Trovati 648 documenti.
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Termidoro, 2012
Abstract: Roberto Formigoni governa la Lombardia dal 1995. E non si vuole fermare qui. Comunione e Liberazione, il movimento politico cui è legato da un cordone ombelicale muove i suoi tentacoli alla conquista di tutto il Paese. Dopo il successo del suo primo libro CL, Assalto al potere in Lombardia, Enrico De Alessandri ha proseguito la sua ricerca per mettere a nudo le mosse di questa inquietante conquista dell'Italia da parte di un gruppo religioso confessionale con idee oscurantiste. Questo nuovo libro, infatti, getta nuova luce su un potere straordinario che va dalle ingerenze in Rai, all'accumulo incredibile di soldi, messi al sicuro in misteriose società finanziarie. Nel 2008 Eugenio Scalfari, su Repubblica aveva scritto Un sistema di potere come quello di Formigoni, CL, Compagnia delle opere, non esiste in alcun punto del paese, nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere. Questo libro gli da ragione, con le carte alla mano, la documentazione. Ma, rispetto al 2008, le mire di CL si sono allargate. Il territorio di conquista è diventato tutta l'Italia. Sono gli stessi esponenti della Casa delle Libertà a sostenere che i ciellini da soli non rappresentano neppure un decimo dell'elettorato di quel partito. Dietro la bella immagine, le belle giacche di Formigoni, si cela un movimento politico e religioso con idee chiaramente contrarie alla libertà delle donne, alla libertà di decisione nei comportamenti sessuali e personali. Un movimento che obbedisce alle direttive di una cupola di monaci laici, i Memores Domini, guidati da precetti medievali. In pratica un movimento che vorrebbe vietare l'aborto, proibire l'uso dei contraccettivi e del preservativo e lasciare le donne a casa a occuparsi dei figli. Tutto questo è CL, il partito che a partire dalla regione più ricca sta cercando di mettere le mani su tutto il Paese. Le prove di queste manovre di conquista sono in questo libro estremamente documentato. Forte anche del contributo di un giornalista d'inchiesta de II Fatto Quotidiano come Gianni Barbacetto. Sospeso dalla Regione Lombardia per aver scritto il suo primo libro su CL, il tribunale di Milano gli ha dato ragione, dichiarando illegittima la sua sospesione dal Lavoro. Questo secondo libro, ancora più forte, dimostra che non si è arreso. Questa volta a sostenerlo ha già una rete di media e amici che faranno da gran cassa a queste verità.
I nuovi demoni : ripensare oggi male e potere / Simona Forti
2. ed.
Feltrinelli, 2012
Abstract: Nichilismo, pulsione di morte, volontà di nulla: sono queste le categorie che hanno orientato e orientano ancora oggi la comprensione del male politico. Esse si accompagnano a una visione semplice e demoniaca del potere, la cui cifra estrema è ravvisabile nel rapporto tra vittima e carnefice. Da una parte starebbe un soggetto ridotto a oggetto, perché reso totalmente passivo dalla violenza dell'altro. Nella prima parte del libro, l'autrice ricostruisce la costellazione concettuale di tale visione dicotomica riconducendola a un paradigma specifico, denominato paradigma Dostoevskij. Questo modo di pensare il rapporto tra male e potere è sufficiente a leggere il presente? Non rischia piuttosto di irrigidire la comprensione della realtà in categorie troppo schematiche e unilaterali, che gettano luce su un unico volto del male politico, quello notturno, trasgressivo, distruttivo? Non occulta forse dietro lo spettro di un rinnovato dualismo, un'intera e complessa fenomenologia degli aspetti microfisici delle scene del male? Il volume propone una diversa genealogia del rapporto tra male e potere. È convinzione dell'autrice che il male debba essere indagato, oggi più che mai, non solo nel suo legame con la morte e il nulla. Ma debba essere scandagliato anche nel rapporto che intrattiene con l'ostinata passione per la vita, con l'indomabile volontà di essere e di persistere, col desiderio di venir riconosciuti e confermati. Perché è così che a suo parere si spiegano la docilità e il conformismo.
Eleuthera, 2013
Abstract: L'indagine sulla dimensione politica è il cuore della speculazione etnologica di Clastres: da dove viene il dominio dell'uomo sull'uomo? come si afferma la coercizione politica? Per rispondere a queste domande cruciali Clastres interroga quelle società selvagge che - smantellando un consolidato pregiudizio etnocentrico - non considera affatto come insiemi sociali immaturi che per uscire dalla loro arretratezza socio-culturale devono evolvere nella direzione della divisione sociale e dunque della gerarchia. Al contrario, queste società indivise resistono coscientemente a qualsiasi accumulazione del potere al proprio interno che possa insinuare la diseguaglianza nel corpo sociale. E lo fanno ponendo i propri capi tribali sotto il segno di un debito verso la comunità che impedisce al loro desiderio di prestigio di trasformarsi in desiderio di potere. Sono appunto questi capi senza potere che esprimono compiutamente la filosofia politica del pensiero selvaggio, il suo essere in realtà non senza ma contro lo Stato. Introduzione di Roberto Marchionatti.
Conflitti locali e idiomi politici / [a cura di Sandro Lombardini, Osvaldo Raggio e Angelo Torre]
Bologna : Il mulino, 1986
Quaderni storici ; 63
Chi governa il mondo? / Sabino Cassese
Il Mulino, 2013
Abstract: Gli Stati sono ancora i protagonisti della scena mondiale? Oppure sono ormai sostituiti dalle migliaia di organizzazioni internazionali nate negli ultimi anni? Se gli Stati si indeboliscono, cosa accade alla democrazia che in essi si è sviluppata? Qual è la sorte del diritto, che siamo abituati a ricondurre all'idea di Stato-nazione? L'autore cerca, per queste domande, risposte che tengano conto dell'odierna fase di passaggio, in cui l'erosione della sovranità si accompagna con il controllo degli Stati sui regimi regolatori ultrastatali, l'affermazione di standard globali con il potere ultimo di applicarli rimasto nelle mani dei governi nazionali, lo sviluppo di norme e procedure internazionali con il crescente ruolo delle amministrazioni statali e del loro diritto.
Potere e contropotere nell'età globale / Ulrich Beck ; traduzione di Carlo Sandrelli
Laterza, 2014
Abstract: Sempre più individui commerciano su scala internazionale, hanno un lavoro internazionale e amori internazionali, si sposano, vivono, viaggiano, consumano, cucinano in una dimensione internazionale, i loro figli vengono educati in un contesto internazionale, cioè plurilingue, e nel 'nessun-luogo' generalizzato della televisione e di Internet. Sta prendendo forma una nuova politica delle frontiere, un intreccio di mancanza di confini, vecchie e nuove dinamiche, che però devono essere comprese non più in termini nazionali, bensì in chiave transnazionale, entro il quadro di riferimento di una politica interna mondiale. Dobbiamo avere l'intelligenza di staccarci dalla fissazione su ciò che ci è familiare e immediatamente vicino e accettare che le esistenze divise in più luoghi, la mobilità permanente, il numero crescente di persone con doppi passaporti, sono già una realtà imprescindibile. Se la globalizzazione è fatta dai potenti contro i poveri, l'immaginazione cosmopolita rappresenta l'interesse universale dell'umanità per se stessa. Ciò a cui mi riferisco sono i valori della pluralità riconosciuta e vissuta, che pervadono tutte le istituzioni sociali e i contesti storici. È il tentativo di ripensare l'interdipendenza e la reciprocità al di là dell'arroganza nazionale, nello spirito di un realismo cosmopolitico che apre e affina lo sguardo sulle reti 'giocali' in cui viviamo e agiamo.
Mondadori, 2013
Abstract: Sappiamo che il potere si sta spostando: da Ovest a Est e da Nord a Sud, dai palazzi presidenziali alle piazze e al cyberspazio, dai formidabili colossi industriali alle agili start-up e, in modo lento ma inesorabile, dagli uomini alle donne. Chi oggi si trova in posizioni di potere è più vincolato, ha meno margini operativi e rischia di perdere il posto come mai prima d'ora. Il potere sta diventando più debole ed effimero: è divenuto più facile da conquistare, ma più difficile da esercitare e più semplice da perdere. Ne La fine del potere, Moisés Naím, giornalista ed ex direttore di Foreign Policy illustra la lotta tra i grandi protagonisti un tempo dominanti e i nuovi micropoteri che li sfidano in ogni ambito dell'azione umana. Una contrapposizione, quella tra micropoteri ed establishment, che può sfociare nel rovesciamento dei tiranni o nell'eliminazione dei monopoli, ma anche condurre al caos e alla paralisi. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, nell'ambito degli affari come in quello della religione, dell'istruzione o della famiglia, in pace come in guerra: nel 1977, ottantanove paesi erano governati da autocrati, mentre oggi oltre la metà della popolazione mondiale vive in regimi democratici; nella seconda metà del 2010, i primi dieci fondi speculativi del mondo hanno registrato profitti superiori a quelli complessivi delle sei banche più importanti; gli amministratori delegati sono sottoposti a maggiori vincoli...
Macro, 2014
Abstract: Conoscete l'Istituto Tavistock? Situato nell'omonima cittadina in Inghilterra, è considerato come il massimo centro mondiale delle attività di controllo mentale e di ingegneria sociale. Il giornalista investigativo Daniel Estulin, ci rivela l'esistenza di questo organismo creato per controllare il destino di tutto il pianeta e per cambiare la società contemporanea. In questo libro, Estulin svela l'origine e il modus operandi dell'Istituto, chi lo governa, quali sono i suoi obiettivi e come influenza noi tutti - le vere vittime durante la nostra vita quotidiana. Siamo veramente tutti in pericolo? Veniamo esposti ogni giorno agli oscuri meccanismi creati da un gruppo di psicologi, psichiatri e antropologi pagati dall'oligarchia internazionale che controlla il mondo per favorire i propri interessi. Dalla musica alla contro-insorgenza, dalla droga alla televisione, ascolta i consigli di Daniel Estulin per capire come difenderti ogni giorno dall'Istituto Tavistock, combattere i suoi metodi ed essere finalmente libero da ogni controllo mentale.
Carocci, 2014
Abstract: Perché esistono i rituali? E perché il rito è uno strumento usato dal potere, nelle piccole comunità primitive come nelle antiche civiltà e negli Stati contemporanei? Per rispondere a queste domande, nel volume vengono descritti i comportamenti rituali nelle altre specie e negli antenati dell'Uomo, esplorate le componenti emotive, cognitive e sociali dei rituali umani e analizzate le molteplici funzioni che il rito svolge in relazione al potere: il rito come mezzo per legittimare l'autorità ma anche per costruirla, il rito come arma nella competizione per la conquista del potere, come meccanismo di controllo dei conflitti ma anche come innesco che fa esplodere la violenza. Viene poi proposta un'esplorazione etnografica che conduce il lettore attraverso le cerimonie imperiali dell'antico Giappone, i funerali di John Kennedy, i poteri magici dei re capetingi, la divinizzazione degli imperatori romani e degli antichi sovrani giavanesi e balinesi, le parate militari sulla Piazza Rossa, i sacrifici umani degli Aztechi.
Riti e simboli del potere / David I. Kertzer ; prefazione di Gianfranco Pasquino
Roma ; Bari : Laterza, 1989
Milano : Feltrinelli, 2016
1Campi del sapere
Saggio sui potenti / Piero Melograni
Roma ; Bari : Laterza, [1977]
Saggi tascabili Laterza ; 34
Simboli e modelli dagli imperatori medievali a Napoleone / Paola Rapelli
Milano : Electa : Gruppo Editoriale L'Espresso, [2004]
Losapevi dell'arte ; 17
Re, principi e duchi / Paola Rapelli
Milano : Electa : Gruppo Editoriale L'Espresso, [2004]
Losapevi dell'arte ; 18
Milano : Feltrinelli, 2017
Universale economica Feltrinelli ; 9206Saggi
Abstract: In questo corso, Foucault analizza la nascita del governo della vita. Il problema che si pone infatti agli albori della modernità è come governare e razionalizzare fenomeni naturali quali la salute, l'igiene, la natalità, la longevità, la razza delle popolazioni. Qui si osserva l'emergere del paradigma della sicurezza e delle tecnologie di governo destinate a regolamentare i flussi e la mobilità delle popolazioni: cioè quel disciplinamento della vita che si impone come correlato indispensabile del laissez-faire liberista. Nel procedere del corso, il tema iniziale delle tecnologie della sicurezza lascia il campo all'indagine sulla genesi dello stato moderno e sulle procedure messe in atto per assicurare il governo degli uomini. Due sono i momenti fondamentali: l'invenzione da parte del cristianesimo di una forma di potere totalmente estranea al mondo greco-romano, che si arroga il compito di guidare gli uomini verso la salvezza dettandone la condotta individuale, e la formazione di una governamentalità politica, che inscrive la condotta degli individui nell'esercizio di un potere sovrano. Dalla pastorale cristiana alla ragion di stato, allo stato di polizia, secondo un cammino bifronte, insieme individualizzante e totalizzante, che consente allo stato moderno di insediarsi.
Massa e potere / / Elias Canetti ; [traduzione di Furio Jesi]
Milano : Adelphi, 1981
Biblioteca Adelphi ; 116
Potere e libertà politica in una società aperta / Alessandro Passerin d'Entrèves
Bologna : Il mulino, 2005
Collezione di testi e di studi. Classici del pensiero politico ed economico europeo nel Novecento
Catanzaro : Meridiana libri, 1995
Saggi ; 5
[Milano] : Elèuthera, 2017
Abstract: Da dove viene il dominio dell'uomo sull'uomo? Come si afferma la coercizione politica? Per rispondere a queste domande cruciali Clastres - smantellando un consolidato pregiudizio etnocentrico - interroga le società "selvagge", che non considera affatto degli insiemi sociali primitivi costretti a evolvere nella direzione della gerarchia e della divisione sociale per accedere alla civiltà. Il tratto peculiare che emerge dalle sue ricerche e riflessioni è che le società "selvagge" resistono coscientemente a qualsiasi accumulazione del potere al proprio interno, proprio per evitare che la disuguaglianza possa insinuarsi nel corpo sociale. E lo fanno ponendo i propri capi tribali sotto il segno di un debito verso la comunità che impedisce al loro desiderio di prestigio di trasformarsi in desiderio di potere. Sono appunto questi capi senza potere che esprimono compiutamente la filosofia politica del pensiero selvaggio, il suo essere non senza ma "contro" lo Stato. Introduzione di Roberto Marchionatti.