Trovati 211 documenti.
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Ritorno a Tara Road / Maeve Binchy ; traduzione di Maria Lusia Cesa Bianchi
Milano : Sperling & Kupfer, copyr. 2000
Abstract: Ria abita a Dublino, in una meravigliosa villa d'epoca, restaurata con dedizione. Marylin vive a migliaia chilometri di distanza, nel New England, in una delle più belle regioni di America. Un giorno alle due donne si presenta un'insolita ed entusiasmante opportunità: durante i mesi estivi si ospiteranno a turno, condividendo l'organizzazione domestica, i problemi quotidiani, gli amici e i momenti liberi. E soprattutto si confideranno dolori ed emozioni Ria è appena stata lasciata dal marito, Marilyn ha recentemente perso l'unico figlio - e insieme ritroveranno nuove motivazioni di vita.
Wordsworth, 2001
Abstract: Stephen Dedalus studia, lontano dai genitori, presso i gesuiti. Quando, ormai adolescente, passa a un altro collegio, vive le prime esperienze sessuali in un bordello di Dublino. Ma in un ritiro spirituale decide di indirizzarsi a una nuova vita. Presto però si sente ancora insoddisfatto e quando inizia l'università avverte nuove esigenze estetiche; capisce così di doversi totalmente svincolare dalla famiglia e dalle istituzioni religiose e politiche che hanno condizionato la sua infanzia e la sua adolescenza. Stephen Dedalus si dispone così, novello Dedalo, a lasciare l'Irlanda, il suo labirinto.
Wordsworth, 1995
Abstract: È possibile sfuggire a una città spenta, provinciale, intontita dall'alcol e afflitta da una mortificante asfissia morale? Quando Joyce, ventenne irrequieto e pieno di talento, decide di dedicare la sua prima opera alla città in cui è nato, ha già la risposta a questa domanda. Sceglie la forma del racconto, la molteplicità delle circostanze e dei punti di vista, per costringere i suoi concittadini, e i suoi lettori, a guardarsi come in uno specchio. L'immagine che ne trarrà sarà impietosa: le situazioni e i personaggi, gli aneddoti e i dettagli ne illumineranno la spaventosa inconsistenza spirituale. Ma dai pregiudizi e dalle miserie di questa Dublino realissima eppure universale, a oltre un secolo di distanza, quale città può dirsi immune? Introduzione di Luigi Sampietro.
Gente di Dublino / James Joyce ; traduzione di Attilio Brilli
Milano : A. Mondadori, 1988
Abstract: Considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento, questi quindici racconti - terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perché per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutarono - compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, la vecchiaia, la morte. Fa da cornice a queste vicende la magica capitale d'Irlanda, Dublino, con la sua aria vecchiotta, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. Una città che, agli occhi e al cuore di Joyce, è in po' il precipitato di tutte le città occidentali del nostro secolo. vere di Antigone si uccide con l'arma prima brandita in segno di ribellione.
Milano : Adelphi, 1990
Abstract: Stephen Dedalus studia, lontano dai genitori, presso i gesuiti. Quando, ormai adolescente, passa a un altro collegio, vive le prime esperienze sessuali in un bordello di Dublino. Ma in un ritiro spirituale decide di indirizzarsi a una nuova vita. Presto però si sente ancora insoddisfatto e quando inizia l'università avverte nuove esigenze estetiche; capisce così di doversi totalmente svincolare dalla famiglia e dalle istituzioni religiose e politiche che hanno condizionato la sua infanzia e la sua adolescenza. Stephen Dedalus si dispone così, novello Dedalo, a lasciare l'Irlanda, il suo labirinto.
I morti = The dead / James Joyce ; a cura di Carla Marengo Vaglio ; traduzione di Franca Cancogni
Torino : Einaudi, copyr. 1993
Abstract: Racconto conclusivo e momento epifanico della raccolta Gente di Dublino, I morti è divenuto un objet de eulte a sé stante della narrativa breve novecentesca. Come nei quattordici racconti che lo precedono, è Dublino la veta protagonista, impietosamente e dolorosamente rappresentata nella paralisi culturale e motale dei suoi abitanti e nella fissità claustrofobica dei suoi rituali, dei suoi ideali e dei suoi simboli asfittici. Ed è appunto il più simbolico dei rituali - la tradizionale festa natalizia delle signorine Motkan - che fa da cornice al racconto: una natura morta splendidamente dipinta nel dettagliato resoconto degli arrivi e partenze, nell'inventario minuzioso di cibi e bevande, nell'annuncio gridato delle figute della quadriglia e nelle ridondanti formule di benvenuto e commiato che aprono e chiudono la festa. Officiante supremo del rito è Gabriel Conroy, maschera di Joyce, che si muove insofferente e impacciato tra sussiego e disagio, autocompiacimento e insicurezza, alla ricerca di conferme di una identità traballante sul vuoto vertiginoso della propria paralisi e del proprio fallimento interiote. Fino allo struggente e ambiguo finale, quando percepisce nel turbamento improvviso e nella distanza di sua moglie Gretta la presenza di un fantasma del passato e di una frattura tra loro, sempre esistita sotto la superficie dotata del grande amore e della famiglia felice. È il momento di una dolorosa agnizione, e dell'incontro con i morti, i morti che tornano a minacciare il presente...
Gente di Dublino / James Joyce ; traduzione di Attilio Brilli
Milano : A. Mondadori, 2003
Abstract: È possibile sfuggire a una città spenta, provinciale, intontita dall'alcol e afflitta da una mortificante asfissia morale? Quando Joyce, ventenne irrequieto e pieno di talento, decide di dedicare la sua prima opera alla città in cui è nato, ha già la risposta a questa domanda. Sceglie la forma del racconto, la molteplicità delle circostanze e dei punti di vista, per costringere i suoi concittadini, e i suoi lettori, a guardarsi come in uno specchio. L'immagine che ne trarrà sarà impietosa: le situazioni e i personaggi, gli aneddoti e i dettagli ne illumineranno la spaventosa inconsistenza spirituale. Ma dai pregiudizi e dalle miserie di questa Dublino realissima eppure universale, a oltre un secolo di distanza, quale città può dirsi immune? Introduzione di Luigi Sampietro.
L' ultima vendetta : romanzo / di Julie Parsons ; traduzione di Annamaria Raffo
Milano : Longanesi, copyr. 1999
Abstract: Una telefonata a tarda sera nella Dublino soffocante dell'estate del 1995. Una madre in ansia chiama la polizia per denunciare la scomparsa della figlia Mary di vent'anni. Per Margaret Mitchell, psichiatra di successo, comincia così il peggiore incubo della sua vita. E prosegue con una serie di telefonate sempre più inquietanti. Lo sa per esperienza professionale e per istinto: all'altro capo del filo c'è un folle, qualcuno che ha deciso di colpirla in ciò che lei ha di più caro. Ma perché? Quali errori ha commesso nella sua vita? Quali segreti le ha nascosto la figlia? Domande pressanti, dubbi pieni di angoscia.
Quell'anno a Dublino / Ann Carroll ; traduzione di Nicoletta Zapponi
Milano : Mondadori, 1999
Milano : Rizzoli, 1985
Abstract: Introduzione e note di Attilio Brilli. Testo inglese a fronte.
Una stella di nome Henry / Roddy Doyle ; traduzione di Giuliana Zeuli
Parma : Guanda, copyr. 2000
Abstract: Dublino, primi del '900. Madre religiosa e praticante, padre molto meno (è il buttafuori di un casino e di tanto in tanto ammazza gente per conto di terzi), Henry Smart cresce in fretta. Appena comincia a camminare va già in giro a rubare e a mendicare. Diventerà un killer della causa irlandese, ma la sua storia non si esaurisce qui; Henry è un personaggio amato dalle donne e la sua iniziazione sentimentale e sessuale non è meno avventurosa della vicenda politica. Oltre alla storia di un uomo, questo è anche il grande romanzo di una città, Dublino, illuminata in ogni suo segreto.
Gente di Dublino / James Joyce ; traduzione di Franca Cancogni
Torino : Einaudi, 1974
Abstract: È possibile sfuggire a una città spenta, provinciale, intontita dall'alcol e afflitta da una mortificante asfissia morale? Quando Joyce, ventenne irrequieto e pieno di talento, decide di dedicare la sua prima opera alla città in cui è nato, ha già la risposta a questa domanda. Sceglie la forma del racconto, la molteplicità delle circostanze e dei punti di vista, per costringere i suoi concittadini, e i suoi lettori, a guardarsi come in uno specchio. L'immagine che ne trarrà sarà impietosa: le situazioni e i personaggi, gli aneddoti e i dettagli ne illumineranno la spaventosa inconsistenza spirituale. Ma dai pregiudizi e dalle miserie di questa Dublino realissima eppure universale, a oltre un secolo di distanza, quale città può dirsi immune? Introduzione di Luigi Sampietro.
Due ragazzi, Dublino, il mare / Jamie O'Neill ; traduzione di Massimo Bocchiola
Rizzoli, 2003
Abstract: Dublino 1915: due ragazzi di sedici anni, il bravo studente Jim, figlio di un ambizioso droghiere, e il ribelle Doyler, socialista e patriota irlandese, stringono un'amicizia che diventerà amore. Mentre Doyler insegna a Jim a nuotare, i due fanno un giuramento: la domenica di Pasqua dell'anno seguente attraverseranno a nuoto la baia fino al lontano faro di un'isola abbandonata, dove leveranno la bandiera verde dell'indipendenza irlandese. Così accadrà, e di ritorno a Dublino Jim e Doyler parteciperanno, con tragiche conseguenze, alla sfortunata rivolta contro gli inglesi.
I morti / James Joyce ; introduzione di Lucio Trevisan ; traduzione di Attilio Brilli
Milano : Mondadori, 2001
Abstract: Racconto conclusivo e momento epifanico della raccolta Gente di Dublino, I morti è divenuto un objet de eulte a sé stante della narrativa breve novecentesca. Come nei quattordici racconti che lo precedono, è Dublino la veta protagonista, impietosamente e dolorosamente rappresentata nella paralisi culturale e motale dei suoi abitanti e nella fissità claustrofobica dei suoi rituali, dei suoi ideali e dei suoi simboli asfittici. Ed è appunto il più simbolico dei rituali - la tradizionale festa natalizia delle signorine Motkan - che fa da cornice al racconto: una natura morta splendidamente dipinta nel dettagliato resoconto degli arrivi e partenze, nell'inventario minuzioso di cibi e bevande, nell'annuncio gridato delle figute della quadriglia e nelle ridondanti formule di benvenuto e commiato che aprono e chiudono la festa. Officiante supremo del rito è Gabriel Conroy, maschera di Joyce, che si muove insofferente e impacciato tra sussiego e disagio, autocompiacimento e insicurezza, alla ricerca di conferme di una identità traballante sul vuoto vertiginoso della propria paralisi e del proprio fallimento interiote. Fino allo struggente e ambiguo finale, quando percepisce nel turbamento improvviso e nella distanza di sua moglie Gretta la presenza di un fantasma del passato e di una frattura tra loro, sempre esistita sotto la superficie dotata del grande amore e della famiglia felice. È il momento di una dolorosa agnizione, e dell'incontro con i morti, i morti che tornano a minacciare il presente...
Trilogia di Barrytown / Roddy Doyle
Parma : Guanda, copyr. 2003
Abstract: Il volume raccoglie tutte le avventure della famiglia Rabbitte. Con I Commitments Roddy Doyle ha fondato la verissima e inventatissima Barrytown, un quartiere popolare nel quale si muove un gruppo di giovani aspiranti musicisti con una grande missione: portare il soul a Dublino. Il nome del loro gruppo: I Commitments; tra i fondatori Jimmy Rabbitte. In Bella famiglia! protagonista è Sharon Rabbitte, sorella di Jimmy. Sharon ha vent'anni, lavora in un negozio. Un giorno annuncia ai suoi di essere incinta, senza voler dire di chi. In Due sulla strada il padre di Sharon, Jimmy Sr, è disoccupato; il suo grande amico, Bimbo, pure. Eccoli dunque a bighellonare tra casa, pub e il campo di calcio dei ragazzi.
Sushi per principianti / Marian Keyes ; traduzione di Alessandra Petrelli
Milano : Sperling & Kupfer, copyr. 2003
Abstract: Lisa è stata da poco spedita a Dublino dal suo editore, per il lancio di un nuovo magazine femminile. In questo preciso istante, se fosse stata a Londra, sarebbe a un party di Prada. E questo le pesa smisuratamente, ma non lo ammetterà mai. Ashling Kennedy è un'ansiosa per antonomasia. Niente fidanzato, niente giro vita, troppo shopping. E nel profondo la continua sensazione che qualcosa nella sua esistenza manchi disperatamente. Clodagh ha una vita perfetta: un marito modello, due bambini adorabili, una splendida casa. Ma allora perché negli ultimi tempi, nonostante abbia già il suo principe azzurro, sente un'irrefrenabile bisogno di baciare un rospo?
Milano : RL libri, copyr. 2002
Abstract: Il lavoro al Museo di storia naturale di Dublino, il matrimonio con David, un avvocato di successo, una bella casa: una vita appagante per la giovane entomologa Anna. Una vita fatta di abitudini, prevedibile, facile da seguire in ogni momento. Facile da spiare, e da distruggere. Soprattutto per Michael Mullen, trafficante di droga, usuraio e assassino, che ha scelto proprio Anna come sua prossima preda ed è certo di riuscire a conquistarla con un rito di corteggiamento molto speciale, inteso prima ad abbattere le sue difese, poi a sconvolgerla e infine a farla cadere, inerme, tra le sue braccia. E il rito comincia. David muore inspiegabilmente e Anna deve confrontarsi con una realtà agghiacciante: trova prove inconfutabili degli innumerevoli tradimenti del marito, scopre di essere sommersa da debiti di cui ignorava l'esistenza ed è costretta persino a vendere la casa che tanto amava. Ma per Anna le disgrazie segnano anche l'inizio di uno straziante viaggio nel passato. Privata di ogni certezza, si lascia quindi stregare dall'affascinante acquirente della casa, un uomo che dice di chiamarsi Matthew e che ben presto la convince ad andare a vivere con lui in un magnifico attico che domina la città. Anna conosce perfettamente gli insetti, ma non altrettanto gli esseri umani: e ciò che l'aspetta, le conseguenze di quell'oscuro rito di corteggiamento, la metteranno di fronte a un pericolo mortale.
The Penguin book of English short stories / edited by Christopher Dolley
Harmondsworth : Penguin books, copyr. 1967
Abstract: Racconto conclusivo e momento epifanico della raccolta Gente di Dublino, I morti è divenuto un objet de eulte a sé stante della narrativa breve novecentesca. Come nei quattordici racconti che lo precedono, è Dublino la veta protagonista, impietosamente e dolorosamente rappresentata nella paralisi culturale e motale dei suoi abitanti e nella fissità claustrofobica dei suoi rituali, dei suoi ideali e dei suoi simboli asfittici. Ed è appunto il più simbolico dei rituali - la tradizionale festa natalizia delle signorine Motkan - che fa da cornice al racconto: una natura morta splendidamente dipinta nel dettagliato resoconto degli arrivi e partenze, nell'inventario minuzioso di cibi e bevande, nell'annuncio gridato delle figute della quadriglia e nelle ridondanti formule di benvenuto e commiato che aprono e chiudono la festa. Officiante supremo del rito è Gabriel Conroy, maschera di Joyce, che si muove insofferente e impacciato tra sussiego e disagio, autocompiacimento e insicurezza, alla ricerca di conferme di una identità traballante sul vuoto vertiginoso della propria paralisi e del proprio fallimento interiote. Fino allo struggente e ambiguo finale, quando percepisce nel turbamento improvviso e nella distanza di sua moglie Gretta la presenza di un fantasma del passato e di una frattura tra loro, sempre esistita sotto la superficie dotata del grande amore e della famiglia felice. È il momento di una dolorosa agnizione, e dell'incontro con i morti, i morti che tornano a minacciare il presente...
Dubliners / James Joyce ; with an introduction and notes by Terence Brown
Harmondsworth : Penguin books, 1992
Abstract: È possibile sfuggire a una città spenta, provinciale, intontita dall'alcol e afflitta da una mortificante asfissia morale? Quando Joyce, ventenne irrequieto e pieno di talento, decide di dedicare la sua prima opera alla città in cui è nato, ha già la risposta a questa domanda. Sceglie la forma del racconto, la molteplicità delle circostanze e dei punti di vista, per costringere i suoi concittadini, e i suoi lettori, a guardarsi come in uno specchio. L'immagine che ne trarrà sarà impietosa: le situazioni e i personaggi, gli aneddoti e i dettagli ne illumineranno la spaventosa inconsistenza spirituale. Ma dai pregiudizi e dalle miserie di questa Dublino realissima eppure universale, a oltre un secolo di distanza, quale città può dirsi immune? Introduzione di Luigi Sampietro.
Dubliners / James Joyce ; edited by Ronald Carter
Harmondsworth : Penguin, 2000
Abstract: È possibile sfuggire a una città spenta, provinciale, intontita dall'alcol e afflitta da una mortificante asfissia morale? Quando Joyce, ventenne irrequieto e pieno di talento, decide di dedicare la sua prima opera alla città in cui è nato, ha già la risposta a questa domanda. Sceglie la forma del racconto, la molteplicità delle circostanze e dei punti di vista, per costringere i suoi concittadini, e i suoi lettori, a guardarsi come in uno specchio. L'immagine che ne trarrà sarà impietosa: le situazioni e i personaggi, gli aneddoti e i dettagli ne illumineranno la spaventosa inconsistenza spirituale. Ma dai pregiudizi e dalle miserie di questa Dublino realissima eppure universale, a oltre un secolo di distanza, quale città può dirsi immune? Introduzione di Luigi Sampietro.