Trovati 1711 documenti.
Trovati 1711 documenti.
Architettura e democrazia / F. L. Wright ; traduzione di Giuliana Baracco
Milano : Rosa e Ballo, 1945
Il pensiero
Milano : Lerici, 1967
Paperbacks Lerici ; 18
Roma : Officina, 1977
Officina 3 ; 6
L'architettura della partecipazione / Giancarlo De Carlo ; a cura di Sara Marini
Quodlibet, 2013
Abstract: Il percorso accademico e professionale di Giancarlo De Carlo congiunge in un'unica vocazione due termini etimologicamente contrapposti: architettura e anarchia, tenendosi sempre al riparo dalle allucinazioni utopistiche tipiche, ad esempio, degli anni Sessanta e Settanta, e anzi mantenendo sempre dritta la barra della ricerca di un metodo e, soprattutto, di un rigore capaci di restituire credibilità all'approccio disciplinare (Tafuri). Nello scritto qui pubblicato per la prima volta in maniera autonoma egli tenta di dimostrare in forma lineare e lucida come l'idea di una architettura partecipata - quando tutti intervengono in egual misura nella gestione del potere, oppure - forse così è più chiaro - quando non esiste più il potere perché tutti sono direttamente ed egualmente coinvolti nel processo delle decisioni - possa costituire un'utopia realistica, cioè compiutamente realizzabile. Le distinzioni teoriche messe in campo a tale scopo: progetto vs processo, funzione vs uso, ordine vs disordine e così via, forniscono un armamentario utile ancora oggi per chi tenti di mettere in moto nuove pratiche di partecipazione non solo in campo architettonico (si pensi a ciò che avviene oggi in Italia nel terreno della politica o a idee come l'open source e wikipedia). A chiudere il quadro due testi relativi alle due principali esperienze realizzate sul piano urbanistico (il piano di Rimini) e architettonico (il villaggio Matteotti di Terni)...
Le invarianti nella tomba Brion di Carlo Scarpa / Franz Falanga, Andrea Fantinato
Asolo : Aurelia, 2013
Abstract: Negli anni settanta Bruno Zevi individuò le sue sette invarianti nell'Architettura. Negli anni ottanta Franz Falanga individuò altre cinque invarianti che pose insieme alle sette del professor Zevi. Le verificò personalmente da solo e con i suoi studenti per una congrua quantità di tempo, finché ha deciso di pubblicare per la prima volta l'individuazione di queste dodici invarianti nell'architettura costruita della Tomba Brion di Carlo Scarpa a San Vito di Altivole (TV). Le invarianti individuate sono quindi state fotografate dal designer fotografo Andrea Fantinato. Questo libro è dunque, in assoluto, il primo sull'argomento, sia dal punto di vista della teoria, sia dal punto di vista della fotografia. Gli autori, conseguentemente e finalmente, dedicano questo loro lavoro a tutti coloro che intendono finalmente parlare architettura, e anche a coloro i quali intendono finalmente parlare di architettura.
Architettura open source : verso una progettazione aperta / Carlo Ratti ; con Matthew Claudel
Einaudi, 2014
Abstract: La figura dell'architetto-eroe ha segnato gran parte della storia dell'architettura del Novecento. Ma non è sempre stato così: in passato il modo di progettare e costruire case e città è spesso avvenuto con metodi collaborativi, idee sviluppate dal basso più che imposte dall'alto. Qualcosa di simile sta accadendo oggi, sull'onda del movimento Open Source e dei nuovi modelli di partecipazione in rete. Si tratta potenzialmente di una vera rivoluzione nel campo dell'architettura e del design. La esplorano Carlo Ratti e Matthew Claudel, partendo dalle trasformazioni in atto e gettando le basi per un modo nuovo di progettare dal cucchiaio alla città. Testo rivisto e accresciuto in modalità Open Source con Ethel Baraona Polii, Assaf Biderman, Michele Bonino, Ricky Burdett, Pierre-Alain Croset, Keller Easterling, Giuliano da Empoli, Joseph Grima, John Habraken, Alex Haw, Hans Ulrich Obrist, Alastair Parvln, Antoine Picon, Tamar Shafrir.
Teorie e storia dell'architettura / / Manfredo Tafuri
2. ed.
Bari : Laterza, 1970
Biblioteca di cultura moderna ; 649
96 ragioni critiche del progetto / Vittorio Gregotti ; prefazione di Jean-Louis Cohen
BUR, 2014
Abstract: Negli ultimi decenni l'architettura è stata protagonista di mutamenti profondi, che hanno trasformato il modo di intendere e progettare gli edifici e le città e di conseguenza il nostro vivere: Vittorio Gregotti, tra i più importanti architetti al mondo, ripercorre a partire dalla grande stagione critica di Casabella le posizioni, le scelte e le ideologie che hanno portato allo sviluppo degli spazi - urbani ed extraurbani - come oggi li conosciamo. Riflettendo sul ruolo dell'architettura nella costruzione della società contemporanea - dalla necessità del confronto con la realtà in cui si opera all'importanza di porre gli aspetti tecnici ed economici al servizio della collettività, dal recupero dell'eredità di grandi maestri come Walter Gropius ed Ernesto Nathan Rogers alla costruzione di opere capaci di rispondere oalle specificità storiche e sociali delle città - l'autore indica un coraggioso percorso per ripensare i territori in cui abitiamo, recuperando il legame inscindibile tra la progettazione critica dei luoghi, la loro identità e la qualità delle nostre vite. Prefazione di Jean-Louis Cohen.
Il possibile necessario / Vittorio Gregotti
Bompiani, 2014
Abstract: Un grande architetto si interroga sul futuro degli uomini in relazione alla sua arte. Se la globalizzazione ha accentuato le classiche contraddizioni dell'architettura, fra tradizione e innovazione, valore artistico e utilità, come inserirsi in questa dialettica, messa in crisi dalla tendenza odierna a dimenticare la bellezza e le reali necessità umane? Come trovare un giusto mezzo fra caos e ordine? Solo l'idea di progetto potrà rivelarsi efficace, in un ponte steso fra il presente, il passato e le spinte verso un futuro sempre più rischioso. Non sarà l'enfasi di un brutto grattacielo a salvarci, ma la voglia di ritrovare sempre l'Uomo in ogni suo manufatto. Ecco il credo laico di Vittorio Gregotti, enunciato in questo libro con precisione geometrica e con una passione che viene da lontano e porterà lontano, verso quel possibile necessario che è il progetto stesso calato in una attualissima filosofia di lavoro e di vita.
La carta d'Atene / Le Corbusier
Milano : Ghibli, c2014
Abstract: La Carta d'Atene è il più importante manifesto teorico del Movimento Moderno. In 95 punti fissa i principi fondamentali della città contemporanea. Quartieri ed edifici vengono ripensati in base alle funzioni che le persone svolgono al loro interno. Cambiano i concetti di lavorare, divertirsi, spostarsi; cambia l'idea di abitare, di casa; cambia il rapporto tra interno ed esterno. Una rivoluzione che, a partire dagli anni '60, non ha smesso di far discutere generazioni di architetti. Tradotto in tutte le principali lingue, resta una pietra miliare dell'architettura e dell'urbanistica contemporanee.
L'antico, il moderno, il classico : : itinerario teorico / / Ernesto d'Alfonso
Firenze : Altralinea, 2015
I quaderni di Arcduecittà
Abstract: Un percorso teorico sulla architettura moderna che coincide con una lettura di testi di Le Corbusier, analisi di progetti e opere, commentati al fine di approfondire alcuni temi essenziali della contemporaneità: 1) L'esprit nouveau, come valore di contemporaneità, che reclama dalla percezione qualcosa oltre la memoria, l'esercizio dell'immaginazione disciplinata dal sapere. 2) Il confronto con l'origine ed il postulato che ne deriva: il principio di mutazione paradigmatica. Lo scoglio di Bretagna e la finestra di Rio. 3) Il procedimento della progettazione moderna che verifica la mutazione paradigmatica. I quattro modelli paradigmatici di Le Corbusier. 4) Il canone dell'armonia moderna: il modulor. Per accennare alla forma della città moderna, nella sua versione lecorbusieriana: la teoria delle sette vie che Marsiglia e Chandigarh portano a verifica. (dall'Introduzione di E. D'Alfonso)
Milano : Unicopli, 2015
Abstract: Camillo Boito, Gustavo Giovannoni, Ludovico Quaroni, Manfredo Tafuri, Aldo Rossi, Guido Canella i dichiarati ed eletti capiscuola. E attorno a loro gli altri: una miriade di architetti e gli artisti e i poeti e i maggiori e minori critici; e sullo sfondo, non sai se per rassicurarti o tenerti domo, sta la figura di Hegel, monumentale come un'assente presenza, chiamata a presiedere tanto cimento come il Cavaliere Nero di Walter Scott. Tutto questo si muove nel cielo di questo libro e ti avvolge come se più stormi d'uccelli migratori, ognuno apparentemente destinato a un diverso lido, si siano dati convegno attorno alla tua testa e volteggino in quelle loro danze repentine, intricate e soavi, per esaltarti e confonderti. Per di più, questa volta, quei diversi stormi intrecciano così fittamente i loro itinerari da sembrare che si scambino reciprocamente le mete reclutando e cedendo di volta in volta, mobilmente, gli individui che ti pareva appartenessero all'una schiera e non all'altra, finché non comprendi che il vero messaggio di tanto straordinaria danza è quello di parlarti di un tempo che fu, non della verità; tuttavia meticolosamente, eruditamente cercata, spesso toccata.
Milano : Medusa, [2015]
Polaroid ; 13
Abstract: Parlando agli studenti di architettura, Frank Lloyd Wright insiste sul fatto che manca un'educazione per gli architetti, che gli ingegneri fanno molti danni perché sono privi di quel senso poetico e artistico che è proprio del vero architetto; e rovescia la vecchia querelle ottocentesca che all'ingegnere riconosceva il primato di chi progetta la struttura e fa stare in piedi l'edificio, relegando l'architetto quasi nel ruolo di decoratore: ma un architetto che non sappia costruire un grattacielo anche sotto il profilo tecnico, per Wright non è un architetto. La sbornia e la mondanità dello star system architettonico all'inizio del XXI secolo ha prodotto una spettacolarità avulsa da ogni legame urbanistico: vige l'eccezione creativa, lo sballo immaginifico dell'architetto. Il koolhaassiano Junk Space procede così di pari passo con la Bigness e oggi ci si può chiedere se il decostruttivismo non sia stato, in fondo, un frutto abortivo di quella libertà dell'architetto-artista che Wright poneva come viatico all'architettura organica. È ormai chiaro però - per citare ancora Koolhaas - che oggi la sovversione è un nuovo tipo di stile, la cui bulimia espressiva ha smantellato in gran fretta un secolo di dibattiti sull'etica del progetto moderno. Per questo l'urgenza di una nuova educazione dell'architetto, invocata da Wright, è un fatto che riguarda anche noi. Prefazione di Maurizio Cecchetti.
Parva Mundi / / Renato Rizzi, Susanna Pisciella, Andrea Rossetto
Milano ; Udine : Mimesis, 2014
Estetica e architettura ; 11
Abstract: Le potenze della forma sono immagini invisibili. Portano in superficie l'intimità dello sfondo intangibile. La dimensione del sacro che J. L. Nancy chiama il distinto, mentre W. Benjamin il teologico. Sono quelle lontananze dove dimorano le potenze iconologiche che appartengono all'universo esterno a noi, come all'infinito interno a noi.
Nuova ed. riveduta
Bari : Progedit, 2015
Storia e critica delle arti
S'emparer du présent, et autres textes / Giairo Daghini ; préf. de Cyrille Simonnet
Genève : Faces, c1999
Bari : Laterza, 1928
Biblioteca di cultura moderna ; 18 b
Città e memoria come strumenti del progetto / / Alberto Ferlenga
Milano : Marinotti, c2015
Confini ; 2
Abstract: Ha senso pensare che l'architettura possa esprimere oggi una sua cultura specifica e che questa possa ancora basarsi sullo studio aggiornato delle città e sulla rivisitazione della propria storia? Credere, insomma, che l'architettura e la città siano indissolubilmente legate e che, ancora oggi, dal loro rapporto rinnovato, possano svilupparsi teorie specifiche in grado di sottrarre il lavoro degli architetti dal dominio del gusto o del puro arbitrio? Io penso di sì e 'Città e Memoria' va letto come un contributo in questa direzione. L'architettura vive oggi un momento difficile, stretta com'è tra una pratica corrente sempre più marginale e l'aureo isolamento delle sue manifestazioni più 'elevate'. Ricostruirne la necessità rispetto a quel paesaggio urbano che, oggi come ieri, costituisce il suo sfondo più importante è un obiettivo non secondario che potrebbe coincidere con la sopravvivenza stessa di un mestiere del quale c'è chi predice la fine. Significa proporre, per l'architettura, una nuova idea di qualità che sia condivisibile e verificabile nei suoi effetti, cioè nella capacità di migliorare i luoghi in cui viviamo. (Alberto Ferlenga)
Per una architettura realista / a cura di Gentucca Canella e Elvio Manganaro ; con Laura Locatelli
Santarcangelo di Romagna : Maggioli, [2015]