanciarono il primo assalto alla Fortezza Europa di Hitler invadendo la Sicilia, occupata dalle forze dell'Asse. Alle 2.45 del 10 luglio i primi mezzi da sbarco americani approdavano a Gela, mentre la flotta britannica si avvicinava a Siracusa. L'operazione Husky colse di sorpresa italiani e tedeschi, in breve costretti a una precipitosa ritirata verso lo Stretto di Messina e la Calabria. Il 17 agosto, quando le truppe alleate entrarono a Messina dopo aver conquistato le principali città dell'isola, la campagna di Sicilia poteva dirsi conclusa, con un tragico bilancio di vittime, militari e civili. L'isola di Mussolini è la cronaca puntuale dell'offensiva militare alleata più imponente, dopo l'invasione della Normandia, della seconda guerra mondiale, ricostruita per la prima volta attraverso le testimonianze di alcuni superstiti.
[Milano] : Bompiani, 2008
Abstract: Rutka, una ebrea polacca di quattordici anni, vive nel ghetto di Bedzin gli orrori dell'Olocausto, mentre si affaccia all'età adulta, con tutte le incertezze, i sogni e gli slanci dell'adolescenza. In questo diario, scritto nel 1943, poco prima di essere deportata ad Auschwitz, confessa dunque le sue paure e le sue emozioni: le paure per i soldati tedeschi che stringono sempre più la sua comunità entro i confini del quartiere e le emozioni per il ragazzo di cui è innamorata, senza sapere se ne è ricambiata. Pochi mesi dopo la deportazione, Rutka muore, come tutti gli altri membri della sua famiglia. Sopravvive solo il padre, Yaakov, che scampato ai campi di sterminio, decide di rimuovere l'accaduto e nasconde a tutti l'esistenza della sua precedente famiglia, per ricominciare una nuova vita in Israele. La figlia del secondo matrimonio, però, Zehava Scherz, a un certo punto viene a sapere dell'esistenza di Rutka e riesce a ottenere, da un amico polacco, il diario della sorellastra che oggi possiamo leggere.
Da El Alamein al fiume Sangro / B. L. Montgomery
Garzanti, 1950
Diario dall'Egeo : Rodi-Lero : agosto-novembre 1943 / Giuseppe Corrado Teatini
Milano : Mursia, 1990
Tutto è in frantumi / Klaartje de Zwarte-Walvisch ; traduzione di Laura Pignatti
Guanda, 2012
Abstract: Il 22 marzo 1943, in una bella giornata di sole, due cacciatori di ebrei prelevano Klaartje e Joseph de Zwarte dalla loro casa di Amsterdam. Finisce così il loro ultimo pomeriggio di libertà. Dopo l'arresto, marito e moglie vengono internati nel campo di concentramento di Vught. Nel giro di alcuni mesi Klaartje sarà trasferita a Westerbork e, da lì, a Sobibor, dove morirà nelle camere a gas il 16 luglio, a trentadue anni. Joseph, separato dalla moglie a Vught e impiegato nei lavori forzati, sarà deportato in seguito, ma le sue tracce si perdono comunque in un luogo imprecisato della Polonia. A dispetto dei suoi carcerieri e correndo un rischio enorme, la sartina Klaartje trova il coraggio dell'unica resistenza possibile: tiene un diario preciso e dettagliato della vita nel campo di Vught. Forse presagendo a quale destino andrà incontro, al momento di salire sul treno per Sobibor lo consegna al cognato. È una testimonianza commovente e un impietoso atto di accusa, ma insieme dà voce all'incredulità di fronte a un sistema talmente assurdo da risultare inconcepibile. Il diario è stato riscoperto solo di recente, dopo la donazione di una superstite della famiglia al Museo ebraico di Amsterdam. Con la sua pubblicazione non soltanto si è riportato alla luce un documento fondamentale ma, finalmente, si realizza il desiderio di Klaartje che quanto ha scritto raggiunga il mondo esterno perché tutti conoscano le sue sofferenze e la sua rabbia.
Roma : Città nuova, copyr. 1985
Abstract: A quei tempi, non esisteva alcun canone della scrittura sulla Shoah, e neanche la parola. Non si sa come raccontare l'inenarrabile. Marek Edelman è uno dei primi a tentare. Il risultato: questo testo è oggi più attuale che mai. Lo è perché non è un racconto epico delle gesta belliche, ma una storia su come un gruppo di ragazzi e ragazze abbia tentato di riscattare la dignità e salvare la vita di un'intera città che si voleva condannata a morte e all'ignominia. (dall'Introduzione di W. Goldkorn)
Le sarte della Villarey : romanzo / Elena Pigozzi
Mondadori, 2025
Abstract: Ancona, 1943. La guerra semina dolore, spezza le famiglie e svuota le case. Lo sa bene Laura, che a diciotto anni è rimasta con il fratello Milo perché la madre è mancata da poco, mentre il padre è a combattere in Grecia e da tempo non dà più notizie. Sarà Alda, vedova forte e generosa che ha cresciuto da sola quattro figlie e che è sarta e factotum alla caserma Villarey, ad aiutare Laura, portandola con sé in caserma perché le dia una mano. E mentre Laura impara il nuovo mestiere, la storia subisce cambi repentini: la caduta del Duce, l'armistizio di Badoglio, l'Italia spaccata in due. Quando il 15 settembre Ancona è occupata dai tedeschi, alla Villarey vengono rinchiusi più di tremila soldati italiani, in attesa di essere deportati in Germania nei campi di lavoro nazisti. Alda però non ci sta ed escogita un piano per l'evasione perfetta. Tratto da un'incredibile quanto straordinaria storia vera, Le sarte della Villarey è un'emozionante celebrazione della forza delle donne, un esempio di resilienza e Resistenza che diventa grido di speranza ed esortazione a non rassegnarsi mai al buio del mondo.
La libertà ha i tuoi occhi / Ronald H. Balson ; traduzione di Roberta Scarabelli
Garzanti, 2019
Abstract: Polonia, 1943. Il treno corre veloce senza fermarsi. A bordo, la giovane Lena e l’amica Karolina sentono solo il rumore delle rotaie che rompe il silenzio assoluto degli altri passeggeri. Dentro di loro, sanno che là dove sono dirette non c’è via di scampo. Auschwitz è la notte della guerra. Una lunga notte che non lascia intravedere neanche una flebile luce. Ma forse un timido bagliore di speranza c’è. Ed è di salvare le gemelle di Karolina che, su quello stesso treno, si tengono strette a loro piene di paura. Si tratta di una scelta impossibile per una madre, ma è l’unico modo di eludere un destino ingiusto: abbandonare le bambine. Anche se questo significa non rivederle mai più. Da allora sono passati anni, eppure Lena, ormai ottantottenne, non ha mai dimenticato l’istante che ha cambiato tutto. Ha provato a rifarsi una vita, a lasciarsi alle spalle il passato. Senza riuscirci. E adesso sente che è arrivato il momento di rintracciare le gemelle. Di dimostrare a Karolina che il suo sacrificio non è stato vano. Così, si affida all’investigatore Liam Taggart e all’avvocato Catherine Lockart, gli unici disposti a darle una mano, a patto che lei racconti loro tutta la storia. Benché sia convinta di fare la cosa giusta, Lena non riesce a essere sincera con chi potrebbe esaudire il suo desiderio più grande. Perché il suo cuore nasconde un segreto che non ha mai osato confessare e che ora tocca proprio a Liam e Catherine portare alla luce: è il solo modo che hanno per offrire a Lena l’aiuto che cerca.
Roma : Donzelli, copyr. 2008
Abstract: Una vecchia agenda in tela nera rimasta gelosamente celata per 65 anni tra le carte di Bruno Trentin. Talmente ben nascosta che neppure i familiari e gli amici più stretti ne sospettavano l'esistenza. Ora, inaspetttata, quell'agenda torna alla luce e si mostra in tutta la sua forza: un documento destinato a segnare il dibattito storico e la discussione sulla guerra di Liberazione. Quando Bruno Trentin scrisse questo Journal de guerre non aveva ancora diciassette anni. Era appena rientrato in Italia col padre Silvio, leader del Partito d'Azione, dalla Francia, dove la famiglia si era rifugiata in seguito alle leggi fascistissime del 1926. E in Francia Bruno era nato e aveva studiato, fino al momento in cui nell'estate del 1943, il padre aveva deciso di tornare a Treviso per impegnarsi nella Resistenza antifascista. Il diario inizia il 22 settembre e termina il 15 novembre 1943. Sono oltre duecento pagine scritte in un francese limpido e ordinato. Bruno trascrive le notizie più rilevanti, ritagliando giornali, raccogliendo volantini, incollando mappe e cartine che illustrano la situazione dei diversi fronti, riportando le informazioni raccolte da Radio Londra o le notizie di cui viene a conoscenza in casa. Ma soprattutto annota, cataloga, sottolinea, esprime impressioni, paure, commenti, giudizi politici. La sua scelta antifascista è già pienamente compiuta. Non a caso si interrompe con una frase in italiano che suggella il passaggio definitivo all'azione: Tempo perduto. E ora all'opra!.
Giulia = Julia / Jane Fonda, Vanessa Redgrave
20th Century Fox Home Entertainment, 2012
Abstract: Sullo sfondo inquietante del nazismo due donne vivono il dramma di una vita lacerata. Lillian Hellman, scrittrice americana che non trova lavoro, e Giulia, amica d'infanzia, che ora vive a Vienna e si batte contro la Germania nazista. Giulia è intrappolata nell'escalation nazista e Lillian vola in Europa in suo aiuto
Rizzoli, 2013
Abstract: Donne che escono in fila da un portone, tenute sotto tiro da soldati nazisti, e in primo piano un bambino spaurito con le braccia alzate. Quando si imbatte nella foto, Dan Porat decide di ricostruire la storia di quel giorno, e della distruzione del ghetto di Varsavia. Lo fa in un libro che intreccia le vite di quel bambino, di una ragazza attiva nella resistenza, e di tre soldati nazisti tra cui il generale delle SS Jürgen Stroop. Un libro che ha il respiro di un romanzo e la verità della storia, in cui assieme alla narrazione viva e partecipata di quel dramma scorrono le foto selezionate da Stroop per documentare l'annientamento del ghetto, e altre inedite scovate dall'autore in anni di ricerche, volti e i gesti di uomini e donne comuni destinati a diventare vittime e carnefici.