Trovati 845 documenti.
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BUR, 2016
Abstract: L'opera introduce una nuova concezione delle scienze umane, critica nei confronti dello storicismo tradizionale: le parole non sono più correlate alle cose, e caratteristica determinante delle nuove conoscenze è la loro limitatezza. Dalla legge della rassomiglianza dell'età classica si passa alla legge della rappresentazione dell'età moderna.
Milano : Angeli, c2016
Consumo, comunicazione, innovazione ; 31
Abstract: Possiamo considerare la pubblicità un tipo di narrazione che, nella propria peculiarità, si distingue rispetto a tutte le altre e ai media che la ospitano? In quali modi l'evoluzione di televisione, cinema e fotografia si è intrecciata con quella del discorso pubblicitario? Quali nuovi spazi aprono le piattaforme online alla promozione e alla rivitalizzazione dei media tradizionali? A queste domande cercherà di dare risposta il volume, che si propone di osservare in modo inedito il rapporto co-evolutivo che ha interessato i media dalla storia più longeva e la pubblicità. La commistione tra linguaggi, estetiche, formati diversi trova infatti la sua massima espressione nella produzione e fruizione di contenuti online, ambiente esperienziale con il maggior potere connettivo e relazionale. Il concetto di entertainment, fulcro espressivo e obiettivo strategico per i media, diviene il tema centrale attorno al quale si dipanano tutte le strategie promozionali attuali e che quindi riguarda sempre più anche la comunicazione progettata dai brand. Stili narrativi, intrattenimento, evoluzione mediale in un'ottica di rimediazione sono, in sintesi, gli elementi nodali che costituiscono l'ossatura del libro, che offre una chiave di lettura mediologica della pubblicità, fornendo non solo spunti di riflessione ma anche una serie di esempi concreti tratti dal panorama mediale contemporaneo.
Volgare eloquenza : come le parole hanno paralizzato la politica / Giuseppe Antonelli
Laterza, 2017
Abstract: Nel momento stesso in cui si mitizza il popolo sovrano, lo si tratta in realtà come un popolo bue. Qualcuno a cui rivolgersi con frasi ed espressioni terra terra, cercando di risvegliarne bisogni e istinti primari. Da questa idea di popolo discende un’eloquenza volgare, rozza, semplicistica, aggressiva. L’epoca in cui viviamo si definisce post-ideologica. È il tempo della post-politica e della post-verità. Ovvero (cambiando l’ordine degli addendi, la somma non cambia) politica e verità da post. Parole e slogan virali che fanno il giro della rete propagandando spesso opinioni su fatti mai esistiti. Quello a cui ci si riferisce con questa sfilza di post è, in realtà, un pensiero prepolitico. E la lingua che lo veicola, più che una neolingua, è una veterolingua che invece di mirare al progresso vorrebbe farci regredire, riportandoci agli istinti e alle pulsioni primarie. Indietro, o popolo! Dal «Votami perché parlo meglio (e dunque ne so più) di te» si è passati al «Votami perché parlo (male) come te». Come la pubblicità, come la televisione, anche la politica alimenta il narcisismo dei destinatari, i quali – lusingati – preferiscono riflettersi che riflettere. Il meccanismo del ricalco espressivo innesca una continua corsa al ribasso. Un circolo vizioso che toglie al discorso politico qualunque forza propulsiva, qualunque dinamismo. Non una risposta ai bisogni degli italiani, ma pura ecolalia: ripetizione ridondante. Così le parole stanno paralizzando la politica.
Roma : Internazionale, [200-?]
Abstract: Un film che parla di cinema analizzando alcune delle opere cinematografiche più famose e affascinanti della storia. A fare da cicerone è il carismatico Slavoj Zizek, filosofo e psicanalista sloveno, che scava nel linguaggio segreto del cinema per mostrarci quello che i film rivelano di noi. Divisa in tre parti, The pervert's guide to cinema è un'introduzione al pensiero di Zizek su temi come la fantasia, la realtà, la sessualità, la soggettività, la forma e il desiderio...
Carocci, 2016
Abstract: In tempi recenti le scienze cognitive e della mente hanno messo in luce determinati meccanismi cognitivi che spingono a ridiscutere la tradizionale distinzione fra razionalità e passione, convergendo con le scienze politiche e sociali nel sottolineare che il modello dell'attore razionale non è più in grado di spiegare quei fenomeni della comunicazione di massa che permeano la società contemporanea. Strutture come le metafore concettuali, i frames e le narrazioni culturali sono al centro del dibattito sulla comunicazione negli Stati Uniti e hanno ormai preso piede anche nel nostro paese. Il libro esamina le scoperte più recenti sul processo decisionale e sulla comprensione del linguaggio e illustra un modello innovativo di analisi prodotto dall'integrazione di studi tratti dalle scienze cognitive e del linguaggio e dalle scienze politiche e sociali. Arricchiscono il volume studi di rilevanza statistica sulle elezioni politiche italiane del 2012-13 ed esempi più recenti tratti dalla campagna elettorale di Trump negli Stati Uniti e dalle strategie comunicative utilizzate dall'organizzazione terroristica ISIS.
La lingua della radio in onda e in rete / Enrica Atzori
Cesati, 2017
Abstract: Il volume offre un quadro sintetico della radio contemporanea in Italia, ormai ibridata con la rete. Non solo la radio è «il primo social network del Novecento», ma emittenti e programmi integrano la propria comunicazione in onda e nelle reti sociali (social radio) ed è necessario quindi studiarla congiuntamente nelle due declinazioni. Nel testo si analizza la lingua dei programmi radiofonici più seguiti e delle pagine dei programmi radio più coinvolgenti su Facebook, con particolare attenzione all’interazione del pubblico. Mentre il telefono aveva sancito per gli ascoltatori della radio il diritto di parola, le reti sociali realizzano il “diritto di scrittura” per tutti.
Milano : Editrice Antroposofica, 1990
Bologna : Pàtron, 1988
Linguistica generale e storica ; 20
Tre lezioni sull'uomo / Noam Chomsky ; traduzione di Massimiliano Manganelli
Ponte alle Grazie, 2017
Abstract: «Che cos'è il linguaggio? Quali sono i limiti dell'intelletto umano (se esistono)? E qual è il bene comune per ¡l quale dovremmo lottare?» Ecco i tre quesiti che Noam Chomsky affronta nelle lezioni raccolte in questo volume, elementi essenziali della domanda delle domande: «Che genere di creature siamo?» Non si tratta certo di questioni da poco, ma se c'è qualcuno che ha sia la competenza scientifica sia la capacità didattica necessarie per trattare tali problemi coinvolgendo il lettore e rendendolo davvero partecipe del ragionamento, questi è sicuramente Chomsky. Che, senza avere mai la pretesa di offrire soluzioni definitive, rende semplice il difficile, e mettendo a nostra disposizione le sue enormi conoscenze ci mostra quanto spesso e quanto facilmente le ovvietà, così banali nel loro essere vere, possano essere ignorate o rifiutate, mentre l'errore diventa prassi, se non teoria, dominante. Partendo dal «linguaggio» e arrivando al «bene comune», il grande intellettuale americano si mostra qui per intero. Per una volta, in questo libro il linguista e il «politico» si incontrano, e dimostrano (se ce ne fosse bisogno) che si tratta di una persona sola: in Chomsky tout se tient. E mai come in queste pagine risulta evidente che lo scienziato che ha rivoluzionato la linguistica e l'appassionato militante perseguono un medesimo fine: la comprensione di ciò che l'uomo è nella sua natura più profonda.
Salani, 2017
Abstract: Come comincia la giornata di una bambina-cigno? Intanto presto, alle prime luci dell’alba. Amarella si sveglia e si alza in volo. È quello l’unico lato bello della sua immensa sventura. «Vuoi fare l’analisi logica della lingua delle Farfalle? Chiedi a me. E come si dice ‘grazie’ nella lingua delle Balene? O quante coniugazioni hanno i verbi della lingua dei Salmoni? Trecentosessantamila, se ti può interessare. Ma a te interessano le lingue degli Umani, credo… Ma come fai a dirmi… se prima non impari almeno la tua lingua, ragazza mia ». In seguito al naufragio che le porta via i genitori, la figlia dei Marchesi di Boscomare diventa muta. Rimasta orfana, si trasferisce a vivere con suo Zio nel tetro Castellaccio. La bambina trascorre anni di solitudine e silenzio, vessata dai domestici e ignorata dallo Zio. Unico sollievo, l’amicizia con Agrifoglio, il contadino dislessico, diremmo ora, che le dà il nome di una pianta selvatica: Amarella. Nonostante tutto cresce forte e coraggiosa e, quando intuisce che al castello succedono cose davvero strane, è determinata a scoprire la verità. Ma curiosare nel laboratorio di un misterioso scienziato è davvero una buona idea? Come farà Amarella a chiedere aiuto senza poter pronunciare neanche una parola? Un mago stralunato e il suo aiutante sono l’unica sua speranza. Una storia magica e affascinante, che ha tutta la forza delle grandi fiabe italiane, narrata da uno dei poeti contemporanei più amati. Un racconto ricco di poesia sul potere straordinario della parola, strumento di libertà e verità.
Il teatro e le arti : un confronto fra linguaggi / a cura di Luigi Allegri
Carocci, 2017
Abstract: Originariamente, nella storia e nella concezione teorica, il teatro non è distinguibile dalla danza o dalla musica, perché è un evento fatto di azione, parola, musica, movimento, visività. E così è ancora in molte culture extra-europee. La cultura occidentale, invece, intendendo il teatro quasi esclusivamente come drammaturgia, lo ha scisso dalla musica, dalla danza, dagli aspetti visivi, registrando come eccezioni i casi in cui il teatro diviene il luogo di incontro e di reciproca modificazione di tutte espressioni artistiche. Ma l’analisi storica dimostra che la sinergia tra le varie arti, pur in forme differenti, è in atto in ogni epoca, dalla tragedia classica allo spettacolo medievale, dalla scenografia rinascimentale e barocca al melodramma seicentesco, dall’opera lirica al teatro-danza contemporaneo. In capitoli esemplari, il linguaggio e la storia del teatro vengono dunque messi a confronto con il linguaggio e la storia della letteratura, dell’arte figurativa, della musica, della danza e del cinema.
Jaca Book, 2015
Abstract: I quattro testi di Ngugi Wa Thiong'o che compongono "Decolonizzare la mente", sono la summa di un pensiero che si è andato formando con anni di studio e con dolorose esperienze vissute in prima persona; in particolare la scelta di scrivere una pièce di critica al potere nella sua lingua madre, il gikuyu, in modo da poter essere compreso da ogni strato di pubblico, gli costò nel 1978 un anno di detenzione. Fu in quei mesi che l'autore maturò la convinzione che "l'arma più grande scatenata ogni giorno dall'imperialismo contro la sfida collettiva degli oppressi è la bomba culturale, una bomba che annulla la fiducia di un popolo nel proprio nome, nella propria lingua, nelle proprie capacità e in definitiva in se stesso". In tal senso, questo volume anche oggi può dire molto ai lettori occidentali che vogliano osservare criticamente i fenomeni connessi alla globalizzazione e gli effetti di una politica culturale omologante.
Per ridere aggiungere acqua : piccolo saggio sull'umorismo e il linguaggio / Marco Malvaldi
Rizzoli, 2018
Abstract: «Il gioco, come il riso, nasce dalla capacità di separare realtà e finzione. Ed è questa capacità che ci rende umani prima di tutto» Il linguaggio è un meccanismo cognitivo di tipo computazionale – determinato biologicamente – in grado di generare a partire da un insieme limitato (le parole) un insieme illimitato di espressioni gerarchicamente strutturate (le frasi). Come funziona questo meccanismo? Quali sono le operazioni matematiche che compiamo quando parliamo? In che modo gli elementi più semplici vanno a costruire quelli più complessi? In che modo il linguaggio attiva il nostro cervello? E quello di un computer? “Henri Poincaré diceva che la matematica non è lo studio degli oggetti, ma delle relazioni tra gli oggetti; al tempo stesso, una lingua è fatta principalmente di relazioni tra oggetti, non da oggetti sbattuti lì a caso, ed è proprio leggendo queste relazioni che il nostro cervello si accende e, oltre a riconoscere, costruisce una storia, una sequenza di avvenimenti temporali veri o presunti, vivi o defunti.” Che rapporto c’è tra questa lettura e un’emozione fondamentale come una risata? Da Guareschi a Edgar Allan Poe e Georges Perec; dai concetti di ridondanza e interdipendenza su cui Claude Elwood Shannon fondò la teoria matematica della comunicazione – alla base di gran parte della tecnologia informatica che usiamo tutti i giorni – agli esperimenti di Amos Tversky e Daniel Kahneman, i padri dell’economia comportamentale che hanno rivoluzionato il mondo della psicologia; da Bergson a Eco passando per Borges, Montale e Fosco Maraini, un viaggio straordinario ed esilarante per rispondere alla domanda: è possibile insegnare a un computer che stiamo scherzando?
Longanesi, 2018
Abstract: Questo libro parla di noi, persone connesse tramite i social network con le parole, forse lo strumento più immediato e potente che abbiamo a disposizione in quanto esseri umani. Eppure, spesso le usiamo in maniera frettolosa e superficiale, senza valutarne le conseguenze. Poiché le possibilità di fraintendimenti, ostilità e interpretazioni distorte dei fatti sono massime laddove non possiamo guardarci in faccia, in rete e in particolare sui social network le parole che scegliamo hanno un peso maggiore, su di noi e su chi ci sta attorno. Infatti oggi la comunicazione sul web appare avvelenata dal bullismo, dalle notizie false e dai continui conflitti. Ci sentiamo intrappolati dall'odio, dalla paura e dalla diffidenza. La verità è che siamo diventati iperconnessi, viviamo contemporaneamente offline e online ed è una condizione complessa, che occorre imparare a gestire. Non esistono formule magiche ma, nel suo piccolo, ciascuno di noi può fare la differenza, curando con più attenzione il modo in cui vive - e quindi parla - in rete: di sé, di ciò che accade, degli altri e con gli altri. La nostra vita interconnessa non dipende, in ultima istanza, dagli strumenti e dagli algoritmi, e nemmeno dai proprietari delle piattaforme: sta a noi scegliere chi siamo e cosa vogliamo in rete. Una sociolinguista e un filosofo della comunicazione, esperti naviganti della rete, ci indicano una delle strade da percorrere per vivere in modo finalmente libero le ricchezze che il web e i social ci offrono: imparando a padroneggiarli senza lasciarcene schiacciare, a decifrarne i messaggi senza farci manipolare, a capire e farci capire attraverso una scelta accorta e consapevole delle parole.
La bambina che andava a pile / Monica Taini
Uovonero, 2018
Abstract: Monic ha due voci: la sua bocca e le sue mani, ma non sa decidersi su quale sia la più forte. Monic si sente come se tutta la sua giornata fosse una lunga ora di lingua straniera e non sa se sia lei ad essere diversa, o se lo siano gli altri. Per il freddo linguaggio legislativo lei è una disabile, una minorata sensoriale, ma per i suoi amici è semplicemente Monic.
Fenegrò : Haqihana, 2017
Abstract: Turid Rugaas alla fine degli anni 80, con il suo collega Ståle Ødegard studia e formalizza i “Segnali Calmanti” come parte fondamentale del sistema di comunicazione del cane nel gruppo sociale. Nasce così il primo libro “L’intesa con il cane”, che si è rivelato negli anni come fondamento ed evergreen della cinofilia, tradotto nelle principali lingue del mondo. A distanza di 25 anni Turid riprende in mano il suo scritto, per integrarlo con preziosi suggerimenti per migliorare ulteriormente il dialogo con il cane. Il messaggio rimane quello di sempre, tanto semplice e ovvio, quanto profondo: una relazione bidirezionale si fonda su una comunicazione bidirezionale. “… Quindi io spero che iniziate ad osservare, a capire meglio il vostro cane e sentirvi più vicini alla perfetta relazione uomo-cane. Capire il suo linguaggio può non essere ancora sufficiente per la perfetta relazione, ma è un gran passo nella giusta direzione. ... Essere capaci di comunicare, essere realmente capiti dai cani, è una sensazione stupenda sia per le persone sia per i cani. I “segnali calmanti” sono la chiave, e vedere attraverso quella porta aperta è stato per me come vivere il sogno dell’infanzia del parlare con gli animali.” Turid Rugaas
Meltemi, 2018
Abstract: Un'analisi originale del politicamente corretto come forma di comunicazione e come riflesso delle profonde trasformazioni all'opera negli ultimi decenni nel contesto delle società occidentali. A partire da una prospettiva originale come quella svedese, e da una serie di situazioni vissute in prima persona, l'antropologo Jonathan Friedman analizza il politicamente corretto come una particolare realtà sociale, e come uno strumento politico nelle mani delle nuove élite. Una realtà sintomatica di un insieme di fenomeni (l'immigrazione, il multiculturalismo, la segregazione sociale, il "declino" dello Stato-nazione, etc.) cruciali da comprendere per preservare uno spazio critico razionale e una sfera pubblica in cui sia ancora possibile discutere differenti interpretazioni della realtà. Una critica arguta del contesto moraleggiante in cui viviamo e della sua pretesa di neutralizzare il dibattito stabilendo ciò di cui si può, e ciò di cui non si deve, parlare.
Gruppo Abele, 2018
Abstract: La politica è fare i conti con le cose come sono davvero: cioè spesso non belle e non pulite. Bisogna entrare nel fango, a volte, per aiutare gli altri a uscirne. Ma tenendo sempre lo sguardo verso l'orizzonte delle regole, dei valori, delle buone ragioni. Un dialogo appassionato e appassionante. Un prontuario per l'esercizio del pensiero critico, per sottrarsi alle manipolazioni, per riaffermare - contro ogni fanatismo - il valore laico ed emozionante della verità e dell'impegno politico. Perché l'avvenire appartiene ai non disillusi.
Il Mulino, 2017
Abstract: La politica contemporanea nella società globalizzata è dominata dalla comunicazione e non può fare a meno dei vecchi e nuovi media, ma le origini di questi fenomeni non sono recenti e coincidono con l'avvento della società di massa. La comprensione della politica presuppone dunque un'analisi storica della comunicazione e del suo impatto sulla sfera politica. Prendendo Italia e Germania come case study, il volume ne ripercorre l'evoluzione a partire dalla nascita del giornalismo in Europa, passando per la contaminazione tra pubblicità e politica nel nazionalsocialismo, per arrivare alle campagne elettorali online degli ultimi anni. Ne risulta confermato il ruolo preponderante assunto dalla comunicazione nella politica moderna e la sua crescente rilevanza negli studi storici.
Il volto raccontato : ritratto e autoritratto in letteratura / Patrizia Magli
Raffaello Cortina, 2016
Abstract: Ciascuno di noi sa come la ricchezza dei volti che ci circondano tenda a scivolare tra le maglie del linguaggio. Le parole sembrano incapaci di cogliere ciò che di un volto fa qualcosa di unico. Eppure accade che, leggendo un romanzo, un racconto o una poesia, s’incontrino personaggi il cui viso, appena evocato, appare più reale delle persone conosciute nella vita di ogni giorno. In che modo le parole fanno vedere la singolarità di un viso? Rispondendo a questo interrogativo, Patrizia Magli percorre l’intreccio di tecniche descrittive che da sempre si sono confrontate nell’impresa di catturarlo. Ma soprattutto rivela in cosa consista il magico potere delle parole quando riescono a mettere “sotto gli occhi” l’invisibile.