Trovati 250 documenti.
Trovati 250 documenti.
Milano : Mondadori, 2003
Abstract: Nel corso degli ultimi dieci anni lo scrittore israeliano ha commentato i principali accadimenti politici e bellici che hanno segnato la vita del suo Paese e della Palestina dalla pagine dei quotidiani internazionali. Dagli accordi di Oslo alla morte di Rabin, dall'elezione di Sharon alla ripresa del terrorismo arabo, i saggi raccolti in questo saggio sono, oltre che un'occasione per ripercorrere le tappe principali di questo tragico conflitto, una finestra aperta sulla vita di chi ormai si è rassegnato a una guerra che nessuno può veramente vincere.
1948 / Benny Morris ; traduzione di Stefano Galli
[Milano] : Rizzoli, 2004
Abstract: Uno studio sulla guerra che seguì la proclamazione dello Stato d'Israele nel 1948, che analizza le responsabilità individuali e nazionali che portarono all'esodo di massa dei palestinesi. Il saggio illumina le modalità in cui quell'esodo si svolse e presenta i documenti che spiegano la questione dei profughi palestinesi. Racconta la nascita di quel filone storiografico che ha spinto gli studiosi israeliani a riesaminare, oltre i miti del sionismo e del nazionalismo ebraico, la realtà della fondazione di Israele. Morris rivede il 1948 con lo sguardo rivolto all'attualità e con la convinzione che senza una completa separazione ci sarà una guerra perpetua finché uno dei due popoli rivali verrà gettato in mare o nel deserto.
Torino : Bollati Boringhieri, 2004
Abstract: Cinque studiosi israeliani e cinque palestinesi si incontrano per dar vita a un confronto che passa attraverso narrazioni-ponte. Un'espressione che definisce uno sforzo storiografico compiuto da storici appartenenti a società dilaniate da conflitti prolungati, per andare oltre narrazioni e storiografie in guerra tra loro. Obiettivo principale è la ricerca della pace, il punto di vista è quello delle minoranze etniche e delle donne, il metodo è quello della storia culturale e sociale e non di quella elitaria e nazionalista. Un tentativo - contro la tesi sionista - di riportare i palestinesi nella storia della Palestina, realizzando una storia sociale relazionale dal basso che costituisce una sfida alla storia militare del conflitto.
Milano : Mondadori, 2005
Abstract: Nel corso di questi anni David Grossman, cittadino israeliano e padre di famiglia prima ancora che scrittore letto in tutto il mondo, ha raccontato sulle pagine dei più importanti quotidiani europei e americani la tragedia di due popoli ormai abituati a vivere all'ombra della morte, pronti ad accogliere in ogni momento la notizia di un attentato, della perdita dei propri cari, dello scoppio di una nuova guerra: uno stato di conflitto così profondo e radicato nella vita quotidiana che nessuno sembra più in grado di uscire dalla terribile logica della vendetta. Perché la pace invocata da Grossman non è solo il rifiuto di ogni forma di ricorso alla forza e alla violenza: è l'unica conclusione possibile di una guerra che nessuno può vincere.
1948 : Israele e Palestina tra guerra e pace / Benny Morris
[Milano : Rizzoli], 2005
Abstract: 1948: l'anno di inizio di un conflitto mai davvero concluso. In questo libro, Morris studia, attraverso singoli episodi accaduti fra il 1948 e il 1949, le responsabilità individuali e nazionali che portarono all'esodo di massa degli arabi, illumina le diverse situazioni locali e presenta i documenti che ci consentono di capire come e perché sorse la questione palestinese. Morris rivede il 1948 con lo sguardo rivolto all'attualità e con la convinzione che, senza una completa separazione, ci sarà una guerra perpetua finché uno dei due popoli rivali verrà gettato in mare o nel deserto.
Israele : la guerra dalla finestra / Eric Salerno
Roma : Editori riuniti, 2002
Abstract: Il testo prende in considerazione il futuro di un paese devastato dalle guerre. Israele deve scegliere se proseguire la politica di repressione nei confronti dei palestinesi sapendo che nel giro di venti, massimo venticinque anni, rischia di non esistere più come Stato ebraico. Deve scegliere se rinunciare agli insediamenti nei territori occupati, consentire la creazione di uno Stato palestinese con Gerusalemme Est come capitale ed essere accettato per quello che è, un paese non musulmano in mezzo al mondo islamico.
Israele-Palestina, la sfida binazionale : un "sogno andaluso" del XXI secolo / Michel Warschawski
Roma : Sapere 2000, 2002
Abstract: In questo denso libro, che Elias Sanbar definisce nella Postfazione giusto e coraggioso, Michel Warshawski descrive, analizza e spiega origini e sviluppi del dramma che ormai da un secolo investe quella regione dell'Oriente arabo che alcuni chiamano Palestina ed altri Eretz Israel. In piena, sanguinosa rivalsa coloniale da parte dell'esercito israeliano contro la cosiddetta seconda Intifada - che altro non è se non la guerra di indipendenza palestinese - l'Autore intravede l'esito della sconfitta definitiva del progetto sionista dello Stato ebraico e democratico di Israele e la probabile creazione al suo fianco di uno Stato sovrano di Palestina. Tuttavia, dall'analisi serena ed essenziale delle ragioni storiche e delle concrete vicende socio-politiche che hanno determinato la perdita progressiva del carattere ebraico e della stessa natura democratica dello Stato di Israele, Warshawski approda, in alternativa all'apparente ineluttabilità della separazione, all'individuazione della prospettiva del binazionalismo come lo strumento migliore per coniugare pace, sicurezza , giustizia e reciproco arricchimento fra i due popoli e le rispettive culture: una sorta di sogno andaluso del XXI secolo, la speranza in un altro modo di vivere e di convivere in quella terra tanto martoriata e contesa. Peraltro, non un sogno nostalgico di presunti paradisi perduti, ma una realtà presente e viva nel dibattito e nella riflessione di cerchie intellettuali israeliane e palestinesi, oltreché speranza profondamente celata nei cuori di quegli stessi uomini e donne che, da troppo tempo, si sono andati reciprocamente dilaniando.
Dove la pace sembra impossibile : semi e segni di speranza in Terra Santa / Rosangela Vegetti
Milano : Ancora, copyr. 2005
Abstract: Giornalista, collaboratrice di numerose testate cattoliche, Rosangela Vegetti prende in esame i semi della speranza in Terra Santa nel segno della pace e dell'ecumenismo: firma la presentazione il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi, l'introduzione il protestante Paolo Naso e la postfazione il valdese Gioacchino Pistone. Con sguardo attento ma rispettoso della complessità l'autrice ha raccolto in presa diretta esperienze, testimonianze, spunti di riflessione per conoscere come vivono, pensano, operano le persone, i gruppi, le Chiese, le comunità religiose in Terra santa e come si rendano protagonisti di azioni di pace.
Arafat e gli altri / Ennio Polito
Roma : Datanews, 2002
Abstract: Yasser Arafat nella bufera. L'israeliano Sharon lo vuole morto, come nell'82, quando invase il Libano per sterminare i combattenti palestinesi. Critiche gli giungono anche dai suoi, che tuttavia, nell'ora del pericolo, scelgono l'unità. Un libro su Arafat ma anche sugli 'altri' che contano, nei due campi.
A precipizio : la crisi della società israeliana / Michel Warschawski
Torino : Bollati Boringhieri, 2004
Abstract: Perché la società israeliana ha girato le spalle alla pace? In che modo i palestinesi cittadini israeliani sono diventati nemici interni? Perché l'idea del trasferimento dei palestinesi, un tempo sostenuta solo da qualche esagitato di estrema destra, è oggi discussa apertamente dai grandi partiti politici? L'autore dimostra come quella che sembra una brusca svolta abbia le sue origini nel passato dello Stato ebraico e democratico: il passaggio senza transizione, nel 1948, da organizzazioni nazionali-coloniali a una struttura statale; l'assenza di un chiaro concetto di diritti del cittadino. Solo una piccola minoranza continua a lottare per i diritti del popolo palestinese, ma anche per impedire che Israele diventi uno Stato integralista.
Torino : UTET libreria, copyr. 2005
Abstract: Israele e la Palestina oltre ad essere una dei più canonici punti caldi del teatro mediorientale sono anche un vero e proprio centro emanatore di crisi e tensioni che coinvolgono tutto il mondo. È per questa ragione che è fondamentale ragionare sull'intrico di popoli, di culture e di religioni che segna questi pochi ma cruciali chilometri quadrati stretti tra il mare e il deserto. Gigi Riva, in questo reportage, costruito su una serie di incontri con personaggi pubblici e semplici uomini della strada, pone in particolare l'accento sull'importanza del fattore demografico, fattore che nel futuro, secondo l'autore, rischierà di modificare radicalmente la geografia politica di tutta l'area.
Due popoli una terra / Benny Morris
[Milano] : Rizzoli, 2008
Abstract: Due Stati per due popoli. Questa formula, che prevedeva la creazione, nella Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, di uno Stato arabo-palestinese a fianco di Israele, ha incarnato per anni le speranze di una soluzione pacifica in grado di metter fine a decenni di guerre e attentati. Ma poi sono sopravvenuti il fallimento dei colloqui di Camp David nel 2000, il rifiuto opposto dal leader dell'Olp Arafat a tutte le proposte avanzate dal Primo ministro israeliano Barak, lo scoppio della Seconda intifada, la vittoria dei fondamentalisti di Hamas alle elezioni politiche del 2006. Negli ultimi anni ha così cominciato a riemergere una corrente di pensiero secondo la quale la creazione di un unico Stato binazionale, esteso dal Giordano al Mediterraneo, sarebbe la soluzione più auspicabile, o perlomeno l'unica possibile. Oggi le proposte bistatuali sembrano impraticabili sia dal punto di vista demografico sia da quello geopolitico. Ma la soluzione monostatuale adombra l'eterno progetto arabo-palestinese di riconquistare il predominio sull'intero Paese, e di ricacciare in mare gli ebrei. Lo storico israeliano Benny Morris confronta criticamente le diverse ipotesi in campo, ne traccia l'evoluzione attraverso il tempo, le tragedie, i rivolgimenti politici. E avanza l'idea di una possibile terza via.
Milano : Jaca Book, 2007
Abstract: Questa raccolta di saggi presenta in modo aggiornato e articolato l'attuale situazione del conflitto israelo-palestinese nella più ampia prospettiva della scena mediorientale e internazionale. Emerge con forza da queste pagine l'impraticabilità della cosiddetta soluzione dei due Stati, che comporterebbe la concreta costituzione di uno Stato palestinese pienamente sovrano su di un territorio dotato di una minima coesione e con un livello accettabile di accesso alle risorse per i suoi abitanti. Alla luce dell'attuale estrema frammentazione della Cisgiordania, aggravata dalla progressiva costruzione del Muro di separazione, tale soluzione si rivela semplicemente impraticabile di fronte a un'elite politico-militare israeliana che prosegue implacabilmente nella trasformazione dei territori palestinesi in entità territoriali satellite, circondate dallo Stato di Israele e da esso completamente dipendenti sotto ogni profilo. Lo studio della politica militare e demografica di Israele si affianca qui all'analisi della scena politica palestinese e del drammatico confronto tra Hamas e Fatah. Sullo sfondo, paradossalmente meno utopico della soluzione dei due Stati, resta lo scenario di un unico Stato democratico e pluralista capace di ospitare tutti e di difendere i diritti di tutti.
Esilio : Israele e l'esodo palestinese : 1947-1949 / Benny Morris
[Milano] : Rizzoli, 2005
Abstract: La questione dei profughi palestinesi è tuttora uno dei principali ostacoli sul cammino della pace in Medio Oriente, e il dibattito storiografico sulle sue origini è anche una furiosa disputa politica: per gli israeliani, l'esodo di massa di 700.000 palestinesi a cavallo della guerra d'indipendenza del 1948 fu volontario, e dovuto alle esortazioni dei Paesi arabi, che avevano promesso un rapido ritorno dopo la sconfitta di Israele; per gli arabi, fu il risultato di una brutale strategia di espulsione. Lo storico israeliano Benny Morris compie una ricognizione complessiva, fondata su un'imponente mole di fonti d'archivio prima indisponibili e mostra la somma delle ragioni che sono alla base di una tragedia che ancora avvelena la vita di due nazioni.
Bari ; Roma : Laterza, 2025
Abstract: Nel 1899 il sindaco di Gerusalemme, Yusuf Diya al-Khalidi, rimase molto colpito dalla richiesta del movimento sionista di creare in Palestina un focolare nazionale ebraico. Si decise a scrivere una lettera proprio al fondatore del sionismo, Theodor Herzl, e lo avvertì dei pericoli che si sarebbero presentati. Concluse la sua nota dicendo: «In nome di Dio, lasciate in pace la Palestina». È così che Rashid Khalidi, pronipote di al-Khalidi, inizia questa ampia storia, il primo resoconto generale del conflitto raccontato da una prospettiva esplicitamente palestinese. Attingendo a una grande quantità di materiali d’archivio e ai resoconti di generazioni di membri della sua famiglia – sindaci, giudici, studiosi, diplomatici e giornalisti – Khalidi ribalta le interpretazioni accettate del conflitto, che tendono, nella migliore delle ipotesi, a descrivere un tragico scontro tra due popoli che rivendicano lo stesso territorio. Questo libro ripercorre invece cento anni di guerra coloniale contro i palestinesi, condotta prima dal movimento sionista e poi da Israele, ma sostenuta da Gran Bretagna e Stati Uniti, le grandi potenze dell’epoca. Originale, autorevole e importante, Palestina non è una cronaca vittimistica, né tralascia gli errori dei leader palestinesi. Piuttosto, analizzando in dettaglio le forze che si sono schierate contro i palestinesi, offre una nuova visione illuminante di un conflitto che continua ancora oggi.
Salani, 2012
Abstract: Un corridoio sospeso nel nulla, in mezzo al deserto di una terra disabitata, sempre sotto il tiro delle armi israeliane. È l'ultimo chilometro prima di entrare nella Striscia di Gaza dal valico di Erez. L'autrice lo ha percorso in completa solitudine, con paura. Alla fine si è trovata davanti i barbuti di Hamas, i versetti del Corano, i taxi scalcinati che portano lontano dal confine, le montagne di detriti e i bambini che raspano con le mani per raccogliere calcinacci da riutilizzare. Nella Striscia vivono un milione e mezzo di persone, strette tra il blocco israeliano e l'integralismo di Hamas. Oltre la metà sono ragazzi con meno di 18 anni, il 44 per cento bambini con meno di 15. Questo libro è nato dal loro incontro con l'autrice, Cecilia Gentile, che è entrata nella loro vita, li ha fatti parlare e raccontare.
Quando il mondo dorme : storie, parole e ferite della Palestina / Francesca Albanese
Rizzoli, 2025
Abstract: In un contesto segnato da conflitti e profonde ingiustizie, Francesca Albanese, prima donna a ricoprire il ruolo di Relatrice Speciale dell’ONU sui territori palestinesi occupati, ci accompagna in un viaggio emozionante nel cuore della Palestina. Lo fa attraverso dieci storie vere, dieci ritratti umani che raccontano non solo le ingiustizie di un conflitto, ma la dignità e la resistenza quotidiana di un popolo che lotta per esistere. Ogni capitolo è un incontro. C’è Hind Rajab, che a Gaza è stata uccisa sotto i bombardamenti a soli sei anni: la sua breve vita ci ricorda quanto sia fragile l’infanzia in un luogo dove i bambini non hanno alcuna protezione. Abu Hassan ci conduce nelle periferie di Gerusalemme, tra fatica e privazione, mentre l’amico stretto George ci racconta la bellezza e l’assurdità della sua città. E come loro, tanti altri: il chirurgo Ghassan Abu-Sittah, che ha lasciato Londra per operare sotto le bombe, Malak Mattar, giovane artista costretta all’esilio per potersi esprimere, e ancora voci autorevoli come Alon Confino, Ingrid Jaradat Gassner, Eyal Weizman, Gabor Maté, fino a una delle persone più vicine all’autrice. Dieci storie che si intrecciano e ci interrogano: cos’è davvero l’occupazione? Qual è il futuro di chi è costretto a fuggire? Fino a dove può arrivare la brutalità di un genocidio? “Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina ” è un testo indispensabile per chi cerca chiarezza, umanità e un’autentica comprensione di cosa sia stata la Palestina fino al 7 ottobre 2023 e cosa sia oggi.
Una terra per restare / Jadd Hilal ; traduzione di Giulia Beatrice Filpi
Pisa : Astarte, 2024
Abstract: Naima, Ema, Dara e Lila sono i volti di quattro generazioni di donne della stessa famiglia, le cui vicende si intrecciano attraverso un secolo di storia del Medio Oriente. Diverse, ma ugualmente tenaci nel difendere la vita dall’oppressione maschile, dalla sofferenza dell’esilio e dalla violenza della guerra. Appena adolescente, Naima è costretta a sposare un uomo molto più grande di lei, che la conduce dalla Palestina al Libano per sfuggire al primo conflitto arabo-israeliano. Ema, sua figlia, vive con entusiasmo il fermento politico e culturale degli anni Settanta a Beirut, ma è schiacciata tra la violenza del padre e quella, più subdola, del marito. Ancora bambina, Dara è costretta dai bombardamenti a lasciare il suo amato Paese per la Svizzera. Tornerà in Libano appena le sarà possibile, ma gli attacchi israeliani del 2006 la riporteranno in Europa. Qui cresce Lila, bambina del nuovo millennio, che combatte la nostalgia di casa con la forza dell’immaginazione.
Ogni cosa è per te / Ronald H. Balson ; traduzione di Roberta Scarabelli
Garzanti, 2016
Abstract: Sophie è figlia di un amore proibito. Di un amore impossibile. Perché suo padre è ebreo e sua madre palestinese. Entrambi hanno lottato contro tutto e tutti per restare insieme. Eppure solo la fuga ha permesso loro di non rinunciare a quel legame speciale che li unisce. Sono dovuti scappare negli Stati Uniti per diventare una famiglia. È lì che è nata Sophie. Ma proprio quando credevano di essere al sicuro, tutto cambia: la madre di Sophie muore all'improvviso e il nonno materno della bambina, che non ha mai accettato quel matrimonio, la rapisce per portarla in Palestina. C'è una persona che deve ritrovarla a ogni costo: suo padre. È pronto a tutto pur di poterla riabbracciare. Ed è allora che capisce che è un'impresa troppo difficile da affrontare da solo. Inaspettatamente un aiuto arriva da Catherine, che è avvocato, e da Liam, un investigatore privato. Solo loro credono in lui. Solo loro credono che l'amore sia un sentimento più forte dell'odio, della paura, della tradizione che diventa cecità. Un sentimento per cui nessuna sfida è mai troppo grande. Perché il destino sembra scritto, ma a volte ci vuole solo coraggio per cambiarlo, per scrivere una pagina nuova della Storia.