Trovati 97 documenti.
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Socrate bevve la maieutica e morì : quale futuro per la scuola italiana? / Fabio Minazzi
Milano : Colonna, 1997
In un diverso stato : come rifare la pubblica amministrazione / Bruno Dente
Bologna : Il mulino, copyr. 1995
Abstract: L'autore delinea il suo modello di amministrazione pubblica partendo dalla riformulazione del rapporto tra attività politica e attività amministrativa. Tra i capisaldi del suo progetto: l'assimilazione dello status degli impiegati pubblici e in particolare dei dirigenti a quello dei dipendenti privati; l'abbandono del modello ministeriale a favore di un nuovo assetto organizzativo; l'applicazione del diritto privato nelle modalità di azione delle pubbliche amministrazioni e il principio della responsabilità individuale; infine la proposta di un documento di bilancio organizzato per politiche e programmi e ancora nuove regole nell'ambito dei processi di controllo e di comando.
La giustizia in galera? / Mario Gozzini
Roma : Editori riuniti, 1997
Roma : Laterza, 2002
Abstract: Uno strumento utile per orientarsi nel mare oscuro delle riforme istituzionali, dal presidenzialismo alla giustizia, dalla devolution al conflitto di interessi. Per comprenderne il senso e non essere privati della possibilità di decidere.
Lettera ai giovani sulla Costituzione / Luciano Violante
Casale Monferrato : Piemme, 2006
Abstract: A che serve una Costituzione? Perché la Costituzione non è una legge come tutte le altre? Su quali fondamenti sono state scritte le carte costituzionali moderne? Per quali ragioni la Costituzione Italiana ha avuto un cammino difficile di attuazione? Perché riformare una Costituzione? La lettera non fornisce risposte assolute, ma propone un rigoroso percorso di ricerca a partire da una constatazione: l'attuale fragilità italiana nasce dallo smarrimento della Costituzione. E proprio dalla consapevolezza di questo smarrimento può partire l'impegno di cui devono farsi protagonisti i giovani per riappropriarsi di un patrimonio dimenticato di principi che danno significato e valore al vivere comune.
Bologna : Il mulino, copyr. 2006
Abstract: Come uno strizzacervelli della politica Luciano Vandelli esamina caratteri, turbe, sintomi delle patologie che investono riforme che ormai sono divenute (con una significativa contraddizione in termini) quotidiane: vi sono le riforme ciclotimiche stop and go, come quelle sulle pensioni o sulla devolution; quelle ossessive, come quelle sulla giustizia, quelle autistiche, come la revisione costituzionale elaborata nell'intimità di una baita di montagna ed altre ancora. Ma il volume non si limita a diagnosticare il disagio, punta bensì a riflettere sulle sue cause e a presentare qualche (sana) proposta.
Milano : Angeli, copyr. 2006
Abstract: L'autore è stato colui che ha ideato, scritto, fatto giungere in Parlamento e seguito in ogni modifica la recente legge sull'affidamento condiviso. Qui ne racconta la storia, ne spiega i contenuti, ne chiarisce i passaggi più ambigui e fornisce suggerimenti utili a chi intende giovarsene. Come scrivere il ricorso, se e da chi farsi assistere, come dividere le spese nel mantenimento diretto, come costruire il calendario della frequentazione, se e quando far ascoltare i figli, come risolvere il problema della casa coniugale, come affrontare le inadempienze.
Ipotesi sull'università / Mariano Giaquinta, Angelo Guerraggio
Torino : Codice, copyr. 2006
Abstract: L'università italiana attraversa da anni un fondamentale e delicato periodo di transizione, a seguito di una riforma - la cosiddetta 3 + 2, con l'introduzione delle lauree di primo livello - nata con l'obiettivo di offrire al sistema universitario strumenti idonei per adattarsi ai profondi cambiamenti sociali ed economici in corso. Mariano Giaquinta e Angelo Guerraggio, matematici che vantano una lunga esperienza didattica e di ricerca, ne tracciano un primo bilancio, analizzando con graffiante lucidità il profondo scarto che separa il progetto riformatore dalla sua realizzazione, disegnando il quadro di una riforma che ha sì portato più studenti nelle aule universitarie, ma che non ha saputo prevedere e prevenire pesanti effetti collaterali, e che ha inoltre esasperato, in alcuni casi, le medesime dinamiche corporative che si proponeva di eliminare. L'individuazione degli aspetti negativi e delle precise responsabilità non è però l'unico fine del volume: Ipotesi sull'università è soprattutto un libro che propone e sostiene l'idea di un'università diversa, che sia moderna e al contempo nuovamente capace di alimentare la propria antica tensione allo studio e alla ricerca. Senza il bisogno di un'altra riforma d'insieme, e senza comode autocommiserazioni per l'ennesima occasione mancata.
Scuola-azienda e istruzione-merce / con testi di Artese ... [et al.]
Bolsena : Massari, 2000
2. ed.
Il Sole 24 ore, 2007
Abstract: L'autore esamina le possibilità di innovare il sistema amministrativo, per renderlo in grado di fornire servizi più adeguati alle imprese e ai cittadini. La pubblica amministrazione deve e può migliorare il suo rendimento, ma occorre attuare le leggi di riforma e impegnarsi nella formazione di una seria classe dirigente pubblica, all'altezza del compito.
Sognando una scuola normale / Franco Frabboni
Palermo : Sellerio, copyr. 2009
Abstract: Questa opera si sostantiva in una critica radicale della Riforma, in realtà controriforma secondo l'autore, della Scuola del Ministro Mariastella Gelmini. La vivace forza polemica delle argomentazioni potrebbe fare pensare a un esplicito intento politicamente suggerito dall'attualità. In realtà, il discorso di Frabboni si richiama, anche se non in modo esplicito, a una tradizione culturale italiana e non solo, definita dall'obiettivo, da sempre perseguito, di una didattica laica in senso integrale, dunque libera da condizionamenti di qualsiasi natura. Il Programma Ministeriale di fatto, secondo Frabboni, vilipende l'istruzione perché la imprigiona in steccati scuolacentrici, famiglia-centrici, disciplinacentrici, contraddicendo la modernità delle conoscenze e il pluralismo delle culture e dei valori propri di una scuola democratica. Il sapere trasmesso dalla scuola voluta dalla Gelmini è sostanzialmente destinato a consumarsi nell'orizzonte della istituzione scolastica. È inidoneo a una manutenzione adulta. È fatto da un insieme di conoscenze usa e getta che minacciano lo spettro di un analfabetismo di ritorno. In sostanza, la Riforma, imposta dalla Gelmini senza consultare gli interessati, disegna una scuola autoritaria, selettiva, ripetitiva. Non è finalizzata a educare alla libertà, alla tolleranza, alla solidarietà, alla pace. Fatto reso ancora più grave dalla cultura massmediologica che esclude i giovani da una partecipazione reale.
Milano : Angeli, 2009
Abstract: La Riforma Gelmini finirà per colpire gravemente la Scuola pubblica. Ha già iniziato a demolire due sue antiche architravi: il diritto di tutti allo studio e la qualità dell'istruzione. E la sta privando dei suoi due fondamentali princìpi di riferimento: la Persona e la Cultura. In cambio, la Controriforma del ministro - perché di questo si tratta - propone la medicina miracolistica del binomio scuola-azienda, destinata a ridurre la Scuola al ruolo di ruota di scorta delle imprese. I provvedimenti di questa Controriforma non si giustificano né in rapporto alle esigenze di sviluppo civile di uno Stato democratico, né in relazione alla crescita del sistema socio-economico. Nell'epoca attuale, la forza civile, democratica ed economica di un Paese è legata alla qualità delle competenze acquisiste nella formazione. Perciò, occorre garantire a tutti un'alfabetizzazione culturale forte fin dall'inizio della Scuola primaria. Il ritorno al maestro unico, la soppressione delle compresenze, l'accorpamento dei plessi scolastici - con il conseguente depauperamento degli spazi laborario-atelier - finiranno invece per indebolire l'efficacia della Scuola e per rendere più fragile l'alfabetizzazione dei nostri alunni. Il tenore delle competenze assicurate dall'istruzione di base tenderà ad abbassarsi, e ciò renderà più cagionevole la salute socio-economica del nostro Paese, e più incerte le sue prospettive di sviluppo civile e democratico.
L'affidamento condiviso : come è, come sarà / Marino Maglietta
2. ed
Milano : Angeli, 2010
Abstract: L'affidamento condiviso dei figli di genitori separati è la novità epocale che cambia radicalmente le regole del diritto di famiglia: una nuova normativa che rivoluziona le abitudini mentali e giuridiche degli italiani, che ha fatto discutere e che richiede attenzione per essere interpretata correttamente e una corretta informazione per essere utilizzata al meglio. Marino Maglietta, che l'ha ideato, scritto, fatto giungere in Parlamento e seguito passo passo in ogni successiva modifica, promuovendone la recente approvazione, ne racconta la storia, ne spiega i contenuti, ne chiarisce i passaggi più ambigui e fornisce una quantità di suggerimenti utili a chi intende giovarsene essendo già separato e a chi si accinge a separarsi, nonché a quanti hanno il compito di supportare le coppie stesse. Come scrivere il ricorso, se e da chi farsi assistere, come dividere le spese nel mantenimento diretto, a cosa fare attenzione nel costruire il calendario della frequentazione, se e quando far ascoltare i figli dal magistrato, come risolvere il problema della casa coniugale, come affrontare le inadempienze: sono alcune delle tante domande alle quali Maglietta dà risposta sulla base dell'esperienza delle centinaia di casi seguiti e della perfetta conoscenza della nuova normativa.
Milano : PaperFIRST, 2023
Abstract: La vittoria della destra in Italia ci mette di fronte alla concreta possibilità che venga stravolta la Costituzione del 1948. Da tempo si parla soprattutto di introdurre l’elezione diretta del capo dello Stato o del presidente del Consiglio. Il mondo democratico e progressista si trova di fronte a una grande battaglia politica per contrastare una riscrittura della Carta che ne mette in discussione i suoi princìpi fondanti. È vero che esistono Paesi democratici che eleggono direttamente il capo dello Stato ma è anche vero che in altri l’elezione popolare del presidente coincide con tratti fortemente autocratici, dall’Ungheria alla Russia e alla Turchia. Le autrici hanno dunque voluto contestualizzare la questione nella nostra storia repubblicana, ricostruendo il significato del presidenzialismo – formula tecnico-giuridica tesa a rafforzare i poteri del governo, indebolendo quelli del Parlamento – alla luce delle esperienze politiche che lo hanno sostenuto, a oggi senza successo: quelle golpiste e missine, la piccola pattuglia dei gollisti democristiani, la P2, la Grande Riforma craxiana e le nervose esternazioni di Francesco Cossiga, fino ai giorni più recenti con la pretesa delle grandi banche d’affari di “azzoppare” le costituzioni antifasciste. Contestualizzare il presidenzialismo nella storia italiana consente dunque di vedere chiaro dietro alle intenzioni di chi vorrebbe mettere il potere nelle mani di un capo eletto a furor di popolo. Le autrici confutano le ragioni dei sostenitori della proposta presidenzialista e concludono: «è vecchia, mentre la Costituzione è giovane».
La retorica della riforma : fine del sistema proporzionale in Italia / Steven Warner, Diego Gambetta
Torino : Einaudi, copyr. 1994
Rivoluzione in corso : il dovere di cambiare dalla parte dei cittadini / Renato Brunetta
Milano : Mondadori, 2009
Abstract: In questo libro, Brunetta racconta quel che ha fatto e quel che intende fare: non solo la crociata contro i burocrati che danneggiano cittadini e colleghi, ma anche interventi per connettere in rete uffici che oggi si parlano solo tramite pratiche e carte bollate, misure per stabilire principi di responsabilità e meritocrazia simili a quelli usati nel settore privato, politiche di trasparenza, apertura, efficienza. Dentro a questo vero e proprio diario di bordo si mescolano i dati e le statistiche più aggiornati con i racconti della quotidiana attività, le riflessioni politiche sulla macchina statale con lo stato d'animo e le idee di un ministro che non intende arrendersi, i particolari più significativi di un progetto di grande respiro e gli aneddoti più gustosi della lotta politica, parlamentare, personale. Tutto è presentato con lo stile comunicativo che gli italiani ben conoscono: diretto, efficace e per niente burocratico. Il succo di queste pagine è: cambiare si può, quindi si ha il dovere di farlo. Uno dei mali che affligge il nostro Paese è proprio la diffusa convinzione che tutto sia difficile, e forse anche inutile. Invece capita di verificare che una forte determinazione porta a risultati importanti, anche immediati. Cambiare si può, ma a patto di sapere come e per ottenere cosa. Altrimenti siamo alle chiacchiere da politicanti, al vociare da comizianti. Queste pagine vogliono essere diverse.
Bologna : Il Mulino, 2009
Abstract: Fra i problemi che il nostro paese deve affrontare nella riorganizzazione del sistema di istruzione e formazione, raramente viene citato quello relativo all'individuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Eppure la costruzione di una cittadinanza unitaria sociale come limite al potere politico di differenziazione costituisce uno dei problemi cardine di ogni sistema realmente decentrato. Le formule utilizzate in alcune costituzioni europee per legittimare una competenza dello Stato finalizzata a soddisfare i LEP sono il frutto dell'espansione dell'idea saldamente radicata nelle costituzioni democratiche di eguaglianza sostanziale, che implica non solo interventi dei pubblici poteri ma ancor più esige che gli stessi interventi siano finalizzati a rimuovere le disuguaglianze di fatto. In questo volume si cerca di mettere in evidenza come l'introduzione di norme federalistiche renda non più rinviabile la precisa individuazione dei LEP. In altri termini non è possibile sviluppare la forma federalista dello Stato e decidere di conseguenza di assicurare il mantenimento di standard adeguati in alcuni campi fondamentali (sanità, assistenza e, appunto, istruzione) senza definire preliminarmente i LEP. Il punto di equilibrio va individuato nei contenuti con cui riempire quanto prescritto dalla Costituzione, da leggere in termini di difesa dei diritti e di adempimento degli obblighi di prestazione, piuttosto che come la semplice definizione di competenze dello Stato.
A un cittadino che non crede nella giustizia / Gian Carlo Caselli, Livio Pepino
Roma : Laterza, 2005
Abstract: In uno stato democratico è sulla fiducia nella giustizia che si fonda la convivenza civile. Per restaurare quel patto antico due magistrati da sempre in prima linea, Gian Carlo Caselli e Livio Pepino, cercano di dipanare una matassa fitta di malintesi, errori e bugie, attraverso un percorso che non arretra di fronte agli argomenti caldi degli ultimi anni: il garantismo, l'indipendenza della magistratura, la famigerata riforma del sistema giudiziario con la separazione delle carriere.