Trovati 20244 documenti.
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Un comunista : 1895-1930 / Alfonso Leonetti ; prefazione e cura di Ugo Dotti
Milano : Feltrinelli, 1977
Sentieri partigiani / Paolo Malaguti
Einaudi, 2026
Abstract: Il ricordo della Resistenza non è un monumento immobile, è una salita, impegnativa e tenace, verso ciò che siamo diventati. Non è un capitolo polveroso dei manuali, ma un'esperienza da attraversare, vivere e trasmettere. Un saggio che ripercorre la memoria delle lotte partigiane come un sentiero, sulle orme dei grandi maestri della letteratura, da Meneghello a Pavese e Fenoglio. Per imparare ogni giorno, come cittadini, a non perdere la libertà e il pensiero critico. Cosa significa ricordare la Resistenza? Paolo Malaguti prende le mosse da una salita in bicicletta sul Monte Grappa per avviare un viaggio intimo e lucido nei luoghi, nelle tracce, nei silenzi della memoria resistenziale italiana. Ma ben presto il racconto si allarga, intrecciando la riflessione sulla storia con quella, attualissima, sulla memoria e sulla scuola: perché la Resistenza non è (solo) un capitolo da manuale, ma un laboratorio civile e pedagogico in cui misurare il valore della democrazia, della parola, del dissenso. Con l’ironia di chi conosce bene i corridoi di un liceo e la voce solida di chi ha letto i grandi testimoni del Novecento, Malaguti esplora una geografia della memoria che include i monumenti partigiani del Grappa, i cippi dimenticati della Pedemontana veneta, i viali delle impiccagioni a Bassano del Grappa, compiendo un tragitto che dalla montagna scende in pianura, fino a Milano e Piazzale Loreto. E mentre racconta i monumenti invisibili, le lapidi dimenticate, le contraddizioni dei simboli e dei linguaggi pubblici legati alla Resistenza, si interroga, senza sconti, sulla difficoltà di formare oggi cittadini critici e consapevoli.
Indifesi sotto la notte : narrazioni dell'AIDS in Italia tra gli anni '80 e '90 / Luca Starita
Minimum fax, 2026
Abstract: Nel 1982 si diagnostica il primo caso di Aids in Italia. Nel 1984, i casi sono diciotto. Nel maggio 1991 superano i novemila, e sono in continua crescita. Al diffondersi del virus dell’Hiv si accompagnano la paura, la disinformazione e lo stigma sociale che colpiscono soprattutto persone omosessuali e tossicodipendenti, che si vedono isolate, colpevolizzate, non sufficientemente prese in carico dal sistema sanitario e spesso nemmeno circondate da una rete sociale e affettiva. Il primo in Italia a rompere il silenzio angosciato che circonda l’epidemia è Giovanni Forti, un giornalista affetto dal virus, che nel 1992 in un articolo su L’Espresso offre la testimonianza della sua malattia. Morirà quello stesso anno. Suo marito, il giornalista Brett Shapiro, racconterà nel libro L’intruso la vicenda di Forti mostrando senza reticenze il calvario, il dolore, ma anche l’amore, la cura, e infine la perdita. Partendo da questo testo, Luca Starita analizza le narrazioni – letterarie e non – che dell’Aids sono state fatte in Italia tra gli anni ’80 e ’90, raccontando anche il modo in cui la politica e la società hanno affrontato o, più spesso, cercato di ignorare il problema.
Volevo avere le ali : Jasmine, 12 giorni a Gaza / Francesco D'Adamo
Giunti, 2026
Abstract: Gabriele da un anno non esce dalla sua camera. Un giorno, all'improvviso, si apre una crepa nel muro della sua stanza, da cui entra odore di mare. Nello stesso momento, sul monitor compare un testo: “Rispondimi per favore, scrivimi. Sono sola e ho tanta paura”. È di una ragazza che dice di chiamarsi Jasmine. Gabriele non vorrebbe rispondere, ma poi lo fa. E così inizia il suo misterioso dialogo con una sconosciuta, che dice di vivere in una tenda accampata sulla spiaggia, in un paese in cui c'è la guerra, e gli racconta la vita quotidiana in quella che chiama Trappola per Topi nella continua paura di essere colpita da una bomba. Gabriele – prigioniero volontario che potrebbe scappare ma non vuole – e Jasmine – prigioniera involontaria che vorrebbe scappare ma non può – continuano a chattare, e dalla fessura sul muro adesso entra anche un po' di sabbia. Gabriele vorrebbe spegnere tutto, chiudere quella crepa – per sempre – perché il dolore del mondo è insopportabile. Ma c'è Topo Jasmine, accampata sulla spiaggia, in quel posto lontano e sconosciuto.