Trovati 711 documenti.
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Alcolisti anonimi : la storia di come migliaia di uomini e donne si sono recuperate dall'alcolismo
3. ed. italiana
AA, Unità servizio recupero, 1999
Amo la vita malgrado tutto : le conquiste di una giovane trisomica / Georges Hourdin
Roma : Paoline, 1985
I coinquilini / Teun Toebes ; traduzione di Stefania Forlani
Milano : Baldini+Castoldi, 2024
I fenicotteri
Abstract: Tutto quello che un ragazzo ha imparato sull'amore, la cura, l'assistenza e la demenza senile vivendo in una casa di cura. Il giovane Teun Toebes, studente di infermieristica (al verde e dotato di una eccezionale curiosità), decide di trasferirsi in una casa di riposo e di sperimentare la vita quotidiana degli anziani residenti, non come infermiere o badante, ma come coinquilino. L’esperienza è destinata a cambiare la sua vita e quella dei suoi nuovi amici. Inizia così a organizzare aperitivi al venerdì e gite fuori porta, e reintroduce il piacere per le piccole cose: una risata, un ballo, una tazza di buon caffè, la possibilità di sedersi al sole. Man mano che si inserisce nella comunità, però, Teun si rende conto in modo sempre più preoccupante di come la società e il sistema di assistenza sminuiscano gli anziani e in particolare le persone affette da demenza, perciò decide di fare qualcosa al riguardo. "I coinquilini" è il racconto di Teun Toebes sugli anni trascorsi come residente di una struttura per persone affette da demenza e sulle persone incontrate: un accorato grido di cambiamento del modo in cui ci prendiamo cura degli anziani perché un’esistenza dignitosa non deve essere un’opzione, ma una garanzia.
Vecchi da morire / Silvina Petterino
Viterbo : Stampa alternativa, 2011
Abstract: Il volume affronta delicato tema della sorte degli anziani. Silvina Petterino, che per tanti anni se n'è occupata, offre molti spunti di riflessione alle famiglie e agli addetti ai lavori.
Milano : Feltrinelli, 2008
Abstract: Provate a immaginare: un giorno vi comunicano che i vostri valori sono fuori norma e gli esiti incomprensibili degli esami stabiliscono che avete qualcosa che non va. Che cosa non va? Il problema è proprio questo: che cosa? Qual è la diagnosi? Dopo il ricovero precauzionale, il paziente subisce ogni tipo di esame invasivo e i medici si affastellano attorno al suo letto per toccarlo, palparlo, auscultarlo, diagnosticarlo. Le ipotesi si accavallano, la medicina brancola nel buio e i dottori non sanno far altro che riempirlo di cortisone e assicurare che la causa del suo male sarà presto scoperta. Il paziente è ottimista, ma i vicini di letto !o mettono in guardia:Senza diagnosi non sei nessuno. Il paziente si trasforma in un cercatore di diagnosi. Consulta specialisti, dal luminare all'omeopata, e decide di tornare in ospedale, per un'altra ricerca. Ed ecco i vecchi amici, e ancora esami, dottori, ipotesi azzardate. Niente da fare. Il paziente viene dimesso. E adesso? Le cure? Cosa dirà ad amici e parenti? In ospedale non sanno rispondere neppure a questa domanda. Forse al prossimo ricovero potranno dirgli qualcosa di utile. Un libro divertente e arguto, paradossale e vero, da tenere in tasca o in borsa ogni volta che facciamo la fila per un ticket, a ogni ritiro di esami clinici, a ogni sguardo melanconico che ci dice quanto sembriamo stanchi, pallidi, fuori forma, a ogni check-up parziale o totale. A ogni visita specialistica, in sala d'attesa, spiando gli altri pazienti.
Centro di igiene mentale : un cantastorie tra i matti / Simone Cristicchi
Milano : A. Mondadori, 2008
Abstract: Margherita, Pipolo, Francesco, il Professore sono alcuni dei matti che Simone Cristicchi ha incontrato in una casa famiglia di Roma, dove ha trascorso alcuni mesi come volontario. Le incredibili storie di queste persone, piene di tic e di talenti inaspettati, vittime di tremende ossessioni ma anche di creatività, sono entrate nella sua produzione musicale (Centro d'igiene mentale è il titolo della sua tournée) e ora diventano anche l'esordio narrativo del giovane cantautore romano. Un mondo oscurato alla vista dei normali, ma pieno di piccole luci. Un mondo sedato ma pulsante, un mondo immobile eppure in continua altalena tra follia e normalità. Insinuando il dubbio sulla nettezza del confine fra chi è sano di mente e chi no, Cristicchi svela la misteriosa bellezza di coloro che chiama Santi silenziosi.
L' assistenza ai morenti / Renee Sebag-Lanoe
Como : Red, 1997
Abstract: Che fare davanti a un malato terminale? Molti rifiutano l'accanimento terapeutico, cioè l'abuso di farmaci e interventi per prolungare una vita che forse non è già più vita. Questo libro ci fa entrare in un reparto ospedaliero di media e lunga degenza, ascoltare le voci dei ricoverati e del personale curante. Si parla del dolore e delle tecniche per controllarlo, della morte e dei mezzi per migliorarne le condizioni coinvolgendo tutti, medici, infermieri e familiari. Al confine tra medicina e sociologia, il libro riporta l'esperienza di un medico e di un'équipe di collaboratori che da anni mostra come anche in una struttura ospedaliera sia possibile assistere con sensibilità i malati terminali.
Morire a occhi aperti / Marie de Hennezel ; in collaborazione con Nadege Amar
Torino : Lindau, 2006
Abstract: Ciascuno può preparare la propria morte, di cui non conosce né il giorno né l'ora, vivendo in sintonia con i propri valori e con la massima consapevolezza. Ciascuno può avvicinarsi alla morte a occhi aperti, se la morte non è negata, se l'ambiente familiare e sociale l'accetta, se intorno a chi muore c'è verità e amore. Ciascuno può fare della propria morte una lezione di vita per gli altri.
Acrobati e giocolieri della vita : storie di ragazzi d'Africa / Renato Kizito Sesana
Bologna : Editrice missionaria italiana, copyr. 2008
Il paese dei bambini che sorridono / Pam Cope con Aimee Molloy
Casale Monferrato : Piemme, 2009
Abstract: La vita di Pam cambia inesorabilmente in un giorno di giugno, quando Jantsen, suo figlio quindicenne, muore all'improvviso. La serena esistenza della famiglia viene sconvolta. Oppressa dal dolore, Pam precipita nel buco nero della depressione, in un baratro che pare inghiottirla. Sprofondare o reagire, allontanandosi il più possibile dalle cose che le ricordano il passato. Così lei, che non ha mai varcato i confini del Missouri, accetta di andare in Vietnam con alcuni amici. Quello che vede la travolge. Dietro le cartoline del turismo, si cela un mondo in cui migliaia di bambini vivono per strada, abbandonati a se stessi. Costretti a mendicare. A fare lavori pesantissimi. O peggio ancora, esposti al pericolo di essere rapiti e venduti sul mercato del sesso. E negli orfanotrofi la situazione è solo di poco migliore: non ci sono fondi, e sul viso dei bambini si legge il vuoto di chi non ha affetti né prospettive. In fondo al cuore, Pam sente riaccendersi una fiamma. Eccolo il dono di Jantsen. Occuparsi di quei bambini, riportare sui loro visi la luce del sorriso. Non è facile, ma ormai niente la può fermare.
Milano : Urra, 2009
Abstract: Peter, Elicle e Federico: un padre, una madre e il loro bambino. I protagonisti di una storia di tenacia, di coraggio, di dolore - immenso - e di gioie, di delusione, speranza, rabbia, ironia. E di amore. Una storia di vita e di morte. Ma soprattutto di vita! La vita appesa a un filo di Federico, una vita cui si è aggrappato con tutte le sue forze, nonostante i suoi soli 420 grammi alla nascita - troppo pochi per iniziare a vivere sano, bello e sereno... troppi per morire. I suoi genitori non volevano che lui vivesse a tutti i costi, ma lo hanno sempre accompagnato, difeso dall'ignoranza e dalla banalità, sostenuto nell'irrazionale desiderio di vivere. Pronti a accettare il più innaturale degli addii, se Federico l'avesse voluto, avesse ceduto. Federico, contro ogni aspettativa, ha ormai un anno e mezzo, è un bimbo vispo, attento, solare nello sguardo, straordinariamente bello! Ha vinto tante battaglie, ma di fronte a sé ha ancora tante incognite. Suo papà e la sua mamma hanno scritto questo diario per lui, nella speranza che un giorno lo potesse leggere, e per loro, perché la scrittura li aiutava a sopravvivere. Oggi desiderano che questo diario, la loro storia, di cui non tacciono nulla, serva a altri genitori di bimbi nati all'inizio di una salita, spinga a interrogarsi su temi etici e sociali estremamente attuali, sostenga la ricerca e la medicina, perché in futuro casi come il loro possano trovare una via più facile e meno dolorosa.
I sorrisi di Bombay / Jaume Sanllorente ; traduzione di Doria Irene Rindone
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Jaunie fa il lavoro che ha sempre sognato: il giornalista. Ha la vita ideale: tutte le sere nel cuore della movida di Barcellona. E ha la passione dei viaggi: è proprio una vacanza a portarlo in India. Ma quella che doveva essere una pausa rilassante diventa una discesa all'inferno. A ogni angolo di strada, il giovane giornalista scopre le quotidiane tragedie di una delle società più povere al mondo: neonati affittati dai mendicanti come strumento di lavoro, ragazzini cui vengono amputate le gambe perché guadagnino di più chiedendo la carità, baby-prostitute gettate in pasto agli sfruttatori. Ma nel bel mezzo dell'orrore trova anche una bellezza mai conosciuta: i sorrisi indomabili dei bambini di un orfanotrofio minacciato dagli speculatori alla periferia nord di Bombay. È l'incontro destinato a cambiare la sua vita - e molte altre. Dimenticata la promettente carriera e le luci di Barcellona, il giovane decide di dedicare la sua esistenza agli ultimi della terra, e fonda l'Ong Sorrisi di Bombay. Aiutare gli orfani delle periferie, dare loro un'istruzione, garantire ai malati di lebbra emarginati un'assistenza sanitaria diventa la sua unica occupazione. Ma dovrà fare i conti con chi si arricchisce sulla pelle dei più deboli. I sorrisi di Bombay è il racconto di una vita privilegiata gettata in un mondo contraddittorio e sconvolgente.
La bambina di polvere / Wendy Wallace
Milano : Piemme, 2010
Abstract: Ci sono molte cose che Leila non capisce. La parola matrimonio, per esempio, e nemmeno di cosa parlano le nutrici quando dicono che per sua sorella maggiore, orfana come lei in un istituto, è già tanto che qualcuno la voglia sposare. Però quando la sua compagna di scuola le dice che non può giocare con lei perché è una figlia del peccato, Leila capisce eccome. In Sudan, dove lei è nata, nascere fuori dal matrimonio è una maledizione, un'infamia da cancellare. La sorte di questi bambini è segnata. Molti vengono lasciati morire, i più fortunati, come Leila, vengono abbandonati e cresciuti negli orfanotrofi, sballottati qua e là. Senza affetto e senza un futuro. Ma Leila ha un carattere forte e si oppone a un destino già scritto. Nonostante l'emarginazione e le dure prove che deve affrontare, riesce a studiare e a condurre una vita quasi normale. Finché un giorno sente il bisogno di fare qualcosa per i bambini come lei. In quel giorno lontano, alla frase della compagna di scuola aveva reagito con rabbia. Con una manciata di terra stretta in pugno, l'aveva aspettata fuori casa e gliel'aveva sbattuta in faccia, prima di scaraventarla nella polvere. Ora sa che parlare al cuore è molto meglio che aggredire. E che se, grazie alla sua testimonianza, una sola persona regalerà un sorriso a uno di questi bambini, il suo sforzo non sarà stato vano.
Questa casa non è un ospizio / Meg Federico ; traduzione di Laura Noulian
[Milano] : Sperling & Kupfer, 2010
Abstract: L'incredibile avventura di Meg inizia il giorno in cui sua madre Addie - una donna impossibile: ricca, egoista, alcolizzata, ma soprattutto convinta di poter indulgere a qualsiasi capriccio avendo trionfalmente superato il traguardo degli ottant'anni - cade e batte rovinosamente la testa. Ricoverata in ospedale, Addie salta su d'un tratto dalla barella e grida: Esigo l'autopsia!, poi perde conoscenza. Un minuto prima è catatonica, e quello seguente è fuori come un balcone, commenta con preoccupazione la figlia, accorsa al capezzale della mamma per prendersi cura di lei e del suo secondo marito, Walter. Inizia cosi una tragicomica odissea per Meg, che vive ad Halifax, a migliaia di chilometri di distanza, e che deve presiedere all'organizzazione della casa dei due anziani nel New Jersey. Una casa in cui, nonostante gli sforzi sovrumani di Meg per tenere tutto sotto controllo, il caos regna sovrano e gli imprevisti sono all'ordine del giorno, tra i capricci di Addie, i malanni di Walter e le stranezze dei badanti... Ma non è finita qui, perché i due arzilli ottantenni non ne vogliono proprio sapere di adattarsi a una placida routine domestica e a una docile dipendenza.
Grazie, amico mio / Allen e Sandra Parton con Gill Paul ; traduzione di Maria LUisa Cesa Bianchi
Sperling & Kupfer, 2010
Abstract: Allen Parton, gravemente ferito durante la prima guerra del Golfo, è tornato a casa su una sedia a rotelle, incapace di muoversi e di parlare, perfino di riconoscere la moglie Sandra e i due figli. Sandra, che è infermiera, si dedica interamente al marito, il quale però non progredisce ed è sempre più chiuso in se stesso. Lo stress è foltissimo, il matrimonio vacilla, nonostante lei cerchi di farsi forza e lotti per tenere unita la propria famiglia. Finché un giorno nella loro vita arriva Endal, un cucciolo di labrador che zoppica un po'. È amore a prima vista: Endal e Allen si annusano, si riconoscono, si scelgono, si adottano a vicenda. E la presenza del cane, grazie alla magia dei sentimenti sinceri, cambierà l'esistenza di tutti e quattro, riportando la serenità nella loro casa e il sorriso sul volto di Allen.
Le fusa di Oscar / David Dosa ; traduzione di Fabrizio Pezzoli
Milano : Mondadori, 2010
Abstract: Oscar è un gatto come tutti gli altri. O almeno così sembra al personale della casa di cura per malati di Alzheimer che, ancora cucciolo, lo adotta. Come tutti i gatti ama stiracchiarsi sotto il sole, rincorrersi la coda fino a impazzire. Qualche volta si fa grattare dietro le orecchie, ma solo quando va a lui. Eppure Oscar ha un dono eccezionale: sente quando un paziente sta per vivere i suoi ultimi momenti. Allora si avvicina dolcemente al letto, si accoccola ai suoi piedi e con le fusa fa compagnia a lui e ai suoi cari fino al momento del trapasso. Anche David Dosa, medico scettico e tutt'altro che gattofilo, col tempo è costretto a mettere da parte la sua diffidenza di scienziato. E a rendersi conto che, qualunque sia la spiegazione di questi poteri, quello che conta è il conforto che Oscar sa portare, come riesce a lenire la paura e il dolore di questo terribile momento. La storia di Oscar è oramai un caso che fa discutere i medici di tutto il mondo, uscita anche sul New England journal of Medicine, la più prestigiosa rivista del settore. Ma questo libro è anche molto di più. Il piccolo Oscar sa insegnarci qualcosa su come affrontare la dipartita di una persona cara. E ci ricorda ancora una volta che i nostri gatti hanno qualcosa di magico.
[Milano] : Rizzoli, 2010
Abstract: Da ventidue anni padre Frechette ha scelto di fare di Haiti la sua casa e di portare consolazione e aiuti a una delle popolazioni più sfortunate della Terra: una discesa agli inferi del dolore ma, attraverso la carità cristiana, una rinascita nella condivisione. Alla guida dell'organizzazione umanitaria N.P.H., nel suo lavoro di prete e di medico, padre Frechette ha conosciuto il corpo, il cuore e l'anima della gente di Haiti. Questo libro è una raccolta di aneddoti e racconti nell'inferno di Haiti, finalizzati a dare messaggi universali con l'ironia, la leggerezza e al tempo stesso la profondità che caratterizzano padre Rick, dedito a salvare la vita a bambini e moribondi, ma anche a curare le ferite invisibili dell'anima. Un libro bello per chi lo ha conosciuto, per chi ha visto Haiti con i propri occhi, ma anche per chi non c'è mai stato, spaccati di vita che catturano l'attenzione senza alcuna retorica, per illuminare i lettori anche su eventi apparentemente molto distanti da Port-au-Prince. Perché quando la dignità della persona è offesa, lo spirito si trova sotto minaccia e deve lottare tenacemente per conservare la sua umanità, trovando la luce nelle tenebre della sventura, con l'aiuto della grazia di Dio. Padre Rick ci mostra come un popolo, con l'aiuto della fede, possa risollevare il capo dalla più grande delle tragedie.
Il bambino della casa numero 10 / Alan Philps, John Lahutsky
Milano : Piemme, 2010
Abstract: John va ancora al college, eppure è già alla sua seconda vita. La prima l'ha vissuta segregato in un lettino a sbarre in un istituto di Mosca, una di quelle Case dei bambini ideate da Stalin e ancora esistenti. Trattato come un bambino fallato, come vengono considerati i piccoli che dopo diagnosi frettolose ricevono l'etichetta di idioti. John aveva un altro nome allora, Vanja, anche se quasi nessuno si rivolgeva a lui. Nessun legame con i bambini, questa è la regola per il personale. Nutrirli e cambiarli, senza guardarli, toccandoli il meno possibile. Un inferno in terra a cui sono condannati i bambini destinati all'oblio, che non possono nemmeno sperare in un'adozione. Ma Vanja non è ritardato. Vanja è un bambino sveglio, dagli occhi curiosi, ingordo di affetto e di contatti umani, l'unico in grado di parlare nella stanza in cui è prigioniero con una dozzina di sfortunati come lui. È grazie alla parola che per lui si accende una speranza. Un giorno una donna, una straniera, si affaccia alla sua stanza e gli regala una macchinina. Torna ancora le grida Vanja. Una richiesta d'aiuto che non si può ignorare. La donna, Sarah, moglie di un giornalista inglese, è in contatto con associazioni internazionali che cercano tra mille difficoltà di aiutare quei bambini. Torna Sarah, perché ci sono promesse che non è possibile disattendere, per nessun motivo.
Tanto scappo lo stesso / Alice Banfi
Viterbo : Stampa alternativa Nuovi equilibri, copyr. 2008
Abstract: Alice ha tre papà e due mamme, cresce nell'amore e nel caos di una famiglia diversa, si scontra col sesso a soli tre anni, il suo sogno di bambina è diventare una pittrice. Col tempo il sogno di Alice si trasforma in rabbia, che riversa per lo più su se stessa, sul suo corpo: con l'alcool, l'anoressia, picchiandosi e infliggendosi tagli sempre più profondi. Diagnosi: disturbo di personalità borderline. Arriva il primo di una lunga serie di ricoveri in reparti di psichiatria. Si chiude la porta e il mondo rimane fuori. Alice si ritrova in un micro-mondo a forma di corridoio: è all'inferno. Lungo il corridoio, le porte, e per ogni porta un personaggio, una persona, un matto cosicché la storia di Alice si fonde alle storie degli altri. Tutti, per un motivo o per l'altro, legati mani e piedi al letto, assaliti da tre o dieci infermieri. Ma Alice sa sempre liberarsi dalle fascette che stringono polsi e caviglie. Alice vuole fuggire, magari solo per un'ora, ci prova e sempre ci riesce. Tanto, per rientrare basta suonare il campanello.