Trovati 1293 documenti.
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L'Ippocampo, 2024
Abstract: La linea ferroviaria che percorre i luoghi dell’antico Egitto; il fascino gelido della Transiberiana; lo sforzo di un piccolo trenino che si arrampica sui contrafforti himalayani o nella fitta foresta brasiliana; la futuristica velocità dello Shinkansen Kyushu; la Terra del Fuoco vista dal Tren de la fin del mundo. Ma anche la ferrovia che tocca le Cinque Terre, la Circumetnea che abbraccia il vulcano siciliano e l’incantata lentezza del Glacier Express... Questo libro, che si inserisce nella collana dei “Piccoli atlanti edonisti”, offre 81 strepitosi itinerari suddivisi per continente, con mappe, fotografie, chilometraggi, tappe e mete da non perdere. Per vivere o immaginare avventure uniche lungo i binari di tutto il mondo, immersi nei luoghi e a stretto contatto con le tradizioni locali.
Adelphi, 2024
Abstract: Nella primavera del 1928 Georges Simenon (che ha appena compiuto venticinque anni e ne ha già abbastanza della vita mondana che conduce a Parigi) si compra una piccola barca, la Ginette (lunga quattro metri e larga poco più di uno e mezzo), e parte, in compagnia della moglie Tigy, della domestica (e ben presto amante) Boule e del cane Olaf (un danese sui sessanta chili), per un viaggio attraverso i fiumi e i canali della Francia che durerà ben sei mesi: durante i quali gli capiterà di dormire sotto una pioggia sferzante, o di sguazzare nel fango, o di cercare di arrivare davanti alle chiuse prima delle grandi chiatte tirate dai cavalli, o di manovrare tra rocce a pelo d’acqua... Tre anni dopo, il settimanale «Vu» gli commissionerà quello che diventerà il suo primo reportage: insieme a un giovane fotografo di origine ceca, Hans Oplatka, Simenon ripercorrerà, in macchina questa volta, la «vera Francia», e tornerà a casa con un bottino di duecento fotografie. Solo una decina illustreranno, su «Vu», il racconto dell’esaltante navigazione a bordo della Ginette, ma in questo volume il lettore ne troverà molte di più; e scoprirà che senza quell’«avventura tra due sponde» non esisterebbero romanzi come Il cavallante della «Providence», La balera da due soldi, La chiusa n. 1 – per non parlare di tutte le locande in riva a un fiume dove il commissario Maigret, nel corso di un’inchiesta, va talvolta a trascorrere un paio di giorni, occasionalmente in compagnia della sua signora, fingendo a malapena di essere lì per rilassarsi.
Diario russo / John Steinbeck ; con 25 fotografie di Robert Capa
Milano : A. Mondadori, 1950
Da mare a mare / Rudyard Kipling ; a cura di Franco Basso e Stefano Giusti
A. Mondadori, 1993
Abstract: Il fedele reportage di un viaggio giovanile dall'India all'Inghilterra, passando per il Giappone, San Francisco e New York, che Kipling compì nel 1889 per conto del «Pioneer», il giornale di Allahabad su cui andava pubblicando i suoi primi scritti. Si tratta di impressioni, osservazioni argute, raffronti anche paradossali da cui emergono con chiarezza le sue idee sulla politica, la società e l'arte, ma in cui soprattutto sono già presenti quegli elementi che faranno di Kipling il maestro delle short stories: immediatezza, ironia, dialoghi realistici e quella capacità di indurre il lettore a vedere, sentire, toccare ciò che legge. Da mare a mare offre la gradevolissima possibilità di percorrere paesi lontani e ricchi di bellezza in momenti cruciali della loro storia, guidati nello spazio e nel tempo da un cicerone affascinante e arguto.
Alcune osservazioni sulla Sirtica / Emilio Scarin
[s.n., 1934]
Notizie sulla zona di Augila-Gialo
[s.n.], 1927 (Tipo-litografia del Governo)
Giarabub (El-Giagbub) / Michele Checchi
[s.n.], 1925
El-Auenat chiave del deserto libico / Enrico De Agostini
[S.n.], 1934
Notizie sulla regione di Cufra (el-Cafra) / E. De Agostini
Governo della Cirenaica, Ufficio studi, 1927
Alto Egitto e Nubia / memorie di Licurgo Santoni (1863-1898)
Modes and Mendel, 1905
All'oasi di Giove Ammone : viaggio / di Luigi Robecchi-Bricchetti
F.lli Treves, 1890
L. Roux, 1889
La Tripolitaine d'hier et de demain / H.-M. de Mathuisieulx
2. ed
Librairie Hachette, 1912
Fata Morgana / un film di Werner Herzog
Ripley's Home Video, 2016
Abstract: Diviso in tre parti ("La creazione", "Il paradiso", "L'età dell'oro"), commentate da testi in "off" e realizzato in condizioni molto avventurose, Fata Morgana è solo al primo sguardo il reportage di un viaggio nomade nel continente africano. In realtà qui si narra un apologo tenero e disperato che si trasforma in un violento atto d'accusa contro l'avanzata della civilizzazione occidentale e la sua furia colonizzatrice. Uno dei massimi vertici del cinema di Herzog.
In Africa : Victoria Nyanza e Benadir / E.A. D'Albertis
Istituto italiano d'arti grafiche, 1906
Fratelli Treves, 1887
Tipografia Regionale, 1935
Federazione italiana delle biblioteche popolari, stampa 1913
ed. italiana..
Francesco Vallardi, [post 1885]
Giappone : 100 mandala da colorare / a cura di Marco Togni
Gribaudo, 2022
Abstract: Il popolo del Sol Levante reprime le emozioni e protegge la propria cultura, la sua anima è considerata ancora oggi impenetrabile, per avervi accesso c’è bisogno della sensibilità di uno scrittore, del coraggio di un reporter, della lucidità di un giornalista. Due grandi nomi della letteratura nipponica raccontano il «loro» Giappone personale: Banana Yoshimoto ci ospita nel suo quartiere preferito, Shimokitazawa, Ryū Murakami invecchiando riflette sul senso della vita e il calo del desiderio in un paese di aspiranti suicidi. In questo viaggio nel Giappone di oggi scopriamo come la tragedia di Fukushima, rievocata dal grande corrispondente Richard Lloyd Parry, ha riacceso il culto degli antenati e la passione per il sumo – una disciplina millenaria intrisa di rituali e gerarchie – non si sia mai spenta, sebbene a vincere oggi siano ormai solo lottatori stranieri come ci spiega Brian Phillips. Il legame con il passato non è sempre così innocuo e può prendere una deriva revisionista, patriottica e conservatrice: è questo lo scenario in cui si muove una setta shintoista vicinissima al governo Abe, smascherata da un’inchiesta dell’abilissimo Jake Adelstein, a cui fa da contraltare la visione ottimista di un grande conoscitore del Giappone, Ian Buruma, che invece sottolinea come il paese nonostante tutto, grazie alla pace sociale che vi regna, sia rimasto indenne all’ondata di populismo mondiale. Ma c’è anche chi rimane ai margini della società, come la minoranza ainu nel Nord dell’Hokkaidō che scopriamo nel reportage di Cesare Alemanni o i disoccupati e indebitati che scompaiono all’improvviso liberandosi del proprio passato e vivendo una vita da fantasmi «evaporati», un fenomeno di massa raccontato da Léna Mauger. Anche le donne sono rimaste a lungo ai margini della vita economica e politica del paese, e Ryōko Sekiguchi ci mostra come molte, oggi, incredibilmente, dopo decenni di emancipazione sognino di tornare a coltivare i loro hobby tra le mura di casa. Un paradosso come quello della passione per la black music che risuona nel reportage di Amanda Petrusich,in un paese invece estremamente chiuso verso l’immigrazione; mentre anche sul cinema abbiamo uno sguardo insolito, quello di Giorgio Amitrano che ripercorrendo molti capolavori giapponesi mostra come il mito della famiglia-tipo nipponica sia stato costantemente messo in crisi dal grande schermo.