Trovati 4267 documenti.
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Il dolore femminile : diagnosi e terapia in sessuologia e ginecologia / a cura di Maria Puliatti
Salerno : Ecomind, 2007
La carta non può avvolgere la brace / Rithy Panh e Louise Lorentz ; traduzione di Giusi Valent
Milano : O barra O, 2008
Abstract: Al centro di Phnom Penh c'è una costruzione bianca che sembra un vascello sbattuto dal vento, dove decine di giovani prostitute affrontano un quotidiano che non sembra neppure più vita. Arrivate dalla campagna, hanno venduto alla capitale la loro verginità lavorando per nutrire la famiglia. Stordite dalla droga, resistono alla perdita d'identità e di riferimenti. È possibile credere in un avvenire migliore? Ascoltando come testimone le loro storie e le loro speranze senza mai cadere nella commiserazione, Rithy Panh registra i frammenti di un dramma che coinvolge circa trentamila donne cambogiane costrette a vendere il proprio corpo per sfuggire alla miseria. Rithy Pahn dona loro un nome, un volto, e infine la parola.
La ferita e il re : gli archetipi femminili della cultura maschile / Tilde Giani Gallino
Milano : Cortina, copyr. 1986
... e volevo essere maestra / Santina Gervasi ; prefazione di Ambrogio Ietto
[S.l.] : Noitre, stampa 2007
Venezia : Marsilio, 2009
Abstract: Angela Padrone, giornalista romana, ha una passione: il mondo del lavoro, di cui si occupa e scrive da anni per Il Messaggero. Con questo libro richiama con forza al loro dovere due categorie di outsider che possono costituire per l'Italia il vero motore della ripresa. I giovani, che hanno rappresentato in passato un'icona vincente, ora sono in crisi d'identità, stanchi, sfiduciati. Le donne, che nel XX secolo si sono battute per la parità di diritti, hanno scoperto che quando si sale sul palco è dura strappare i ruoli principali. Gli uni odiano la politica, si lamentano, ma che cosa veramente desiderino in tanti non lo sanno. Le altre guardano da lontano quelle poche di loro che hanno conquistato dei ruoli, e si dicono che è tutto a posto. Si sono accontentate? Per entrambi è giunto il momento di riscrivere il loro ruolo nell'Italia che cambia.
Ragazze della guerra / Susanne Scholl ; traduzione di Chiara Marmugi
Roma : Voland, 2009
Abstract: Il 15 luglio 2009 l'attivista per i diritti umani Natalija Estemirova viene rapita a Groznyj e uccisa. La stampa internazionale dedica per giorni le prime pagine alla notizia dell'omicidio. La giornalista austriaca Susanne Scholl aveva incontrato Natalija due anni prima, per raccogliere la sua testimonianza e quella di numerose altre donne cecene. Questo libro dà voce alla quotidiana sofferenza di mogli e madri coraggiose, di vedove di guerra e donne comuni, consegnandoci il ritratto al femminile di un paese ancora lacerato da ingiustizie violente.
Senza te io non esisto : dialogo sulla dipendenza amorosa / Marina Valcarenghi
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Perché non hai ancora chiamato? Mi ami? Ti manco? È tutto il giorno che ti cerco. Pensi ancora a lei? Non stai bene con me. Alla fine, lo sai, faccio tutto quello che vuoi tu. Sono tante le donne di ogni età a rivolgersi al loro uomo con parole come queste, le parole della dipendenza amorosa. Perché? Perché questa martellante richiesta di conferme? Perché niente conta se lui non c'è? Perché confondere ancora la passione con l'appartenenza? Che senso ha questo attaccamento così rischioso e autodistruttivo che induce gli uomini alla fuga e impone inutili rinunce alla propria autonomia? Nel nostro tempo una donna può finalmente vivere in prima persona senza affidare la sua esistenza a qualcun altro e amare, semplicemente, rimanendo se stessa, senza ansia di controllo, né immotivate gelosie. In un dialogo immaginario con una giovane amica, Marina Valcarenghi analizza un comportamento ancora molto diffuso soprattutto nelle giovani generazioni, che riconsegna le donne al secolo scorso e le condanna alla particolare infelicità di chi non è capace di vivere nel proprio tempo. Perché l'amore oggi non può che essere un privilegio delle persone libere.
Dal silenzio alla parola : storie di donne nella Bibbia / Elizabeth E. Green
3. ed.
Torino : Claudiana, 2007
Piccola biblioteca teologica ; 26
Donne spezzate : la violenza tra le mura domestiche / Milena Milone
Curcio, 2009
Abstract: Poiché la violenza sulle donne è un problema di tutti i popoli, poiché assume forme varie e terribili ed è nell'ambiente familiare che si esplica nel modo più atroce e traumatico, è indispensabile aprire la cortina di silenzio che colpevolmente la occulta e finalmente affrontare la questione a viso aperto. Partendo dalla propria esperienza di consulente matrimoniale, avvalendosi di innumerevoli esempi tratti dai casi che ha seguito e basandosi su studi decennali intorno alle problematiche femminili, Milena Milone spiega come si manifesta la violenza contro le donne, da quali assunti e condizionamenti culturali muove, quali sono le sue conseguenze e in che modo le donne stesse possono diventare compiici del loro carnefice. È un tema difficile affrontato con sapiente delicatezza, forza e realismo, senza mai nascondere la verità né perdere la fiducia nella possibilità che gli uomini e le donne migliorino.
[Milano] : Sonzogno, 2009
Abstract: Diciamo la verità: dopo una certa età (ma sappiamo benissimo che non è mai troppo presto per iniziare un po' di ginnastica facciale) cominciamo a farci delle domande che non oseremmo confidare nemmeno all'amica più cara in una serata alcolica... È normale che la mia vita assomigli pochissimo a quella di Carrie in Sex and the City? Quali gesti (e camicie) rientrano nella Nouvelle Cafonerie e cosa invece si può e si deve perdonare a un uomo? Oddio, non è che mi sto trasformando in mia madre? Perché improvvisamente odio la mia migliore amica? È troppo tardi per innamorarsi di nuovo In Quel Modo? A questi interrogativi Shane Watson risponde sistematizzando per la prima volta il pensiero sulla differenza tra i vestiti che ci fanno sembrare sfollate della Seconda Guerra Mondiale e quelli che nostra madre definirebbe adorabili, su tagli di capelli, figliastre e carte da parati. Con un'autoironia che stenderebbe Nora Ephron al tappeto, Shane promette che Se trovate Quello Giusto dopo una lunga attesa isterica, quando il massimo in cui speravate era il Signor Compromesso, la vita sarà più magica del finale di un film con Hugh Grant.
Una donna turchese : Serra Yilmaz e tante altre donne in Turchia / Andreina Swich con Serra Yilmaz
Milano : Baldini Castoldi Dalai, 2009
Abstract: Serra Yilmaz, attrice e intellettuale nota in tutto il mondo e, da anni, molto amata anche in Italia soprattutto grazie ai film di Ferzan Ozpetek, è la donna turchese, perché così la definì una ragazza in Francia - Viene dalla Turchia? È turchese allora! - definizione che piacque a Serra perché se, da un lato, ama il suo Paese, dall'altro detesta ogni forma di connotazione nazionalistica. Turchese sono anche il suo colore preferito, la pietra dura dei suoi orecchini e delle sue innumerevoli sciarpe, i suoi grandi occhi e la sfumatura che ha spesso nei capelli. È la sua storia personale, corredata da un apparato fotografico, a guidarci in questo viaggio, una storia che si intreccia inevitabilmente a quella della Turchia - di cui da tempo si discute in vista del suo ingresso in Europa - e che diviene il filo conduttore di un percorso attraverso la condizione delle donne di questo Paese. Non figlie dell'Islam, o meglio, non solo figlie dell'Islam, non tutte figlie dell'Islam, ma semplicemente e, prima di tutto, donne, al di là di ogni connotazione religiosa. E donne anche molto combattive. Se non lotti non esisti, dice una di loro a proposito delle conquiste ottenute con la recente riforma del codice civile e penale.
Milano : Adelphi, copyr. 2009
Abstract: Il libro Franza non è solo un viaggio attraverso una malattia. Cause di morte, tra queste rientrano anche i delitti. Questo è un libro che parla di un delitto. Esso tenta di far conoscere, di ricercare qualcosa che non è scomparso dal mondo. Oggi è soltanto infinitamente più difficile commettere delitti, ecco perché questi delitti sono tanto sublimi che quasi non riusciamo ad accorgercene e a comprenderli, benché vengano commessi ogni giorno nel nostro ambiente, tra i nostri vicini di casa. Queste parole, che non potrebbero essere più chiare, le leggiamo in una delle cinque prefazioni d'autore presenti nella presente edizione del Libro Franza, dove i materiali radunati e pubblicati per la prima volta nel 1978 vengono sottoposti a un radicale riassetto filologico da cui riaffiorano, tra l'altro, importanti tasselli mancanti nella versione precedente e destinati ad agevolarne la comprensione. In queste pagine postume la grande scrittrice austriaca mette a nudo, dolorosamente, e raggiungendo a tratti il calor bianco della furia e della lucidità, quello che era il presupposto dell'intero ciclo Cause di morte, avviato con Molina e rimasto incompiuto: una catena di delitti invisibili, di sublimi assassinii dell'anima, crimini che avvengono senza spargimento di sangue e spesso si presentano come atti innocui o addirittura altruistici e disinteressati.
Torino : Rosenberg & Sellier, 1991
Saranno le donne a salvare la madre terra / Jean Shinoda Bolen
Milano : Excelsior 1881, copyr. 2007
Abstract: Tutti ormai siamo consapevoli di quanto violenze e devastazioni d'ogni genere mettano a repentaglio la sopravvivenza della Terra. Tutti ormai abbiamo coscienza di come un mondo affollato e interconnesso come il nostro abbia un disperato bisogno di nuove strategie e nuovi modelli di comportamento. Strategie e modelli capaci di proteggere con fermezza, ma improntati all'empatia e alla tutela. Strategie e modelli che da sempre appartengono all'universo femminile e che oggi costituiscono una realistica possibilità di salvezza per noi e per l'ambiente che ci ospita.
Milano : Piemme, 2010
Abstract: Malalai era ancora tra le braccia della mamma quando i russi hanno invaso l'Afghanistan. E aveva solo quattro anni quando la sua famiglia si è rifugiata in Pakistan. Poi sono venuti la guerra civile negli anni Novanta, la presa del potere dei talebani, la guerra al terrore degli americani. Quando, dopo il crollo del regime talebano, Malalai ha la possibilità di entrare a far parte dei delegati della Loya Jirga, il gran consiglio afgano che dovrebbe governare il nuovo corso, si ritrova in realtà seduta a fianco degli aguzzini di sempre. Lo sgomento non dura che un attimo. Si alza. Chiede la parola. E proprio lei, una donna, dice le verità che nessuno aveva mai detto. La legittimità e la legalità di questa assemblea esordisce risoluta vengono messe in dubbio dalla presenza dei criminali che hanno ridotto il nostro Paese in questo stato. Sono le persone più contrarie alle donne. Dovrebbero essere condotti davanti a tribunali nazionali e internazionali. Se anche potrà perdonarli il nostro popolo afgano dai piedi scalzi, la nostra storia non li perdonerà mai. In aula scoppia il putiferio. Dal giorno del suo intervento, Malalai è oggetto di continue minacce di morte e di continui tentativi di attentati. È stata infine espulsa illecitamente dal parlamento dove è stata eletta. Ormai vive una vita blindata, cambia casa ogni giorno, è costretta a girare con il burqa, proprio lei che lo combatte da sempre. La sua storia e quella tormentata del suo Paese si intrecciano.
Milano : Feltrinelli, 2010
Abstract: Libere e padrone del proprio destino: era questa l'idea che le donne italiane avevano di sé. Ma era un'illusione, perché le cose negli ultimi vent'anni sono cambiate profondamente. In peggio. Non solo le donne italiane non hanno più fatto progressi, ma hanno cominciato ad arretrare, svegliandosi nel paese più maschilista d'Europa. Quali sono le radici di questo fenomeno e, soprattutto, perché le donne italiane hanno smesso di combattere per difendere i propri diritti? Il libro racconta storie, personaggi e fenomeni forse imprevedibili come la nascita e l'evoluzione del velinismo politico o la degenerazione dell'immagine delle donne in televisione e nella pubblicità. O ancora il ritorno di parole antiche, che riemergono da un passato fatto di playboy, massaie e ragazze illibate. Ma soprattutto descrive le donne reali, che quotidianamente devono fare i conti con discriminazioni sul lavoro, part-time negati e l'impossibilità di conciliare lavoro e vita familiare. Il confronto tra la situazione italiana e quanto succede all'estero - dove ci si imbatte in belle storie di donne vincenti, che reagiscono e si realizzano - sconcerta e indigna, ma dimostra che un altro mondo meno sessista è possibile. Un mondo dove vivrebbero meglio anche gli uomini.
Regina e selvaggia : donna vivi quello che sei! / Linda Jarosch, Anselm Grun
Cinisello Balsamo : San Paolo, copyr. 2005
Abstract: Sulla base di quattordici figure femminili della Bibbia, vengono presentate le caratteristiche originali del femminile. Eva, Sara, Maria Maddalena e altre donne della Bibbia divengono archetipi che esprimono passione e amore, spirito selvaggio e regalità, maternità e saggezza, senso della giustizia, mitezza e spirito combattivo. Il libro nasce come frutto del lavoro di formazione che la consulente Linda Jarosch, sorella di Grün, propone alle maggiori aziende tedesche in collaborazione con la direzione del personale; segue la versione maschile pubblicata in Lottare e Amare (San Paolo, Ottobre 2004).
La parrucchiera di Kabul / Deborah Rodriguez, con Kristin Ohlson ; traduzione di Maria Clara Pasetti
Casale Monferrato : Piemme, 2009
Abstract: Da lontano sembrano fiori nella polvere, sprazzi di azzurro nel grigio delle strade di Kabul. Fiori calpestati, ma non spezzati, che sotto il burqa celano storie di sofferenza e coraggio. Come quella di Baseera, promessa sposa a dodici anni a un uomo più vecchio di lei e costretta a partorire sul nudo cemento di un ospedale privo di personale medico. O quella della quindicenne incarcerata perché fuggita dal marito che la picchiava e denunciata alla polizia dagli stessi genitori. A raccontare queste storie è Deborah Rodriguez, una volontaria americana che nel 2002 è partita per l'Afghanistan con una piccola ONG. È stata tra le fondatrici della prima scuola per estetiste della capitale afghana: un progetto nato per offrire a tante donne un'opportunità di indipendenza economica, e per ridare una speranza a quelle che, durante il regime talebano, avevano dovuto chiudere i loro saloni di bellezza e sotterrare gli specchi, proibiti al pari degli aquiloni. La sua testimonianza è anche un inno all'amicizia, perché nell'oasi della Kabul Beauty School, libere dal burqa e dal controllo degli uomini, le donne hanno trovato uno spazio tutto per sé, dove sono nate complicità inaspettate, capaci di superare le barriere erette da una cultura repressiva. In un paese in cui la strada verso la pace e la conquista dei diritti civili sembra impraticabile, questa impresa straordinaria lancia un messaggio di speranza.
La fiammiferaia di Kabul / Diana Mohamadi ; con la collaborazione di Marie Bourreau
Milano : Piemme, 2010
Abstract: Ho tredici anni e tredici tra fratelli e sorelle. Mi chiamo Diana, un nome da principessa, perché mia madre era rimasta affascinata dal matrimonio di Lady D trasmesso alla tv. Degli inglesi che lavoravano per la Croce Rossa a Kabul hanno trovato irresistibile la dissonanza tra un nome rivestito degli ori della Corona e la mia condizione di piccola fiammiferaia. Ma io non voglio fare della mia vita un simbolo. Non voglio diventare la portavoce delle piccole miserabili afgane. Io lotto ogni giorno per diventare la donna che vorrei essere, e non per vedermi ridotta a un semplice nome. La mia vita è dura, ma dopotutto sono stata più fortunata di mia sorella maggiore che, per 2.000 dollari, a tredici anni è stata data in sposa a un uomo molto più anziano. Io sono ancora libera, anche se ho perso per strada qualche illusione. In fondo, cos'è la vita se non una lotta costante tra ciò che sono, ciò che vorrei essere e ciò che non sarò mai? In questo però sono avvantaggiata. Essere donne in Afghanistan è più facile. Non devi far altro che accettare quel che sei, tutt'al più dolerti di ciò che non sarai. A noi non è concessa la fase intermedia, quella di avere i mezzi per realizzare i propri sogni. E oggi non è diverso da ieri. Ma io mi rifiuto di darmi per vinta. E per questo che ho accettato di scrivere la mia storia: per sfidare il destino e mettere alla prova il mio coraggio.
Riprendetevi la faccia / Barbara Alberti
Milano : Mondadori, 2010
Abstract: Donne stiamo attente, ci stanno levando tutto! Se ci levano anche la vecchiaia siamo fritte. Questo libro è un manifesto, uno scatto d'orgoglio, un richiamo alle armi: Donne, che ci è successo? Dove siete? Dove siamo? In una mano la ramazza, nell'altra il biberon, nell'altra il computer, nell'altra la biancheria sexy, nell'altra i vecchi da curare. E adesso bisogna pure essere fighe fino a ottant'anni. Riprendetevi la faccia è un foglio di resistenza contro la dittatura dell'eterna giovinezza, contro la pressione sociale al botulino, la sistematica ridicolizzazione della donna che invecchia: Ma allora una che deve fare? Spararsi a cinquant'anni?. Le streghe sono tornate, a quanto pare, e non si sono fatte la plastica. Ma niente femminismo vittimista, per carità: Qui non si tratta di lagnarsi, ma di resistere a un ricatto. Chi se lo immaginava che si sarebbe dovuto ricominciare daccapo, che nuove fregature si sarebbero inventate, che la nostra sottomissione avrebbe preso altre forme?