Trovati 1402 documenti.
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Feltrinelli, 2022
Abstract: Il Game è un territorio che abbiamo fondato, dove ci ritroviamo quando usiamo uno smartphone, scarichiamo una app o giochiamo a un videogame. Sembra un luogo divertente nel quale entrare e da cui uscire tutte le volte che vogliamo, ma le sue regole non sono così semplici. Per abitarlo senza paura e migliorarlo, lo navigheremo dagli anni della sua fondazione fino alle soglie del futuro. Scopriremo come lo abbiamo generato e ci prepareremo così alla prossima mossa. Siete pronti a partire?
Torino : GEDI, 2023
Limes ; 3/2023
Abstract: Il terzo numero di Limes del 2023 è dedicato alla violenta crisi politica e sociale che ha investito lo Stato ebraico. Innescata dalla controversa riforma giudiziaria voluta dal governo di Binyamin Netanyahu per circoscrivere (tra l’altro) il potere della Corte suprema e votata dalla maggioranza alla Knesset (parlamento), la legge ha scatenato ampie proteste. A queste hanno preso parte, in modo inedito, vasti settori del mondo istituzionale ed economico, oltre che degli apparati di Difesa (esercito, aviazione, intelligence). Sarebbe però riduttivo leggere gli eventi solo come mobilitazione democratica contro una legge censoria con cui il premier cerca di sottrarsi al giudizio della magistratura. L’iniziativa del governo più “a destra” della storia israeliana, entrato in carica pochi mesi fa, e la veemente opposizione che suscita si inscrivono infatti nella crisi ormai strutturale di un paese in perenne tensione tra natura ebraica (dunque etnico-confessionale) e democratica. La dirimente figura di Netanyahu e l’estremismo delle forze ultraconservatrici del suo esecutivo sono al contempo causa ed effetto della “tribalizzazione” denunciata pubblicamente nel 2015 dall’ex presidente Reuven Rivlin. Esito, questo, delle profonde e irrisolte contraddizioni di uno Stato nato e sviluppatosi in condizioni d’emergenza, la cui natura composita ha finora impedito di formulare una costituzione.Per questo il passo indietro del governo, con la concessione di un periodo di trattative sulla discussa legge, è da leggersi come tregua e non come atto risolutivo di una disputa esistenziale, più e oltre che giuridica. Da qui prende le mosse il numero, che come di consueto si articola in tre parti. La prima (La tempesta israeliana) ripercorre genesi e sviluppi della crisi attuale, con le attuali e possibili implicazioni sugli equilibri interni e regionali. La seconda (Topografia delle faglie e degli scontri) indaga in modo specifico le fratture all’origine delle tensioni che investono lo Stato ebraico e le loro recenti manifestazioni. La terza (Il mondo di Israele) passa in rassegna i punti di vista esterni – regionali e non – sul paese e sulle sue debolezze, per cercare di decifrare le ripercussioni esterne della “tempesta” israeliana.
Il Mulino, 2023
Abstract: Poche storie contemporanee sono così rilevanti come l'ascesa delle monarchie del Golfo: da attori secondari sullo scacchiere mediorientale a nuovo centro di gravità del Mediterraneo allargato e, infine, ad attori chiave sui delicati equilibri globali dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Il volume racconta questa storia, per conoscere meglio i paesi che assicurano il 20% delle risorse energetiche mondiali, che agiscono come forze importanti negli equilibri finanziari e che condizionano le traiettorie politiche dal Mediterraneo, all'Africa orientale, all'Asia sud-occidentale. Dal conflitto libico alle tensioni con l'Iran, dalla sicurezza di rotte e snodi nevralgici alla delicata partita multipolare tra Stati Uniti, Cina e Russia, le monarchie del Golfo sono al centro di interessi strategici per l'Europa, come per l'Italia. Nel libro si analizzano queste dinamiche in forma chiara e si descrive il ruolo chiave che la Penisola Arabica gioca nei mercati energetici e nella transizione verso forme di energia rinnovabili.
A pugni chiusi : psicoanalisi del mondo contemporaneo / Massimo Recalcati
Feltrinelli, 2023
Abstract: Massimo Recalcati si rivela commentatore lucido e originale della nostra vita collettiva degli ultimi vent’anni: le trasformazioni della famiglia, il disagio della giovinezza, il declino irreversibile dell’autorità paterna, il ricorso diffuso alla violenza, lo scientismo come nuova forma di religione, il culto ipermoderno del corpo in salute e del benessere, la medicalizzazione della vita, lo schermo narcisistico dei social, l’isolamento e la spinta melanconica alla morte in un mondo dominato dal consumo e dalla celebrazione dell’immagine, la crisi economica e la precarietà del lavoro, il trauma della pandemia e la sua incidenza sulle nostre esistenze, l’orrore della guerra e della repressione patriarcale degli ayatollah contro le donne sono solo alcuni dei temi affrontati, insieme a quelli più direttamente politici che riguardano i ritratti psicoanalitici dei maggiori protagonisti della politica nazionale e internazionale dell’ultimo ventennio come Berlusconi, Grillo, Renzi, Salvini, Mattarella, Draghi, Trump e Putin. In queste pagine Recalcati offre al lettore un appassionato ritratto antropologico del nostro Paese e dei problemi del mondo contemporaneo.
LUISS University Press, 2019
Abstract: Recep Tayyip Erdogan, dodicesimo presidente della Repubblica di Turchia, è una figura che unisce e che divide: amato fino alla venerazione o contestato fino al disprezzo, nei quasi vent'anni trascorsi dalla sua ascesa al potere il leader conservatore ha trasformato il suo Paese dando voce a settori della società che erano ai margini della vita politica fino al suo arrivo, e al tempo stesso imbavagliando i dissidenti. Ma chi è veramente Erdogan, e a cosa deve il suo successo? La sua affermazione è solamente frutto di coercizione, corruzione e metodi clientelari, come vogliono gli oppositori, o c'è invece sostanza nel suo modello politico? Attraverso un viaggio che ripercorre le principali fasi della sua vita privata, dalle umili origini al potere assoluto, e del suo percorso politico, questo libro rivela i tratti meno conosciuti della personalità del leader turco, analizzando le peculiarità della cornice ideologica creata intorno alla sua figura, il sovranismo islamico, e restituendo un ritratto accurato di una delle figure più importanti e complesse del Medio Oriente contemporaneo.
Natale rosso sangue / Gianluca Arrighi ... [et al.]
Villaricca : CentoAutori, 2019
L'arcobaleno
Abstract: Un Natale nel segno del giallo e del noir, raccontato da cinque scrittori della letteratura noir italiana. Storie avvincenti, all'insegna della suspense e delle emozioni forti. Un insieme di storie, presentate nello stile unico che contraddistingue ogni autore e con un'unica ambientazione: Natale, il giorno più bello dell’anno. In questo viaggio suggestivo tra passioni e delitti, il Natale sarà come da tradizione tinto di rosso e non solo per il colore delle decorazioni... Vivrete cinque differenti brividi d'autore attraverso i racconti di: Gianluca Arrighi, Diego Lama, Riccardo Landini, Piergiorgio Pulixi e Letizia Vicidomini.
I mostri : e come sconfiggerli / Carlo Calenda
Feltrinelli, 2020
Abstract: Perché siamo insoddisfatti della politica? Da dove viene il vuoto di fiducia che ha allontanato i cittadini dalle istituzioni? Di quale Europa siamo tanto diffidenti? Carlo Calenda per la prima volta scrive un libro politico dedicato all’Italia e alle chimere profonde che ne fanno un paese immobile. Nel pieno della peggiore crisi dal Dopoguerra, l'economia italiana rischia di fermarsi. E allora come mai perdiamo tempo a combattere uno scontro ideologico vuoto e posticcio? Secondo Carlo Calenda, negli ultimi decenni gli italiani si sono assuefatti a un modo di guardare alla politica che li affascina e poi li pietrifica, come se subissero lo sguardo di Medusa, incapaci di tagliare la testa alla Gorgone che incarna i loro vizi. È la politica che ha bisogno di nuovi eroi prepotenti e muscolari. E poi c'è l'insofferenza profonda per le aspettative tradite: un sentimento bruto e cieco, capace della ferocia del Minotauro. D'altra parte, l'Italia è il paese della grande bellezza: la classe dirigente e i media sono cinici e nichilisti come Narciso. Oltre alla propria immagine riflessa, tutto il resto è brutto e sporco. E questo atteggiamento ha spinto il paese nel pantano della rassegnazione. La frattura tra lo Stato e i cittadini è la stessa che separa il progresso dalla società: se il progresso avanza troppo velocemente rispetto alla capacità della società di comprenderlo e dirigerlo, i cittadini si sentono spossessati del loro destino. La paura, la chiusura e l'aggressività sono reazioni inevitabili. Per costruire un percorso di cambiamento serve la fiducia. Calenda per la prima volta scrive un libro politico dedicato all'Italia e alle chimere che dobbiamo vincere. Non possiamo più permetterci di ignorarle, perché viviamo in tempi difficili e imprevedibili. L'Occidente è fragile e noi siamo fragilissimi. La cattiva notizia è che i mostri convengono a qualcuno. Quella buona è che si possono combattere. L'Italia è più forte di chi la vuole debole, e i nostri mostri possono essere sconfitti.
La spirale del sottosviluppo : perché (così) l'Italia non ha futuro / Stefano Allievi
Laterza, 2020
Abstract: L’epidemia di Covid-19 ha assestato un altro duro colpo al nostro paese. Bisogna affrontare con coraggio i problemi strutturali che affliggono l’Italia. Un pamphlet che mette in evidenza l’inadeguatezza del nostro mercato del lavoro, i ritardi del sistema formativo, il paradosso di un paese che ignora le decine di migliaia di ragazzi costretti a emigrare ogni anno e continua a non gestire (e forse a non comprendere) l’immigrazione.
Pensare il mondo nuovo : verso la democrazia del 21. secolo / Giuseppe Vacca
Cinisello Balsamo : San Paolo, [1994]
Anima e cacciavite : per ricostruire l'Italia / Enrico Letta
Solferino, 2021
Abstract: «Perché tornare?» È la domanda che Enrico Letta si è sentito fare tante volte dai giovani italiani che studiano in Europa e che si è fatto anche lui, prima di riprendere la strada di casa per tornare alla politica attiva. La risposta è che ciascuno di noi ha il dovere di impegnarsi e ribellarsi, per riscrivere il futuro dell'Italia. Lo spiega in queste pagine appassionate e lucide, intense e ricche di storie, che intrecciano un percorso personale e le prospettive di un Paese da risollevare. Attraverso le ragioni civili e quelle del cuore, l'anima e il cacciavite, che vanno usati insieme per vincere le paure del XXI secolo e combattere ingiustizie, nazionalismi, populismo. L'anima - con l'appello all'«essere liberi», liberi fino in fondo - richiama all'ispirazione degli ideali, ai valori non negoziabili che vanno anteposti, sempre, agli interessi del momento e al timore di perdere consenso. Il cacciavite riporta alla concretezza e alla competenza necessarie per guarire una democrazia malata e attrezzarsi a una storica azione di ricostruzione dell'Italia, fondata sulla dignità del lavoro, sulla lotta alle vecchie e nuove disuguaglianze, sulla promozione di un'idea di progresso e benessere all'altezza delle sfide di questo tormentato passaggio d'epoca. Con la pandemia abbiamo sofferto tutti, ci stiamo rialzando, siamo cambiati. Deve cambiare anche la politica. Occorre passare dal partito del potere a quello dell'intelligenza collettiva, per aprirsi finalmente alla società accogliendo i tanti che credono nelle ragioni dell'impegno, ma che per anni hanno trovato le porte chiuse. Una comunità che scommette sull'istruzione, sui giovani, sulle donne. Che rilancia una norma di civiltà come lo ius soli. Che combatte con forza per l'ambiente e la sostenibilità. Che riafferma l'importanza di essere e sentirsi europei e, dunque, parte di un progetto più grande e ambizioso.
L'ultimo tabù : il terrorismo tra discorso, politica e paura / Valentina Bartolucci
[Milano] : Mondadori università, 2019
Saggi oltre
Mondadori, 2021
Abstract: Nell'ultimo decennio il mondo è divenuto protagonista di mutamenti politici, economici e sociali sempre più rapidi, che stanno portando alla creazione di nuove realtà politiche volte a cambiare, o addirittura stravolgere, le regole della democrazia occidentale. Una nuova generazione di élite fautrici di idee illiberali e autoritarie sta ottenendo un crescente consenso tra le masse e, dunque, una maggiore influenza. Oltreoceano, la presidenza di Trump, con il suo «America First», ha infiammato gli animi dei suprematisti bianchi. Guardando all'Europa, Polonia e Ungheria sono oggi governate da due partiti apertamente autoritari. Nel Regno Unito, Boris Johnson si è fatto portavoce di una nostalgia «restauratrice» mirata a rovesciare le odierne istituzioni britanniche e a inculcare un sentimento anti-UE che ha condotto alla Brexit. L'aumento esponenziale della popolarità del partito nazionalista Vox in Spagna ha messo in allerta i più anziani, che avvertono nella sua retorica degli echi franchisti, un richiamo nazionalista da cui neanche l'Italia è immune. Partendo dalla propria esperienza personale – il lento ma inesorabile spostamento su posizioni decisamente reazionarie di amici che avevano a lungo condiviso i suoi stessi ideali di progresso e libertà –, Anne Applebaum ripercorre le tappe dell'ascesa di queste nuove élite del mondo occidentale, artefici di un'inquietante svolta politica, e riflette sugli aspetti che determinano la loro presa emotiva. Dalla polarizzazione politica e dei social media – ormai divenuti il luogo in cui la verità deve quotidianamente fare i conti con narrazioni false e tendenziose – alla diffusione di teorie complottiste e di un senso di nostalgia per un passato migliore, Applebaum individua gli strumenti e le tattiche usate per raggiungere e affascinare quanti preferiscono un'unica voce al pluralismo democratico, in cammino verso il suo tramonto. Ma, forte delle sue convinzioni, l'autrice ribadisce una verità innegabile: «Nessuna vittoria politica è mai definitiva e nessuna élite – populista, liberale, aristocratica – domina per sempre. La storia di ogni grande civiltà include periodi culturalmente illuminati e altri di cupo dispotismo. Anche la nostra storia, un giorno, apparirà così».
Il mercato non basta : dieci lezioni per il mondo dopo la pandemia / Fareed Zakaria
Feltrinelli, 2021
Abstract: Il virus, per il momento, ha ridotto drasticamente i nostri orizzonti. Ogni giorno i nostri movimenti sono limitati. Lavoriamo da casa, dobbiamo mantenere la distanza dagli altri, siamo separati da amici e famigliari. Per la prima volta facciamo esperienza della solitudine. È difficile guardare al futuro in un momento nel quale la nostra sicurezza economica, le libertà personali e la nostra salute sono precarie come non lo erano mai state. E c'è un senso crescente di disgregazione globale. Nell'anno in cui la democrazia statunitense è stata in bilico, in tempo reale Zakaria ha costruito una mappa del nostro futuro, perché una cosa è sicura: è già cominciato. Il Covid-19 non ha stravolto il mondo che conosciamo, piuttosto sta accelerando processi che già erano in atto. Le contraddizioni si spalancano, le soluzioni da perseguire diventano più chiare. L'eredità della pandemia sarà dolorosa, turbolenta e tutt'altro che uniforme tra i diversi Paesi. Siamo già entrati in un mondo nuovo, ma è un mondo più difficile da ordinare di quello che conosciamo, soprattutto se vogliamo renderlo più giusto. Abbiamo bisogno di liberarci dei dogmi del neoliberismo sfrenato, che hanno impoverito lo stato sociale e ci hanno fatto trovare impreparati di fronte alla calamità della pandemia. D'altra parte, oggi siamo tutti più connessi. La corsa al 5G, l'economia digitale globale, l'autorità decrescente degli Stati Uniti: queste trasformazioni sono state accelerate dal coronavirus e sono destinate a portare una rivoluzione nella nostra vita in comune e nelle istituzioni, nei nostri valori, nei nostri desideri e nelle nostre priorità personali - probabilmente per sempre. Un'analisi che tiene assieme la politica, l'economia e la tecnologia per costruire una visione di questo futuro, che già oggi è la nostra nuova realtà.
Milano : Editoriale Delfino, 2021
Roma : GEDI, 2021
Limes ; 5/2021
Abstract: Il quinto numero di Limes del 2021 analizza la natura e la traiettoria dello Stato ebraico. Prende le mosse dall’ultimo conflitto tra Tsahal (le Forze armate israeliane) e Hamas, ma soprattutto dalle fratture interne alla società israeliana che tale conflitto ha palesato a maggio 2021. La legge del 2018 ha ufficializzato che Israele è lo “Stato degli ebrei”, in aperta rottura con il sionismo progressista delle origini, rendendo ancor più problematica la convivenza tra le varie “tribù” (così il presidente Reuven Rivlin) che ne compongono il panorama sociale; in particolare con la minoranza araba, che ormai costituisce il 20% della popolazione. In questo contesto è inquadrata l’annosa questione palestinese con le sue diramazioni regionali. Come da consuetudine, per chiarezza analitica e comodità espositiva il numero si compone di tre parti. Nella prima, “Quanto israeliani sono gli arabi israeliani”, si mettono in luce i vari aspetti della limitata integrazione socioeconomica della corposa minoranza arabo-israeliana, con i problemi di convivenza ma anche di fedeltà allo Stato che ciò comporta. La seconda, “Vivere con le tribù?”, estende l’analisi agli altri segmenti sociali oggetto di (auto)segregazione, come gli ultraortodossi, e alle ricadute di tale situazione sotto vari profili, non ultimo quello – fondamentale nel caso israeliano – militare. La terza e ultima parte, “Che cosa si muove attorno a Israele”, affronta lo scenario regionale, con particolare riferimento a Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto, senza trascurare il ruolo degli Stati Uniti.
Roma : GEDI, 2021
Abstract: ll sesto numero di Limes del 2021 analizza la postura russa di fronte al nemico di sempre: Stati Uniti più vecchi e nuovi alleati europei, che la pressano lungo i suoi confini occidentali. Quali le linee rosse che Mosca è pronta a difendere? Quali le strategie americane per contenere la Federazione Russa senza annientarla? La crisi ucraina del 2014 e il conseguente passaggio di Kiev in campo avverso hanno convinto Mosca a meglio proteggere quel che resta dell’impero, a cominciare dalla traballante Bielorussia. E spinto il Cremlino ad allacciare una forzata ma utile cooperazione con la Cina a contrasto degli appetiti di Washington; oltre a una rischiosa amicizia con la Turchia targata Nato. Al Numero Uno americano fa gioco compattare il fronte atlantico contro il pericolo russo con l’aiuto interessato di nordici, baltici ed euro-orientali. Come di consueto il numero si compone di tre parti; questa volta c’è anche Limes in più. Nella prima parte, “L’arrocco russo”, si analizzano i punti di frizione tra la Federazione Russa e l’Occidente. Le strategie del Cremlino per evitare che il fronte atlantico si rafforzi inglobando pezzi di ex Urss, i diversi approcci interni alla questione ucraina. Nella seconda, “Stati Uniti, finti amici e altri nemici”, si descrivono posture e valenze dei principali attori con i quali Mosca è costretta a misurarsi: dal consueto nemico americano al temuto amico cinese, dalla spina turca a vari euro-russofobi. La terza parte, “Ucraine e Georgie contese, ora tocca alla Bielorussia?”, affronta lo scenario regionale nel quale i contendenti si combattono e si combatteranno. Ovvero l’Ucraina e la “scippata” Crimea, la Bielorussa in odor di rivolta e la Georgia. Nello spazio Limes in più, è presente il racconto di Antonio Pennacchi e Massimiliano Lanzidei sulla transumanza nel Pontino e l’articolo di Emanuele Bobbio sulle relazioni tra Iran ed Emirati Arabi Uniti.
Manifesto del partito impopolare / Luca Bottura
Einaudi, 2021
Abstract: L'Italia è l'unica nazione al mondo in cui la maggioranza berciante si dice fuori dal coro, chi se la prende con le minoranze - neri, omosessuali, iscritti al Pd - sostiene di essere discriminato, e gli evasori fiscali si lamentano con chi paga le tasse. Intanto, i progressisti continuano a inseguire il Centro, che si sposta sempre più a Destra. Ma non sarà che il consenso è sopravvalutato? Forse, per perdere con stile (o vincere per fortuna) basterebbe dire o fare qualcosa di impopolare. Ecco allora il Manifesto del Partito Impopolare, una brillante disamina della nostra classe dirigente, con pratiche schede sugli attuali partiti populisti e un programma di governo impopolare: la Costituzione, sviscerata punto per punto. Immaginando il discorso introduttivo del premier, il simbolo, il pantheon degli Impopolari e il loro inno, Bottura inocula un vaccino contro tutti i populismi, e sta dalla parte dei proletari, anche quelli che credono di essere borghesi.
Raffaello Cortina, 2021
Abstract: Qualunque cosa possiate pensare, il progresso dell'umanità sta rallentando sin dall'inizio degli anni Settanta. I tassi di natalità e produttività sono scesi durante le ultime generazioni, e con essi, fatto sorprendente, anche il ritmo dell'innovazione tecnologica. Ma è davvero un problema? Danny Dorling, mentre sostiene che i rapidi passi in avanti del recente passato hanno portato alla guerra su ampia scala e a una mostruosa disuguaglianza, accoglie con favore l'attuale rallentamento in quanto periodo pieno di promesse e avanzamento verso la stabilità. Nel suo nuovo saggio, Dorling ci mostra come la nuova era della decelerazione ci regali l'occasione di stabilizzare l'economia, aumentare l'uguaglianza e imporre uno stop a ulteriori danni ambientali. Non stiamo andando verso l'utopia, sostiene l'autore, però potremmo finire per vivere una vita migliore.
Mimesis, 2021
Abstract: Il desiderio di essere gli uni uguali agli altri quale espressione del conformismo presente nella nostra società ci suggerisce che, a fianco di percorsi di effettiva resilienza, sia in atto un planetario e spontaneo addomesticamento delle persone alle aspettative della comunità di appartenenza. Si tratta di un'operazione che serve a padroneggiare l'incertezza globale e a contrastare l'orrore che si prova nell'essere senza fondamenti e privi di un'identità rocciosa. Tutto tende a essere omologato a uno standard considerato normale, dove normale sta per "comportamento sociale adottato dalla maggioranza delle persone". Succede così che, senza che sia stato decretato da nessuno né che ci sia stata una coercizione a condividere idee e stili di vita, modelli di identità sessuale e di genere, si produca una certa omologazione dei singoli individui tra loro e tutti insieme alla norma sociale. Cambiano e si standardizzano persino le forme di linguaggio, come se ci fosse un suggeritore sociale forte a indicare un'unica direzione da seguire, verso cui la maggioranza delle persone si dirige prontamente per sentirsi parte di un gruppo sociale dominante.