Trovati 1065 documenti.
Trovati 1065 documenti.
Casale Monferrato : Piemme, 2009
Abstract: L'uomo di cui parla la tv si chiama Aribert Heim, medico, il torturatore del campo di concentramento di Mauthausen, il dottor Morte passato alla storia per i suoi raccapriccianti esperimenti su cavie umane, l'ufficiale con gli occhi grigioazzurri che si rilassava fabbricando paralumi di pelle umana. Il documentario ipotizza che sia ancora vivo, chissà dove. Ma Danny Baz sa che non può essere vero. Perché lui stesso ha partecipato alla sua cattura. Ci erano voluti due anni per quella caccia. Continuava a incontrare ex nazisti, Heim, perfino il nipote di Hitler, a portare la sua catenina con la svastica e una pistola d'avorio con impressa la croce uncinata. Senza mai un ripensamento. Fiero. Alla fine, l'avevano beccato. Ha fatto parte di un'organizzazione segreta, Danny Baz: La Civetta, creata per catturare, giudicare e giustiziare nazisti latitanti ed eternamente impuniti. Con lui, c'è Barney, che da bambino è stato vittima dei terrificanti esperimenti di Heim e li porta ancora impressi sulla pelle, ma, a differenza dei suoi familiari, è sopravvissuto, e poi ha fatto fortuna col petrolio in Texas. C'è John, un ebreo che lavora per la CIA. E Roger, un veterano del Vietnam. Né oblio né perdono, è il loro motto. Oggi l'organizzazione si è sciolta. E Danny può raccontare.
L'albergo del ritorno / Claude Gutman ; traduzione di Oreste del Buono
Trieste : E. Elle, copyr. 1992
[Milano] : Rizzoli, 2009
Abstract: Negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale, gran parte dei 700.000 prigionieri ancora internati sono costretti a evacuare i campi di concentramento: con l'avanzata dell'Armata Rossa e l'arrivo delle forze alleate è urgente smobilitare per cancellare le tracce. Tra l'estate del 1944 e la primavera del 1945 migliaia di deportati, incalzati dai loro aguzzini, si avviano in una drammatica ritirata di massa che non di rado si svolge nel caos, sovrapponendosi a quella dell'esercito tedesco e alla fuga dei civili. Un esodo in condizioni disperate che passerà alla storia come le marce della morte. Persino nella brutalità inaudita che caratterizza la storia del Terzo Reich, sono pochi gli esempi di un massacro così feroce, crudele ed efficiente. E tra i molti studi sull'Olocausto, nessuno aveva ancora approfondito questo aspetto meno conosciuto: l'ultimo tentativo di liquidare i nemici della razza ariana e gli avversari politici prima della sconfitta definitiva, nonostante l'apparato burocratico e gerarchico del sistema concentrazionario fosse al collasso. Lo storico Daniel Blatman ricostruisce qui per la prima volta le marce della morte: interroga i documenti, i luoghi, le voci dei sopravvissuti, allargando l'indagine anche alla temperie culturale e sociale in cui avvenne l'evacuazione.
Procedure finali : politica nazista, lavoratori ebrei, assassini tedeschi / Christopher R. Browning
Torino : Einaudi, copyr. 2001
Abstract: In questo libro Browning intende sciogliere principalmente 3 nodi. Il primo riguarda l'analisi delle scelte politiche che, ai massimi vertici del regime, consolidarono l'idea di una soluzione finale. In seconda battuta analizza la questione del lavoro ebraico che, anche se per un breve periodo, concesse una tregua alla distruzione di massa e forse consentì a pochi di trovare la salvezza. Da ultimo lo storico indaga gli atteggiamenti, le motivazioni e le forme di adattamento dimostrate dai tedeschi comuni di fronte all'orrore dell'Olocausto che di fatto furono la realizzazione locale e concreta delle politiche di sterminio.
Junior, 2014
Abstract: Dedicare un giorno alla riflessione sulla Shoah ha ancora senso? E ha senso nella scuola di oggi, multimediale, multiculturale, plurale? Il testo intende fornire una riflessione sul rischio che la Giornata della Memoria si riduca a un ritualismo poco significativo se non viene considerata come una sorta di visore critico da applicare a tutta l'esperienza scolastica dei bambini e dei ragazzi. L'idea è allora che gli scolari e gli studenti affrontino i temi relativi alla Shoah riportandoli all'attualità con una lettura critica dell'esistente (un esempio: riflettere sullo sterminio dei disabili nella Germania nazista deve portare a uno studio sulla presenza o meno di barriere architettoniche nella nostra scuola). Le proposte vengono declinate a partire dalla specificità psicopedagogica e didattica della scuola primaria e della secondaria di primo e secondo grado, indicando strategie e consigli differenziati per età. Il tutto è presentato in un'ottica interdisciplinare, proponendo che il 27 gennaio costituisca un'occasione per mettere alla prova programmazioni didattiche ed educative più ampie attorno ai temi-chiave della Giornata della Memoria.
Non perdonerò mai / Aldo Pavia, Antonella Tiburzi ; prefazione di Gianfranco Maris
Portogruaro : Nuova dimensione, copyr. 2006
Abstract: Sole di fronte alla morte e a ciò che resta della vita: gli oggetti dei deportati da smistare nel Kanada Kommando. Ida e Stellina hanno 12 e 14 anni quando vengono strappate alla loro Trieste, alla loro casa con la tavola ancora imbandita per il pranzo, e tradotte in un carro merci alla volta di Auschwitz. Qui proveranno la ribellione e la sopravvivenza quotidiana; le selezioni e le marce della morte, fino a che non verrà il momento del rientro, tutt'altro che gioioso, come fantasmi in una Trieste che non vuole ricordare. Questo libro nasce da due lunghe testimonianze concesse ad Antonella Tiburz e Aldo Pavia dell'Aned, dove Ida, per mano con la sorella Stellina, è il Virgilio che conduce in un viaggio di dolore e cerca di renderci comprensibili l'esperienza che ha sconvolto il mondo civile e di cui ancora adesso ne portiamo le stimmate.
BUR, 2015
Abstract: Nel marzo del 2000 una vecchia valigia arriva nel piccolo museo dell'Olocausto di Tokyo, in Giappone. Sopra qualcuno ha scritto con della vernice bianca: Hana Brady, 16 maggio 1931, orfana. Chi era Hana? E che cosa le è successo? Fumiko Ishioka, la curatrice del museo, parte per l'Europa, destinazione Praga, sulle tracce di una bambina di tanti anni fa, che possedeva una valigia che è finita ad Auschwitz. Età di lettura: da 10 anni.
Ripensare l'Olocausto / Yehuda Bauer ; traduzione di Giuseppe Balestrino
Milano : Baldini Castoldi Dalai, copyr. 2009
Abstract: È ancora possibile, a più di sessant'anni di distanza, dire qualcosa di nuovo sull'Olocausto? E, soprattutto, ha senso farlo? A questi due interrogativi, che costituiscono il filo rosso di Ripensare l'Olocausto, Yehuda Bauer risponde affermativamente. E lo fa con un saggio che, prendendo in considerazione aspetti noti e meno noti dello sterminio degli ebrei, riesce a fornirci un quadro esaustivo e inconsueto di questa tragedia senza precedenti nella storia dell'umanità. Instaurando un rigoroso e serrato confronto a distanza con studiosi e intellettuali come Elie Wiesel, Zygmunt Bauman, Daniel Goldhagen e Raul Hilberg, Bauer riesce a porre in evidenza problematiche e incongruenze di interpretazioni storiche ormai consolidate. Così, negli undici capitoli del libro, la definizione dell'Olocausto, delle sue cause e degli elementi che lo distinguono da altri genocidi, si intreccia con le descrizioni delle reazioni ebraiche agli eccidi di massa, del mutamento del ruolo delle donne ebree dopo l'uccisione dei loro padri e mariti, delle risposte che la teologia ha dato alla morte di milioni di persone, e, ancora, con il racconto delle vicende che portarono alla fondazione dello Stato di Israele da parte dei sopravvissuti.
Milano : Medusa, 2012
Abstract: Come scrive Zygmunt Bauman nella toccante prefazione a questo libro-testimonianza, il compito più difficile per chi si trovò a vivere la tragica esperienza dei campi di sterminio nazisti era restare umani in condizioni disumane. Lettera ai figli, che Anna Hyndräkovä-Kovanicovä trova il coraggio di scrivere nel 1971, all'età di 43 anni, inizia in un giorno preciso, il 15 marzo 1939, data dell'invasione della Cecoslovacchia da parte delle armate naziste. Gli avvenimenti personali legati alla famiglia, alla scuola, ai compagni e alle amiche più care si stemperano nel ricordo di una Praga occupata dai soldati tedeschi e sempre più negata ai cittadini di religione ebraica. Nel 1942 la giovane Anna, con la famiglia, è costretta ad abbandonare Praga e viene condotta nel ghetto di Terezin, inizio della deportazione che la condurrà ad Auschwitz. Il racconto si snoda rievocando il viaggio, l'arrivo nel campo e la sistemazione nel Familienlager, la fame, gli espedienti per procurarsi un po' di cibo, gli appelli, la paura e il momento più duro, quello della selezione. Privata dei genitori, che moriranno nelle camere a gas, Anna viene inviata a lavorare nel sottocampo di Gross Rosen, dove apprende della morte della sorella e della nipotina. Durante l'inverno decide di fuggire e durante l'evacuazione del campo nel febbraio 1945 riesce nel suo intento. Ma questo è solo l'inizio di un allucinante viaggio di ritorno. Anna conosce l'oltraggio della violenza fisica e psichica...
Hotel Meina / Marco Nozza ; prefazione di Giorgio Bocca
Milano : Il Saggiatore, copyr. 2008
Abstract: Questo libro non ha come teatro pianure percorse da vagoni blindati o campi di sterminio, bensì ridenti cittadine del Lago Maggiore: Baveno, Stresa, Meina, Arona. Luoghi in cui, nel settembre 1943, una colonia di ebrei sfollati dalle città lombarde assistette all'arrivo della Leibstandarte Adolf Hitler, la divisione SS gloria e vanto del Führer. Grazie a decine di testimonianze dirette, l'autore ricostruisce la cieca ostinazione con cui la colonia che gravitava attorno all'Hotel Meina reagì di fronte alla caccia ai civili indifesi e ai cadaveri che iniziavano ad affiorare dal lago, nel quale trovarono la morte cinquantaquattro persone.
Non dimenticarmi / Helga Deen ; traduzione di Marika Viano
[Milano] : Rizzoli, 2009
Dopo l'ultimo testimone / David Bidussa
Torino : Einaudi, copyr. 2009
Abstract: Per molto tempo, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, lo sterminio ebraico non è stato raccontato. Al massimo trovava posto nelle storie di famiglia, come una sorta di vicenda privata. Poi, alcuni anni fa, mentre la generazione dei testimoni oculari iniziava a morire, il problema si è imposto all'attenzione pubblica. Dieci anni dopo la sua istituzione ufficiale, il Giorno della memoria ha un futuro oppure il suo contenuto si è già esaurito? Che efficacia può avere, oggi, il racconto degli ultimi testimoni? E avere ascoltato tante volte il racconto di quell'orrore ci ha reso davvero più consapevoli e attrezzati dinanzi al rischio di una sua ripetizione? David Bidussa indaga la retorica della memoria pubblica, senza fare sconti ai suoi meccanismi rituali e alle sue debolezze. Lo fa guardando al momento in cui, tra pochi anni, non ci sarà più nessuno a raccontarci di aver visto con i propri occhi l'orrore dei massacri. Quando resteremo solo noi a raccontare le vittime e i carnefici con gli strumenti della storia.
Milano : Il saggiatore, copyr. 2008
Abstract: Nonostante le discriminazioni, le violenze e l'ossessione antisemita di Hitler, l'eliminazione del popolo ebraico non rientrava nei piani iniziali del regime nazista. Con l'invasione della Polonia avvenne la svolta: il tentativo di ridisegnare la mappa demografica dell'Europa orientale basato sulla pulizia etnica e sul terrore caotico fu sostituito da un vero e proprio programma di sterminio. La Polonia occupata divenne il laboratorio degli esperimenti di politica razziale, dai trasferimenti forzati alle decimazioni nei ghetti. Ma fu soprattutto in seguito alla guerra di annientamento contro l'Unione Sovietica, iniziata nell'estate del 1941, che la politica nei confronti degli ebrei assunse le forme aberranti del genocidio. Questo studio ripercorre i trenta mesi che vanno dal settembre 1939 al marzo 1942, nel corso dei quali il regime nazista si trovò in bilico su uno spartiacque della storia. Allo sterminio degli ebrei d'Europa non si giunse seguendo un piano prestabilito, ma per tentativi ed errori, iniziative e ambizioni personali, arbitrii e lotte per il potere, cui si affiancarono l'efficienza tecnologica, lo zelo di anonimi burocrati e di politici compiacenti, la complicità dei vertici militari. E soprattutto, senza l'abdicazione alle responsabilità individuali, la profezia hitleriana di un'Europa senza ebrei non avrebbe avuto seguito. Un'opera che traccia il percorso compiuto dai vertici del regime e dai tanti cittadini tedeschi comuni verso Auschwitz.
Cenere d'uomo / Nicholson Baker ; traduzione di Marco Marinelli
[Milano] : Bompiani, 2009
Abstract: Nel corso di un interrogatorio, il generale Halder disse che quando fu rinchiuso ad Auschwitz, verso la fine della guerra, vide fiocchi di cenere portati dal vento nella sua cella. E li chiamò cenere d'uomo. Con questo libro documentato e provocatorio Micholson Baker racconta l'inesorabile marcia dell'Inghilterra, degli Stati Uniti, della Germania, dell'Europa tutta verso l'Olocausto. Baker raccoglie, interpreta e fonde in un grande racconto una messe enorme di documenti apparentemente non centrali, come giornali, diari, discorsi radiofonici dell'epoca, dichiarazioni estemporanee di uomini politici di rilievo, che divengono, ciascuno, segni inquietanti della follia che ha portato verso la soluzione finale. Alla domanda che agita ogni coscienza, Come è mai potuto accadere tutto questo?, lo scrittore americano non fornisce risposte definitive, ma lascia al lettore il compito di seguire questa corsa inarrestabile verso il baratro; lascia al lettore l'onere di giudicare non solo i colpevoli (inequivocabilmente colpevoli) ma anche quegli spettatori che per indifferenza, malizia, cinismo non hanno voluto opporsi quando ancora sarebbe stato possibile farlo e si sono lasciati risucchiare nel vortice dell'orrore.
L'olocausto nella storia / Michael R. Marrus
Bologna : Il mulino, stampa 2000
Abstract: Questo libro offre un attento bilancio della produzione storiografica internazionale sul tema secondo una duplice prospettiva: da un lato, l'autore affronta l'Olocausto dal punto di vista degli ebrei, chiedendosi se e in quale misura la loro passività abbia finito per favorire la persecuzione; dall'altro, considera la soluzione finale dal punto di vista nazista, cercando di metetre in risalto le differenze tra l'operato delle SS, delle autorità locali tedesche e dei governi collaborazionisti. L'attenzione si sposta poi sull'atteggiamento dell'opinione pubblica, tanto nei paesi sotto il controllo della Germania quanto nelle potenze alleate; sulla responsabilità dei governi democratici, per quanto avrebbero potuto fare e non fecero, e del papa stesso per il suo silenzio, sul quale ancora si discute. Michael R. Marrus insegna Storia nell'Università di Toronto.
Torino : Bollati Boringhieri, 2000
Abstract: Il 20 gennaio 1942 il capo della Direzione centrale per la sicurezza del Reich riunì, in una villa di un elegante sobborgo di Berlino, quattordici persone tra segretari e sottosegretari di Stato, funzionari ministeriali di grado equivalente, generali e ufficiali delle SS per consultarsi con loro sulle conseguenze di quanto era ormai cosa decisa: sterminare tutti gli ebrei d'Europa. Il verbale della riunione, destinato a restare segreto, fu redatto su ordine e dietro istruzione di Heydrich da Adolf Eichmann. Solo nel 1947 il verbale venne trovato dagli americani: nel volume si trovano lettere, verbali, appunti, testimonianze che riguardano direttamente la conferenza del gennaio 1942.
I nemici sono gli altri : convegno sull' olocausto / a cura di Laura Fontana e Giorgio Giovagnoli
Firenze : Giuntina, copyr. 1999
Voci dalla shoah : testimonianze per non dimenticare / [testi di Goti Bauer ... et al.]
Scandicci : La nuova Italia, 1995
La Chiesa e lo sterminio degli ebrei / Renato Moro
Bologna : Il mulino, copyr. 2002
Abstract: Inspiegabile alla coscienza del nostro tempo appare il silenzio del papa e della Chiesa di fronte alla Shoah. Il volume ricostruisce il contesto di una scelta che fu informata e consapevole quanto drammatica, mettendo a disposizione di tutti quello che è ormai accertato dalla ricerca storica. Lo scenario è ampio: le radici profonde dell'antisemitismo cristiano; la visione preconciliare della Chiesa di neutralità assoluta nei confronti della guerra e dei suoi figli in conflitto; il peso di una mentalità diplomatica che preferisce i passi discreti alla denuncia pubblica; la storia delle tormentate ricostruzioni della verità, tra la richiesta di perdono di papa Wojtyla e l'ipotesi di beatificazione di Pio XII.