Trovati 1124 documenti.
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Il contrario della solitudine / Marina Keegan
Mondadori, 2015
Abstract: Nel maggio del 2012, solo cinque giorni dopo essersi laureata alla Yale University con il massimo dei voti, Marina Keegan muore in un incidente automobilistico nei pressi di Cape Code. Studentessa brillante, allieva di Harold Bloom, animatrice di "Occupy Yale", in attesa di uno stage al "New Yorker", all'età di ventidue anni era considerata dalla critica una delle voci più promettenti della letteratura americana. Quando la sua famiglia pubblica sul web il suo ultimo scritto, Il contrario della solitudine, che dà il titolo a questa raccolta di saggi e racconti brevi, oltre un milione e mezzo di persone in tutto il mondo scopre nel giro di pochissime ore il suo straordinario talento. "Siamo così giovani. Siamo così giovani. Abbiamo ventidue anni. Abbiamo un sacco di tempo" scriveva. La giovinezza e il tempo, non il tempo che passa, ma il tempo che deve ancora arrivare, come un premio tanto ambito e tuttavia temuto, costituiscono il tema principale dei racconti di Marina Keegan, la sua cifra stilistica, ciò che ha fatto di lei l'icona di un'intera generazione. L'essere giovani e trovarsi di fronte all'orizzonte cangiante delle attese e delle opportunità: l'opportunità di cambiare vita, lavoro, di prendere decisioni importanti, di compiere un salto verso l'ignoto, di uscire dal guscio confortevole e protettivo della famiglia, del campus universitario, degli amici. Di vincere la paura, soprattutto. La paura di cadere, di non sapere che cosa ci aspetta alla fine della corsa, di vedere i propri sogni andare in frantumi. Con la sua prosa matura, complessa e raffinata Marina Keegan scrive della sua età, parla di erba da fumare, di zuppe tailandesi scaldate al microonde, di ritorni a casa per le vacanze di Natale, di canzoni ascoltate a tutto volume nei seminterrati il sabato sera, di un universo fatto di oggetti ordinari che si accumulano giorno dopo giorno sul sedile posteriore della macchina come tappe di un viaggio non ancora concluso. Ma scrive anche degli orrori della guerra in Iraq, di padri delusi e sconfitti, di matrimoni che a poco a poco si spengono nel grigiore quotidiano, della vulnerabilità di chi si affaccia alla vita adulta e ne intuisce le pieghe più squallide o dolorose. E soprattutto, come una tragica premonizione, parla della presenza improvvisa della morte. Marina Keegan, scrive Anne Fadiman nell'Introduzione, "era una ventenne consapevole che esistono pochi argomenti migliori dell'essere giovani e insicuri e idealisti e frustrati e speranzosi". La morte le ha negato la possibilità di perdere il suo idealismo, consegnandola definitivamente a quella stagione della vita di cui è stata un'interprete intensa e straordinaria.
Un futuro infinito : piccola autobiografia / Adriana Asti
Mondadori, 2017
Abstract: Bambina ipersensibile e schiva, nata in una famiglia borghese poco incline alle dimostrazioni d'affetto, ma anche adolescente ribelle al punto da andarsene di casa a diciassette anni. «Pessima attrice» in una compagnia teatrale itinerante (il Carrozzone), cui si unisce per caso e non per passione, ma capace di farsi presto notare da Giorgio Strehler, che la scritturò per il Piccolo Teatro. Vittima di un misterioso malessere che la costringerà in analisi per oltre trent'anni (e da cui guarirà grazie a Cesare Musatti), eppure protagonista acclamata della scena teatrale italiana e internazionale, contesa dai più famosi registi del Novecento, da Harold Pinter a Bob Wilson. Attrice cinematografica amata da registi colti e raffinati come Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Giuseppe Patroni Griffi, Susan Sontag, Bernardo Bertolucci, Abel Ferrara, Marco Tullio Giordana, ma anche interprete di alcuni tra i film più osé e delle pièce più scandalose degli anni Settanta. La vita di Adriana Asti è un susseguirsi di scelte anticonvenzionali, incontri spiazzanti e contraddizioni apparentemente inconciliabili. Che il suo sguardo divertito rispecchia fedelmente. È con irresistibile garbo e autoironia che in Un futuro infinito racconta se stessa e il suo mondo, popolato da scrittori, poeti, maghi, intellettuali, registi, attori, primedonne, personaggi eccentrici e bizzarri. Le cene con Alberto Moravia, Carlo Emilio Gadda, Goffredo Parise, Elsa Morante e Natalia Ginzburg (che scrisse per lei Ti ho sposato per allegria ). Le estati a Ischia con Luchino Visconti, che organizzava scherzi feroci. E poi, il legame struggente con Pier Paolo Pasolini, «un diamante che non si scalfisce». Il burrascoso rapporto con Susan Sontag. Il sodalizio umano e artistico con Franca Valeri. Il successo in Francia, che le ha aperto una carriera Oltralpe e un'«altra» vita. La malattia, che la spaventava al punto da non nominarla, ma che non riuscì a tenerla lontana dal palcoscenico. E ancora, le prime nozze con Fabio Mauri, presto naufragate. L'incontro e il matrimonio con Giorgio Ferrara, regista, attore e direttore del festival di Spoleto. Lei allora quarantenne, lui poco più che ventenne, uno scandalo per l'epoca. La storia di una straordinaria attrice, riservata eppure spregiudicata. Di una donna profondamente libera e anticonvenzionale, con il talento di sapersi lasciare ogni cosa alle spalle. Perché il passato non esiste: è solo qualcosa che la spinge in avanti, verso ciò che deve ancora accadere.
La montagna dentro / Hervé Barmasse
Laterza, 2017
Abstract: Uno degli ultimi eredi dei grandi alpinisti del passato racconta la sua storia. Hervé Barmasse è protagonista di scalate e avventure estreme. A sedici anni abbandona lo sci agonistico dopo un terribile incidente e deve reinventarsi. Il Cervino lo vede crescere e diventare uomo. Dopo ogni viaggio, dopo ogni salita su cime inviolate in terre lontane, ritorna alla sua montagna, scalandola in ogni stagione dell’anno e inventando nuove vie. Hervé racconta se stesso, la sua storia, la passione, la fatica, l’emozione delle scalate. L’alpinista viene dopo l’uomo, che pure affronta imprese straordinarie. Queste pagine non sono la scontata esaltazione di un campione dell’estremo, piuttosto il racconto di cosa c’è dietro l’avventura dell’alpinismo, dove il coraggio delle decisioni è sempre intrecciato alla fragilità e alla paura. In parete, come nella vita.
Il mio basket è di chi lo gioca / Meo sacchetti ; scritto con Nando Mura
Add, 2016
Abstract: Meo Sacchetti è uno dei giocatori di basket più celebri in Italia. Pilastro della Nazionale che nel 1980 ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Mosca e nel 1983 l’oro agli europei, Meo ha segnato la pallacanestro italiana giocando a Bologna, Torino e Varese. Poi, dopo un grave infortunio, la svolta e l’inizio di una straordinaria carriera da allenatore che, l’anno scorso, lo ha portato a vincere Coppa Italia, Supercoppa e Scudetto con la Dinamo Sassari. Un triplete forse irripetibile per una squadra provinciale e il primo grande trionfo del basket sardo. Ma Meo Sacchetti è molto di più: personaggio spumeggiante, diretto nei modi e capace di sorprendere tifosi e addetti ai lavori con la sua schiettezza e simpatia. Il suo è un basket frizzante, fatto di corsa, tiro, fantasia, in cui i giocatori sono chiamati a esprimere liberamente le loro qualità. Nato ad Altamura in un campo profughi, la vita di Meo non è stata sempre facile; orfano di padre, Sacchetti ha dovuto farsi largo per trovare il proprio posto nel mondo della pallacanestro nazionale. «La vita molto presto mi ha detto arrangiati» dice Sacchetti in questa sua autobiografia scritta con la collaborazione del giornalista sardo Nando Mura, nelle cui pagine emerge tutta la carica umana di un grande e amatissimo personaggio dello sport italiano.
Sonda, 2017
Abstract: Che cos'è la vita? Un insieme di episodi, ricordi, legami, emozioni? Molto di più: è un «romanzo» che scriviamo giorno dopo giorno. Non solo metaforicamente. La scrittura ci libera da sentimenti ed emozioni che ci fanno ancora male; ci fa accettare la perdita e il dolore, e riconoscere le dipendenze inconfessate. André Gervais, forte della sua esperienza personale nell'ambito della scrittura personale e professionale, ci guida passo dopo passo nella stesura della nostra autobiografia, prendendo spunto dai suoi stessi ricordi; ci propone domande semplici e chiare per scavare dentro di noi: com'erano i nostri genitori e i nonni? Chi ha scelto il nostro nome, mamma o papà? Siamo stati educati con severità o lassismo? Quando abbiamo avuto il primo flirt? Qual è stato il lavoro in cui ci siamo sentiti più realizzati? Non ripercorreremo solo la nostra vita, ma faremo un vero e proprio cammino di autoanalisi, fino a conquistare la nostra vera identità.
Il segreto di famiglia / Anonima ; traduzione di Isabella Polli
Guanda, 2017
Abstract: Una delle più franche e catartiche storie di abuso mai scritte. Per anni l'autrice è stata combattuta fra l'idea di scrivere questo libro oppure no. Ho scelto di farlo allo scopo di raccontare la verità. Abbiamo deciso di pubblicarlo perché lo riteniamo un'opera d'arte. La violenza di un genitore contro il figlio è forse quella sentita collettivamente come la più incomprensibile e la più indicibile. L’anonima autrice di questo libro, vittima fin dai tre anni delle molestie del padre, ha trovato le parole per raccontarla. Dopo i decenni di silenzio sotto cui il segreto è rimasto sepolto in famiglia, dopo i pochi e frustrati tentativi di spezzarlo con una madre impegnata a imbrigliare nell’apatia i propri fantasmi e un fratello troppo piccolo e poi troppo coinvolto per offrire un sostegno, la voce della vittima erompe in tutta la sua crudezza. Quadro dopo quadro, assistiamo alla trasformazione della bambina violata in una donna indipendente, capace di nuove storie e nuove avventure. Ma un ambiguo e indissolubile legame di dolore e desiderio ha plasmato e domina la sua psiche, la sua personalità, il corpo stesso, che «ricorda ogni cosa». Si dice spesso che la decisione di scrivere nasca dal bisogno di guarirsi: questo libro ne è la dimostrazione e al tempo stesso il superamento, letteratura che si sostanzia nella verità.
La stanza dei gatti : una chiacchierata con il teatro / Franca Valeri
Einaudi, 2017
Abstract: È un dialogo acutissimo tra due persone piuttosto interessanti: un uomo capace di tutto e una donna che lo ha molto amato. Ed è anche un collier di memorie, prezioso per il tono con cui l'autrice racconta alcuni dei momenti cruciali della sua carriera artistica. L'angoscia degli esordi e la gioia delle tournée in giro per il mondo. Gino Cervi che scherza con il suggeritore che gli dà le battute. E quel soggiorno a Parigi insieme a Marcello Mastroianni in viaggio di nozze...
Un buon momento per nascere / David Lodge ; traduzione di Mary Gislon e Rosetta Palazzi
Bompiani, 2017
Abstract: David Lodge nasce a Londra il 28 gennaio 1935, un momento piuttosto buono, per un futuro scrittore, per nascere in Inghilterra. Ha quattro anni quando scoppia la seconda guerra mondiale e cresce attraversando decenni di grandi cambiamenti sociali e culturali, che gli offriranno parecchio materiale di prima mano per la sua attività di scrittore. Qui Lodge ripercorre l'infanzia e la giovinezza, gli anni allo University College di Londra, l'incontro con Mary, sua futura moglie, la nascita del primo figlio, gli anni di apprendistato da professore e da scrittore, fino alla cattedra all'Università di Birmingham, all'amicizia con il collega e scrittore Malcolm Bradbury e al successo del romanzo ''Scambi''.
Push / Tommy Caldwell ; traduzione di Chiara Brovelli
Corbaccio, 2017
Abstract: Il 14 gennaio 2015 Tommy Caldwell, insieme al compagno Kevin Jorgeson, ha salito in diciannove giorni quella che è considerate la via più difficile in tutta la storia dello Yosemite: la Dawn Wall, una parete quasi verticale di quasi 1000 metri. L'incredibile impresa di Caldwell rappresenta il culmine di una carriera tutta tesa a superare i suoi limiti come atleta e climber. Push è la storia appassionante del percorso compiuto da un ragazzino con un padre guida alpina determinato a instillare nel figlio la sua tenacia e la sua passione per la montagna. È la storia di un adolescente con una vera e propria «ossessione» per l'arrampicata, che lo porta ai vertici del circuito. Ma il richiamo dell'avventura estrema ben presto spinge Caldwell verso il mondo vertiginoso e ben poco conosciuto delle Big Wall, le pareti strapiombanti da salire in libera. Una scelta rischiosa dal punto di vista sportivo e non solo: poco più che ventenne, infatti, mentre si trova nelle montagne del Kirghizistan viene rapito da una banda di terroristi e si salva per miracolo; non molto tempo dopo perde l'indice sinistro in un incidente e, successivamente, viene lasciato dalla moglie e dal suo abituale compagno di cordata. Ma Caldwell supera queste avversità con rinnovata determinazione. Il suo obiettivo diventa la più grande, ripida, liscia parete di El Capitan: la Dawn Wall. Per ben sette anni Caldwell ci prova senza arrendersi: sette anni in cui ridefinisce i limiti di uno sport, ritrova l'amore e ha un figlio. Sette anni per arrivare a un successo straordinario. Push racconta una storia vera di motivazione, resistenza e di trasformazione.
Nuova ed.
Salani, 2016
Abstract: Nella seconda parte del percorso autobiografico cominciato con Boy, troviamo Dahl ardito pilota, sempre pronto a cogliere i lati curiosi dell'esistenza, dei personaggi, delle situazioni. Passa dinoccolato tra un'esplosione e un'altra, da una missione pericolosa a un'altra, senza retorica, senza odio. Durante tutto questo periodo, dal Kenya, dall'Iraq, dall'Egitto, continua a scrivere alla sua mamma con inalterabile amore, e la successione delle foto di guerra si chiude con quella del cottage di lei, dove finalmente, miracolosamente, l'eroe riesce a tornare.
In che lingua sogno? / Elena Lappin ; traduzione di Laura Noulian
Einaudi, 2017
Abstract: Nata a Mosca nel 1954 (un anno dopo la morte di Stalin); cresciuta a Praga (intorno allo spartiacque del 1968) e poi ad Amburgo (dove matura la prima consapevolezza di essere ebrea); compiuti gli studi a Tel Aviv (negli anni a cavallo fra la Guerra del Kippur e quella del Libano); divenuta madre per la prima volta a Ottawa, la seconda ad Haifa e nello stato di New York la terza; approdata come scrittrice ed editor a Londra, Elena Lappin è un perfetto esempio di espatriata in perenne movimento geografico e umano. Questo suo memoir è dunque storia privata e famigliare (e le famiglie nel suo caso sono plurali), ma in un certo senso anche dell'Europa nella seconda metà del Ventesimo secolo. Linguistica è la domanda che Lappin si pone nel titolo, e che altre ne sottintende: in che lingua parlo, penso, amo? In che lingua vivo? Infine, in che lingua scrivo? E linguistici sono gli strumenti con cui prova a darsi risposta. Svariati idiomi scandiscono la sua infanzia, l'adolescenza, lo studio, gli affetti, gli amori, il lavoro, lo sguardo. Si affiancano l'uno all'altro, sommandosi fino a diventare il suo patrimonio genetico, il luogo stesso della sua esistenza. Il russo dell'infanzia, dolce come una ciotola di ciliegie: «Mio nonno mi fece il dono di preservare la mia prima lingua, il russo, che sembrava destinata ad essere la mia lingua madre. Ma non lo fu». Il ceco, appreso con facilità, come sempre i bambini, quando la madre la porta con sé a Praga dove Elena, quattrenne, si impadronisce perfino di quella peculiare vena ironica e arguta che sostanzia la letteratura ceca. Il tedesco dell'adolescenza ad Amburgo, la città dove la famiglia decide di emigrare quando è ormai chiaro che la Primavera di Praga è finita: i carri armati sovietici si sono ritirati, ma hanno cancellato «un numero magico, un anno magico, un luogo magico» e trasformato in lingua del nemico il russo fiabesco dei nonni. L'ebraico scoperto a tredici anni, in una Germania in cui ancora serpeggia l'antisemitismo, e fatto proprio in Israele. Infine l'inglese, scelto apparentemente per ragioni di studio e di ricerca, e che invece si rivelerà parte integrante del suo patrimonio genetico. È «la voce in inglese di un uomo dal forte accento russo» quella che irrompe nella sua vita una sera qualsiasi del 2002, e che la condurrà così indietro nel tempo, e in orizzonti spaziali così imprevisti, che Lappin, per conciliarsi con una storia che sembra sottrarla a se stessa, non può che ripercorrerla passo passo, raccontando il farsi e il disfarsi di una molteplicità di esistenze sulle due sponde dell'Atlantico.
Care figlie vi scrivo / Marisa Bruni Tedeschi
La nave di Teseo, 2017
Abstract: Quando si evoca la famiglia Bruni Tedeschi, si pensa subito a Carla, modella, cantante, già première dame, e a sua sorella maggiore Valeria, attrice e regista. Marisa Bruni Tedeschi non è semplicemente la loro madre. Pianista, appassionata d'opera, ha sempre vissuto una vita da artista. Uria donna libera, che ha attraversato la storia e le frontiere senza conformarsi alle regole borghesi. In questo libro si confessa perla prima volta: la giovinezza nell'Italia fascista, la morte precoce del padre e la tenerezza del rapporto con la madre, l'incontro nel 1952 con suo marito Alberto, industriale, compositore ti opera e collezionista d'arte, il loro esilio in Francia per sfuggire; alla stagione dei rapimenti, le sue grandi storie d'amore e la passione mai tradita per il pianoforte. Marisa Bruni Tedeschi, con sguardo di infallibile osservatrice, ci accompagna dai tappeti rossi dei festival alla tavola della regina d'Inghilterra, dai segreti della casa di famiglia all 'Eliseo a Parigi. Fino all'amore per la sua famiglia e i figli: Virginio, grande viaggiatore, Valeria e Carla, donne di successo, sensibili e indipendenti.
Minerva, 2015
Abstract: Pilota sperimentatore, astronauta e imprenditore, Maurizio Cheli condivide volentieri le sue esperienze nell'ambito di conferenze e seminari aziendali. In questo libro, unico nel suo genere, egli narra, con il tono di un amico che vi racconta una storia, le tappe fondamentali del suo incredibile percorso professionale che sono in seguito analizzate da Marianne Merchez. Questa biografia diventa così non solo una fonte di informazioni ma anche e soprattutto di riflessione sul nostro cammino personale nella vita e nel mondo del lavoro in particolare. L'avventura aeronautica e spaziale è una grande avventura umana e scoprirete, molto rapidamente, nel corso della lettura, che questa esperienza all'apparenza lontana, distante ed estremamente specializzata è, al contrario, molto vicina alla nostra realtà quotidiana. Le nostre conoscenze, competenze, le nostre esperienze, tutto si concentra talvolta in quell'istante molto preciso in cui una situazione evolve, una nuova avventura ha inizio o una decisione viene presa. Siamo noi davvero pienamente presenti a noi stessi in questi momenti decisivi della nostra vita? Come Maurizio ha riflettuto su se stesso nel corso di questo racconto, voi potrete interrogarvi durante la lettura di alcuni passaggi del libro che stimolano una eco in voi e forse svelare potenzialità nascoste che attendono solo di essere scoperte o riscoperte.
65 : la mia vita senza paura / Loris Capirossi ; raccontato da Simone Sarasso
Sperling & Kupfer, 2017
Abstract: La vita di Loris Capirossi comincia in mezzo alla polvere e alle colline romagnole: Borgo Rivola ha cinquecento anime e ci si arriva per strade che a vederle sono tutto un programma. Curve cieche e saliscendi, asfalto da piega e pochi rettilinei, ma l’odore del gas lo senti subito. È il 1990: un ragazzino di diciassette anni – al suo esordio nel Motomondiale classe 125 – è campione del mondo in sella a una Honda. Il più giovane di sempre. L’anno seguente – prima ancora di avere l’età per prendere la patente – si può fregiare del secondo titolo iridato. E non sarà l’ultimo. È così che ha inizio la leggenda: una storia di gloria, sudore e ossa rotte. Di lacrime, sorrisi e nessun rimpianto: i sacrifici di babbo Giordano e mamma Patrizia, che ipotecano la casa per scommettere sul giovane mago delle due ruote, i viaggi in furgone verso i circuiti europei e i primi aerei della vita, a solcar l’oceano; i primi amori, le sfide con amici e avversari, le scelte tormentate e gli occhi pieni di gioia sulla linea del traguardo. 328 gare, 3 titoli mondiali, 29 vittorie, 99 podi. Una carriera lunga un quarto di secolo e milioni di chilometri percorsi. 65 - La mia vita senza paura è il racconto di un talento verace e selvaggio: una poderosa cavalcata nella vita di Capirex, mito delle due ruote, e di Loris, campione di umanità e coraggio, innamoratissimo marito di Ingrid, papà orgoglioso di Riccardo e oggi – dopo aver salutato i tifosi in sella a una Ducati con il numero 58 in onore del compianto amico Marco Simoncelli – rappresentante Dorna in Direzione Gara nel Motomondiale.
Sono stato più cattivo / Enrico Ruggeri
Mondadori, 2017
Abstract: È il 1975, siamo in una discoteca di Londra. La serata sta per finire, un diciottenne italiano, in pellegrinaggio con gli amici nella capitale della musica, sta ballando un lento con una ragazza. Vuole fare colpo. «Sono un musicista» le sussurra all'orecchio nel suo inglese stentato, «forse un giorno qualcuno ballerà con una delle mie canzoni». L'inglesina non alza nemmeno lo sguardo. «I don't think so», non credo proprio, risponde con una smorfia. Due anni dopo, quel ragazzino firmerà il contratto per il suo primo disco. Dodici anni dopo, conquisterà la prima vittoria al festival di Sanremo e un disco di platino. La rabbia per quelle parole londinesi - e per molte altre cose che gli erano già successe - è stata, confessa oggi, un motore straordinario. In occasione del suo sessantesimo compleanno, Enrico Ruggeri, per la prima volta, decide di raccontare la sua vita. E lo fa partendo dal principio, dalla sua infanzia milanese, la depressione del padre - uomo intelligente e affascinante che però non riusciva ad andare a prenderlo a scuola tanta era la fatica di alzarsi e uscire da casa - e l'abbraccio di due generazioni di donne forti e iperprotettive che, con le migliori intenzioni, contribuivano alla sua solitudine. Si continua con gli anni del liceo, nella Milano dei '70, in cui era quasi impossibile sfuggire al conformismo della contestazione, che nell'imporre mode e gusti alternativi passava in un attimo dal grottesco alla violenza. Intanto c'era stata la prima delusione amorosa e, soprattutto, l'incontro con la musica - i 45 giri dei Beatles, di Lou Reed, dei Roxy Music da ascoltare in loop tutto il pomeriggio - e il sogno di fondare una band. Si arriva così all'università, alla comparsa dei Decibel sulla scena punk milanese, alla nascita di sodalizi musicali indissolubili come quello con Luigi Schiavone, alla lunga, altalenante cavalcata verso l'affermazione. Con la rabbia, la sete di riscatto e la voglia di andare controcorrente come inseparabili compagni di avventura. Partendo dalla convinzione che siamo quello che viviamo, nel bene e nel male, e che "scrivere può salvarti la vita", Ruggeri compone uno splendido memoir letterario onesto e spietato, una corsa sulle montagne russe che, ripercorrendo con affetto e durezza la sua vita, tappa dopo tappa, illumina tutti i successi e i fallimenti, le cadute e le rinascite.
Come parlare sporco e influenzare la gente / Lenny Bruce ; presentazione di Daniele Luttazzi
[Milano] : Bompiani, 1995
Abstract: Insieme a Lennon, Dylan e Morrison, Lenny Bruce fu uno dei miti della 'controcultura hip' degli anni '60 '70. Il suo humour nero, sexy, idealista, adolescenziale si opponeva a ogni forma di ipocrisia e intolleranza e si ispirava ai valori e alla cultura delle minoranze, provocatoriamente unificate in un gergo nero-yiddish sovversivo e scandaloso. Predicatore blasfemo e profeta sacrilego, continuamente alle prese con la polizia, Lenny si rivolgeva a coloro che criticavano la religione organizzata, i costumi sessuali, il capitalismo, la guerra, e con le sue storielle metteva a nudo le incongruenze, lo sciovinismo, l'avidità e la vanità della società americana.
Hawk : professione skater : romanzo / Tony Hawk ; traduzione di Isabella Polli
Salani, 2017
Abstract: Questo libro parla di skateboard. Parla di un ragazzino troppo magro per governare la sua tavola, preso in giro dai compagni di scuola quando a skateare negli Stati Uniti erano solo in pochissimi e, diciamolo, anche un po’ sfigati. Perdere conoscenza, fratturarsi le costole e rompersi i denti più volte pur di chiudere un trick, non per vincere la gara ma per rendere onore a uno sport. Così uno stecchino con le gomitiere sulle ginocchia e una ridicola pettinatura, che per farsi notare da un grande skater come Steve Caballero gli stacca una gomma dalle dita dei piedi e la mastica, diventa il re della tavola e guadagna milioni dagli sponsor. Così si diventa Tony Hawk. Questo libro parla di determinazione. L’unica cosa che conta insieme al coraggio di buttarsi anima e corpo nella propria passione. E per ‘buttarsi’ Hawk intende proprio lanciarsi da una rampa a tutta velocità. Lo skater più famoso di tutti i tempi ci racconta, attraverso gli episodi più assurdi, divertenti e commoventi della sua vita, come è diventato una leggenda. E ci svela, con semplicità e autoironia, gli ingredienti per inseguire i sogni a ogni costo e per fare dei propri difetti delle particolarità uniche, cioè per vivere una vita spettacolare che valga la pena di essere raccontata.
Il mestiere dell'aria che vibra / Marco Tutino
Ponte alle Grazie, 2017
Abstract: Da piccolo, Marco Tutino ascolta Beethoven e Vivaldi in braccio al papà, da ragazzo ama i Beatles e i Rolling Stones (per non parlare di Lucio Battisti), da giovane è indeciso tra fare il cantautore folk, l’attore brechtiano, il militante politico o il flautista. Ma la folgorazione arriva una sera dei primissimi anni Settanta durante la quale, dalla piccionaia della Scala, i congiurati di Un ballo in maschera gli sussurrano i loro intenti malvagi donandogli la più forte delle emozioni. È in quel momento che sveste i panni del dilettante per scegliere il «mestiere» della sua vita, quello di far vibrare l’aria. In queste pagine, uno dei più importanti compositori del panorama italiano contemporaneo racconta la passione per il suo lavoro, la genesi delle sue opere e i segreti del palcoscenico, le scelte tecniche e le fatiche organizzative che stanno dietro un singolo allestimento o una stagione teatrale, gli incontri felici e i feroci scontri con il potere, in tutte le sue incarnazioni. Mentre la sua storia di musicista e di sovrintendente poco avvezzo ai compromessi si intreccia con la storia nazionale, sfilano le grandi opere antiche e moderne che compongono il grande repertorio lirico, complete di istruzioni per l’uso. E, tra le righe, affiora la danza gioiosa e leggera della creazione artistica, fatta di ispirazione e di artigianato, di rigore e di abbandono, di piccole, improvvise illuminazioni.
A testa in su : investire in felicità per non essere sudditi / Alessandro Di Battista
Rizzoli, 2016
Abstract: “Oggi indignarsi non basta più. Occorre un’ondata di partecipazione alla vita politica, uno tsunami di interesse per tutto quel che è comune. Occorre cospirare. Non solo votare, ma partecipare.” Alessandro Di Battista, uno dei più noti e attivi esponenti del Movimento 5 Stelle, ha le idee chiare quando si parla di partecipazione: bisogna mettersi in viaggio e andare a scoprire il Paese reale, piazza dopo piazza, come ha fatto nella lunga estate del 2016. Ma questa è stata solo l’ultima di molte partenze – verso l’America Latina, il Guatemala, il Congo – che Di Battista ha intrapreso nella sua vita, anche prima di entrare nel Movimento. A testa in su invita a riappropriarsi della propria vita sociale. È un appello a mettersi in gioco per sostituire il politico di professione con il cittadino responsabile. Attraverso molti incontri – con Gianroberto Casaleggio, Beppe Grillo e migliaia di persone – e altrettanti scontri – con i partiti e la stampa – Di Battista spiega le ragioni della sua scelta, le posizioni del Movimento e le regole che si è dato per non farsi travolgere dalla spirale del potere e agire...
Io, Charlotte Rampling / di Charlotte Rampling con Christophe Bataille
66thand2nd, 2016
Abstract: La giovinezza trascorsa tra la Francia e l'Inghilterra. Il padre, oro alle Olimpiadi di Berlino. La madre, descritta come l'eroina di un romanzo di Fitzgerald. E Sarah, la sorella, morta troppo giovane. Con la complicità di Christophe Bataille, Charlotte Rampling si racconta, mette insieme impressioni, ricordi, luoghi, svelando per la prima volta le sfumature di un'icona dalla bellezza raffinata e inaccessibile. Le foto tratte dall'album di famiglia accompagnano questo delicato viaggio nella sua vita come un frasario essenziale e discreto.