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Quota 1222
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Holt, Anne

Quota 1222

Einaudi, 24/02/2015

Abstract: Sotto una violenta bufera di neve, un treno deraglia tra le Alpi norvegesi. I passeggeri vengono tratti in salvo e condotti in un albergo della zona. Ma, mentre sono ancora tutti isolati a causa del maltempo, un assassino comincia a fare vittime. Hanne Wilhelmsen, bloccata anche lei a quota 1222 metri, ha il compito di sfidare il tempo - anche atmosferico - e fermare il killer. Senza una squadra investigativa, però, senza i rilievi della Scientifica, senza nulla che non sia la pura forza della sua intelligenza. Una delle piú belle inchieste per l'ex detective della polizia di Oslo. *** "Un omaggio, affascinante e modernissimo, al poliziesco classico". Der Spiegel "Quota 1222 è una fantastica lettura da brividi". The Guardian

Dare l'anima
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Prosperi, Adriano

Dare l'anima

Einaudi, 24/02/2015

Abstract: La vita di Lucia si intreccia con quella del figlio da lei concepito, partorito e ucciso. Una tragica vicenda che rimanda a quelle di moltissime donne dell'epoca e che si situa nel quadro delle concezioni dell'identità umana e dei rituali elaborati per fissare i confini tra i vivi e i morti. Grazie a un'esemplare ricerca condotta nelle direzioni piú diverse, la sorte di una madre e quella del suo piccolo risultano inestricabilmente legate ai modi in cui la cultura dell'epoca affrontò un problema centrale nella storia delle nostre civiltà: se esista e in che cosa consista la speciale natura dell'essere umano.

Favola delle cose ultime
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Givone, Sergio

Favola delle cose ultime

Einaudi, 24/02/2015

Abstract: C'era una volta una terra strana, diversa da tutte le altre: terra d'acqua, l'ha chiamata un poeta. Era il mondo delle risaie. non le risaie come le conosciamo ora, dopo l'avvento della chimica e dei diserbanti, che le hanno trasformate in bacini spenti dove si produce il riso. Al contrario, le risaie brulicanti di vita. Ma anche di sogni. E di pensieri estremi. Pensieri che riflettono il cielo nella terra. E la terra nel cielo. Come le risaie, appunto. Anche la gente che vi abitava era gente strana. Forse per via di quei sogni e di quei pensieri. Sia come sia, da quelle parti le cose ultime, vale a dire le questioni sulla vita e sulla morte che nessun filosofo sembra piú disposto ad affrontare, ma che in fondo sono le sole degne, trovavano sempre qualcuno che osasse riproporle: un vagabondo, un vecchio prete, un agrimensore che era stato amico di Gadda, un ex calciatore della Pro Vercelli, due montanari un po' balordi come i loro nomi Luno e Laltro, e tanti ancora, per non parlare delle mondine... Come se problemi un tempo al centro dell'attenzione, ma ormai materia di favola, si fossero persi e arenati in quella regione di confine, dove le geometrie perfette dei campi aprono sull'infinito. Il protagonista di questo che è anche un romanzo filosofico - un ragazzino dai natali incerti di nome Ranabota - prende terribilmente sul serio le domande che hanno nutrito la sua infanzia e la sua adolescenza, come se ne andasse della sua stessa vita. E infatti ne va. Trascinato, piú che dagli eventi, dalla sua inquietudine intellettuale, viene a trovarsi in modo nient'affatto casuale nel luogo in cui tutti i nodi si stringono: a Sarajevo, nell'infuriare della guerra. Il suo è un disperato soccombere nella sordità generale. Ma qualcosa rimane. Qualcosa come una ferita sulla superficie del nulla.

Nel nome di un dio barbaro
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Givone, Sergio

Nel nome di un dio barbaro

Einaudi, 24/02/2015

Abstract: Un oscuro episodio di eros, violenza e guerra apre il romanzo. Un delitto senza castigo né espiazione. E che in ogni caso non placa quel dio barbaro che è pur sempre Amore. Rigomago, provincia profonda. È una sera del febbraio 1921 e in un vecchio palazzotto di città si danno appuntamento personaggi privi d'identità sociale, misantropi sublimi, anime in pena, sognatori. Credono di averlo già pagato il conto con la vita. E invece... Il padrone di casa, giovin signore che vive della vita degli altri più che della sua, medita un gesto estremo. Ma prima di intraprendere il suo viaggio verso il nulla rivolge un ultimo sguardo al mondo che s'inabissa. Forse cerca un aiuto, o un viatico. E crede di trovarlo in certi quadernetti neri. Dove lui stesso ha raccontato la storia di ciascuno dei suoi ospiti. Sono microtragedie ironiche e patetiche che un filo comune lega. Come quella in cui una lettera inaspettata e priva di mittente basta a sconvolgere l'esistenza di un lui e di una lei incatenati da un sentimento esclusivo. O come quell'altra in cui il caso fa balenare a una giovane coppia l'immagine di un paradiso a portata di mano, trascinandola in un'avventura votata alla catastrofe. Per non parlare dello zingaro che arriva, irrompe nella vita di chi mai e poi mai se lo aspetterebbe, e subito è un incendio che fa luce e porta rovina. Sempre si tratta dello straniero che incanta e seduce ma nello stesso tempo ferisce al cuore, anche in modo mortale. Non è lui il dio barbaro, dio tenero e crudele, ultimo dio rimasto all'uomo non si sa se per consolarlo o per tormentarlo? O forse c'è dell'altro. C'è la strana ma preziosa alchimia spirituale che converte gli inganni del cuore e della mente in una forma paradossale di verità. Secondo l'antico detto tragico per cui non è data nessuna conoscenza se non attraverso il dolore.

Storie della disperanza
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Mutis, Álvaro - Longo, Gaetano - Longo, Gaetano

Storie della disperanza

Einaudi, 24/02/2015

Abstract: Negli anni Ottanta Álvaro Mutis, dopo una lunga ricerca poetica apprezzata dai critici e dal pubblico, allunga il respiro della sua narrazione con le avventure di Maqroll il Gabbiere, protagonista di una serie di romanzi che aprono al loro autore le porte dei maggiori riconoscimenti internazionali (fra cui, nel 2001, il Premio Cervantes, il piú ambito per la letteratura in lingua spagnola). Anche in questo inedito volume di racconti - scelti personalmente da Mutis - troviamo i personaggi e i temi a lui cari e tanto amati dei lettori: dall'ultima (per ora) avventura di Maqroll il Gabbiere di Un Re Mago a Pollensa, ai racconti del diplomatico portoghese di I testi di Alvar de Mattos, dalle immaginifiche avventure di Alar l'Illirico, stratega dell'imperatrice Irene di La morte dello stratega, al piranesiano Diario di Lecumberri, dal resoconto della presa di Costantinopoli da parte di Maometto II, alla "fotografia" dell'inizio della sfolgorante carriera del generale Bonaparte... Tutte storie, fra realtà e finzione, scritte con la passione e l'eleganza tipiche di Álvaro Mutis, e impregnate di quella "disperanza" che, eternamente, avvolge il destino degli uomini e il loro cammino. A cura di Gaetano Longo.

Trittico di mare e di terra
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Mutis, Álvaro - Bardelli, Fulvia

Trittico di mare e di terra

Einaudi, 24/02/2015

Abstract: Un trittico di due elementi: la terra e il mare. Sono i confini molto sfumati e generici fra cui si aggira senza riposo - terzo sottinteso, malinconico e sfuggente - il Gabbiere. Il sue errare, già lo sappiamo, è insieme un tipo di viaggio e un carattere dall'anima. Ma ecco che, in questo libro, l'eroe di Mutis giunge finalmente in tre porti che hanno ciascuno un volto, un nome e una storia: Sverre Jensen, il pescatore norvegese grande e grosso, compagno di mille risse e di memorabili sbronze, che valgono soltanto come stratagemmi per tenere lontano l'ombra del gesto finale; Alejandro Obregòn, il pittore travolgente e geniale che si perde per il mondo, ferma nei suoi quadri angeli con il viso di donna e spera di riuscire un giorno a dipingere il vento, non quello che muove gli alberi, ma "il vento che non lascia traccia, quello tanto simile a noi, al nostro mestiere di vivere, che non ha nome e ci sfugge tra le mani"; e infine Jamil, il piccolo figlio di Abdul Bashur, affidato a un Gabbiere incredulo che prima si ritrova balia e poi perderà per la seconda volta un compagno impareggiabile.Per Maqroll l'unico vero porto è il volto dell'amico. Qui, Alvaro Mutis ne dipinge tre progendo al lettore un libro sull'amicizia e sui suoi silenzi, sulle parole che mancano quando si cerca la definizione precisa di una presenza.

L'estate che perdemmo Dio
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Postorino, Rosella

L'estate che perdemmo Dio

Einaudi, 24/02/2015

Abstract: Salvatore Silvestro, il padre. Laura, la madre. Margherita, la figlia piú piccola. E Caterina, la figlia maggiore. Nella mente di Caterina ormai dodicenne continua a risuonare l'urlo della zia, quella notte di tre anni fa giú a Nacamarina. L'urlo che annunciava il focu, la sciagura. Dopo quella notte, per salvarsi, la famiglia Silvestro è dovuta fuggire. In Altitalia. Dove ha conosciuto l'esilio, e anche una insperata libertà. Adesso qui, al Nord, arriva la notizia di un'altra sciagura. La morte di zio 'Ntoni. Salvatore deve separarsi dalla moglie e le figlie - loro cosí uniti - e tornare nel luogo in cui è nato, per il funerale. Il romanzo alterna il tempo dell'oggi, in cui Laura e le bambine spiano ansiose il viaggio di Salvatore, costretto a fare i conti con le proprie radici, e il tempo del ricordo: la fuga, l'arrivo nel nuovo mondo, lo spaesamento... Un appassionante flusso narrativo: nello sguardo di una ragazzina già adulta eppure capace di attingere alla forza incrollabile dell'immaginazione, e di ricomporre il destino della propria famiglia con il gesto amoroso del racconto. "Piú di tutti, di tutti quanti loro, di tutta la loro famiglia messa assieme, piú di chiunque altro, Caterina lo ha preteso. Il diritto di essere felice. Il diritto di provare ad essere felice".

Amore®
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Scarpa, Tiziano

Amore®

Einaudi, 24/02/2015

Abstract: Amore, marchio registrato. L'amore è un brevetto, un marchio di fabbrica, una merce inconfondibile come le aspirine e la cocacola. Chi ha inventato l'amore? Come faccio a riconoscerlo subito quando lo incontro dentro e fuori di me? Come posso dire con tanta sicurezza "sono innamorato", "sono innamorata"? L'amore è un luogo comune della comunità umana, e tuttavia ognuno si persuade di vivere qualcosa di unico, mai sentito, mai raccontato. L'amore stravolge i ruoli sociali, trasforma l'identità, cambia letteralmente i connotati, rimodella i corpi. In questi otto racconti ci sono persone che credono di inventare l'amore, mentre e amore a reinventare loro. C'è un papa che si strugge per la compagna irraggiungibile della sua vita. C è un impiegato delle poste che per amore diventa campione mondiale di culturismo, c'è suo figlio sbigottito che non può fare a meno di odiarlo e adorarlo a morte. C'è un ragazzino concepito sulla lavatrice di casa che per pronunciare la prima dichiarazione d'amore della sua vita si cura la balbuzie con la centrifuga. C'è un antenato di Woody Allen che trasmigra con tutto il corpo dentro il proprio organo sessuale. C'è una ragazza del futuro che con la sola forza della passione riesce a far muovere automobili, nuotatori, il mondo intero, c'è il suo fidanzato che si sbarazza dei propri sentimenti travasandoli in un clone. C'è un sentimentalone che pensa vorticosamente alla natura dell'essere e alle sciocchezze piú effimere mentre la sua fidanzata è impegnata a vezzeggiargli i genitali. C'è una bambina che ogni notte registra di nascosto l'accoppiamento dei suoi genitori. C'è uno scrittore di libri per bambini che progetta di salvare l'infanzia attraverso l'analfabetismo totale. C'è un maestro elementare che si masturba nella dentiera della moglie morta. Questo libro a volte commosso, a volte strepitosamente comico, trova una felicità nel raccontare che è la sorpresa piú bella nella scrittura assai meditata di Tiziano Scarpa.

Ritratto dell'artista da cucciolo e altri racconti
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Thomas, Dylan - Bossi, Floriana - Rodocanachi, Lucia - Fauno, Angelo

Ritratto dell'artista da cucciolo e altri racconti

Einaudi, 24/02/2015

Abstract: "Per uno scrittore comico la società è sempre buffa, anche, o specialmente, nel suo letto di morte": cosí, nel 1948, Dylan Thomas spiegava la propria concezione della letteratura comica, genere in cui lui stesso era diventato maestro grazie al Ritratto dell'artista da cucciolo. Secondo Thomas, nulla doveva impedire a uno scrittore di inventarsi un burlesco mondo fantastico, o di scovare l'aspetto burlesco del mondo reale. E il Ritratto non è che una gioiosa burla: manipolando memoria e linguaggio, Thomas strizza l'occhio al celebre Ritratto dell'artista da giovane di Joyce, e scrive un'autobiografia mitica e comica nella quale l'infanzia diventa una condizione magica, un'età in cui l'immaginazione reinventa il mondo. La stessa potenza comica e favolistica si ritrova negli altri lavori compresi in questo volume. Da I nemici a I limoni, fino a Gli inseguitori e a Una storia si susseguono storie che illuminano con grazia e umorismo, l'oscurità magica del mondo.

Mi avrai. Le note della passione
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Reiss, C. D.

Mi avrai. Le note della passione

Sperling & Kupfer, 18/02/2015

Abstract: Che non sarebbe stata una passione qualunque, o una cosa semplice, Jonathan e Monica l'hanno sempre saputo. Eppure, insieme, sono riusciti a combattere dimostrando agli altri e a se stessi che la loro storia è più forte di qualunque ostacolo. Purtroppo per loro, però, non è ancora tempo di abbassare la guardia e smettere di lottare. Perché la prova più difficile è ora all'orizzonte e si avvicina inesorabile: nel passato di Jonathan infatti ci sono segreti che scalpitano per venire alla luce e che non è più possibile nascondere. Segreti che, con la potenza devastante di un uragano, sarebbero in grado di travolgere e distruggere tutto. Per Monica è giunto davvero il momento di compiere una scelta. E anche se ha dato il suo corpo a Jonathan, non significa che all'improvviso sia diventata più arrendevole. O almeno è quello che lei si ostina a mostrare. In realtà le basta guardarlo in quei suoi occhi verdi per credergli. Nonostante i dubbi la tormentino. Nonostante la testa le suggerisca di non farlo. Perché lei lo ama, punto e basta. E il suo cuore non è più né saggio né prudente. Quando si tratta di Jonathan Drazen, Monica è solo un fascio di nervi scoperti e carichi di emozione, come se tutto questo l'avesse resa più sensibile, vulnerabile e stupida. Siamo alla sfida finale. Riuscirà il loro amore a sopravvivere alle loro scelte? Romanticismo, passione e colpi di scena. Con ""Mi avrai"", C.D. Reiss firma l'esplosivo terzo e ultimo capitolo di una trilogia, ""Le note della passione"", che ha saputo a oggi conquistare migliaia di lettrici in tutto il mondo e ha permesso alla sua autrice di entrare nell'olimpo delle dieci scrittrici di libri erotici più popolari di Amazon, insieme a E.L. James.

Aut-Aut
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Kierkegaard, Søren - Cantoni, Remo - Guldbrandsen, K.M.

Aut-Aut

Mondadori, 24/02/2015

Abstract: Aut-Aut, testo chiave dell'esistenzialismo, pubblicato per la prima volta nel 1843, è anche l'opera in cui il pensiero di Sören Kierkegaard raggiunge il suo apice. La contrapposizione fra vita estetica e vita etica, il passaggio dall'una all'altra attraverso l'esperienza della disperazione e dell'angoscia, la scelta come fardello esistenziale, il compito della realizzazione di sé in quanto individui: sono questi i temi principali di Aut-Aut, proposti da Kierkegaard con un vigore e una lucidità che ancora oggi colpiscono il lettore per la loro forza e urgente attualità.

Il bell'Antonio
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Brancati, Vitaliano - Sciascia, Leonardo

Il bell'Antonio

Mondadori, 24/02/2015

Abstract: Antonio Magnano, giovane seduttore catanese, non riesce a consumare il suo matrimonio con la bella ereditiera Barbara di cui è forse troppo innamorato. Nel clima di machismo che impera tra le due guerre lo scandalo scoppia rapidamente. Il più amaro e significativo romanzo di Vitaliano Brancati (1907-1954).

La serie infernale
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Christie, Agatha - Garofalo, Gianluca

La serie infernale

Mondadori, 10/03/2015

Abstract: Poirot riceve una lettera in cui un anonimo, che si firma A.B.C., gli comunica che ad Andover avverrà un assassinio, cosa che accade realmente. Fa seguito una seconda lettera che avverte di un crimine a Bexhill, quindi una terza che anticipa un omicidio a Churston. La serie di delitti sembra intenzionata a continuare. E Poirot, per indagare, organizza una squadra di investigatori con i parenti delle vittime.

Avversario Segreto
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Christie, Agatha - Volpatti, Lia

Avversario Segreto

Mondadori, 10/03/2015

Abstract: L'ex ufficiale Tommy e l'infermiera Tuppence - spiantati e bisognosi di un impiego - amano l'avventura e il rischio. Grazie a una conversazione ascoltata per caso, i due giovani avventurieri si ritrovano sulle tracce di un'americana, misteriosamente scomparsa dopo aver ricevuto alcuni documenti segreti. Ma dove si nasconde quella donna?

Fino all'ultimo uomo
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Manning, Frederic

Fino all'ultimo uomo

Piemme, 24/02/2015

Abstract: In un romanzo considerato un capolavoro della letteratura di guerra, la battaglia della Somme, una delle più terribili carneficine della storia, rivive attraverso gli occhi del soldato semplice Bourne, alter ego dell'autore. L'attenzione è tutta rivolta agli uomini che combattono e muoiono, che marciano fino allo sfinimento, tormentati dai parassiti e dal sudiciume, che attendono nelle retrovie. Le imprecazioni, i pensieri, la paura non concedono nulla all'idealizzazione della vita militare. Il risultato è un profondo, sincero ritratto del soldato semplice di fronte alla terribile prova della guerra. Della Grande guerra e di ogni guerra.

Cevengur
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Platonov, Andrej - Discacciati, Ornella

Cevengur

Einaudi, 24/02/2015

Abstract: Leggi un estratto *** Una città dimenticata da Dio nel cuore della steppa, abitata da uomini inselvatichiti dalla miseria. Ma anche in questo luogo è passata la rivoluzione e ha lasciato sogni e sentimenti sulla nuova società da costruire. Il romanzo di Platonov è la cronaca emozionante, ora tragica, ora comica, di questo momento magico, quando gli ultimi del mondo sembrano diventare i protagonisti della Storia. Gli esiti della rifondazione utopica sono paradossali, bislacchi, votati al disastro, che puntualmente arriverà, ma i personaggi restano nella memoria del lettore con tutto il loro carico di umanità. Uno dei più grandi capolavori della letteratura russa del Novecento, scritto nella seconda metà degli anni Venti ma pubblicato in Russia solo nel 1988, in una nuova edizione integrale accuratamente tradotta. *** Frutto di inquietudini moderniste, Cevengur di Andrej Platonov rientra a pieno titolo in quel filone della letteratura russa nel quale la fede incondizionata nelle teorie non godeva di largo credito. A quelle visioni del mondo preconfezionate, sostenute con forza dall'intelligencija radicale, scrittori come Turgenev, Dostoevskij e Tolstoj opposero, con pervicacia al limite dell'ostinazione, autentici capolavori. I più grandi romanzi dell'Ottocento russo sono, come è stato detto, "romanzi di idee nella misura in cui sono romanzi che lottano contro la supremazia delle idee": si cimentano con la materia della realtà, con le scelte quotidiane del singolo, con l'imprevedibilità della vita e preferiscono instillare dubbi piuttosto che diffondere credo. Se in Cevengur il tessuto polifonico, la costruzione argomentativa, l'esposizione delle teorie coeve con una lucidità che già da sola ne smaschera la disumanità, rinviano ai grandi romanzi di Dostoevskij, come non ascrivere a Tolstoj, il "profeta della carne", l'assillo tutto platonoviano per la caducità del corpo umano e per le passioni carnali? Dalla prefazione di Ornella Discacciati

Via Katalin
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Szabò, Magda - Ventavoli, Bruno

Via Katalin

Einaudi, 03/03/2015

Abstract: Dalle tre case di via Katalin dove vivono Irén, Blanka, Henriett e Bálint si intravede il Danubio. I quattro bambini crescono insieme nella Budapest degli anni Trenta del secolo scorso, e insieme affrontano, ormai giovani adulti, il clima di insicurezza provocato dalla guerra e dalle persecuzioni antisemitiche. Presi come sono a districare quell'ingarbugliata matassa che è l'esistenza, nessuno di loro riesce a presagire con quanta violenza e tragica arbitarietà il destino svierà il corso delle loro vite. Con un arco temporale che si estende dal 1934 alla fine degli anni Sessanta, Via Katalin (che in Ungheria venne pubblicato nel 1969) è forse l'opera piú corale di Magda Szabó: un romanzo di grande suggestione, che coinvolge il lettore nella dolente nostalgia del ricordo e dei sogni non realizzati.

Vita
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Mazzucco, Melania G.

Vita

Einaudi, 03/03/2015

Abstract: Nel 1903 Vita e Diamante, nove anni lei, dodici lui, sbarcano a New York. Dalla miseria delle campagne del Mezzogiorno vengono catapultati in una metropoli moderna, caotica e ostile. Vita è ribelle, possessiva e indomabile, Diamante taciturno, orgoglioso e temerario. Li aspettano sopraffazione, violenza e tradimento. Ma anche occasioni di riscatto, la scoperta dell'amicizia e, soprattutto, l'amore. Che si rivelerà piú forte della distanza, della guerra, degli anni. Questo fortunato romanzo, epico e favoloso, commovente e amaro, continua a incantare i lettori di tutto il mondo. Dando voce a un coro di personaggi perduti nella memoria, Melania Mazzucco tesse i fili di una narrazione che è insieme familiare e universale. La storia di tutti quelli che hanno sognato - e sognano - una vita migliore. *** "Un romanzo pieno di compassione, ricco di personaggi indimenticabili. Da leggere fino all'ultima pagina". "Die Welt" *** "Una storia piena di storie, scritta con la grazia robusta di un dono misericordioso e spietato". "La Stampa"

Metroland
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Barnes, Julian - Fargione, Daniela

Metroland

Einaudi, 03/03/2015

Abstract: Al professore che lo interroga, Christopher Lloyd ama rispondere "J'habite Metroland", adoperando il nome di una fermata della storica Metropolitan Line di Londra, "meglio di Eastwick, piú esotico di Middlesex", per indicare la sonnacchiosa periferia urbana in cui vive. "Uno abitava in quella zona perché da lí era facile andarsene", osserva Chris, che ad andarsene, insieme all'inseparabile amico Toni Barbarowski, come lui sedicenne, come lui francofilo e arrabbiato, come lui appassionato di arte e ragazze, si prepara con metodo. Nel frattempo i due aspiranti flâneurs, fedeli ai dettami dei loro numi tutelari Baudelaire, Gautier e Nerval, cercano modi casalinghi per épater la bourgeoisie: condurre arditi esperimenti sensoriali alla National Gallery, occhieggiare le donne attraverso un binocolo, elaborare pretenziose teorie esistenziali, farsi gioco di chiunque capiti a tiro, "gli scemi, i capiclasse, gli insegnanti, i genitori, mio fratello e mia sorella, la Terza divisione nord, Molière, Dio, la borghesia e l'uomo della strada", e attendere che cominci la Vita Vera. Chris se la va a cercare, qualche anno piú tardi, a Parigi, con un inutile progetto accademico postlaurea ma, risucchiato nel vortice di Lawrence Durrell e i caffè sui boulevards, il cinema di Bresson e le lenzuola del suo primo amore Annick, quando la Vita Vera gli corre incontro non la riconosce. È la primavera del 1968, ma les événements della rivoluzione studentesca che scuote la città alle fondamenta gli passano accanto inavvertiti, per la riprovazione dell'esule Toni, sempre piú sradicato, sempre piú arrabbiato e sprezzante dei ricconi compiaciuti che uccidono la poesia. Ma che succede quando si cresce un altro po' e la vita vera, quella senza maiuscole fatta di doveri coniugali, mutui e pannolini, comincia sul serio? È allora che muoiono le teorie? E le amicizie? Un romanzo di formazione e insieme una meditazione lieve e delicata sul valore dei legami nella felicissima opera prima, datata 1980 e vincitrice del Somerset Maugham Award 1981, dell'autore di Il senso di una fine. *** "Se tutte le opere narrative fossero altrettanto acute e profonde, altrettanto articolate e divertenti di Metroland, la si pianterebbe di parlare di morte del romanzo". "New Statesman"

Procedura
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Mannuzzu, Salvatore

Procedura

Einaudi, 03/03/2015

Abstract: Sardegna 1978: mentre l'Italia intera è angosciata dalle notizie del sequestro Moro, a Sassari il giudice Valerio Garau, che sta bevendo un caffè insieme con la collega e amante Lauretta, cade riverso al suolo e muore fulminato da un grano di cianuro di potassio. Omicidio, suicidio o tragico errore? L'amante, l'ex moglie, qualcuno dei colleghi, il marito dell'amante, tutti avrebbero avuto buoni motivi per liberarsi di lui. E poi chi era davvero Valerio Garau? Un cinico, un seduttore, un bugiardo, un ragazzo malcresciuto, un ingenuo? Il giudice chiamato dal continente a far luce sull'impossibile caso si muove fra palazzi polverosi e villette in abbandono, fotografie ingiallite e reperti archeologici, furti di lettere e serrature violate, portando avanti un'istruttoria che risulta ogni giorno piú enigmatica, dentro un ambiente giudiziario carico di gelosie, vigliaccherie, omertà. E, come ha scritto Natalia Ginzburg, alla fine il giudice lascerà l'isola "dove si è piegato a individuare il segreto d'un volto scomparso, avendo mescolato al destino di quel volto la propria infelicità". Da questo libro, che ha vinto il premio Viareggio nel 1989, è stato tratto il film Un delitto impossibile (2000), per la regia di Antonello Grimaldi, con Carlo Cecchi e Angela Molina. *** "Un romanzo ammirevole nella sua sobria e struggente musicalità. Pagine da antologia ci danno insperatamente l'antica gioia della lettura disinteressata, lenta, che credevamo di avere dimenticato". Geno Pampaloni "Là dove Sciascia s'interessa alla Giustizia, Mannuzzu s'appassiona ai giudici in carne ed ossa, all'umana misura di chi giudica". Massimo Onofri